
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare la musica. La musica è sempre stata una parte molto importante della mia vita, ma soprattutto da due anni a questa parte è diventata del tutto indispensabile. Io sono cresciuta in una famiglia in cui fin da piccola mi hanno esposto a qualunque tipo musica: non c’era un giorno in cui mio nonno non ascoltasse l’orchestra della Rai alla televisione, e mio padre mi faceva ascoltare più generi di musica possibile, insegnandomi anche a suonare il pianoforte. Da piccola non mi piaceva abbastanza e quindi ho suonato per cinque anni, per poi smettere per un po’. In quella pausa relativamente breve ho capito quanto effettivamente fosse importante per me. Ogni volta che sentivo suonare mi si creava un vuoto dentro, come se mi mancasse qualcosa di veramente importante, e così ho ripreso. Adesso per certi versi rimpiango quel periodo, perché se non avessi smesso di suonare per quell’anno e mezzo/due adesso sarei di sicuro più brava. Però mi sono anche accorta che se non avessi smesso adesso non sarei così attaccata dalla musica: infatti da sei anni suono più o meno tutti i giorni, e anche se non ho tempo trovo sempre dieci minuti anche solo per ripassare il brano che mi piace di più. Negli ultimi due anni ho effettivamente notato quanto la musica mi faccia stare bene. E’ come un cerotto che ripara i buchi dell’anima e pian piano li fa riassorbire. Inoltre la musica è un modo per unire le persone. C’è stato infatti un periodo in cui io e mio padre non andavamo molto d’accordo, ma grazie alla musica ci siamo ritrovati. La musica è infinite cose per me, ottantotto tasti che racchiudono l’universo e la felicità” (G. classe quarta).
