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Gemme n° 289

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La mia gemma è una persona, una ex compagna di scuola. Siamo rimaste amiche, lei mi è sempre stata accanto. Ultimamente la vedo molto meno spesso perché ha una malattia molto rara per la quale sembra non ci siano cure. L’ultimo anno è sempre stata a casa da scuola ed è peggiorata molto, fino a perdere l’uso delle gambe. Ora è in ospedale a Trieste e la vado a trovare almeno una volta a settimana: è forte e non si arrende e sebbene abbia una vita difficile, lei ti fa pensare che non è un problema. L’ultima volta non ho potuto fare a meno di dirle che, anche se avevo il sorriso, non riuscivo a guardarla come prima, quando poteva camminare e lei mi ha detto: Essere sempre fieri di quel che si è. Delle proprie gambe per correre, camminare e saltare, della propria sedia per andare comunque lontano.. perché non importa dove stai, se stai in piedi, se corri o se non puoi nemmeno camminare: con la testa e con il cuore puoi sempre sognare e volare in alto!
E poi..è bello anche cambiare, altrimenti che noia!
Mi sono resa conto della fortuna che ho a camminare e a correre. Mi ha dato di nuovo un motivo in più per essere felice come ha sempre fatto.”
Ha fatto fatica a finire la sua gemma F. (classe quarta), la voce rotta dall’emozione. Non ho potuto fare a meno a una delle sequenze più belle di quasi amici:

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Il meglio di te

Un bel racconto di Roberto Emanuelli.
sedieIl saggio e anziano Ajari Shiki si ritrovò a giocare a Koi-koi, un antico gioco di carte giapponese, col suo nipotino Haruki. Il saggio Shiki vinse facilmente quasi tutte le mani e poi l’intera partita, usando molta tecnica e strategia. Usando il coraggio e la pazienza, il cuore e la testa, l’intelligenza e la furbizia. Nel tempo, Shiki, aveva imparato che c’è un momento in cui bisogna aspettare e uno in cui è necessario agire, fare qualcosa. Shiki aveva imparato, nei tanti anni di esperienza e umile studio, che statisticamente ci sono mani in cui si è serviti in modo favorevole e altre meno, e che, quando capitano, le mani favorevoli vanno sfruttate al meglio e ottimizzate col nostro ingegno, mentre quando ci si ritrova davanti a quelle avverse, è importante limitare i danni e non perdere testa e speranza. E in fine, Shiki, aveva imparato che a volte, pur mettendocela tutta, pur impegnandoci al massimo sfruttando tutte le nostre conoscenze e qualità, ecco, a volte si perde lo stesso, perché il nostro avversario è più forte di noi, o perché, quella, non era la nostra partita, ma che, conservando la nostra dignità, ci guadagneremo la possibilità di una nuova sfida. Ma Haruki, in un impeto di rabbia e frustrazione, si alzò di scatto, tutto rosso in viso, pronunciando parole intrise di collera e risentimento verso l’anziano nonno, e verso la sorte maligna. Shiki osservò in silenzio il giovane nipote, accennando un sorriso colmo di pietà e dispiacere, e dopo qualche secondo di esitazione gli rivolse poche parole: “l’uomo che attribuisce i motivi del suo fallimento alla sfortuna o, peggio, a un altro uomo, è un uomo che non ce l’ha fatta. È un uomo fragile. È un uomo che non ce la farà mai. Ora, tu hai una possibilità, mio giovane nipote, forse la prima e ultima della tua vita, puoi scegliere: metterti di nuovo seduto, dando il meglio di te, mettendo amore, impegno e umiltà, o scappare per il resto dei tuoi giorni”.
Haruki chiese umilmente perdono, e scelse di essere degno.”

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Gemme n° 16

Ho portato questa canzone perché è uno dei miei gruppi preferiti. La musica italiana spesso è sottovalutata e denigrata, e devo ammettere che non è poi tanto sbagliato… Ma ci sono anche cose interessanti, come questa.”

E’ stata questa la gemma di A. (classe quarta). “Il testo è molto ricco, mi aiuta a guardare a domani, oltre le cose negative, a vedere le cose in modo diverso.”
Mi soffermo su un piccolo verso della canzone: “E c’è gente che ha un ascensore nella testa e una scala a pioli nel cuore.” Mentre la ascoltavo in classe, questa frase mi ha fatto pensare al fatto che la ragione, la testa, spesso obbedisce alla legge della logica, e quindi cerca la via più breve e magari comoda per arrivare a destinazione; mentre il cuore preferisce la lentezza e il rischio di una scala a pioli, in cui deve essere sicuro di aver poggiato bene il piede prima di avanzare. Tuttavia, in caso di mancanza di corrente, l’ascensore della mente si blocca, la scala del cuore resta in servizio…
Per chi volesse il testo di “Salva gente”: Salva gente

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Dalla terra alla testa

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Esperti degli spazi
dalla terra alle stelle
ci perdiamo nello spazio
dalla terra alla testa.
(Wisława Szymborska, Appello allo Yeti)