Gemma n° 2355

“Il nostro cervello produce una sostanza chiamata endorfina che aiuta ad alleviare il dolore e lo stress provocando una sensazione di benessere e buonumore. Questa sostanza nel mio cervello viene prodotta dalla pallavolo.
La pallavolo è la mia unica certezza nonostante in questo sport io abbia più delusioni che traguardi, ma è la mia certezza dopo una giornata difficile: mi aiuta a dimenticare tutto ciò che è successo prima, se ho dei dolori prima di pallavolo, ho la certezza che per due ore non li sentirò.
Non so esattamente cosa mi piaccia della pallavolo ma so benissimo cosa odio. Odio sudare, il martedì in cui c’è la parte fisica, i pesi, la palla medica, sentirmi indietro rispetto alle mie compagne, non sentirmi abbastanza ma soprattutto odio sbagliare. Ma sbagliare nel mio sport è fondamentale. Sbagliare mi serve a crescere infatti solo sbagliando per 6 mesi adesso riesco a fare una battuta in salto. 6 mesi di stress e allenamento.
Ricordo ancora quando mio padre, il mio precedente allenatore, mi teneva 10 minuti in più in palestra in un angolo e mi faceva provare le battute.
Ma ricordo ancora tutte le cose belle che ho provato l’anno scorso, ovvero il mio primo anno in cui praticavo pallavolo, per esempio quando sono entrata in campo spaventata a battere, eppure, grazie alle mie compagne, sono riuscita a far recuperare 7 punti, oppure, un esempio più recente, nel mio primo torneo con una nuova squadra ho fatto il punto finale e tutte le mie compagne, sapendo quanta ansia avevo prima di entrare in campo, sono venute ad abbracciarmi.
Detto questo, non so cosa significhi quel pallone rosso, verde e bianco per me, ma so che giocare a pallavolo mi piace e non voglio smettere” (S. classe seconda).

Gemma n° 2354

“Quest’anno come gemma ero indecisa su cosa portare. Quest’anno è stato un anno di tanti cambiamenti, sia belli che brutti, ma che in qualche modo mi hanno aiutata a crescere ancora di più.
Ho avuto modo di conoscere tante persone nuove, ma soprattutto rinsaldare il rapporto con altre, soprattutto grazie allo sport ma anche grazie alla scuola.
Quest’anno sarà l’ultimo anno di liceo, e volevo cogliere l’occasione di quest’ultima gemma per ringraziare uno per uno i miei compagni di classe.
Partiamo dalle mie vicine di banco:
A: la conosco praticamente da quando sono nata, abbiamo frequentato la scuola materna, l’asilo, le elementari, le medie, le superiori e chissà magari finiremo insieme nella stessa università. A. forse è uno dei motivi per cui mi alzavo e alzo ancora la mattina per venire a scuola anche se molto spesso non ne avrei voglia: i minuti di lezioni con lei passano più veloci, cerchiamo sempre di aiutarci e dividerci le cose da fare. Forse, anzi sicuramente, senza di lei l’esperienza del liceo non sarebbe stata la stessa.
C: a C. non piace quando la chiamo col suo nome intero, ma ormai si è rassegnata. È stato facile voler bene a C.: è una ragazza solare che sa diffondere il buon umore; è una ragazza speciale, che merita tanto. Mi riesce ad ascoltare e sopportare tutto il giorno e soprattutto ha tanta pazienza (mi lascia usare i suoi pennarelli che le rubo puntualmente ogni giorno).
E: io e E. siamo in un certo senso molto simili: entrambe sportive, competitive (lei un po’ più di me), ed abbiamo anche lo stesso umorismo. Penso che sia la persona che dal punto di vista sportivo possa capirmi di più, e mi spiace sentire che non può nuotare, perché so cosa significa rinunciare a qualcosa che ti ha accompagnato per tutta la vita. (Anche se mi sta antipatica le voglio bene.)
L: L. è un ragazzo d’oro. Anche se quando abbiamo verifiche e interrogazioni mi mette ansia anche quando non ce l’ho, sa portare il buon umore in classe e in qualche modo sa sempre mettermi di buon umore, che sia con un abbraccio, un sorriso o una parola.
C: C. ha una grande forza. Sia al di fuori della scuola che nel contesto scolastico. Ammiro molto la sua padronanza dell’italiano, il modo in cui parla in qualsiasi lingua e in qualsiasi altra materia. Penso che sia tra le persone che sanno infondere più calma e razionalità in classe (insieme a L. o L. che dir si voglia).
C: anche C. è stata tanto forte: mi ha reinsegnato cos’è la motivazione e che non bisogna mai mollare e lei infatti non l’ha mai fatto: l’anno scorso sicuramente non è stato facile per lei ma ha comunque cercato di continuare a coltivare i suoi interessi e le sue passioni nonostante tutto.
A: A. non ha avuto neanche lei un periodo facile, però ha saputo rialzarsi, ed è assolutamente una cosa di cui deve andare fiera. La sua risata da scimmietta e la sua solita domanda “andiamo al sushi” mi fanno sempre sorridere.
S: che dire, S. è una persona impulsiva, diretta e onesta, ed è questo quello che mi piace di lei: ti dice le cose come stanno, senza fare troppi giri di parole.
L: L. rappresenta per me l’allieva modello, e non vuole essere un’offesa: ha un modo di pensare e scrivere che secondo me supera tutti noi. Leggere i suoi temi, le sue risposte mi fa capire che ho ancora tanta strada da fare, e che se mi impegnassi di più  forse potrei ottenere anch’io qualcosa di più (di sicuro però non al suo livello).
A: A. oggi non è qua, ma di lei mi piace la sua organizzazione e la sua voglia di portarsi avanti con le cose da fare (la voglia che dovrei avere anche io, che puntualmente mi riduco sempre all’ultimo a fare tutto).G: G. è arrivata quest’anno nella nostra classe. Non ci conosciamo ancora bene, ma di lei mi piace il modo in cui parla di certi argomenti che si vede che le piacciono, perché attraverso le parole riesce a trasmettere questa sua passione. Le auguro di poter proseguire al meglio questo anno scolastico e di continuare a provarci perché purtroppo o per fortuna il nostro ultimo anno è ancora lungo”.
(E. classe quinta).

Gemma n° 2353

“Quando ho scoperto il giorno in cui avrei dovuto presentare la mia gemma ho subito iniziato a pensare a ciò a cui avrei dovuto dedicare il mio e il vostro tempo e dunque a ciò che ritengo talmente significativo da poter essere il soggetto della mia ultima gemma in assoluto. Per questo motivo ho deciso di parlarvi di una delle persone più importanti per me, dell’amore della mia vita: mia madre, anche conosciuta come T.
Molti affermano che il legame di sangue è come un giuramento di fedeltà e di eterno amore ma se c’è una cosa che la vita mi ha insegnato è che non è sempre così, eppure io ho avuto la fortuna di nascere sua figlia e dunque, di poter sempre trovare conforto tra le braccia della persona più buona che esista. Spesso mi chiedo infatti se qualsiasi altra madre si sarebbe comportata come lei si è comportata con me nei momenti più bui.
Oltre ad essere letteralmente la madre migliore al mondo (e giuro che non è il classico modo di dire) è anche la moglie che chiunque desidererebbe perché quando all’altare ha giurato di rimanere al fianco di mio padre in salute e in malattia di certo non stava scherzando.
Ma non sarebbe giusto parlarvi di lei riducendola a madre e moglie perché è prima di tutto Donna, una donna generosa, altruista, attenta e premurosa, un’anima pura. Insomma , spero un giorno di poter essere anche solo la metà della donna che è lei” (E. classe quinta).

Gemma n° 2352

“Come gemma ho deciso di portare dei braccialetti che mi sono stati dati (scambiandoli con gli altri fan) quando ero in fila per il concerto dei 5 Seconds of Summer. Ci sono andata con S., una mia amica di quinta. Ho deciso di portarli perché per me sono un bellissimo ricordo, visto che è il primo concerto a cui vado da sola insieme ad una mia amica a cui voglio un mondo di bene e inoltre è una delle mie band preferite” (G. classe terza).