Gemme n° 445

Ho visto questo video due settimane fa e penso sia utile per riflettere sul valore della nostra e dell’altrui vita. Si presenta da solo, non penso ci sia da aggiungere altro.” Questa la gemma di V. (classe quinta).
Nel vecchio film “Luci della ribalta”, Charlie Chaplin afferma che “C’è una cosa altrettanto inevitabile quanto la morte, ed è la vita”. Nel video che ha mostrato V. c’è l’incontro-scontro tra queste due realtà, con l’aggiunta di quello che le lega e che secondo me è necessario a dare un senso al tutto: amore.

Gemme n° 441

La mia gemma è il Libro «The help», uno dei miei preferiti, ambientato nel Mississippi del 1962. Si intrecciano le storie di tre donne, una domestica di colore che da 40 anni si occupa dei bambini dei bianchi, una domestica che sa cucinare benissimo ma ha un caratteraccio (licenziata 19 volte), una the help.jpgdonna bianca che aspira a diventare scrittrice: costei raccoglie le storie delle domestiche di colore nelle case dei bianchi. Le tre diventano amiche e alla fine altre domestiche si aggiungono per parlare delle loro vicende. Desidero citare una frase: God says we need to love our enemies. It hard to do. But it can start by telling the truth”. Così S. (classe seconda) ha presentato la propria gemma.
Nessuno mi aveva mai chiesto cosa provavo ad essere me stessa. Quando ho detto la verità mi sono sentita libera.” è un’altra citazione tratta da The help. Non penso sia facile dire la verità quando riguarda se stessi, ma devo ammettere che aiuta a camminare con la schiena dritta, senza avvertire sulle spalle il peso della menzogna o dell’incoerenza.

Gemme n° 439

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-306e05f7-a102-42fb-bf8b-dfeca642a88c.html

Ezio-bosso.jpgNon conoscevo Ezio Bosso, l’ho sentito per la prima volta al festival di Sanremo: mi ha colpito per quello che ha detto e per come l’ha detto. Mi ha colpito poi come si trasformasse suonando al pianoforte”. Questa la gemma di M. (classe terza).
A commento pubblico prima una dichiarazione del maestro e poi la spiegazione del concetto molto interessante delle dodici stanze (fonte Huffington Post):
A un certo punto avevo perso tutto, il linguaggio, la musica: la ricordavo, ma non la capivo. Suonavo e piangevo, per mesi non sono riuscito a far nulla. La musica non faceva parte della mia vita, era lontana, non riuscivo ad afferrarla. Ho scoperto così che potevo farne a meno. E non è stato brutto. È stato diverso, è stata un’altra esperienza. Ho imparato che la musica è parte di me, ma non è me. Al massimo, io sono al servizio della musica”.
Si dice che la vita sia composta da 12 stanze. 12 stanze in cui lasceremo qualcosa di noi che ci ricorderanno. 12 le stanze che ricorderemo quando saremo arrivati all’ultima. Nessuno può ricordare la prima stanza dove è stato, ma pare che questo accada nell’ultima che raggiungeremo. Stanza, significa fermarsi, ma significa anche affermarsi. Ho dovuto percorre stanze immaginarie, per necessità. Perché nella mia vita ho dei momenti in cui entro in una stanza che non mi è molto simpatica detto sinceramente.
E’ una stanza in cui mi ritrovo bloccato per lunghi periodi, una stanza che diventa buia, piccolissima eppure immensa e impossibile da percorrere. Nei periodi in cui sono lì ho dei momenti dove mi sembra che non ne uscirò mai.
Ma anche lei mi ha regalato qualcosa, mi ha incuriosito, mi ha ricordato la mia fortuna. Mi ha fatto giocare con lei. Si, perché la stanza è anche una poesia”.

Gemme n° 435

Ho scelto questa breve sequenza perché, nonostante sia una commedia, mi ha sempre fatto pensare al ruolo del genitore che spesso noi ragazzi sottovalutiamo; pensiamo sia semplice, che non ci capiscono e non sono in grado di soddisfarci al meglio. Ecco, questo lo dedico a mia mamma che c’è sempre e mi sostiene. Ultimamente ho avuto un periodo così e parlando con lei ho capito meglio il ruolo dei genitori, soprattutto quello di madre. Mi piacerebbe in futuro essere così o anche meglio se mai mi capiterà di essere un genitore”. Così si è espressa M. (classe terza).
Tempo fa avevo letto una frase, di non ricordo chi, in cui si affermava che i genitori possono donare ai figli due cose molto importanti: le radici e le ali. Ecco, le parole di M. mi hanno fatto pensare alle radici…

Gemme n° 423

Sono una mangiatrice di film della domenica pomeriggio; all’inizio questo film non mi piaceva, poi mi ha preso sempre più e questa scena mi ha commossa e mi ha spinta a pensare. A volte quel che abbiamo ci sembra tutto e a volte invece dovremmo fare di più per sentirci contenti, avere “una felicità delirante”.” Questa è stata la gemma di M. (classe terza).
In un altro film famoso, “L’attimo fuggente”, Neil legge una parte di una frase di Henry David Thoreau tratta da “Walden, vita nei boschi” (qui la riporto per intero): «Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici».

Gemme n° 422

A volte mi riconosco in Novecento e credo che l’età in cui siamo sia critica, non siamo né bambini né adulti. Penso che quella scaletta di Novecento, per noi, possa fungere da slancio: il mondo avanti è infinito con miliardi di scelte, sotto c’è l’oceano in cui rischiamo di affondare, dietro c’è la nave, il nostro guscio in cui abbiamo vissuto a lungo. Guardando avanti abbiamo paura per quello che potrebbe esserci e temiamo di essere l’ultima ruota del carro. Queste sensazioni ed emozioni le provo, anche se cerco di soffocarle perché magari non è ancora il momento di preoccuparsi; tuttavia le scelte che devo fare mi fanno già pensare, mi fanno paura”. Questa è stata la gemma di C. (classe seconda).
Nella canzone “E’ necessario” i Tiromancino cantano: “Io so che non è facile riuscire a proiettarsi nel futuro immaginando come sarà la vita andando avanti; le scelte che farò saranno sempre più importanti dei dubbi che ho che oggi sono ancora tanti”. Da un lato ci sono sicuramente la paura e il timore, ma dall’altra c’è anche la possibilità di mettersi in gioco, di sentirsi padroni della nostra vita, registi e non attori o spettatori dell’esistenza.

Gemme n° 414

B. (classe quinta) ha commentato con queste parole la sua gemma: “Si tratta di una pubblicità per sensibilizzare le persone; la prima volta che l’ho vista al cinema mi stavo per mettere a piangere. Condivido quello che viene detto; molte volte sfruttiamo gli animali come se fossero degli oggetti, eppure loro non ci appartengono, non possiamo usarli. Loro ci hanno sempre dato fiducia nonostante quello che abbiamo fatto noi. Loro ci sono sempre.”
Mi è venuto naturale pensare al film “Into the wild” mentre scorrevano le immagini del cortometraggio di Gabriele Salvatores: “C’è una gioia nei boschi inesplorati, c’è un’estasi sulla spiaggia solitaria, c’è vita dove nessuno arriva vicino al mare profondo, e c’è musica nel suo boato. Io non amo l’uomo di meno, ma la Natura di più”.

Gemme n° 413

famiglia

Con queste parole M. (classe seconda) ha presentato la sua gemma: “Questa foto è stata scattata la scorsa estate in Croazia: la mia famiglia è molto importante per me perché è sempre presente, mi aiuta, mi dà affetto, mi ascolta e, quando ho problemi, mi è vicina per sostenermi. I miei famigliari mi danno sorriso quando sono triste. I miei fratelli sono persone per me speciali e senza di loro e dei miei non saprei come vivere. Mi mette tristezza pensare alle persone che non possono godere di questo tipo di rapporti.”
Nel cartone animato Lilo & Stitch si afferma che “Ohana significa famiglia. Famiglia significa che nessuno viene abbandonato. O dimenticato”. Sono molto numerose le gemme che raccontano l’importanza della famiglia; devo ammettere però che non è così facile trovare dei buoni riferimenti da riportare a commento. E’ molto più agevole trovare frasi e battute che criticano in modo cinico e sarcastico la famiglia. Curiosa questa cosa…

Gemme n° 411

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Ho portato un modellino di un Clone Trooper di Starwars perché adoro il film e perché è il primo regalo che mi ha fatto mia sorella: è sentito ed è importante perché significa che i miei cari hanno capito una mia passione (anche se mi prendono in giro). E’ anche una cosa che condivido con mio padre: mi ha fatto felice che me lo abbiano regalato”. Così F. (classe quinta) ha presentato la sua gemma.
Quella sottolineata da F. è la cosa che mi piace di più in un regalo: il fatto di capire che dietro quel regalo, qualunque esso sia, c’è un reale pensiero. Chi me l’ha fatto ha effettivamente pensato a me, ha passato del tempo in mia compagnia senza che io lo sapessi… Splendido!

Gemme n° 406

Ho portato come gemma il discorso di Al Pacino nel film “Ogni maledetta domenica”. Mi trasmette una grande carica e mi dà la voglia di correre, di giocare, di lottare”. Questa la gemma di S. (classe seconda).
Adoro Al Pacino, adoro i suoi film. Mi soffermo su una piccola parte del discorso fatto alla squadra: “i centimetri che ci servono sono dappertutto, sono intorno a noi, ce ne sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo”. Mi ha sempre colpito questa frase: non aspettiamo la grande occasione, non aspettiamo la finale per dare il meglio di noi stessi… Ogni situazione è quella buona…

Gemme n° 405

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Ho scelto questi video per me importanti: ho iniziato da piccolo a vedere Transformers e mi ha accompagnato per tutta la crescita. I video che ho portato sono in inglese, sia perché mi piacciono gli vlcsnap-2016-02-20-08h26m14s177Stati Uniti e un giorno mi piacerebbe vivere là, sia perché la qualità dei video in inglese è superiore. Ecco, questa del montaggio dei video di alta qualità è un’altra cosa che mi appassiona e alcune delle scene le ho montate io”. Questa la gemma di L. (classe seconda). I video che ha portato in classe sono molto pesanti, per cui ho pubblicato solo delle immagini.
Ringrazio il cielo di essere stato adolescente in un periodo senza personal computer e senza smartphone… penso che altrimenti avrei investito vagonate di ore dietro alle nuove tecnologie. Nvlcsnap-2016-02-20-08h26m19s429.pnge subisco sempre il fascino, resto incantato, non ne sono affatto un demonizzatore. Asimov affermava: “È difficile che la scienza e la tecnologia, nelle loro linee generali, superino la fantascienza. Ma in molti, piccoli e inattesi particolari vi saranno sempre delle sorprese assolute a cui, gli scrittori di fantascienza, non hanno mai pensato”.

Gemme n° 403

ATTENZIONE: SPOILER!!!

La mia gemma è una scena di Grey’s Anatomy, una puntata recente. E’ la mia serie preferita: la trovo molto legata alla realtà e la apprezzo anche perché vengono trattate molte tematiche importanti. Qui l’argomento centrale è quello del perdono”. Questa è stata la gemma di T. (classe quinta).
Ricordo una frase per me significativa: “Solo l’amore riempie i vuoti, le voragini negative che il male apre nei cuori e nella storia”. Le parole sono dell’attuale papa. Penso che perdonare non sia facile, soprattutto se mi approccio a questo atto in modo razionale. Le volte in cui mi è successo di farlo, ho come “sentito” di doverlo fare; la parte razionale è entrata in gioco nel momento in cui ho deciso (appunto) di fare spazio, di dare ascolto a quella voce interiore. E’ un cammino che però sono sempre stato contento di aver percorso.

Gemme n° 402

Punte

Ho portato le mie punte di danza; ho praticato tanti sport ma la danza è quello che mi è piaciuto di più e a cui tenevo di più. Mi è dispiaciuto moltissimo non andarci più, anche perché nella scuola che frequentavo avevo trovato una specie di seconda famiglia. Queste sono state le prime e le ultime punte. Ho iniziato tardi a fare classica e il fatto di riuscire a raggiungere comunque un traguardo mi ha dato sicurezza e fiducia in me stessa”. Questa la gemma di E. (classe seconda).
Ho avuto un’unica sequenza davanti aglio occhi mentre E. parlava:

Gemme n° 401

Come gemma ho portato una frase di Michael Jordan: “Posso accettare di fallire ma non posso accettare di non tentare”. L’ho scelta perché per me significa che non bisogna mai partire dicendo che non si riesce a fare qualcosa: bisogna provarci sempre”. Questa è stata la gemma di F. (classe seconda).
Collego a questa frase qualche sequenza di un film su qualcuno che non solo ha tentato, ma non ha neppure fallito…

Gemme n° 400

famiglia

Mi ero dimenticata della gemma, ho realizzato solo ieri sera che sarebbe stato il mio turno. Riflettendo sul significato della parola gemma ho pensato alle cose preziose che ho. E allora mi è venuta naturalmente in testa la famiglia, e ho portato delle foto con valore simbolico: voglio sottolineare il concetto di famiglia in generale, in tutti i sensi possa essere intesa. Quello che conta è che sia felice, indipendentemente da chi sia formata: per me è l’unica cosa che esiste. Non è scontato avere una famiglia felice, per cui invito chi ce l’ha ad apprezzare ciò di cui può godere.” Questa è stata la gemma di M. (classe quinta).
In “Fahrenheit 451” una presentatrice della tv afferma: “Una famiglia non sarebbe più una famiglia se qualcuno non avesse a cuore la felicità degli altri e non si adoperasse con tutti i mezzi per il suo conseguimento”.

Gemme n° 398

Come gemma ho scelto di portare questo filmato. La storia mostra ciò che avviene alla maggior parte delle persone, cioè alla tendenza di giudicare gli altri dalle apparenze, pensando solamente a ciò che manca a se stessi. Questo cortometraggio ci aiuta a riflettere su quanto sia importante credere in se stessi, cercare di superare gli ostacoli quando agli occhi degli altri sembra palese il fallimento.” Così si è espressa B. (classe quarta).
Quando il protagonista è a terra, chiede aiuto e nessuno lo ascolta, mi è venuta in mente questa frase del libro “Seta” di Alessandro Baricco: “Poiché la disperazione era un eccesso che non gli apparteneva, si chinò su quanto era rimasto della sua vita, e riiniziò a prendersene cura, con l’incrollabile tenacia di un giardiniere al lavoro, il mattino dopo il temporale”.

Gemme n° 385

Ho portato come gemma la sequenza di un film che consiglio perché ricco di scene e discorsi belli e commoventi: questa è una delle mie preferite”. Così si è espressa M. (classe quarta).
Riporto la frase del film tratto da “Novecento” di Alessandro Baricco: “Sapeva leggere Novecento, non i libri. Quelli sono buoni tutti. Sapeva leggere la gente, i segni che la gente si porta addosso, posti, rumori, odori. La loro terra, la loro storia, tutta scritta addosso. Lui leggeva e con cura infinita catalogava, sistemava, ordinava in quella immensa mappa che stava disegnandosi in testa. Il mondo magari non l’aveva visto mai, ma erano quasi trent’anni che il mondo passava su quella nave. Ed erano quasi trent’anni che lui su quella nave lo spiava. E gli rubava l’anima.” Novecento lo fa attraverso un pianoforte; a me piace farlo da dietro l’obiettivo di una macchina fotografica. Immortalare una persona sconosciuta, immaginarne la storia, i pensieri, le emozioni; farli miei, darne un’interpretazione personale. Non è detto che corrisponda alla verità, non è quello che conta.

Gemme n° 367

quebert

La mia gemma è una frase tratta dal libro “La verità sul caso Harry Quebert” di Joël Dicker: “E mi ero detto che una stella cadente era una stella che poteva essere bella ma per paura di brillare scappava il più lontano possibile. Un po’ come me.” Questa frase mi ha colpito molto: alcune persone possono avere un talento ma per paura di essere giudicate come persone che si credono importanti decidono di rimanere nel loro angolino. Non so se sono così, e chiedo aiuto per capire se sono anch’io una stella cadente distaccata dagli altri, se devo integrarmi un po’ di più”. Questa la gemma di I. (classe seconda).
Nella classe di I. stiamo trattando l’argomento del sacro nel cinema. Poco dopo la sua gemma abbiamo visto un breve pezzettino di “Una settimana da Dio”. Non so se I. ha fatto lo stesso collegamento che è venuto in mente a me, ma quando ho sentito le parole di Morgan Freeman attorno ai secondi 40-45, non ho potuto fare a meno di pensare alla sua gemma e alla risposta al suo dubbio.

Gemme n° 359

nonni

Ho portato tre foto dei nonni paterni, le due persone che mi hanno cresciuta da quando avevo due anni. Sono stati sia nonni che genitori, ma anche amici e, soprattutto mio nonno, complici. Lui per me è sempre stato un punto di riferimento; ho passato molto tempo con lui visto che mia nonna lavorava; con lui scherzavo ed era il più permissivo (quando non mi piaceva una cosa gliela buttavo nel piatto senza che la nonna vedesse e lui la mangiava per me). In V elementare è venuto a mancare e questo mi ha segnato profondamente. Mia nonna è una figura più severa ma è grazie a lei se ora vivo una vita normale. Questo è un tentativo per ringraziarli visto che in famiglia non siamo capaci di esprimere i sentimenti: poi io e la nonna abbiamo caratteri contrastanti e non le ho mai detto un tvb o un grazie che si merita. Loro per me sono anche un esempio di coppia; non erano affettuosi in pubblico ma dai gesti e dagli sguardi si poteva capire molto”. Così D. (classe quarta) ha presentato la sua gemma.
Non so perché ma mi è venuto spontaneo pensare a questa:

Gemme n° 355

La mia gemma è la parte finale de “L’avvocato del diavolo” in cui Al Pacino fa un monologo su Dio: penso faccia riflettere molto su una cosa che comunque non si saprà mai”. Così C. (classe quarta) ha dato il là alla propria gemma.
Riprendo il tratto saliente: “A Dio piace guardare, è un guardone giocherellone, riflettici un po’… Lui dà all’uomo gli istinti, ti concede questo straordinario dono e poi che cosa fa? Te lo giuro che lo fa per il suo puro divertimento, per farsi il suo bravo cosmico spot pubblicitario del film. Fissa le regole in contraddizione, una stronzata universale! Guarda ma non toccare, tocca ma non gustare, gusta ma non inghiottire… e mentre tu saltelli da un piede all’altro lui che cosa fa? Se ne sta lì a sbellicarsi dalle matte risate! Perché è un moralista! È un gran sadico! È un padrone assenteista ecco che cos’è! E uno dovrebbe adorarlo? No mai!”. Il vertice della lode a se stesso il diavolo (Al Pacino) lo tocca subito dopo: “Io sono un fanatico dell’uomo, sono un umanista… probabilmente l’ultimo degli umanisti. Chi, sano di mente Kevin, potrebbe mai negare che il ventesimo secolo è stato interamente mio? Tutto quanto Kevin! Ogni cosa! Tutto mio! Sono all’apice Kevin! È il mio tempo questo! È il nostro tempo!”.
Lascio qui una breve frase di Dostoevskij: “Qui il diavolo lotta con Dio, e il campo di battaglia è il cuore degli uomini”.