Gemma n° 3011

“Ho iniziato a scrivere la mia gemma all’inizio di quest’anno scolastico, convinta che il mio percorso personale fosse la cosa più importante che mi sarebbe potuta succedere durante l’anno e che avrei voluto condividerlo con gli altri. In parte è vero: l’anno scorso, intorno a questo periodo, non me la passavo bene ed ero convinta che non avrei più visto la luce in fondo al tunnel. Una persona che ricopriva un enorme spazio nella mia vita non c’era più e insieme a lui rimaneva un vuoto immenso dentro di me. Questo vuoto lasciava spazio per altre persone: ho permesso a chi già mi stava vicino di ricoprirne una parte e la restante mi ha dato la possibilità di conoscere meglio chi, per errore mio, non mi sembrava così importante. La gemma di quest’anno quindi sono le mie amiche, quelle che erano già fondamentali e quelle che lo sono diventate. C’è C., mia sorella, la più importante per me: da piccole i nostri 4 anni di differenza ci separavano, mentre ora si sono dimostrati fondamentali per la mia crescita. Siamo simili e spesso litighiamo (ma tra sorelle, si sa, va sempre così) ma per come sono ora, senza di lei non sarei io, perché è grazie a lei se ho imparato a guardare in faccia la realtà e accettare le delusioni. Per quanto riguarda S., io e lei ci conosciamo da molti anni: ha visto ogni mia sfaccettatura e non ne ha mai giudicata neanche una. Ogni tanto passiamo dei periodi di silenzio perché a lungo andare, conoscendosi così bene, certi comportamenti sono intollerabili, ma ritroviamo sempre il modo di ricongiungerci. Quando ho incontrato G. qua a scuola non potevo tollerarla, ma alla fin fine si sa che le amicizie migliori iniziano così. Conoscendola poi ho capito che in realtà per certi versi eravamo simili: abbiamo lo stesso umorismo e ci capiamo al volo. Quando qualcuno ha cercato di dividerci non c’è mai riuscito, abbiamo sempre preso le difese l’una dell’altra e cambiando amici, l’unica che non è cambiata è lei. È una buona ascoltatrice, come lo sono anche io, e quando ne abbiamo avuto bisogno, sapevamo che l’altra c’era. S. è stata la mia prima amica qua a scuola e se non fosse stato per lei, loquace e per niente timida, non so neanche se avrei mai avuto il coraggio di fare amicizia con qualcuno all’inizio della scuola. Né io né lei abbiamo paura di esprimerci e su questo andiamo particolarmente d’accordo. Con le sue battute mi rallegra la giornata e con la sua presenza alleggerisce le ore di scuola. Il rapporto tra me e N. inizia alle elementari, durante le quali eravamo già amiche, ma per qualche questione infantile abbiamo smesso di parlarci. Così, dopo le medie, quando credevo finalmente di essermi liberata di lei, ho scoperto che eravamo finite in classe insieme. Al tempo per me era un incubo, ma ora non potrei esserne più grata. Il nostro legame si è stretto quest’anno, quando un avvenimento ha stravolto la sua vita e io ho deciso di starle accanto. N. dà degli ottimi consigli e capisce perfettamente quello che provo anche senza dire una parola. Spesso abbiamo le stesse opinioni, infatti litighiamo raramente. G. non dirà mai di no a un’uscita improvvisata (anche se sarà sempre in ritardo) e ti permetterà di parlare all’infinito della stessa cosa senza battere ciglio. Anche se passa un brutto periodo è sempre presente per gli altri e riesce sempre, anche dicendo una sciocchezza, a strapparmi un sorriso” (V. classe quarta).

Gemma n° 3010

“Cara S.,
non so se te lo aspettavi oppure no, ma quest’anno come gemma ho deciso di portare proprio te.
Te, che in così poco tempo sei riuscita a farmi ritrovare quel tipo di amicizia che da tempo mi mancava. Non penso tu ti renda conto di quanto mi dai ogni giorno: tutti i tuoi “ti voglio bene”, gli abbracci spontanei, il modo in cui riesci sempre a farmi sentire accolta e capita.
C’è una cosa che ho capito grazie a te, e riguarda il modo in cui vedo l’amicizia: ho sempre pensato che il concetto di “migliore amica” dovesse essere necessariamente reciproco, cioè che due persone si considerassero tali nello stesso identico modo. Nell’ultimo anno però ho capito che non è sempre così e che i rapporti non devono per forza essere uguali per essere sinceri e importanti.
Ecco cosa sei tu per me: la migliore amica che per tanto tempo ho pensato di non meritare più, forse a causa del mio carattere o perché molte delle persone a cui ho dato fiducia, prima o poi, hanno finito per lasciarmi sola. So che nella tua vita ci sono persone a cui sei molto legata e che probabilmente io non sarò quella che metteresti al primo posto, ma questo non cambia minimamente ciò che sei per me: la mia migliore amica.
Per tanto tempo ho avuto paura di dare così tanta importanza a una persona, fino ad arrivare a definirla “migliore amica”, perché spesso sono rimasta delusa; forse è proprio per questo che a volte posso sembrare una persona un po’ dura o non sempre simpatica. In realtà, per me non è facile creare legami profondi.
Però mi sono resa conto che con te è stato diverso: parlarti in modo spontaneo mi veniva naturale, come non mi succedeva da tempo. Ho sempre avuto paura di dire quello che penso e di essere davvero me stessa per il timore del giudizio degli altri, ma con te, senza nemmeno accorgermene, lo facevo già. E credo che questa sia una delle cose più belle che una persona possa regalare a un’altra: la libertà di sentirsi sé stessi senza paura. Tu, senza nemmeno provarci, ci sei riuscita.
Grazie per tutte le volte in cui mi hai fatta sentire importante, ascoltata e voluta bene. Spero davvero che, anche col tempo, questo rapporto non cambi mai, perché sei diventata una delle persone più preziose che ho nella mia vita.
Ti voglio bene.”
(S. classe quarta).