Gemma n° 2791

“Quest’anno ho deciso di portare un film: Pierrot le fou (o Il bandito delle undici in italiano). Ho scelto questo film perché è stato tra i primi che ho visto in completa autonomia e che mi ha fatta avvicinare di più al mondo del cinema. Diretto da Jean-Luc Godard, questo film parla della enigmatica storia d’amore tra Ferdinand Griffon e Marianne Renoir: due giovani adulti che partono da Parigi verso la Costa azzurra lasciandosi dietro le responsabilità e la routine. Nel loro viaggio affrontano varie tematiche come la criminalità, l’euforia romantica e l’instabilità emotiva. Il loro sogno di libertà man mano si sgretola e diventa tragedia: Marianne tradisce Ferdinand e lui, solo e incapace di trovare un senso, si suicida dopo essersi dipinto il volto di blu come un moderno “Pierrot” (il “Pierrot” è originariamente bianco ma in questa versione atipica prende il colore blu per raffigurare il lutto e il mare, elementi fondamentali del film). Si tratta di un gesto poetico ma violento, tipico dell’estetica di Godard, che fa riflettere e interpretare queste parti più “astratte” allo spettatore. Marianne, impulsiva ed enigmatica, cerca di vivere il momento indipendentemente dai mezzi mentre lui, malinconico e riflessivo, cerca di trovare un senso di autenticità lontano dalla sua vita borghese. Lui cerca il significato, lei cerca il piacere immediato. Nessuno dei due ha ragione o torto ma la loro relazione è la metafora di un amore impossibile e disturbato. Questo film mi ha aiutata molto a capire che bisogna fare la propria parte per portare avanti una qualsiasi relazione e dare un senso al caos” (I. classe prima).

Gemma n° 2790

“Quest’anno ho deciso di portare come gemma la casa al mare. Con il passare degli anni mi sono accorta che l’unico luogo che mi ha davvero visto crescere e cambiare è stata proprio lei: la casa al mare. È il posto dove passo tutte le mie estati da quando ero piccola. Ogni volta che arrivo lì mi sento subito a casa, come se il tempo non fosse mai passato. Le giornate sono sempre state piene di giochi insieme ai miei cugini: correvamo sulla sabbia, costruivamo castelli, inventavamo giochi e ridevamo per qualsiasi cosa. Le sere d’estate sono quelle che ricordo meglio. Ogni sera mangiavo un gelato mentre guardavo il mare. Era un momento tranquillo, in cui potevo pensare a tutto o anche a niente.  La casa al mare non è solo una casa: è il luogo che mi ha accompagnata nella crescita e che conserva i miei ricordi più belli. A 17 anni, rimane per me un posto speciale, dove mi sento sempre me stessa” (S. classe quarta).

Gemma n° 2789

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare l’esperienza fatta a Paestum questo settembre.
Ancora in seconda, una prof ci aveva parlato di questo progetto e ci aveva consigliato di partecipare, ed io non ci ho pensato due volte e mi sono iscritta appena è uscita la circolare.
I mesi precedenti all’esperienza, ne parlavo con le mie compagne e pensavo a quanto ci saremmo potute divertire, e così è stato.
Non avevo alcun dubbio, abbiamo passato 6 giorni faticosi ma divertenti allo stesso tempo, abbiamo avuto la possibilità di lavorare dentro ai templi greci e tra le antiche vie di Paestum, alcuni di noi (tra cui me) hanno avuto inoltre la possibilità di far parte del team di restauro del sito, perciò hanno pulito degli oggetti tra cui dei piccoli vasi ritrovati durante gli scavi.
Durante il progetto abbiamo avuto anche la possibilità di visitare il sito di Pompei e quello di Velia per conoscere ancora meglio la storia di quell’epoca.
Dopo le attività, avevamo sempre un po’ di tempo libero, di solito andavamo in spiaggia a fare un tuffo insieme per parlare della giornata che avevamo trascorso.
Ho trovato questa esperienza fantastica perché abbiamo avuto la possibilità di lavorare in maniera diversa e in luoghi affascinanti, ma soprattutto perché ho conosciuto meglio le mie compagne di classe e le mie amiche.
Spero che chi ci andrà l’anno prossimo si diverta come mi sono divertita io, o semplicemente che a qualcuno, leggendo la mia gemma, venga voglia di fare questa esperienza”.
(V. classe terza).