Pubblicato in: Bibbia e Spiritualità, blog life

Scoltaimi ben

Un sorriso da domenica sera preso da facebook…

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Per chi necessita di traduzione: “Ok, ragazzi… adesso ascoltatemi bene, che poi vengono fuori 4 versioni diverse…”

Pubblicato in: Bibbia e Spiritualità, cinema e tv, Filosofia e teologia

Interrogativi come macigni

Pubblico uno spezzone di un film che non ho mai proposto ai miei studenti. La prima volta l’ho visto al liceo col mio prof di filosofia. Il film è vecchio, ma di uno spessore notevolissimo! E’ spesso ricordato come il film in cui l’uomo gioca a scacchi con la morte.

Cavaliere: Voglio parlarti più sinceramente che posso, ma il mio cuore è vuoto

La morte non risponde

Cavaliere: Il vuoto è uno specchio rivolto verso il mio viso. In esso vedo me stesso, e mi sento pieno di timore e di disgusto.

La morte non risponde

Cavaliere: Per la mia indifferenza verso i miei simili mi sono isolato dalla loro compagnia. Ora vivo in un mondo di fantasmi. Sono prigioniero dei miei sogni e delle mie fantasie.

Morte: Eppure non vuoi morire.

Cavaliere: Sì che lo voglio.

Morte: E cosa aspetti?

Cavaliere: Voglio conoscere.

Morte: Vuoi delle garanzie?

Cavaliere: Chiamale come vuoi. E’ davvero così inconcepibile afferrare Dio coi sensi? Perché deve nascondersi in una nebbia di mezze promesse e invisibili miracoli?

La morte non risponde.

Cavaliere: Come possiamo aver fede in coloro che credono, ma non possiamo aver fede in noi stessi? Che cosa accadrà a quelli di noi che vogliono credere ma non vi riescono? E che cosa ne sarà di coloro che non vogliono né possono credere?

Il cavaliere tace in attesa di una risposta, ma nessuno risponde. Vi è un completo silenzio.

Cavaliere: Perché non posso uccidere Dio dentro di me? Perché egli continua a vivere in questo modo doloroso e umiliante anche se io lo maledico e voglio strapparmelo dal cuore? Perché, nonostante tutto, egli è un’illusoria realtà ch’io non posso scuotere da me? Mi ascolti?

Morte: Ti ascolto.

Cavaliere: Io voglio la conoscenza, non la fede, non supposizioni, la conoscenza. Voglio che Dio tenda la sua mano verso di me, si riveli e mi parli.

Morte: Ma egli rimane zitto.

Cavaliere: Lo chiamo nel buio, ma sembra come se non ci fosse nessuno.

Morte: Forse non c’è nessuno.

Cavaliere: Allora la vita è un atroce orrore. Nessuno può vivere in vista della morte, sapendo che tutto è nulla.

Morte: La maggior parte della gente non riflette mai né sulla morte né sulla futilità della vita.

Cavaliere: Ma un giorno si troveranno di fronte all’ultimo momento della vita, e guarderanno verso le tenebre.

Morte: Quando arriva “quel” giorno…

Cavaliere: Nella nostra paura formiamo un’immagine, e questa immagine la chiamiamo Dio.

Morte: Tu ti affanni.

Cavaliere: La morte mi ha visitato, questa mattina. Stiamo facendo una partita a scacchi. Questo rinvio mi permette di sistemare una questione urgente.

Morte: Di che questione si tratta?

Cavaliere: La mia vita è stata una futile impresa, un vagabondaggio, un mucchio di chiacchiere senza significato. Non ne ho rimpianto, né rimorso, poiché la vita dei più è assai simile a questo.