Ecco, vedi come vanno le cose? Scrivi l’ultima cosa sul blog, è mezzanotte e mezza, la rilanci su Fb e su Instagram, abbassi lo schermo del portatile e ti metti a leggere qualche pagina di La lezione di Gustavo Zagrebelsky. E ti imbatti in:
“In certo senso, nominando le cose del mondo esteriore le facciamo esistere nel nostro mondo interiore. In questo senso le parole conferiscono esistenza e permettono di pensare il mondo in noi e noi nel mondo. Cogito ergo sum, il celebre motto cartesiano, dovrebbe essere completato: verba teneo, ergo cogito. Donde, per proprietà transitiva: verba teneo, ergo sum.” (pag. 9).
Vuoi non riaprire il pc e mettere in atto il buon proposito che ti sei fatto?
Pensare le idee
“L’alternativa è chiara. Si può preferire il gregge, cioè il conformismo, la moda, l’indolenza del pensiero. Ma, se si vuole vivere in libertà, non si deve avere paura delle idee. Osa pensarle! Non dire mai: non sono capace d’idee! Tutti ne sono capaci. Se dici così, è perché ti accontenti d’essere conformista. E, non solo osa pensarle, ma osa dirle! Le idee racchiuse in se stesse s’inaridiscono e si spengono. Solo se circolano e si mescolano, vivono, fanno vivere, si alimentano le une con le altre e contribuiscono alla vita comune, cioè alla cultura. Perfino l’eremita, se vuol vivere, deve intessere dialoghi d’idee, con se stesso e col suo dio.” (Gustavo Zagrebelsky, Fondata sulla cultura. Arte, scienza e Costituzione, Einaudi 2014, pp. 57-58)

