“Come gemma di oggi vorrei parlare di mia nipote, M. Lei è nata il 12 aprile 2021 e da quando la conosco, la mia visione del mondo è cambiata. Io le sono stata sempre vicina e per me, lei è il mio mondo. Mi ha portato gioia anche nei momenti difficili. Le voglio molto bene, e per me, lei è la ragione per cui sorrido sempre e guardo avanti senza arrendermi. Io per lei sono la sua eroina, e lo stesso è lei per me” (B. classe prima).
“Come gemma ho deciso di portare mia zia, una delle persone più importanti per me: c’è sempre stata per me nei momenti felici, ma anche in quelli tristi. Mi ha sempre detto, che se avessi avuto bisogno di parlare con qualcuno e di sfogarmi lei ci sarebbe stata, anche se ultimamente non l’ho fatto e me ne pento perché avrei potuto risolvere alcuni problemi più facilmente invece di tenermi tutto dentro. Quando ero piccola adoravo stare con lei, passavamo i pomeriggi e le serate a giocare, mi ricordo di quando doveva sistemare la sua camera e ci mettevamo a cantare le canzoni oppure di quando la domenica mattina si preparava per andare a lavorare e stavo in bagno con lei mentre si preparava. Ora ci vediamo meno spesso però mia zia resterà sempre la parte più importante di me” (D. classe prima).
“Ho deciso di portare questo peluche come gemma perché è stato uno degli ultimi regali da parte di mia zia. Nel 2020 a mia zia viene diagnosticato un tumore. Eravamo tutti molto preoccupati, ma lei, lei era quella più calma. Lo ha combattuto per 3 anni e mezzo fino allo stremo. Vederla in quelle condizioni è stata una delle cose che mi ha più segnata, perché quando lei stava morendo io ero lì. Non voglio che questa gemma sia un ricordo triste, anzi voglio ricordare come sia importante la vita e soprattutto quanto sia prezioso poterla vivere. Lei mi ha insegnato a vedere il mondo in modo positivo e trarre vantaggio da ogni sbaglio” (M. classe prima).
“Oggi ho deciso di portare questo trenino rosso perché è il giocattolo preferito di mia nipote. Lei si chiama C. e ha 6 mesi, più che mia nipote la vedo come una sorellina perché sono ogni giorno insieme a lei. Sono maturata di più stando con lei che a scuola perché ho visto il vero significato della vita, ho imparato molte cose (come tenerla in braccio, darle la pappa etc) e perché l’ho vista nascere e crescere. Da quando è nata sono riuscita a riconnettermi con la bambina che è in me. C. è una delle cose più belle che mi sia capitata e anche tra 20 anni quando riguarderò questo trenino mi ricorderò di ogni pomeriggio passato con lei da piccolina” (B. classe quinta).
“Per la gemma di quest’anno ho deciso di portare un anello che mi è stato regalato da mia zia. Lei e mia sorella ne hanno uno uguale. Noi tre siamo cresciute praticamente insieme, e mia zia ha scelto di donarci questo anello come simbolo del nostro legame. Sono molto affezionata a questo anello; non lo tolgo mai ed è sempre con me” (F. classe quarta).
“Pensavo fosse semplice trovare una gemma che mi rappresentasse, non perché non abbia persone a cui voglia bene ma perché ognuna di loro rappresenta per me qualcosa di importante, per cui è stato difficile scegliere chi per me è la mia gemma. Sfogliando un album di fotografie ho rivisto quest’immagine che ha scatenato in me dei ricordi molto forti e da questa ho capito che la mia gemma era proprio la zia. A dire la verità era la mia prozia, zia della mamma, ma tutti, io e i miei fratelli, la chiamavamo nonna. Infatti la mia mamma è rimasta orfana dei suoi genitori all’età di 5 anni, per cui io non ho mai conosciuto i miei nonni. La zia G. era una nonna perfetta, allegra, giocherellona, spiritosa, severa al punto giusto e soprattutto era una meravigliosa consigliera. Lei sapeva sempre darmi quel sorriso che dava sicurezza. Si, la zia G. è proprio la mia gemma; mi manca non poter parlare con lei, non avere il suo sostegno e il suo consiglio, ma so che lei mi supporta e mi guida anche da lassù e quando guardo il cielo, sono sicura che lei è la stella più luminosa” (L. classe prima).
“La ricerca della gemma si è rivelata più ardua del previsto. Ho cercato di pensare a qualcosa di fondamentale, di cui non potessi fare a meno, e mi sei subito venuta in mente tu, zia S.. La sia Sa (a lei piace essere chiamata così) é la mia prozia, la sorella della nonna e … la mia amica del cuore. Fin da piccola mi ha accompagnato mano nella mano lungo il percorso chiamato vita ed é stata l’unica che per me c’è sempre stata e sempre ci sarà, l’unica che mi ha sostenuto durante i momenti difficili e mi ha cresciuta strappandomi un sorriso. Lei per me è più di una zia, lei è la mia anima gemella, e sono fermamente convinta che siamo legate da un filo rosso, con un nome solo nostro, invisibile e indissolubile ma che ci rende una cosa sola; e che anche a chilometri di distanza o tra un’eternità, quando saremo perse nell’oscurità, io tirerò un po’ lei tirerà a sua volta, permettendoci di ritrovarci. Io e la zia abbiamo vissuto le medesime esperienze, ci basta uno sguardo per capirci: non c’è forma d’amore più bella. Noi siamo complici, d’altro canto lo siamo sempre state, come quando da piccola senza dirlo a nessuno abbiamo deciso di scappare e andare al mare passando così una giornata che non scorderò mai. Lei ha fatto di tutto per me: ha lasciato il suo lavoro per starmi vicino siccome i miei genitori non potevano, mi asseconda sempre e non mi dice mai di no. Quello mio e della zia è un amore che non si può spiegare a parole e che non è quantificabile. Non so bene cosa ci sia dopo l’infinito ma io la amo più di quello. Le farfalle non riescono a vedere le proprie ali, e in un momento in cui io non vedevo le mie lei ha messo da parte se stessa per farmi brillare. E proprio come una farfalla lei vorrebbe che spiccassi il volo e andassi lontano e, come mi ha insegnato, non importa se cado perché alla fine ci sarà lei a prendermi. In un momento difficile, quando ero sola in un letto di ospedale, mi sentivo persa ma é stata proprio la zia a ricordarmi chi sono. Ecco senza di lei sarei nulla, lei è il mio tutto e, nonostante le litigate, nonostante tutto quello che le ho fatto patire, voglio ringraziarla. E anche se non ci vediamo ogni giorno io la amo ogni giorno incondizionatamente. Penso spesso a quanto io stia diventando grande e come lei mi abbia visto crescere, e ci sia sempre stata dal mio primo respiro. Più il tempo passa e più mi rendo conto che vorrei fermarlo, metterlo in pausa e premere replay, per poter rivivere tutto da capo, ma purtroppo non è possibile. So che il nostro tempo va a diminuire e non ce ne resta ancora molto: voglio vivere ogni secondo con la mia zia innamorata della vita senza sprecarne neanche un attimo. Questa gemma è per lei e per tutto quello che ha fatto per me, io invece spero solo di averle lasciato qualcosa in cambio e di aver fatto qualcosa per lei. Ho scelto un qualcosa che ci legasse, come la musica, come una canzone, ma non una qualsiasi: la nostra canzone. La canzone che appena parte ci guardiamo e iniziamo a cantare a squarciagola, quella canzone che mettiamo sempre appena salite in macchine: Ragazza magica di Jovanotti. Questa canzone mi fa pensare a lei e mi piace vivere nei nostri ricordi e nei bei momenti passati assieme, anche se so che devo andare avanti. Ma so anche che lei non se ne andrà via mai del tutto, e che ovunque andrò un pezzetto di lei sarà sempre con me. Sei scolpita nel mio cuore Zia”. (E. classe prima).
“Quest’anno come gemma ho portato qualcosa di veramente speciale, il mio primo nipote. Si chiama C. ed è nato il 29 settembre 2023 alle 8:10 del mattino. Per me è stato un raggio di sole, la cosa più bella che potesse mai capitarmi in uno dei periodi più difficili per me che mi hanno portato a prendere decisioni importanti e ritrovarmi quasi ogni giorno in posti in cui non avrei avuto voglia di essere: sapere che al mio fianco avrei avuto, e a oggi ho, una creatura così bella e piccola mi faceva entrare in un’altra dimensione, magnifica e perfetta e mi dava la forza per andare avanti. Non passo troppo tempo assieme a lui perché sono spesso fuori casa oppure lui dorme o mangia, però quando lo tengo in braccio mi sento la persona più fortunata del mondo. Ho imparato a cambiarlo, mettergli le calzine e scegliere i vestiti più belli per lui che può sembrare scontato ma non lo è. Se penso a lui sono veramente felice, mi fa impazzire tutto ciò che fa e mi rende felice vedere come ha stravolto la vita di tutti quanti nella mia famiglia”. (M. classe quinta).
“La mia gemma è questa collana. Ce l’ho da molto tempo perché mi è stata regalata quattro anni fa per il mio compleanno da una persona molto importante per me: mia zia. Purtroppo non la vedo molto spesso perché abita lontano, ci incontriamo solo una volta all’anno per Natale. Con lei ci sono sempre andata d’accordo perché caratterialmente siamo simili e in sua compagnia sto sempre bene. Questa estate si è sposata e vederla felice accanto alla persona che ama per me é stata una gioia immensa. Lei é il mio esempio perché nella vita le sono successe molte cose brutte ma ha sempre saputo rialzarsi con una forza e determinazione che ammiro tanto e spero un giorno queste qualità possano appartenermi” (L. classe seconda)
“Come gemma ho deciso di portare questa collanina. Può sembrare qualcosa di banale, ma per me è molto importante. Mi è stata regalata dalla zia di mia madre, però per me era come una nonna. Purtroppo è venuta a mancare poco prima che andassi alle elementari. Gli anni successivi non l’ho portata perché mi faceva troppo male indossare qualcosa che le appartenesse. In seguito ho capito che se non avessi affrontato il dolore non sarei mai riuscita a superarlo. Perciò alle medie ho incominciato a metterla e adesso la tengo come portafortuna e per ricordarmi dei bei momenti passati con lei” (V. classe prima).
“Nonostante possa sembrare una cosa molto infantile, la mia gemma è questo peluche. Non mi ricordo bene la sua storia visto che ero molto piccola, ma so per certo che me l’ha regalato mia zia. L’aveva messo in una cesta assieme ad altri peluche e mi aveva fatto scegliere. Avevo scelto questo peluche perché il giallo per me era simbolo di felicità e in più la faccina sorridente mi ha incoraggiata a sceglierlo. Mia zia ha solo 16 anni in più di me ed essendoci cresciuta assieme mi sento molto legata a lei. Purtroppo da tre anni ha intrapreso un percorso di vita molto complesso che l’ha costretta ad una lontananza dalla sua famiglia. Volevo solo dire che con questo peluche io penso sempre a lei con la continua speranza che lei un giorno possa cambiare idea” (R. classe prima).
“Da gennaio sono diventata zia e come gemma ho portato un po’ di foto della mia nipotina. Da piccola avrei sempre voluto avere una sorellina, invece ho avuto due fratelli parecchio più grandi di me e non ho cugini o cugine della mia età di età inferiore. Adesso è come se fosse arrivata… Penso che si creerà un bel rapporto: spesso con me si calma e si rilassa quando la tengo in braccio. Devo anche confessare che all’inizio ero un po’ gelosa perché sono sempre stata molto attaccata a mio fratello e lei ha un po’ preso il mio posto”.
Ecco la gemma di S. (classe quinta). Penso che Vincent Van Gogh abbia ben espresso la beatitudine dell’infanzia e il senso di incommensurabile che da lì si sprigiona: “Io penso di vedere qualcosa di più profondo, più infinito, più eterno dell’oceano nell’espressione degli occhi di un bambino piccolo quando si sveglia alla mattina e mormora o ride perché vede il sole splendere sulla sua culla”.