Gemma n° 2637

“Per la gemma di quest’anno ho deciso di portare un disegno fatto dal mio cuginetto. Me l’ha regalato per ringraziarmi del tempo che ho passato con lui durante l’estate, giocando e facendogli da babysitter. Mi piace moltissimo trascorrere del tempo con lui e vederlo crescere. Nonostante sia ancora piccolo, abbiamo un legame davvero speciale!” (M. classe quarta).

Gemma n° 2636

“Quest’anno ho deciso di portare come gemma il concerto di Taylor Swift a cui sono stata quest’estate e, in generale, l’intera esperienza che ho vissuto. Oltre al concerto in sé, che è stato a dir poco magico, tutta la giornata è stata speciale.
Dal viaggio fino a Milano, con l’emozione che cresceva a ogni chilometro, allo scambio dei braccialetti dell’amicizia con persone che condividevano la mia stessa passione, ogni momento è stato unico e indimenticabile. Entrare per la prima volta nello stadio, vedere il palco enorme, la folla di persone e sentire quell’atmosfera è stato qualcosa di indescrivibile.
Le luci, la musica e la voce di Taylor mi hanno fatta sentire in una dimensione totalmente diversa, come se il mondo fuori non esistesse. Cantare insieme a migliaia di persone che provavano le stesse emozioni mi ha fatto sentire libera e parte di qualcosa di molto più grande.
In particolare, ho deciso di portare questo momento del concerto in cui canta la mia canzone preferita in assoluto, Wonderland. Ogni sera del tour Taylor sceglieva quattro canzoni extra dalla sua discografia, diverse per ogni concerto, e io ho avuto la fortuna di ascoltare proprio questa. Questo momento in particolare, così come il resto dell’esperienza, è stato davvero indimenticabile e qualcosa che augurerei a chiunque di vivere almeno una volta nella vita” (A. classe quarta).

Gemma n° 2635

“Quest’anno sono stata molto indecisa su cosa portare come gemma, ma alla fine ho deciso che la scelta perfetta sarebbe stata mio fratello D. Nonostante i soliti litigi e discussioni tra fratelli, lui è una delle cose migliori che mi siano mai successe ed è parte integrante della mia felicità ogni giorno. Molto spesso ripenso a quando lui non c’era e provo ad immaginarmi se fossi rimasta figlia unica: impossibile. Gli voglio un bene dell’anima e spero che il nostro rapporto possa durare anche quando saremo grandi e ognuno prenderà la propria strada” (C. classe quarta).

Gemma n° 2634

“Non potevo portare il fiore nello stato attuale, quindi ho portato una foto di come era quando mi è stato dato. Ho deciso di portare questo fiore, che mi è stato dato da un bambino durante il Grest fatto questa estate. L’ho trovato un gesto molto puro e ha significato molto per me, considerando soprattutto che me l’ha dato verso la fine del Grest, e quindi sta anche un po’ a simboleggiare il percorso fatto insieme e quanto lui, e i bambini in generale, si siano legati a me durante quelle brevi ma infinite due settimane. “L’ho preso per te” mi ha detto, e io appena arrivata a casa ho fatto questa foto, per ricordarmi del gesto. Fare l’animatrice al Grest quest’anno è stato uno delle esperienze più belle che abbia fatto negli ultimi anni. Stare con altre persone che condividono il tuo stesso obiettivo, cioè quello di vedere di questi bambini, crea un grande senso di appartenenza e soddisfazione che poche volte ho provato. Sentirmi dire “tu ci sei al campo estivo?” “ci vado solo se ci vai tu” mi ha fatto sentire importante, e non da meno sono anche tutti gli abbracci e le risate condivise durante quelle settimane, ed è per questo che sarà sicuramente un’esperienza che mi porterò nel cuore” (V. classe quarta).

Gemma n° 2633

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“Mia madre è la persona più importante della mia vita, anche se a volte il suo modo di essere può risultare severo. So che il suo rigore nasce dal desiderio di vedermi crescere come una persona migliore, capace di affrontare le difficoltà della vita. Ogni volta che mi corregge o mi spinge a fare di più, lo fa perché vuole il meglio per me, anche se in quei momenti può essere difficile da accettare.
È una donna forte e determinata, e ammiro il modo in cui affronta le situazioni difficili senza mai perdere di vista ciò che conta davvero. Da lei ho imparato tanto, non solo dalle sue parole, ma anche dai suoi gesti.
Ci sono momenti in cui non sono d’accordo con lei e ci scontriamo, ma alla fine so che tutto ciò che fa è per il mio bene. Se penso alla mia vita senza di lei, mi rendo conto che sarebbe vuota” (M. classe seconda).

Gemma n° 2632

“Ho scelto come gemma il mare di notte perché riesce a suscitare emozioni diverse a chiunque lo osservi. Per me il mare è casa, è divertimento, è malinconia, è dolore, è nonna, è amici, è famiglia ed è solitudine.
Di notte, sotto un cielo stellato, diventa uno specchio di ciò che si ha dentro, capace di accogliere ogni nostro pensiero, ogni ricordo, ogni lacrima.
Il mare contiene ricordi: le risate che riempivano l’aria, gli abbracci che sapevano di casa, e quel senso di appartenenza che solo gli amici sanno dare.
Di notte, quando il chiasso si spegne, il mare diventa anche un luogo di malinconia. Ogni onda sembra riportare a riva un frammento di ciò che è stato, un ricordo che fa sorridere o piangere.
È impossibile guardare il mare di notte senza sentire quel misto di nostalgia e meraviglia, senza ripensare ai momenti che ci hanno segnato e a quelli che avremmo voluto trattenere per sempre.
Eppure, in tutta questa malinconia, il mare riesce a consolare. Il suo movimento costante, le sue onde che vanno e vengono, sembrano dirci che tutto passa, che ogni ferita si chiude, che ogni lacrima lasciata cadere sulla sua superficie diventa parte di qualcosa di più grande. È come se ci dicesse che anche noi, come lui, siamo fatti per andare avanti, per cambiare e trasformarci senza mai perdere la nostra essenza.
Il mare di notte può essere un abbraccio, un luogo che raccoglie i nostri momenti più belli e i nostri dolori più profondi.
È una promessa di possibilità infinite, un invito a lasciarci andare, a fidarsi di quel cammino luminoso che la luna disegna sull’acqua, anche se non so dove ci porterà.
Il mare non è solo un luogo, è una sensazione, un frammento d’eternità che ricorda chi siamo stati e chi possiamo ancora diventare”.
(M. classe quarta)

Gemma n° 2631

“Ricordo ancora quelle estati trascorse in cantina, al fresco, con l’odore della tempera che si mescolava all’aria calda e la compagnia di nonno. Lo osservavo in silenzio mentre, concentrato, cercava il prossimo soggetto da dipingere. Nonno ha un talento unico, un amore per la pittura che si vedeva in ogni suo gesto. Durante le lunghe giornate d’estate, se non riuscivo a trovarlo, sapevo che sarebbe stato da qualche parte in casa, con il pennello in mano. La sua passione era così grande che sembrava riempire tutta la casa. Io, nel frattempo, aspettavo con ansia di vedere l’opera finita, immaginando cosa sarebbe uscito da quella sua mano che sapeva trasformare ogni pennellata in qualcosa di speciale.
Di nonno conservo due quadri che non lascerò mai. Il primo è il mio “primo” quadro. È ironico dirlo, perché in realtà io non ho dipinto proprio nulla: era la mano di nonno che creava meraviglie, io gli dicevo solo cosa disegnare. Eppure, quella volta la mia mente ingenua lo ha portato a dipingere un mare notturno, con una barca al centro, immersa in un silenzio che mi sembrava infinito. Speravo che fosse lui a firmare il quadro, ma per farmi fare bella figura davanti a mamma e nonna, prese il pennello e, con un sorriso, firmò con il mio nome. Quel gesto mi riempì di felicità.
Purtroppo, nonno si è ammalato di una malattia che gli ha rubato la lucidità, ma non la passione per la pittura. Nonostante tutto, continua a cercare una tela e un pennello, come se quel bisogno di esprimersi non possa essere fermato (neppure dalla malattia). Ora, però, i suoi quadri non rappresentano più qualcosa di significativo.
Ascolta solo la sua mente, che gli suggerisce immagini che può comprendere solo lui. E, per quanto sia difficile, io lo osservo e cerco di non perdere quel filo che ci lega attraverso l’arte.
Quest’anno, il giorno del mio compleanno, è stato ancora più speciale perché stavo per varcare la soglia della maggiore età. Nonno, con la sua memoria fragile, non si è dimenticato. Quando sono andata a trovarlo, mi ha dato un piccolo quadro con tre girasoli su uno sfondo verde. L’ho guardato e ho sentito una commozione che non riesco a descrivere. È il quadro più bello che io abbia mai visto, perché in ogni pennellata c’era tutto l’amore che lui ha sempre avuto per me. Ora è appeso sopra il mio letto, come un piccolo pezzo di lui che mi accompagna ogni giorno.
Grazie a nonno, ho imparato fin da piccola ad amare l’arte, a vedere il mondo attraverso gli occhi di chi sa cogliere la bellezza nelle piccole cose. Nell’arte, rivedrò sempre una parte di lui, una parte che non perderò mai: l’arte per me è eterna, quindi anche nonno lo è. Nonostante il tempo e la malattia, rimarrà sempre con me, nei suoi quadri e nei miei ricordi”.
(J. classe quinta).

Gemma n° 2630

“Ho voluto portare questo pupazzo di neve fatto in 1a media perché mi ricorda i bei vecchi tempi di quando c’erano meno pensieri e preoccupazioni e mi ricorda anche della mia prof di tedesco, purtroppo venuta a mancare un mesetto fa circa” (T. classe seconda)

Gemma n° 2629

“Quest’anno la mia gemma sono tre miei grandi amici con cui quest’anno ho stretto un grande legame di amicizia. Infatti, questa gemma può sembrare una semplice foto, ma è ben di più perché racchiude in sé emozioni, pensieri, risate che ho condiviso con loro.
Il fatto che siano giunti al loro ultimo anno qui un po’ mi rattrista, però sono certo che il legame che abbiamo creato non ci separerà mai” (D. classe quarta).

Gemma n° 2628

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare il mio viaggio a Paestum. Sono stata a Paestum circa una settimana con la scuola. Quest’esperienza mi ha cambiato dal punto di vista umano: mi ha fatto crescere, abituare a nuove situazioni e conoscere meglio delle persone con cui non avevo mai parlato prima. La parte più bella del viaggio sono state le nuove amicizie che ho creato. Grazie a questo viaggio e alle persone che ho incontrato sono riuscita a superare un “periodo no” della mia vita e a tornare a casa con degli insegnamenti in più. Come foto che rappresenti questa bellissima esperienza ho deciso di portare il tramonto del secondo giorno a Paestum: un momento sereno che ho potuto condividere con delle bellissime persone” (A. classe quarta).

Gemma n° 2627

“Come gemma di quest’anno ho scelto le letterine scritte dai bambini che ho animato in colonia a Cimolais. Per me queste lettere sono molto importanti perché anche quando ero io la bambina animata avevamo la tradizione di scriverci reciprocamente delle letterine che poi avremmo ricevuto e aperto la sera intorno al fuoco del falò. Rileggendole mi spunta sempre un sorriso perché immediatamente mi ricordo i momenti felici in colonia e mi fa sentire apprezzata dai bambini con cui ho passato una splendida settimana. Mi sento molto legata a ognuno di loro perché in 7 giorni li ho visti crescere e mi è sembrato fossero i miei bambini a cui dovevo insegnare, attraverso il divertimento, ad essere autonomi e apprezzare la vita” (F. classe quarta).

Gemma n° 2626

“Quest’anno come l’anno scorso porterò una città.
La città in questione è Riga e sarà il punto focale di tre grandi argomenti: la famiglia, i viaggi e l’amicizia. Mio padre si è trasferito a Riga il 30 marzo per lavoro. Era un’offerta troppo buona per rifiutare. Abbiamo deciso tutti assieme ed alla fine ha accettato. È stato molto difficile e lo è tuttora. Vivere senza una figura paterna non è facile soprattutto in questa parte dell’adolescenza. Nell’ultimo periodo mio padre era una delle poche persone che mi capivano e che mi appoggiavano. Ora è lontano e diverso.
Riga è diventata un punto di riferimento ormai, una seconda casa. Spero che un giorno potremmo tutti riunirci lì, a livello di famiglia, e porre “fine” a questa separazione. Riga mi ha fatto capire quanto sia bello viaggiare e di come quest’ultima sia una mia ambizione per il futuro. Sono stata a Riga tre volte quest’estate ed ogni volta era sempre più bello. Riga è stata anche la meta dell’estate. Io e la mia amica abbiamo fatto un viaggio a Riga in quel periodo e abbiamo avuto l’opportunità di conoscere la città e di conoscere nuove realtà. Riga infatti la definisco proprio come punto d’incontro di tante belle cose”.
(M. classe quinta).

Gemma n° 2625

“Quest’anno come gemma ho voluto portare la mia migliore amica, si chiama M. e ci siamo conosciute nel 2022 grazie alla pallavolo. Quando ho iniziato pallavolo lei era già nella squadra e io ero quella appena arrivata, io e M. ci stavamo stra-antipatiche da subito, finché non abbiamo notato entrambe quanto avevamo in comune e quanto stavamo bene in compagnia. È come se la conoscessi da sempre, come se, appena conosciuta, avessi capito che mi mancava un amicizia così, dove poter andare se stavo male o solo per parlarle di com’era la mia giornata. In campo io e lei eravamo sempre le più cariche e davamo forza a tutta la squadra nonostante le difficoltà in campo. Lei mi ha aiutato tantissimo in tutto, nei miei problemi e in tutto il resto. Purtroppo quest’anno non siamo più nella stessa squadra, ma comunque ci  supportiamo l’un l’altra e lo faremo sempre. Penso sia una delle migliori persone che ho incontrato. È una di quelle persone senza filtri, che non finge di essere qualcuno che non è, e che ti dice le cose che sbagli, facendoti capire come migliorare e aiutarti, e riconosce quando sbaglia. Per me la sua famiglia è come una seconda casa, ho un bellissimo rapporto con i suoi genitori e la sua sorellina, difatti abbiamo passato tutte le vacanze insieme. Le voglio davvero un bene dell’anima” (V. classe seconda).

Gemma n° 2624

“Come gemma ho deciso di portare l’estate 2024, una delle più belle, se non la più bella che io abbia mai trascorso. Verso l’inizio di settembre, e soprattutto in questo periodo, mi è capitato parecchie volte di ritrovarmi ad aprire la galleria e sfogliare le foto con un senso di pesantezza e nostalgia sul cuore. Durante quest’estate ho avuto la possibilità di fare tante nuove e indimenticabili esperienze, che mi hanno dato la possibilità di condividere tanti bei ricordi, con tante persone diverse tra loro, ognuna con le proprie peculiarità. Durante questo periodo ho superato i miei limiti e ho notato di essere, oltre che in sintonia con gli altri, in sintonia con me stessa. Sono incredibilmente grata per tutte queste esperienze che mi hanno formata e che rimarranno incise nel mio cuore; saranno sempre parte della mia persona” (S. classe terza).

Gemma n° 2623

“Come gemma di religione, anche quest’anno, ero molto indecisa su chi portare; devo dire che erano molte le opzioni tra cui scegliere e che più mi rappresentassero, in particolare in questo periodo, ma, dopo un attimo di riflessione, scorrendo la galleria, non ci ho pensato due volte e ho deciso di parlare di lui, sì proprio del mio papà.
Ho deciso di portare mio papà perché in primis io e lui abbiamo un rapporto davvero molto unito e speciale; ciò non significa che sia sempre facile da gestire e tantomeno da tutelare, ma penso che non ci sia essere maschile che mi possa amare quanto mi ama mio padre.
Spesso il nostro rapporto, per quanto forte, come detto in precedenza, diventa a tratti altalenante proprio perché io sono la sua esatta copia al femminile: ho il suo stesso carattere, modo di fare e persino gli stessi difetti; ci capita dunque di scontrarci, litigare e non rivolgerci parola molto spesso e ciò che più mi ferisce è vedere che nel momento in cui mi vede star male a causa sua, è come se stesse male anche lui, e questo penso basti a descrivere il tipo di rapporto che abbiamo e le persone che siamo.
Per me mio padre è davvero tutto, non è tipo di molte parole, ma al contrario è molto conciso e attento a ogni minimo dettaglio, è breve e sintetico in ciò che esprime ma fa captare a ognuno, sempre in qualche modo, il significato e l’obiettivo delle sue parole.
Ho scelto proprio questa foto per la sua spontaneità: è indescrivibile come io mi senta protetta e sicura solo tra le sue braccia, perché so per certo che sono le uniche che non mi faranno mai del male e saranno pronte a sporgersi in qualsiasi momento per venirmi incontro.
Anche se di spalle, penso si possa notare il mio sorriso, anzi la mia risata catturata in una foto, e il sorriso dolce e affettuoso di mio padre che sa di avere tra le braccia l’essere più prezioso della sua vita. Da papà ho imparato e imparo tuttora tanto sulla vita, sui comportamenti da tenere e da rispettare, sull’educazione, sulla quale non transige, ma soprattutto da papà ho imparato a coltivare le mie passioni, a saper fare dei sacrifici e vedere che solo con tanto impegno e dedizione si riesce a raggiungere ciò che si desidera; mio padre in particolare mi ha trasmesso l’amore, o meglio la fede per il calcio: fin da piccolissima infatti, non ha mai guardato un film delle principesse con me, anzi, mi ha sempre annoiato con le numerose partite di calcio tanto da avermi portata a seguire la sua squadra del cuore da quando era bambino: la Juventus.
Proprio per questo, uno tra i ricordi più belli che mi porterò per sempre nel cuore è stato il giorno in cui mi ha portata per la prima volta all’Allianz Stadium, facendo sì che coronassimo insieme un nostro sogno”.
(G. classe terza).

Gemma n° 2622

“Ogni anno è sempre stato difficile per me scegliere una gemma da portare, ma quest’anno non ho avuto dubbi, anzi ci sono così tante cose di cui vorrei parlare che le gemme che mi rimangono a disposizione non sono sufficienti, così ho scelto di raggruppare più cose in una e ho deciso di parlare di un luogo e di persone per me molto importanti.
Sin da quando sono bambina sono sempre andata a Valbruna perché ci vivevano i miei nonni e ogni tanto ci si radunava tutti lì per passare delle giornate insieme. Dopo la morte della nonna, che purtroppo io ricordo poco perché ero molto piccola, il nonno ha deciso di «reinventarsi» (come direbbe lui). Ha scelto quindi di rimanere a vivere a Valbruna da solo e noi, come famiglia, trovavamo ogni buona occasione per incontrarci ed andare a trovarlo. Il Natale soprattutto era, ed è ancora, il mio momento preferito e sin da piccola, più che i regali, amavo l’idea di andare a Valbruna per passare del tempo con tutta la mia famiglia, a ridere, scherzare e giocare.
Dall’anno scorso le cose sono però cambiate: ormai il nonno non c’è più da quasi un anno e rimpiango i momenti in cui avrei potuto passare più tempo con lui ad ascoltarlo (anche se raccontava sempre le stesse storie).
Questo fatto però non ha scoraggiato me e i miei parenti, anzi ci ha unito ancora di più ed ogni momento passato tutti insieme è ormai prezioso e, più cresco, più me ne rendo conto. Come una sera della scorsa estate passata a ridere e cantare di fronte al fuoco, dimenticandoci di tutti i nostri problemi per goderci un istante spensierato. Mi ricordo che quella sera stavo così bene che quasi volevo piangere per il momento di felicità provato, cosa che non è da poco.
Sono sicura che se i nonni ci potessero vedere in questo momento, sarebbero orgogliosi nel vedere i valori della famiglia, che hanno trasmesso ai loro figli e ai nipoti, persistere tra di noi”.
(R. classe quinta).

Gemma n° 2621

“Come mia ultima gemma di questo percorso scolastico ho deciso di portare un luogo in cui vado ogni estate da quando sono piccola, Bibione Pineda. Ma solo da questa estate è diventato un posto speciale che posso considerare una casa emotiva, alla quale mi legano stupendi ricordi in quanto questa estate ho conosciuto qui una persona che per me è diventata molto speciale e con cui spero di poter passare molto tempo assieme” (M. classe quinta).

Gemma n° 2620

“Come gemma ho deciso di portare questo cd. È My Everything di Ariana Grande e me l’ha comprato mio padre nel 2015/2016, lo mettevamo sempre in macchina quando andavamo al mare. Ho sempre ascoltato la musica di Ariana da quando ero piccola, ogni mattina mettevo le sue canzoni su youtube e saltavo sul letto. Ogni volta che ascolto le sue canzoni mi sembra di ritornare a quei tempi e ancora ad oggi, quasi 10 anni dopo, l’ascolto ed è per me importante perché sono cresciuta con lei e la sua musica” (A. classe seconda).

Gemma n° 2619

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare uno dei miei film preferiti, Mamma mia! Lo reputo uno dei miei preferiti anche perché l’ho guardata moltissime volte insieme a mia madre, dato che è anche uno dei suoi film preferiti. Mi ricordo i pomeriggi nei quali mia madre stirava o faceva altre cose e nel mentre faceva partire il film. Mi piaceva moltissimo ascoltare tutte le canzoni presenti nel film quando ero bambino” (G. classe seconda).

Gemma n° 2618

“Avere una sorella è come possedere una gemma che brilla di luce propria e illumina la tua vita.
Mia sorella posso definirla come il mio riflesso nonostante siamo molto diverse; è una compagna di avventure che condivide insieme a me risate, ricordi e momenti tristi, di difficoltà.
Anche se è più piccola di quattro anni, quando ho bisogno di conforto lei c’è sempre: sa ascoltare senza giudicare (alcune volte) e festeggia insieme a me ad ogni mia conquista.
Capita di litigare per sciocchezze, poi però, a mente fredda, mi rendo conto che la sua presenza è fondamentale nella mia vita e senza di lei sarebbe tutto diverso, probabilmente più difficile.
Sono grata e felice di avere una sorella come lei.
Nonostante non possa sapere cosa ci riserverà il futuro spero che il nostro rapporto diventi sempre più forte ed unito e che sia una fonte di insegnamento e crescita reciproca”.
(G. classe prima).