“Ho deciso di portare come gemma una foto di mio fratello. Ho scelto lui perché, oltre ad essere mio fratello, è anche il mio migliore amico. Noi non ci diciamo segreti o cose che normalmente si dicono i migliori amici, ma so che per me ci sarà sempre e posso sempre contare su di lui” (B. classe prima).
“Quando rifletto su una parola che mi possa rappresentare penso alla creatività. Io sin da piccola sono stata una ragazza che non sta mai ferma o con le mani in mano, che preferisce spendere il suo tempo ad esprimersi … come? Ho diversi modi per farlo, ma i due che preferisco di più sono ballare e disegnare. Ho iniziato a ballare danza classica e moderna a 3 anni e non ho mai smesso. Anche sotto la doccia o davanti allo specchio mi piace ascoltare musica senza badare a chi mi sta vicino. Quando ballo posso definirmi me. Quando ballo non m’interessa cosa possa accadere in quel momento, io continuerò ad essere me stessa. Di certo non ho paura di sbagliare, perché anche se sbagliassi saprei che quell’errore farebbe parte di me. Ora mi ritrovo in una situazione in cui non posso utilizzare le punte, ma nonostante questo la mia passione per la danza non è svanita. Ballare trasmette pensieri e idee senza parole. La creatività di questa disciplina sta nel credere in tutti questi pensieri e idee attraverso il cuore e l’anima. Questo, di sicuro, è valido per qualsiasi passione che ognuno ha.
Anche il disegno è una passione che porto con me da bambina e non mi sono mai stancata a prendere la penna per sprigionare le mie emozioni. Un aspetto che mi piace di questa attività è di poter prendere qualsiasi cosa astratta e renderla concreta. Ogni volta che finisco un disegno sono soddisfatta e felice, perché nella fase d’opera mi diverto a scoprire nuove tecniche e colori (proprio come una bambina). Credo che la creatività sia il modo migliore per esprimermi, spero di non perderla per strada” (G, classe prima).
“Questa canzone, Anti-hero, è uscita qualche settimana fa e fa parte del nuovo album della mia cantante preferita, Taylor Swift. Ora è una delle mie preferite in assoluto, anche per il significato: parla di insicurezze, di non sentirsi come gli altri ma sentirsi il problema. Anche il video è molto interessante e con un significato profondo” (S. classe seconda).
“Questo è il mio cane, si chiama Rabol, ha cinque anni e mezzo. Lo vedo come una persona, ogni tanto mi sembra proprio che parli e capisce senza che io gli dica niente. Posso dire che sia il mio migliore amico. Ogni tanto mi viene anche da pensare a quando non ci sarà più…” poi sono arrivate le lacrime di commozione (G. classe quinta).
“Ho portato le prime medaglie che ho vinto e sono molto importanti perché rappresentano uno dei primi obiettivi che ho raggiunto. Tra l’altro racconto che io me ne stavo già andando, alla fine della competizione, e una mia amica mi ha avvisata che dovevo ritirare le medaglie che avevo preso e correre sul podio!” (G. classe seconda).
“Ho scelto una gemma molto semplice, collegata con quella dell’anno scorso dal filo conduttore della tradizione. Queste sono le chiavi del campanile del mio paese. Ho scelto questo oggetto perché ogni tanto mi piace tenerle in mano come anti-stress, ma quando si deve andare a suonare mi danno anche l’emozione di “essere il padrone”” (D. classe seconda).
“Oggi sono esattamente 99 giorni che lui, la persona che da 3 anni e mezzo a questa parte condivide con me qualunque cosa, è partito per la sua esperienza in Sudafrica. Domani, il numero delle cifre dei giorni passati lontani saliranno a 3, ma sono consapevole che è solo una piccola parte dei restanti 8 mesi che ci separano l’uno dall’altra. Le prime settimane senza di te sono state difficili, le giornate parevano interminabili ed il vuoto incolmabile. Ma, come si suol dire, il tempo sta curando le ferite e ciascuno di noi sta accettando e creando una nuova realtà. Nonostante ciò, i momenti di sconforto rimangono tanti, e lui, dalla testa e dal cuore, non va via un solo secondo. Mai mi sarei aspettata, a 3 mesi dalla sua partenza, di poter dire che la nostra relazione stava andando a gonfie vele, mai mi sarei aspettata di sentirlo così vicino, nonostante sia dall’altra parte del mondo. Eppure, so per certo che mai avrei cancellato o buttato via i 3 anni di vita passati insieme prima di affrontare questa avventura. Ci nutriamo di piccole cose. Ci nutriamo di messaggi, di catene di foto su Instagram, di post condivisi, di chiamate e video chiamate, che non sono così frequenti come immaginate, poiché in Sudafrica c’è il tanto odiato load sheeding, ovvero la mancanza di corrente per un numero di ore che va solitamente da 2 a 6 al giorno e bhe, non sempre la sera c’è la corrente e quindi la connessione wifi per sentirsi. Ci accontentiamo di una media di 2 chiamate a settimana. “Mezz’oretta”, diciamo, stanchi, a fine giornata. Ma cosa sarà mai mezz’ora in una relazione a distanza? La mezz’ora allora si quadruplica, le ore diventano due. Il tempo con lui passa veloce come non mai, e mai sono così felice come quando c’è la corrente e lo posso sentire. E infine, ci nutriamo anche di canzoni. Di canzoni come questa, che ti fanno venire le lacrime agli occhi. E come mi sento, è descritto proprio in questo brano, Lost In Japan di Shawn Mendes. Tu, letteralmente dall’altra parte del mondo ad un numero di kilometri che non ho il coraggio di conoscere, ed io, qui, ad aspettarti, ogni giorno più sicura dei nostri sentimenti” (C. classe quarta).
“Ho deciso di portare Mockingbird di Eminem perché oltre ad essere una delle mie canzoni preferite, per me ha anche un significato molto profondo. Rappresenta l’amore di un padre verso la figlia che cerca di provare a uscire dalla povertà per assicurare una vita migliore alla sua famiglia in cui la madre è assente. Questa canzone è molto importante per me perché me l’ha consigliata una persona a cui ero molto legata ma con cui ho perso i rapporti e mi ricorda le giornate in cui passavamo ad ascoltare questa canzone e in cui parlavamo di musica, infatti avevamo gli stessi gusti in questo campo. Adesso ascoltando questa canzone mi commuovo quasi ogni volta, sia perché è una canzone particolarmente triste sia perché mi ricordo dei bei momenti che io e questa persona abbiamo vissuto insieme. Penso anche al fatto che le amicizie (come tutti i rapporti con le persone) non possano mai durare per sempre e bisogna vivere ogni attimo al meglio, sia i momenti tristi che quelli felici e assaporarne tutte le sfumature. Questa canzone racconta anche di tutte le fatiche che hanno dovuto affrontare per arrivare a vivere una vita migliore (anche se quest’ultima parte non è specificata nella canzone ma è la storia del passato di Eminem) e insegna che nonostante si vada incontro a delle difficoltà o a dei problemi non bisogna mai darsi per vinti e cercare di andare avanti e di sistemare i problemi. Mi dispiace molto che da molti questo tipo di musica venga sottovalutata e sminuita perché “non convenzionale” oppure perché è una musica non cantata ma quasi parlata, proprio perché anche se alcune canzoni non sembrano avere un senso in realtà ce l’hanno. Non è il caso di questa canzone perché il senso si capisce, ma comunque penso che ognuno dovrebbe provare ad ascoltare non solo un solo genere di musica ma allargare i propri orizzonti per poi magari scoprire che anche altre canzoni sono belle” (G. classe seconda).
“Ho scelto questa foto perché mi ricorda quest’ultima estate. Era un momento felice assieme ai miei amici, avevo appena imparato a giocare a poker e stavo perdendo di brutto, ma perlomeno mi stavo divertendo. Nonostante questa foto sia stata scattata i primi di settembre, è un ricordo della “vecchia” me, che in veramente pochi mesi/settimane è cambiata in meglio per quanto riguarda idee e pensieri” (F. classe seconda).
“La gemma che ho deciso di portare é la sciarpa del Milan. La sciarpa l’ho presa nel 2019, quando per la prima volta sono andata a San Siro, é stata un’esperienza bellissima poter vedere per la prima volta il Milan giocare; mi ricordo che quel giorno segnò Piatek, che era il mio giocatore preferito. Quando sono tornata a San Siro con la sciarpa mi sono venuti in mente un sacco di bei ricordi, in particolare la curva sud. Potrà sembrare stupido provare così tante emozioni per delle persone che giocano a calcio ma vi giuro che non lo é” (G. classe prima).
“Lei è A., è la mia migliore amica, ci conosciamo da 11-12 anni; ho scelto di portare lei perché è tutto per me, qualsiasi cosa succeda a me o a lei ci parliamo sempre, ci vediamo ogni giorno, ci scriviamo ogni giorno. Qualsiasi cosa sia successa in tutti questi anni, la nostra amicizia non è mai finita. Le voglio un sacco di bene ed è letteralmente la mia vita” (M. classe prima).
“La gemma che scelgo di portare è un luogo a me molto caro, cioè Lignano. Può essere un posto scontato, perché è frequentato da molte persone, ma per me è come una seconda casa. Ogni volta che vado lì mi sento libera, spensierata e protetta. Vado a Lignano fin da quando sono piccola e non ha mai smesso di piacermi. Una delle cose per cui adoro questo luogo è quella di poter incontrare tutti i miei amici e passare con loro l’estate. Spesso la sera mangiamo in spiaggia guardando il tramonto e poi ci fermiamo lì per osservare le stelle. Io faccio sempre molte foto, perché mi piace immortalare i momenti e poi una volta stampate appenderle in camera. Ogni volta che le guardo mi sento molto fortunata, perché mi rendo conto delle persone meravigliose che ho accanto. Il fatto di avere un bel gruppo di amici durante l’estate è molto importante per me, perché grazie alle persone che ti circondano puoi sentirti apprezzato. L’amicizia dal mio punto di vista è molto importante, perché è come un braccio destro o una spalla su cui piangere. Non dimenticherò mai le belle persone conosciute qui, che hanno reso le mie estati fantastiche” (G. classe prima).
“Ho scelto di portare come gemma questa canzone perché da quando l’ho ascoltata per la prima volta, è stata una delle canzoni che ho ascoltato di più. Non sono una grande amante dei Foo fighters, ascolto qualcosina ogni tanto ma non rientrano pienamente nel mio genere (sebbene riesca a passare da jazz a nu-metal, da indie a reggae, da shoegaze a dream pop etc in poche canzoni!). Ciononostante, questa canzone è una delle poche canzoni di cui non riuscirei mai a stancarmi, credo abbiate presente. Mi fa sentire viva, ma allo stesso tempo canticchiandola mi fa stare meglio, sia che sia triste sia che sia nel bel mezzo di un “attacco” d’ansia o panico. Uno dei motivi principali del mio amore incondizionato verso questa canzone è principalmente il testo. Ciascuno imita i testi delle canzoni a proprio modo, e io questa canzone la vedo come un “inno all’amore”. Sono sempre stata innamorata dell’amore e forse un po’ troppo impaziente di trovare qualcuno con cui condividere il mio amore, e questa canzone, a parer mio, nonostante non abbia mai sperimentato a pieno il concetto di amare una persona o cose simili, rispecchia la mia idea di amore e di quello che si prova quando si è vicino o si pensa alla persona che si ama” (R. classe seconda).
“In questa foto sono insieme a tre compagni di squadra: siamo due allievi e un giovanissimo. Mi voglio soffermare sul ragazzo al centro, appena rientrato dopo due anni passati senza giocare a calcio per motivi che non voglio specificare. Lo conosco da un anno e abbiamo subito legato. Io pensavo, vista la lunga pausa, che non giocasse molto bene, invece ha lottato su ogni pallone. Per me lui è un esempio di come lottare su ogni cosa per tornare a fare ciò che più piace, in questo caso giocare a calcio” (M. classe seconda)
“Ammetto che scegliere la gemma quest’anno è stato particolarmente difficile probabilmente perché mi sono fatta prendere dall’ansia “da ultima gemma”, fino a due giorni fa ero decisa a chiedere al Prof. di posticiparmela perché non avevo nemmeno una vaga idea. Poi due sere fa la gemma mi ha trovata, è proprio avvenuto così lei ha trovato me mentre ero in macchina con alcune mie amiche e attivata la riproduzione casuale su Spotify, la prima canzone è stata proprio Vivere di Vasco Rossi. Ascoltando le parole di questa canzone ho ripensato ai momenti che ho vissuto fino ad ora, alcuni li custodisco tra i miei ricordi più felici e belli, altri li ho ben impressi nella mente perché sono stati difficili da superare. Nonostante tutto non mi sento di rinnegare nulla, perché tutto ciò che ho attraversato mi ha reso chi sono oggi, ed oltre a ciò posso dire di aver sempre avuto al mio fianco delle persone che non mi hanno lasciata mai sola né nei momenti più spensierati, né nei momenti più duri. Vivere mi ha fatto proprio pensare a questo, ha attivato in me un senso di gratitudine infinita per tutti coloro che mi stanno vicino e che spero continuino a farlo anche nel futuro” (S. classe quinta).
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare un diario che possiedo dalla quarta elementare, infatti è piuttosto malconcio. Sono stata molto indecisa fino alla fine se portarlo o meno, perché rappresenta una parte di me che condivido a fatica, ovvero la mia passione per la scrittura. Uno dei miei più grandi sogni è infatti è quello di scrivere un mio libro. Può sembrare banale, ma ho sempre avuto la paura del giudizio degli altri e questo mi ha sempre impedito di rendere nota questa mia passione e di far leggere i miei scritti ad altre persone. Con questa gemma vorrei fare un passo, per quanto piccolo che sia, per provare a superarla. Allora ho iniziato a tenere questo diario a 9 o dieci anni e qualche volta, quando mi capita o ne ho il tempo, ci aggiungo qualcosa. Però non è un diario scritto dal mio punto di vista. È scritto dal punto di vista di un personaggio fittizio di un mondo che avevo creato insieme ad una mia amica delle elementari ai tempi. Ho scelto in particolare questo diario tra tutti i miei scritti perché, avendo iniziato a scriverci fin da piccola, il mio modo di scrivere è cambiato nel tempo. A volte mi ritrovo a sfogliarlo e rileggerlo, osservando tutte le evoluzioni che ho compiuto nel corso degli anni” (A. classe quarta).
“Come gemma ho deciso di portare questa collana che mi è stata data dai miei zii materni il giorno del mio battesimo. Ovviamente non mi ricordo il giorno ma la sento come una cosa molto mia che custodisco gelosamente, perché non vedo i miei zii e cugini molto spesso in quanto viviamo abbastanza distanti. Di conseguenza la tengo in un posto apposito e non l’ho mai messa perché la vedo come un mio oggetto e valore personale e voglio metterla per la prima volta in un’occasione davvero importante per me. La prendo a volte nei momenti di nostalgia pensando a quanto la distanza possa cambiare il rapporto che si ha con una determinata persona. Tengo molto a questa collana, è uno degli oggetti più importanti che ho” (I. classe terza).
“Come l’anno scorso, anche per quest’anno è stato difficile trovare un qualcosa da presentare in questa gemma, perché fondamentalmente ci sono tante cose a cui sono legata. Alla fine ho deciso di parlare di questa foto. Questa immagine può sembrare a molti una, diciamo, “semplice” foto tra padre e figlia, ma c’è ben altro dietro. Sono sempre stata fortunata, non posso negarlo, ad avere un padre così. Oltre a essere padre e figlia, mi piace dire che siamo anche amici (anche se a lui non piace sentire questa cosa). Mi piace definirlo come “amico”, proprio perché, oltre che padre, credo che sia una delle poche persone a cui racconto tutto e di cui mi fido ciecamente, quello a cui racconto quello che mi succede, una delle poche persone che mi ha vista attraversare i momenti peggiori e che mi ha sempre aiutata a risollevarmi. È la persona a cui devo più di tutte, e so che lui per me ci sarà sempre, come io per lui. Mi ha lasciato libera di imparare a vivere, di sbattere la testa tornando poi da lui in lacrime dicendomi “cosa ti avevo detto io?”, ma nonostante ciò non mi ha mai abbandonata, anzi è sempre stato la spalla su cui piangere e anche addormentarmi, mentre guardiamo la televisione sul divano. Crescendo, ho acquistato abbastanza consapevolezza da capire tutti i sacrifici che ha fatto per vedermi felice, dal momento che continuare a crescere una figlia di 9 anni da solo non è facile. Devo essere sincera, non mi ha fatto mai mancare nulla, e di questo gliene sarò infinitamente grata, perché con il passare degli anni, guardandomi intorno, capisco che non tutti i miei coetanei hanno potuto contare su una figura di padre presente. Ovviamente, non tutto è sempre rose e fiori, come giusto che sia, ma rimarrà sempre la persona che mi ama di più al mondo, come solo un genitore sa fare. Non sono mai stata una ragazza di grandi parole, e forse tutto questo che vi ho raccontato lui non lo sa, ma vorrei che un giorno sapesse che non avrei potuto desiderare di meglio per me” (E. classe quarta).
“La gemma che ho deciso di portare quest’anno è l’insieme dei biglietti che mi sono stati regalati dai miei nonni ogni anno da quando sono nata. Questi bigliettini li ricevo a Natale, a Pasqua, a s.Lucia, a s. Nicolò, il giorno dell’Epifania e il giorno del mio compleanno e in altre occasioni durante l’anno. Questi bigliettini dimostrano che i miei nonni sono sempre presenti non solo nei momenti di festa, ma anche in altri. Anche se non li posso sempre portare con me so che i miei nonni pensano sempre e tengono a me e questo me lo dimostrano anche in tanti altri modi oltre che con i biglietti. Questi pensieri sono un gesto simbolico, ma in realtà l’affetto me lo dimostrano da sempre in mille altri modi. Sono sempre stati un punto di riferimento nel momento del bisogno e so che se avessi necessità non mi volterebbero le spalle” (A. classe seconda).
“La mia gemma è il mio ragazzo. Il mio ragazzo è la persona migliore che io abbia mai incontrato. Ha un cuore d’oro e in tanti dovrebbero prendere esempio da lui. L’ho conosciuto l’anno scorso nel mese di aprile, nel periodo più brutto in assoluto degli ultimi anni. Avevo un sacco di problemi in quei mesi, dovuti tutti da un altro grandissimo problema (di cui non mi sento di parlare alla classe al momento perchè sono ancora in terapia). Sono convinta che se non l’avessi incontrato non sarei mai riuscita a, possiamo dire, “superare” così velocemente la cosa. Potrebbe essere considerato banale il fatto che mi sia stato vicino visto che in quel periodo ci stavamo frequentando, ma per la gravità della situazione posso dire che io stessa non sarei riuscita a sostenere un’altra persona nella mia medesima situazione. È da lì che mi sono innamorata di lui; inoltre, nei mesi a venire mi ha sempre dimostrato di esserci per me e non ha mai deluso le mie aspettative” (R. classe seconda).