Ad Adriano

Premetto: non ho letto alcun editoriale o articolo di quanto successo al Festival. Ho solo visto il Festival commentando la serata su Fb e Twitter insieme ad amici.

Penso che Celentano sia incorso in un grosso errore: dire che Avvenire e Famiglia Cristiana siano “giornali inutili che andrebbero chiusi definitivamente” è una lesione del diritto alla libertà di opinione e stampa che lui tanto difende (successiva tirata su Santoro). Sarebbe problematico se queste due fossero le uniche testate o fonti accessibili, ma non è così. Navigo su Internet e ho questo blog su cui cito Avvenire, Famiglia Cristiana, L’Osservatore, Jesus, Dimensioni Nuove, Internazionale, Liberal, Linkiesta, Limes, Asianews, Misna… Leggo Ratzinger, leggo Kung, don Gallo, Giussani, Martini, Di Piazza, Panikkar, Accattoli, Zizola, testi esegetici, teologici, etici e non ho mai pensato “dovrebbero tacere definitivamente”. Al massimo “avrei potuto fare a meno di leggerlo e dedicarmi a qualcosa di più interessante”. Ormai chiunque ha accesso alle fonti che desidera e può esercitare il libero arbitrio, farsi le proprie idee, approfondire gli argomenti che preferisce. Uno che ci mette tante pause dovrebbe avere tutto il tempo di pensare al peso delle sue parole: un Celentano che mette il bavaglio non avrei pensato di vederlo.

Ingerenze

Segnalo questo articolo di Francesca Spinelli sul peso politico delle lobby religiose in Europa.

Iran verso lo stop alla lapidazione?

Prendo da Nessuno tocchi Caino una bella notizia, speriamo si avveri.

Organi di informazione iraniani riferiscono che la pena di morte per i minorenni e la lapidazione sono stati eliminati dal codice penale della Repubblica Islamica. Prima del recente cambiamento l’adulterio era punibile in Iran con la lapidazione, tuttavia nel nuovo codice penale la lapidazione è stata sostituita dall’impiccagione. In base al nuovo codice, la condanna a morte non può essere emessa nei confronti dei minori di 18 anni o di coloro che non hanno raggiunto lo “sviluppo intellettivo”.
La revisione del codice penale è stata approvata dal Consiglio dei Guardiani, passaggio necessario affinché diventi ufficiale. Tre anni fa, esponenti della magistratura iraniana avevano emesso delle direttive che proibivano l’esecuzione di minori, tuttavia semplici direttive non hanno garantito il completo rispetto in tutti i casi. Gli attivisti per i diritti umani in Iran protestano di continuo contro l’esecuzione di minori e la lapidazione. I minorenni riconosciuti colpevoli di omicidio vengono generalmente condannati a morte dietro richiesta dei familiari della vittima, e la condanna viene sospesa fino al raggiungimento dei 18 anni. L’Iran ha ratificato la Convenzione sui Diritti del Fanciullo ed il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, che vietano la pena di morte per i minori. Fino ad oggi le bambine di 9 anni ed i ragazzi di 15 anni in base al calendario lunare (11 giorni più corto dell’anno solare) sono stati considerati pienamente responsabili dei crimini commessi.
“Nella nuova legge – ha dichiarato il portavoce della Commissione parlamentare di giustizia, Amin-Hossein Rahimi – il limite è stato portato a 18 anni per entrambi i generi e chi ha meno di 18 anni sarà considerato minorenne e condannato sulla base di una legge diversa da quella per gli adulti. Secondo l’esperto di Iran Drewery Dyke, esponente di Amnesty International, le riforme potrebbero invece nascondere qualcosa.
“L’esecuzione in Iran è uno specifico concetto legale. La punizione per omicidio è definita “castigo dell’anima”, ha spiegato Dyke, aggiungendo che i minorenni potrebbero ancora essere uccisi se riconosciuti colpevoli di omicidio. “Hanno anche eliminato la lapidazione per l’adulterio, tuttavia ancora non sappiamo quale tipo di punizione sia stata prevista nella nuova legge. C’è sotto più di quanto appaia, le riforme potrebbero ancora consentire l’applicazione della lapidazione”. (Fonti: iranwpd.com, 10/02/2012; Radio Zamaneh, 12/02/2012; telegraph.co.uk, 13/02/2012)