Gemma n° 2162

“Questi siamo io e tre miei compagni di classe delle medie. Tutti e quattro avevamo l’esame orale lo stesso giorno.
Uno dei miei compagni decise di fare un selfie tutti assieme, per placare l’ansia e involontariamente anche il leggero imbarazzo, dato che nella classe c’erano diversi piccoli gruppi, non in contrasto tra loro, ma molto diversi negli interessi e nel modo di approcciarsi, e si sa che a quell’età i ragazzi stanno bene solo con chi considerano loro simili, per poi maturare con il tempo ed imparare a convivere con tutti quanti. Perciò, messi tutti e quattro assieme ed essendo alcuni di noi non molto in sintonia con altri, l’atmosfera era un po’ tesa e imbarazzata, ma quel selfie ci ha sicuramente uniti in quel momento che accomunava tutti e quattro. Inoltre quella data segna uno spartiacque, la fine delle scuole medie in vista dell’inizio delle superiori, due mondi completamente diversi sotto ogni punto di vista, dai rapporti, agli interessi, alle priorità. Perciò quel 15 giugno è un ricordo unico e inimitabile, uno di quei momenti andati che non torneranno mai” (L. classe quarta).

Gemme n° 184

IlariaNon posso riproporre per intero la gemma di I. (classe quinta), in quanto costituita di vari video e foto private. “Poco meno di un anno fa ho vissuto un’esperienza incredibile; ero al compleanno di mio nonno e mio zio stava raccontando delle volte in cui va in parapendio. Allora gli ho chiesto quando mi avrebbe fatto fare un giro. “Se vuoi tra due ore siamo in volo”. All’inizio sono rimasta perplessa, poi ho accettato. E’ stato magnifico: il mondo visto dall’alto regala un’emozione unica. Da un lato le meraviglie che vedi, dall’altro la paura e la tensione: adrenalina pura.” Jalāl ad-Dīn Muḥammad Rūmī è un mistico persiano del 1200. Una sua frase si abbina bene alle sensazioni vissute da I. facendo riferimento sia alla sua esperienza concreta sia a un ambito metaforico: “Questo è amore: volare verso un cielo segreto, far cadere cento veli in ogni momento. Prima lasciarsi andare alla vita. Infine, compiere un passo senza usare i piedi.”