Gemma n°2615

“Quest’anno come gemma ho voluto portare il viaggio a Miami che ho fatto ad agosto. Questa foto l’ho fatta al tramonto dal quarto piano dell’hotel e si può vedere la scuola che ho frequentato per due settimane. Quando rivedo questa foto ripenso a tutti i bei ricordi legati al viaggio: al gruppo di amici che mi sono fatto tra le 50 persone che sono partite, le mattinate a scuola passate a seguire le lezioni con il ragazzo americano che mi avevano affidato, i pomeriggi nella palestra dell’hotel per buttare giù tutto quello che avevamo mangiato, una ragazza americana con la quale parlo ancora e tutte le gite e le attività che avevamo svolto. Questo viaggio me lo porterò per sempre nel mio cuore come una delle esperienze più belle nella mia vita” (V. classe quarta).

Gemma n° 2614

“In questa foto è presente l’albero di Natale che ogni anno fanno nel mio paesino in piazza.
Ho deciso di portare quest’immagine perché amo il Natale e quest’immagine per me ha significato di famiglia. Il paesino in cui sono cresciuta è la mia casa e la mia famiglia. Mi sento al sicuro a casa mia e non potrei desiderare posto migliore in cui vivere. Inoltre, per me non esiste cosa più importante della mia famiglia. Sono sempre accanto a me, mi supportano e mi vogliono un bene incondizionato. Non saprei cosa fare senza di loro”.
(R. classe terza)

Gemma n° 2613

“Nel film Hotel Transylvania, il concetto di zing rappresenta l’amore a prima vista, un legame istantaneo e profondo che si crea tra due anime gemelle, un evento straordinario che Dracula definisce unico e irripetibile nella vita di ogni individuo. Lo zing è qualcosa di magico e travolgente, che va oltre l’attrazione fisica o il semplice affetto: è una connessione destinata, un segnale inconfondibile che il cuore riconosce immediatamente. Nel film, lo zing viene rappresentato visivamente con scintille luminose e momenti in cui il tempo sembra fermarsi, sottolineando l’intensità e l’unicità dell’incontro tra due persone. Questo tema emerge chiaramente nella storia d’amore tra Mavis, la figlia di Dracula, e Jonathan, un giovane umano che visita l’hotel. Quando si incontrano per la prima volta, entrambi provano un legame immediato e irresistibile. All’inizio Dracula si oppone a questa relazione, essendo molto protettivo verso sua figlia e preoccupato per le differenze tra lei e Jonathan, ma alla fine capisce che lo zing non può essere ignorato. Lo stesso Dracula racconta di aver provato lo zing con sua moglie Martha, il grande amore della sua vita, rafforzando l’idea che questo legame sia raro e prezioso. Tuttavia, il film insegna che l’amore non si limita alla magia di un momento come lo zing: per essere vero e duraturo, richiede impegno, fiducia, comprensione e la volontà di accettare l’altro. Mavis e Jonathan dimostrano che, pur appartenendo a mondi opposti, il loro amore può superare qualsiasi ostacolo, insegnando a Dracula che non bisogna aver paura di lasciarsi guidare dal cuore” (G. classe quinta).

Gemma n° 2612

“Quest’anno ho voluto dedicare la mia gemma al mio maestro di karate. Per me è sempre stato un punto di riferimento molto importante nei momenti difficili e ho sempre potuto contare su di lui per un consiglio o un aiuto. Io e mia sorella siamo state due dei suoi primi tre allievi quando ha aperto il suo dojo nel 2018 e in questi sei anni abbiamo superato insieme momenti difficili e momenti felici che rimarranno per sempre nel mio cuore. Purtroppo nell’ultimo anno è venuto sempre più raramente a farci lezione perché aveva spesso impegni lavorativi e la settimana scorsa ci ha detto che non sarebbe più venuto ad allenarci perché non riusciva a conciliare il suo lavoro con gli allenamenti. Mi dispiace immensamente che se ne vada perché gli volevo bene come ad un fratello, ma continuerò a ricordare i suoi insegnamenti e a confidare nel fatto che qualche volta tornerà a farci lezione”.
(M. classe seconda).

Gemma n° 2611

“Questo è il mio ultimo anno alle superiori, ma è anche la prima volta che porto una gemma. Ho deciso di non buttare via questa mia ultima occasione e ho scelto una foto di me e mia madre quando ero piccola.
Io e lei siamo sempre state vicine, abbiamo sempre avuto un rapporto meraviglioso e siamo l’una la forza dell’altra. Quando mia mamma è arrivata in Italia non aveva letteralmente nessuno, mio padre lavorava tutto il giorno e l’unica a farle compagnia ero io, anche se ero appena nata e non sapevo far altro che piangere e dormire. Qualunque cosa succedesse siamo sempre state insieme, noi due, solo noi due. So che è l’unica persona che farebbe qualunque cosa per me e che nonostante tutto rimarrà sempre al mio fianco.
Lei è l’esempio di madre perfetta ed è colei che vorrei essere quando avrò un bimbo o una bimba: mia madre si toglierebbe qualunque cosa per poterla dare a me, anche la vita, e questo penso che possa riassumere il tipo di persona che è. Le sarò eternamente grata per quello che ha fatto per me e non vedo l’ora di potermi “sdebitare”.
Ho scelto questa foto perché ritengo che sia l’emblema del nostro rapporto, che non si è mai sgretolato, ma che col passare degli anni, nonostante i momenti bui, si è sempre fortificato”.
(S. classe quinta).

Gemma n° 2610

“Quest’anno ho deciso di portare come gemma una foto di me bambina, quella del mio primo saggio di danza. Come si può vedere dalla mia espressione, ero davvero felice, e questa immagine rappresenta perfettamente come mi sento quando ballo. La danza è sempre stata una parte fondamentale di me, il mio posto sicuro, il luogo dove il mondo intorno smette di esistere. Fin da piccola, quando sentivo la musica, tutto diventava più chiaro; potevo chiudere gli occhi e sentire che, attraverso la danza, potevo essere me stessa, senza paura e senza giudizio. A tre anni, ricordo che dissi a mia madre che volevo fare “il ballo delle danze”. Inizialmente, era solo un modo per divertirmi e stare con le mie amiche, ma col passare del tempo è diventato il mio rifugio. Quando ero triste, ballare mi aiutava a liberarmi; quando ero felice, era il mio modo di esprimere una gioia che non riuscivo a contenere. Con il tempo, ho capito che la danza non era solo un passatempo: era il mio linguaggio segreto, quello che mi permetteva di raccontare chi ero, anche quando le parole non ci riuscivano. Negli ultimi anni, mi rendo conto di quanto sia importante nella mia vita, soprattutto quando iniziano ad accumularsi i problemi e le paranoie. Quando ballo, riesco a dimenticarmi di tutto, come se i problemi non esistano più per quel lasso di tempo. Mi ha insegnato ad ascoltare il mio cuore e a fidarmi di ciò che sento. È la mia compagnia più fedele, il posto dove tornare ogni volta che ho bisogno di ritrovarmi” (B. classe terza).

Gemma n° 2609

“Come gemma ho deciso di portare mio fratello G.
Anche se ci stuzzichiamo ogni giorno da quando ne ho memoria, in realtà ci vogliamo molto bene e ci prendiamo cura l’uno dell’altra.
Lui si preoccupa per me e mi protegge da qualunque cosa. Per fare un piccolo esempio: quando devo andare in stazione a Udine, poiché anche lui prende il treno, mi tiene aggiornata sulle eventuali persone che ritiene “malintenzionate” nei dintorni e mi consiglia sempre su che tragitto fare per tornare a casa. Se sono in un momento di crisi, perché non trovo una fermata o un treno, un bus (cosa che succede spesso) lui mi scrive sempre o a volte mi viene a prendere.
So che queste azioni a qualcuno possono sembrare piccoli gesti, ma per me non lo sono… anzi, sono enormi”.
(C. classe seconda).

Gemma n° 2608

“Uno dei miei luoghi preferiti in assoluto. Il molo di Lignano Sabbiadoro ha rappresentato per me un posto sicuro in cui pensare, ridere, piangere, sfogarmi, guardare molte più albe che tramonti, mangiare un trancio di pizza post serata o semplicemente stare in silenzio ad ascoltare assieme a delle amiche Iris di Biagio Antonacci o L’emozione non ha voce di Adriano Celentano. Un luogo in cui posso racchiudere gran parte dei miei ricordi estivi e che terrò per sempre nel mio cuore. In questo luogo ho imparato a fidarmi delle persone, ad aprirmi, a raccontarmi agli altri, ad ascoltare, ad aiutare e soprattutto ho imparato a conoscermi. Vi ho passato tantissimo tempo in compagnia e altrettanto tempo da sola. É un luogo intriso sia di spensieratezza e tranquillità che di dubbi e domande. Non pensavo fosse possibile che un luogo potesse farmi crescere a livello personale eppure le notti, le albe e le mattine passate lì a parlare con M. e P. mi hanno reso un po’ più consapevole e grata di averle accanto a me.
L’amicizia che ho instaurato con loro nel giro di qualche mese, si è rivelata da subito un legame molto forte, che questo luogo ha sicuramente consolidato e reso ancora più profondo. Passavamo talmente tanto tempo a parlare che, senza nemmeno rendercene conto, le luci dell’alba si intravedevano già in lontananza, ma noi non ci stancavamo mai di tutte quelle notti insonni”.
(G. classe quinta).

Gemma n° 2607

“Quest’anno come l’anno scorso ho deciso di portare una collana che indosso ogni giorno insieme a quella con il mio nome.  È una collana che mi ha regalato mio papà quest’estate durante la vacanza di famiglia a Roma. Ho scelto di portarla perché mi fa pensare al bel rapporto che ho con la mia famiglia e che per me è molto importante” (S. classe quarta).

Gemma n° 2606

“La gemma di quest’anno è stata la più difficile da scegliere, ci ho pensato per mesi e fino all’ultimo sono stata molto indecisa. Questo è stato l’anno più complicato della mia vita, e dico complicato perché anche se mi sembra che mi siano successe solo tante cose brutte, devo riconoscere che quest’anno me ne ha anche donate tante belle ma soprattutto mi ha insegnato tanto.
Quindi come gemma ho deciso di portare la scena iniziale del film “Love actually” dove il narratore racconta di come, se ci prestiamo attenzione, siamo circondati dall’amore, sempre e comunque. Questo film mi ha dato tanta speranza, soprattutto questa scena.
Prima del 2024 non ho mai creduto in cose come l’aldilà né tanto meno al destino o alle coincidenze, ma quest’anno ho vissuto esperienze che mi hanno fatto dubitare di tutto, soprattutto mi hanno fatto dubitare di essere circondata da amore.
Una in particolare è stata la morte di un mio amico molto giovane. Questo ragazzo è una delle persone più buone che io abbia mai conosciuto. Non è che avessimo questo rapporto incredibile, ma lui è una di quelle persone di cui ho solo bei ricordi, l’ho adorato dal primo istante in cui l’ho visto e qualsiasi momento passato insieme lo ricordo come un momento particolarmente felice.
Beh ecco da quell’incidente il mio modo di pensare è completamente cambiato, e soprattutto il mio modo di relazionarmi con le persone.
Da tutto questo ho imparato una cosa, a non dare per scontato neanche un momento e soprattutto a non dare per scontate le persone che ci vogliono bene. Quest’anno ho avuto modo di conoscere tante persone, di riavvicinarmi a vecchi amici e di non separarmene più, ma anche di perderli di nuovo.
Non ho dato per scontato neanche un momento trascorso con loro.
Adesso ogni volta abbraccio le persone che amo una volta in più, perché è sempre meglio che stringerle una volta in meno, in particolare le mie amiche, senza le quali probabilmente non starei raccontando questa gemma.
Incredibilmente, la morte mi ha insegnato cosa vuol dire amare”.
(E. classe quarta).

Gemma n° 2605

“La gemma che ho portato quest’anno è una parte del mio viaggio in un paese estero, ormai una tradizione per la mia famiglia: quest’anno la meta era il Regno Unito. Con mio padre ho visitato un museo a Liverpool che per noi era molto importante e significativo: il museo dei Beatles. Per lui sono la sua band preferita, per me sono la prima band mai ascoltata. Questo posto era una tappa che volevamo raggiungere da molto tempo, ma purtroppo non ne avevamo mai avuto la possibilità. Tutto questo era fino a quest’estate, quando ha deciso di fare sia a me che a lui stesso una grande sorpresa. Il museo è stata in sé un’esperienza indimenticabile: l’ambientazione, la musica, la storia, la cultura… Tutto ciò, insieme alla significatività che per me e mio padre va oltre al luogo in sé, formano una parte del mio repertorio di ricordi che non riuscirò proprio mai a lasciar andare” (F. classe terza).

Gemma n° 2604

“Ero molto indecisa su che gemma portare, ma poi ho scelto di condividere questa foto, che ritrae uno degli ultimi momenti di me e mio cugino di quando eravamo piccoli, prima che le nostre famiglie litigassero per non riuscire più a fare pace.
Abbiamo sprecato tutta la nostra infanzia divisi, seppur abitando a due metri di distanza.
Per fortuna però ad aprile di quest’anno gli ho scritto su Instagram per iniziare a conoscerlo e proporgli di rincontrarci.
Per molte persone la mia decisione potrebbe sembrare una cosa da niente, ma a me ha cambiato il modo di vedere le cose, mi ha fatto capire quanto sia importante provarci sempre, anche se abbiamo paura di quello che potrebbe succedere, perché altrimenti ci potremmo perdere momenti stupendi e io non voglio assolutamente sprecare altro tempo prezioso.
Pertanto sarò sempre grata per aver avuto il coraggio di andare contro le scelte delle nostre famiglie, poiché lui è una persona splendida nonché la cosa più bella che mi sia capitata quest’anno”.
(I. classe terza).

Gemma n° 2603

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare questa foto. È stata scattata durante la cerimonia d’apertura del progetto Future We Want delle Nazioni Unite, rivolto ai giovani di tutto il mondo. Ho partecipato all’iniziativa quest’estate ed è stata un’esperienza meravigliosa. Oltre a imparare ad essere più autonoma nella gestione di imprevisti, ho conosciuto tante persone sia italiane che di altre parti del mondo, mi sono confrontata con loro e ho toccato con mano il lavoro dell’ONU, che si è rivelato più concreto ed effettivo di quello che sembra da fuori. Durante l’esperienza mi sono messa in gioco e ho imparato tanto, oltre ad essermi divertita moltissimo. Sarò per sempre grata di aver avuto la possibilità di partecipare a questo progetto e sono certa che i ricordi di quella settimana a New York mi rimarranno sempre nel cuore” (M. classe quinta).

Gemma n° 2602

“Per la mia gemma di quest’anno ho deciso di portare me stessa ma non tanto per un motivo egocentrico o narcisista, ma solo per concludere un cerchio che ho iniziato 2 anni fa. In questa foto con mio fratello, avevo quattro anni ed ero al centro commerciale. Ho deciso di portare me stessa, perché penso che questo sia l’anno in cui più si scopre chi siamo: si è a un passo dal concludere un percorso che ci ha accompagnati da quando abbiamo sei anni per cominciare a vivere da adulti in un ambito completamente diverso (chi addirittura in città diverse, in ambienti diversi, anche lontani dalle proprie famiglie). Io penso di essere maturata parecchio nel corso di questo percorso liceale e soprattutto penso modestamente che la piccola di quella foto potrebbe essere fiera di quello che sta facendo, delle scelte che ha preso fino ad adesso. Penso di aver acquisito molta sicurezza in ciò che sono e in ciò che faccio e in questo anche il COVID ha influito parecchio, perché è avvenuto in un momento di transizione che mi ha permesso ancora di più di comprendere effettivamente che la vita è una e che quindi basta fregarsene. Io spero che quella bambina con così tanti sogni e con così tanta voglia di fare, di scoprire, così tanta curiosità resti in me per sempre, perché penso che ciò che ci mantiene vivi sia proprio avere ancora e per sempre dentro di noi quei bambini che eravamo. Io non mi ritengo tanto diversa da com’ero da piccola: sono rimasta curiosa, volenterosa, chiacchierona e tendenzialmente sorridente, come nella foto. Ho deciso di portare una foto anche con mio fratello, non perché io non ne abbia da sola, ma perché questa  è l’unica foto che abbiamo insieme io e lui in cui entrambi sorridiamo. Ho deciso di portarla, perché rientra nell’ambito della crescita personale, perché io ho avuto lui che è stata la mia figura di riferimento ed è sempre stato un bravo fratello. Ho deciso di portare me stessa come chiusura di un percorso personale, perché due anni fa ho portato le mie amiche, l’anno scorso il primo amore e quest’anno ho deciso di portare me stessa proprio come un urlo di libertà, di “ce la puoi fare” che so che quella bambina dentro di me mi sta dicendo: voglio renderla fiera e penso di starci riuscendo”.
(E. classe quinta)

Gemma n° 2601

“Come gemma ho portato uno scontrino che risale a quest’estate, quando sono andata a Lubiana con la mia migliore amica S., dove ci siamo trovate con un’altra mia amica, L., che ho conosciuto grazie alla passione per la musica e i concerti che abbiamo in comune. In questa giornata abbiamo girato per la città, siamo andate al bar, abbiamo parlato e in generale sono stata molto bene. Infatti penso che questo sia stato uno dei giorni migliori di quest’estate. Inoltre ho appeso questo scontrino in camera proprio per ricordare questi momenti passati insieme” (G. classe quarta).

Gemma n° 2600

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare Kira, la mia primissima cagnolina che ormai non c’è più dall’anno scorso. Ho conosciuto Kira quando avevo tre anni, i miei genitori mi raccontano sempre che la prima volta che siamo andati a vederla siamo entrati in questo grande giardino dove scorrazzavano sette bei cuccioli di jack russell terrier tra cui anche lei. Appena varcato il cancello sono corsa subito verso di lei e lei verso di me, anche per questo poi abbiamo deciso di portarla a casa, perché era come se ci fossimo scelte a vicenda. Kira aveva il pelo bianco con qualche macchia marrone ed un musetto tenero che con il passare degli anni è diventato sempre più grigio. Il signore che ce l’aveva data ci aveva subito augurato buona fortuna perché secondo lui era la più agitata del gruppo ed in effetti era vero: durante gli anni ha fatto un bel po’ di danni ma mi è sempre restata accanto nei momenti belli ed in quelli più brutti. Quando ho saputo della sua morte ho sentito un enorme vuoto dentro di me perché era come se fosse venuta a  mancare una persona cara, perché, come fanno quest’ultime, Kira quando ero arrabbiata si sedeva, mi guardava e sembrava quasi mi ascoltasse e quando invece ero felice gioiva con me” (G. classe seconda).

Gemma n° 2599

“Come gemma ho deciso di portare il mio cane. Felicità è stato un vero amico, soprattutto quando avevo dieci anni, periodo un po’ difficile per me. Nonostante fosse con me per poco tempo, ha lasciato un’impronta indelebile. Era sempre pronto a giocare, a correre nel giardino, a farmi compagnia nei momenti più semplici. Ogni giorno insieme era un’avventura, con lui al fianco mi sentivo sempre supportata, come se capisse ogni mio pensiero e la sua energia era contagiosa. Anche se non è più qui, conservo nei ricordi il suo spirito vivace e il suo affetto sincero. La nostra amicizia è stata un regalo che porterò sempre con me” (S. classe terza).

Gemma n° 2598

“Per quest’anno come gemma ho scelto il gruppo di teatro di cui faccio parte da 4 anni. In questi 4 anni sono cresciuta e sono diventata una persona migliore. All’inizio pensavo di non legare con nessuno, ma mi sbagliavo. Quelle nella foto sono le persone con cui ho legato di più. Ho imparato a essere me stessa e a non rimanere chiusa, anche se con le persone nuove ho sempre difficoltà ad esprimermi. Il gruppo del teatro mi ha fatto capire che essere se stessi non è una cosa brutta, anzi è  bella. Essere diversi significa diversificare un ambiente o un gruppo. Ho partecipato a diversi spettacoli, il mio preferito è Grease. Ricordo quando ero alle elementari e vedevo gli spettacoli a cui mio fratello partecipava, rimanevo sempre a bocca aperta. Sempre alle elementari avevo partecipato ad alcuni laboratori, io mi divertivo e ancora mi diverto. Se dovessi incontrare la me bambina, le direi “non preoccuparti del futuro, tu incontrerai delle persone magnifiche che non ti giudicano per quello che tu sei; forse non avrai un buon finale, ma almeno ti sentirai sicura e avrai tutte quelle amicizie che la tua fanciullezza ti ha negato”. L’unica cosa che so dire è: grazie a tutte quelle persone che mi hanno aiutato” (L. classe seconda).

Gemma n° 2597

Immagine creata con ChatGPT®

“La mia gemma la voglio dedicare a B, la mia migliore amica. Non la conosco da molto tempo, quasi un annetto, ma in questi mesi si è dimostrata più importante di molte persone che conosco da più tempo. B. è colei che mi ha fatto ricredere nell’amicizia. Nella nostra amicizia non c’è un filo di invidia, siamo sempre contente per i traguardi dell’altra. Se B. dovesse stare male sarei pronta a mollare tutto e tutti per raggiungerla. In uno dei periodi più brutti che ho avuto lei è stata una delle poche persone che è stata al mio fianco veramente, senza mai farmi sentire sola. Prima di conoscere lei il mio pensiero di amicizia era completamente sbagliato. Io e B. litighiamo continuamente, perché abbiamo entrambe due caratteri molto forti, e quindi è facile scontrarsi e non essere d’accordo su molte cose. Spesso litighiamo perché secondo lei dovrei chiudere i rapporti con delle persone che per me continuano ad essere molto importanti nonostante il modo in cui mi abbiano trattata, e lo fa solo perché non vuole che mi feriscano di nuovo, e la stessa cosa faccio io. Voglio un mondo di bene a B. e penso che se quest’anno non avessi incontrato lei non sarei la persona che sono ora, perché è stata veramente fondamentale per farmi diventare come sono e per farmi capire tante cose su me stessa” (A. classe seconda).

Gemma n° 2596

“Come gemma ho deciso di portare uno dei giorni che reputo tra i più belli di quest’anno: quello del concerto di Lana Del Rey. Per me il 2024 è stato un anno abbastanza difficile e impegnativo, eppure il solo pensiero di andare al suo concerto toglieva un po’ di quella pesantezza che a volte provavo. Ho sempre reputato la possibilità di andarci come una cosa lontanissima da me, qualcosa di troppo grande, eppure quel 4 giugno, alla fine, è arrivato, e mi ha finalmente portato quella spensieratezza che cercavo da tempo. Se dicessi alla me di qualche anno fa che l’avrei vista dal vivo, non credo mi crederebbe ma, alla fine, sono queste le cose belle, quelle che non ti aspetti. Per questo, sono soprattutto grata alla mia famiglia, che ha reso possibile ciò che mi immaginavo e in cui speravo” (G. classe seconda).