Gemma n° 2868

“Ciao nonna
Non ero certa che mai avrei cercato di esprimere a parole ciò che provo ormai da un po’, perché scriverlo fa sembrare tutto un po’ più vero, ogni parola mi ricorda che la distanza tra noi è più grande di quella a cui eravamo abituate, mi ricorda che non ci sarai a rispondermi alle chiamate con quel “pronto?” un po’ assonnato perché puntualmente ti chiamavo mentre facevi il tuo riposino e tu cercavi di farmi credere che non fosse così per non farmi sentire in colpa, che non sentirò più i tuoi racconti su quella vita così piena che hai vissuto o la mamma che parla per ore al telefono con te la sera.
E fa male fermarmi e rendermi conto di dover parlare di te al passato perché tu sei sempre stata il mio presente. Se fossi qui mi diresti di non dispiacermi  perché sei in un posto incantevole circondata dall’amore di Dio a cui hai sempre dedicato ogni giornata, ogni gesto, ogni preghiera.
Sai nonna, a Natale eravamo tutti lì a casa tua, è stato strano ma al contempo è stato come se tu fossi stata lì in mezzo a noi, quella casa, che sarà sempre “casa della nonna”: è pervasa di te, in ogni angolo di ogni stanza così come lo sono i nostri cuori a cui tu non hai mai negato amore, un amore senza riserve che non si è mai arreso davanti alle paure, alle difficoltà e alla lontananza che rendeva ogni nostro incontro più speciale.
Sei sempre stata e sei ancora un’ancora, un punto di riferimento per noi che ti abbiamo sempre guardato con ammirazione. Avrei voglia di raccontarti tante cose e abbracciarti forte forte e sentirmi chiamare “gioia” come facevi sempre. Così ci siamo salutate l’ultima volta che ti ho visto e quelle parole risuonano sempre nella mia mente quando penso a te.
Mi manca sentire il suono di quelle parole sicure e risolute e la dolcezza dei tuoi baci sulla fronte. So che adesso sei in un posto lontano ma migliore e vegli su di noi da un po’ più su.
Ti immagino lassù, finalmente, dopo tanto tempo, danzare abbracciata al nonno come nella foto che guardavo sempre quando entravo in camera tua, digli da parte mia che avrei tanto voluto conoscere anche lui come ho avuto la fortuna di conoscere te.
É impossibile racchiudere ciò che sei stata per me in così poche parole perché è un sentimento che non si rinchiude in semplici lettere ma ho voluto comunque tentare.
Ciao nonna, mi manchi tanto
La tua A.”
(A. classe quinta)

Gemma n° 2866

Et gaudium vestrum,
nemo tollet a vobis

(E la vostra felicità,
nessuno ve la toglierà)
Gv 16;22

Questa frase tratta dal Vangelo di San Giovanni mi ha dato l’ispirazione per l’ultima gemma. Infatti ho deciso di seguire il fil rouge della felicità, o meglio dire delle persone che in questi ultimi 5 anni mi hanno portato felicità.
Sono stati anni lunghi, con alti e bassi, ma che guardando indietro mi lasciano una grandissima quantità di ricordi. Posso dire di aver costruito molte relazioni, che per me sono estremamente importanti, azzarderei dire quasi essenziali.
Dai miei gruppi a scuola, ai miei compagni d’avventure campanarie, ai miei “pastori” ed alla mia più grande amica, persone veramente preziose che porterò sempre nel cuore” (D. classe quinta).

Gemma n° 2865

“Non è vero che il tempo cura le ferite. Alcune ferite restano sempre aperte e doloranti, impari solo a convivere col dolore. A volte riesci ad ignorarlo, ma non puoi ignorare un dolore per sempre.
Avevo già deciso da tempo che la gemma di quest’anno l’avrei dedicata a mio padre, ma non avrei mai immaginato di dover parlare di lui al passato.
Mio padre era una persona piena di vita, era sempre pronto a strappare un sorriso a chiunque, voleva bene a tutti e tutti gli volevano bene. Aveva sempre la battuta pronta nel caso qualcuno fosse giù di morale, era sempre pronto ad aiutare tutti. Eppure, nonostante io ricordi mio padre così, l’immagine più vivida che ho in mente da settimane è lui immobile, pallido, freddo. Quando l’ho visto così, l’unica frase che sono riuscita a dire è stata “questo non è mio padre, è tutto finto”. Quel giorno, una parte di me è morta con lui.
Mio padre è stato il mio primo amico, ha sempre cercato di non far mancare nulla a me e a tutta la mia famiglia. Il nostro rapporto negli ultimi mesi è stato molto complicato, soprattutto dopo che ha scoperto tutto quello che stavo tenendo dentro da anni. Se potessi tornare indietro, lo abbraccerei forte e non lo lascerei più andare, lo ringrazierei per tutto quello che ha fatto per me e per aver creduto in me anche quando io stessa speravo di andare a dormire e non svegliarmi il giorno dopo. Ma gli chiederei anche scusa per tutte le volte che invece di mostrargli tutto l’affetto che provavo e provo ancora per lui, riuscivo a mostrare soltanto rabbia e frustrazione. La parte più difficile di un lutto è accettare che, per quanto possa essere ingiusto, quella persona sarà morta per sempre, e non c’è un modo per tornare indietro. La perdita di un genitore lascia un vuoto difficile da spiegare con le parole: la casa sembra sempre più vuota e silenziosa, le mie giornate sembrano sempre incomplete.
Ora ha inizio un capitolo nuovo della mia vita, crescerò e magari riuscirò a raggiungere tutti i miei obiettivi, ma anche se tu non sarai lì ad ascoltarmi mentre ti racconto tutto, so che, ovunque tu sia, riuscirai a vedermi e supportarmi come hai sempre fatto”.
(E. classe terza).

Gemma n° 2864

“Quest’anno come gemma ho voluto portare i miei due cagnolini. Io e mio fratello desideravamo tanto un amico a quattro zampe, ma mio papà non ne voleva sapere.
Kira ha 6 anni. Alla fine ha conquistato anche mio padre ed ora sono inseparabili. È molto affettuosa, intelligente e calma.

Choco, invece, ha 4 anni. Il suo arrivo è stato una sorpresa per tutti noi: è stato proprio mio padre a portarlo a casa un giorno, senza preavviso. Era l’ultimo rimasto della cucciolata e sarebbe stato un’ottima compagnia per Kira. Lui è più giocherellone e combina sempre qualche guaio. Siamo tutti molto affezionati a loro. Quando siamo tristi, lo capiscono e vengono a farci le coccole. Sono una parte importante della mia famiglia e senza di loro non sarebbe lo stesso” (G. classe terza).

Gemma n° 2863

“Ci sono persone che arrivano nella nostra vita senza fare troppo rumore e con il passare del tempo diventano fondamentali, A. per me è una di quelle. Mi entusiasma sempre ripensare a quanto velocemente abbiamo legato, in modo semplice e spontaneo, quando entrambe ne avevamo più bisogno, infatti mi piace pensare alla nostra amicizia come un raggio di sole arrivato al momento giusto. Con lei riesco a essere completamente me stessa e posso parlare di tutto, senza la paura di essere giudicata o criticata. Per quanto ami ridere non potrei mai stare con qualcuno che non mi faccia morire dalle risate, per questo lei è una parte fondamentale della mia vita. È la prima persona che chiamo quando mi succede qualcosa, bella o brutta, ma anche quella che mi fa ragionare e ha il coraggio di dirmi la verità quando ne ho più bisogno. È una presenza costante nella mia vita, infatti mi spaventa l’idea di non averla accanto fisicamente quando finiremo il liceo e prenderemo strade diverse, ma so che qualsiasi cosa accada il nostro legame non potrà sciogliersi, e questo penso riassuma quanto A. sia importante per me” (G. classe quarta).

Gemma n° 2861

Immagine creata con Gemini®

“Come gemma ho deciso di portare Roma. In realtà più che portare la città di Roma io porto quello che c’è a Roma, ossia tutta il resto della mia famiglia.
Siamo distanti 648km, li riesco a vedere pochissime volte all’ anno, specialmente mia cugina e i miei zii. Roma per me non è una città perciò, Roma è la mia famiglia. Inoltre, ogni volta che vado lì è durante le vacanze, quando non c’è scuola, quindi riesco a trascorrere il tempo lì priva da qualsiasi stress o ansia dovuta a studio o verifiche. L’unica cosa che devo fare lì è stare con i nonni, mio zio, ecc… e giocare a basket. Solo questo. Quindi, il tempo trascorso a Roma è sinonimo di, oltre ad  amore, spensieratezza e felicità.
Ogni volta che torno qui sono triste perché so che vado incontro ad un periodo in cui ci sarà solo lo stress della scuola, e in cui saremo da sole: io, mia mamma e mia sorella. Solo noi. Quanto è brutto affrontare così tante cose, sia cattive che buone, senza però rendere partecipe la mia famiglia, e allo stesso modo esserci perse noi un sacco di cose.
Roma non è una città, Roma è un’idea, Roma è un ricordo a cui aggrapparsi, Roma è un pensiero fisso nella mia testa. Non perché ci sia il Colosseo, il Circo Massimo, San Pietro (anche se in effetti fa più figo dire “la mia famiglia è di Roma” piuttosto che dire “la mia famiglia è di Cosenza”).
Probabilmente se la situazione fosse al contrario direi che Udine è il mio posto felice, o qualsiasi altra città, basta che ci sia la mia famiglia. Comunque quindi il punto non è la città, ma CHI c’è in quella città”.
(L. classe quarta).

Gemma n° 2859

“La scelta di questa gemma è stata particolarmente difficile, in quanto mi sembrava di non avere nulla o nessuno di cui parlare che fosse davvero speciale, anche perché le persone più importanti per me le ho già portate nelle due gemme precedenti:  i miei nonni nella prima e mio zio nella seconda. Mi sembrava, insomma, di non avere più  nulla di davvero unico, speciale e insostituibile, finché non mi sono resa conto che l’unica cosa che per me è davvero unica, speciale e insostituibile abita con me, mi vive ogni giorno, pranza e cena sempre al mio fianco e condivide la cameretta con me: io dormo nella parte superiore del letto a castello e lei dorme sotto. Sto parlando di mia sorella A.
A. è una bambina vivace, scherzosa e divertente, ma quando si trova in compagnia di gente al di fuori di me, mamma o papà, si chiude… si chiude talmente tanto da sembrare la bambina più timida del mondo, anche se in realtà non lo è, ed ha solamente bisogno di ambientarsi. Viene infatti spesso etichettata come una bambina di poche parole, anche se non è vero affatto perché quando è a casa si sente solo lei. Ricordo ancora il momento in cui mia mamma mi disse che era incinta, dopo anni in cui io continuavo a chiedere un fratellino o una sorellina, e finalmente fui accontentata, e il giorno della sua nascita lo ricordo come se fosse ieri. Con lei ho passato dei bellissimi momenti, come i weekend passati a guardare film o serie tv, i bagni al mare quando andiamo dai nostri parenti in Sicilia o anche delle semplici risate in momenti totalmente casuali senza alcun motivo. Ricordo anche momenti meno belli, come quando è svenuta ed è stata portata in ospedale in ambulanza o quando mentre ballava è caduta e ha spaccato il labbro. Per fortuna, però la maggior parte dei ricordi sono positivi. Tra meno di 2 settimane mia sorella compirà 9 anni, ma io la vedo sempre come la bambina piccola, allegra e spensierata nella quale vedo anche una parte di me quando avevo la sua età. Anche se ogni tanto litighiamo io le prometto che rimarrò per sempre al suo fianco e non la lascerò mai” (A. classe terza).

Gemma n° 2858

“Care I. e C., voi che siete le mie due anime gemelle: questa gemma la dedico a voi, che vi meritate tutto l’universo intero. Siete le mie due migliori amiche in assoluto, due migliori amiche che mi sopportano già da anni e che hanno sempre trovato un modo per comunicare con me. Abbiamo costruito ormai tanti ricordi insieme: la scuola media, il centro estivo, la vacanza del giugno 2025, i gossip in corriera ci hanno rese inseparabili, un trio. Non mi immagino nemmeno come sia riuscita a legare con voi così tanto, anche perché mi conoscete, inizialmente ero piuttosto introversa e timida quando sono arrivata qua, ma voi mi avete dimostrato che con piccoli passetti si può arrivare ai grandi traguardi insieme, mi avete dimostrato cosa significhi un’amicizia forte e quanta fatica richiede. Prima di voi sono stata in altri trii, ma non riuscivo mai a sentirmi inclusa veramente; con voi è stato diverso, legami e sentimenti diversi. Se qualcuno mi chiedesse chi siete voi per me, risponderei semplicemente che siete le mie migliori amiche da tantissimo tempo, ma se me lo chiedessero in un momento di debolezza, risponderei che siete due persone di cui non posso fare a meno. Persone che sono sempre riuscite a starmi vicino, a colmare il vuoto interiore e a placare la solitudine durante le discussioni o i disaccordi. Persone con cui io posso sempre affidarmi e aprirmi in qualsiasi momento, senza magari essere giudicata. Viviamo praticamente le nostre vite tutte e tre insieme, condividendo momenti, persone, esperienze, ricordi, nostalgie, che siano da ricordare o da dimenticare. Provo un’immensa gratitudine verso di voi, anche solo per la vostra presenza nella mia vita, per avermela migliorata. Spero solo di portare la nostra amicizia avanti per sempre e migliorare sempre di più, in modo che tutte e tre possiamo stare unite e in compagnia l’un dell’altra.
Voglio dedicare queste parole anche a un’altra mia amica, R, che mi salva ogni giorno e mi sta accanto in ogni momento. È da tanto tempo che ci legano la passione (come per la musica e la chitarra ad esempio), il sostegno e la capacità di comprenderci reciprocamente quando ne abbiamo bisogno. So che non mi giudicherà mai e non mi lascerà mai in un momento di difficoltà, ma dedicherà tutta sé stessa per aiutarmi. E questo tipo di amiche è da tenere molto stretto a sé: sono molto difficili da trovare le amiche vere”.
(V. classe seconda).

Gemma n° 2856

“Come gemma di quest’anno ho deciso di portare l’anello che mi ha regalato il mio ragazzo.
Come si può capire, mi piacciono moltissimo gli anelli di una certa grandezza e sono ormai diventati un mio segno distintivo.
Il mio ragazzo me l’ha regalato per Natale e sono rimasta molto colpita dal fatto che non mi abbia regalato un semplice anello (come quelli di Pandora, che a me non piacciono) ma proprio uno che rispecchia i miei gusti e questo mi ha fatto capire l’attenzione che ha avuto e mi ha fatto molto piacere” (A. classe terza).

Gemma n° 2855

“Ho deciso di portare come gemma mio fratello, perché il nostro legame è davvero speciale. Fin da quando eravamo piccoli, è stato sempre al mio fianco, pronto ad aiutarmi in ogni momento, anche nei periodi più difficili.
Non solo è una persona di cui mi fido ciecamente, ma è anche la mia spalla su cui posso contare senza esitazioni. Crescendo insieme, abbiamo condiviso tante esperienze, risate e anche momenti di fatica, ma ogni volta ci siamo tirati su a vicenda. Lui è la persona che mi capisce meglio di chiunque altro e che, anche senza parole, riesce sempre a darmi il sostegno di cui ho bisogno” (M. classe terza).

Gemma n° 2853

Questo portachiavi me lo ha regalato mio fratello e per me ha un grande valore affettivo. Ogni volta che lo guardo mi ricorda lui, la sua passione per gli animali ed il rapporto speciale che abbiamo. È un oggetto semplice ma che per me rappresenta un affetto che va oltre ciò che si vede (M. classe seconda).

Gemma n° 2849

“Ho portato mio fratello come gemma perché è il più piccolo della casa e quindi ha ricevuto più attenzioni ed è quello più vivace della casa” (F. classe seconda).

Gemma n° 2846

“Questi sono i miei gatti, e sono passati anni da quando sono diventati i nostri animali da compagnia. I due hanno un anno di differenza di età e li ho presi circa 7-8 anni fa. Di solito i due fanno fatica ad andare d’accordo, però riescono sempre a trovare un modo per convivere in armonia.
Quella a macchie bianche e nere si chiama Macchia. Lei ha una pelliccia soffice, ma è estremamente sensibile e spesso ha una reazione negativa se la tocchi, specialmente se non è dell’umore giusto. Ha mantello nero e pancia bianca e le sue zampe sono ricoperte da macchie nere. Ha gli occhi verdi oliva ed è spesso brava a convincere le persone con il suo sguardo dolce e tenero.
Invece Stella si ritrova con un nome femmile perchè inizialmente avevamo pensato che lui fosse una femmina, ma non ci siamo preoccupati di cambiarlo. Infatti si ritrova ad avere molti soprannomi, come ad esempio “Bob”. E’ un gatto tigrato con gli occhi verde oliva, adora stendersi come una lucertola alla luce del sole ed ha una personalità allegra e scaltra. E’ piuttosto pigro e a volte fa quello che gli pare, però sa essere affettuoso e può farti compagnia nei momenti più bui”.
(K. classe seconda).

Gemma n° 2845

“Come gemma ho deciso di portare il gruppo degli animatori e il gruppo degli sbandieratori di cui faccio parte ormai da 4 anni. Questi due gruppi, per me, sono tra i più importanti e i ragazzi che ne fanno parte sono quelli con cui passo più tempo: infatti mi alleno due volte a settimana con gli sbandieratori e ogni sabato faccio un’ora di catechismo ai bambini di prima e seconda elementare, poi a seguire due ore di oratorio. Può sembrare una cosa molto pesante ma in realtà lo faccio molto volentieri, anzi mi sentirei vuota senza questi impegni.
Gli animatori del gruppo sono le persone migliori che conosca, sempre disponibili per tutto e tutti. Grazie al centro estivo e all’oratorio, ho conosciuto un sacco di animatori super simpatici, da cui sono nate tante amicizie e molto altro. I bambini mi fanno stare bene e soprattutto senza pensieri, sono così spontanei e felici, così tanto che, con il loro sorriso, riescono a strapparne uno anche a me. Il gruppo degli sbandieratori è un gruppo tanto grande (che comprende anche persone del gruppo animatori) quanto bello e accogliente. Abbiamo un legame molto forte, soprattutto tra i più “piccoli”. Con loro ogni uscita, allenamento ed esibizione diventa un bellissimo ricordo, poi condividere la stessa passione rende tutto migliore. Senza questi due gruppi non so come farei!” (G. classe seconda).

Gemma n° 2839

“Come ultima gemma ho deciso di portare il mio cane, Rocky.
Da dieci anni è una presenza fondamentale nella mia vita. C’è sempre stato, in ogni momento, ed è l’unica presenza di cui ho sempre avuto davvero bisogno, indipendentemente da ciò che stessi attraversando.
Rocky mi ha vista crescere. È stato accanto a me nei momenti più belli, ma soprattutto in quelli più difficili, senza condizioni o pretese, quando non sapevo spiegare cosa provavo e non ne avevo la forza. Con lui non è mai servito parlare, ed è per questo che ritengo mi abbia aiutata molto più di tante altre persone.
Ho deciso di portarlo come mia ultima gemma perché rappresenta l’amore più grande della mia vita.
So che perdere Rocky significherebbe perdere me stessa, ed è proprio per questo che è così importante”.
(A. classe quinta).

Gemma n° 2837

“Anche quest’anno la scelta della gemma non è stata semplice, anzi non è stata nemmeno completata, oggi infatti parlerò di due persone molto importanti per me: la mia migliore amica e il mio fidanzato. Io e B. ci conosciamo da quando eravamo bambine, siamo cresciute insieme e siamo sempre state legate nonostante qualche disaccordo. Condividiamo tutto, dai vestiti ai segreti più profondi, ci fidiamo l’una dell’altra e sappiamo che non ci giudicheremo mai e poi mai. Quando siamo insieme non esiste nessun altro, ridiamo e scherziamo sempre, anche se la gente ci guarda male. Riusciamo a parlare di qualsiasi cosa e passiamo dal ridere per cose inutili al parlare e fare discorsi riguardanti argomenti molto più seri, come l’amore. Ci consigliamo e confidiamo tutto, lei sa tutto di me e io so tutto di lei. È stata proprio lei a sapere per prima di me e G. (il mio ragazzo), è stata lei a starmi vicina quando credevo di non avere possibilità ed è ancora lei a supportarmi in qualsiasi cosa. G. invece è un ragazzo che è entrato nella mia vita da circa un anno. L’ho conosciuto quasi per caso e abbiamo legato tantissimo. Gli voglio un sacco di bene anche se non sono sempre brava a dimostrargli i miei sentimenti. Mi ritengo molto fortunata ad averlo accanto perché è un ragazzo fantastico, pensa sempre al bene degli altri e cerca di essere disponibile per tutti. Abbiamo avuto fin da subito un legame sincero e ci siamo fidati l’uno dell’altro come se ci conoscessimo da una vita. Siamo due persone molto simili e allo stesso tempo molto diverse, ci piacciono le stesse cose e siamo molto timidi entrambi ma lui è ordinato e io no, lui è organizzato e io no, io sono orgogliosa e lui no. Mi fa sempre ridere e ogni volta che stiamo insieme mi sento bene, mi sento libera di essere me stessa perché so che non devo cambiare per piacergli ma gli piaccio così come sono. Nonostante io lo conosca da relativamente poco lo ritengo una persona importantissima per me, come lo è B. Per loro farei di tutto”.
(B. classe terza).

Gemma n° 2835

“Come mia prima gemma ho deciso di portare una persona molto importante per me: mia cugina A. È una persona un po’ pazzerella, nel senso più bello del termine: le piace cantare, ballare ed essere semplicemente se stessa. Con lei posso fare lo stesso, senza sentirmi giudicata, cosa che purtroppo spesso mi capita con altre persone. Proprio per questo, stare con lei mi fa sentire libera e a mio agio.
Con lei mi diverto sempre. Mi porta a fare shopping, cosa che in generale detesto, ma con lei non mi annoio mai. Mi fa visitare posti nuovi, provare cibi diversi e scoprire ristoranti nuovi. E’ sempre pronta ad aiutarmi, con piacere e senza mai farmelo pesare.
In poche parole, è la migliore amica che tutti desiderano, e io mi ritengo davvero fortunata ad averla come cugina. Nonostante il nostro divario di età di due anni e il fatto che viviamo in paesi diversi, con abitudini e vite differenti, riusciamo a capirci perfettamente e a trovare sempre il giusto equilibrio”.
(M. classe terza).

Gemma n° 2834

“È un braccialetto semplice di bigiotteria, con piccoli diamantini. Non ha un grande valore economico, ma per me è importante perché me l’ha regalato mia madre qualche anno fa. Lo indosso ogni giorno infatti ho perso qualche pezzo. È diventato un’abitudine e in un certo senso mi fa sentire più tranquilla, come se mi portasse fortuna. Non sono solita indossare gioielli, ma questo mi ricordo ogni mattina di metterlo. Anche se è una cosa semplice, è legata a un ricordo e per questo per me vale molto” (M. classe terza).

Gemma n° 2833

“Come ultima gemma ho deciso di portare la famiglia: il luogo dove la vita inizia e l’amore non finisce mai. Il mio papà è il mio eroe, la mia roccia, il mio sorriso. La mia mamma è la mia migliore amica, la mia forza e il mio punto di riferimento.
Infine, P. è il mio fratellone, il mio scudo e il mio bodyguard. C. è il mio fratellino, il mio umorismo e la mia protezione.
Mi hanno insegnato valori che si possono trasmettere con l’amore del nido familiare: il rispetto, l’educazione, affrontare i problemi con grinta e adrenalina. Di certo senza di loro non sarei la N. di oggi. Sono molto orgogliosa di loro e sono onorata di far parte di questa famiglia stupenda da 19 anni.
Però, è anche vero che la famiglia è dove c’è casa.

E questa è la mia seconda casa. Le vere amicizie sono quelle che si trasformano in famiglia e ci si sente sempre a casa con loro. D., B., M., A., M., B., F. e M. hanno contribuito a perfezionare la N. che sono oggi. Con loro ho imparato a lasciarmi andare, a mettere al primo posto la mia felicità e a pensare di meno al giudizio degli altri.
Con loro, ho finalmente capito che “vera amicizia” non è solo un concetto: non vuol dire condividere certe passioni, certi hobby… ma significa esserci sempre l’un per l’altra e unire le forze per raggiungere un obiettivo comune.
Tutti loro hanno messo un mattoncino per costruire la casa che ci ospita ogni volta che siamo assieme e un cerotto per aiutare quelle ferite piccole ma profonde degli anni  precedenti”.

Gemma n° 2824

“Ciao M., devi sapere che ogni anno nella mia scuola, nell’ora di religione, presentiamo una gemma, e quest’anno la mia sei stata tu.
Il 31 maggio arrivo a Bibione, conosco subito F. e prima ancora di iniziare a lavorare veniamo sgridate insieme, mi aveva già parlato di te, che probabilmente saresti venuta e non ne ero molto contenta, pensavo: “speriamo non sia una rompiscatole”.
Arrivi tu, andiamo subito d’accordo, siamo uguali in tutto e per tutto, sai sempre cosa dire, cosa consigliarmi, sai sempre aiutarmi, in poche parole senza te sarei stata persa.
Ogni volta che veniva mia madre a trovarmi e poi se ne andava piangevo e tu eri sempre lì a consolarmi e per un po’ sei stata tu la mia mamma.
Io mi vantavo, dicevo che avevo il miglior capo a lavoro, tutti erano gelosi, persino tu!
Io avrei dovuto capire alcuni suoi atteggiamenti, ma ingenua come sono, non mi sono mai arrivati, prima di prendere le distanze, ho dovuto aspettare che lui mettesse le sue mani sporche su di me, io impietrita non dicevo niente…mi coprivo, volevo scappare, ma sono stata zitta.
Il giorno dopo alle 21:00 scoppio… sapevo che quello era l’ultimo giorno che avrei fatto i lavoretti, la baby dance e l’ultimo giorno che avrei chiesto ai nuovi bimbi tedeschi come si chiamassero.
Che imbarazzo, non riuscii a contenermi, quindi tu mi hai presa in un angolo e mi hai chiesto cosa fosse successo, fu così che ti raccontai tutto.
Mi ricordo la tua faccia, mi dissi che avevi un nodo nello stomaco, che non te lo saresti mai immaginata.
Ti dissi che non ne sarei uscita, che la mia vita era finita lì e tu, con un sorriso e un po’ di lacrime negli occhi mi dicesti: “No”.
Mi dicesti che io non mi sarei arresa, e se oggi io posso raccontare quello che mi è successo… è grazie a te.
Ci mettesti tanto a convincermi, mi hai salvata da una situazione che mi stava mangiando viva, mi stava soffocando e io mi sentivo sempre di più annegare, ma tu eri lì, con il tuo accento romano a dirmi che la mia vita non è finita.
Purtroppo vivi molto lontana da me e non ci sentiamo spesso, ma so che potremmo non parlarci per mesi, anni, ma appena ci incontreremo di nuovo un giorno… correremo ad abbracciarci.
Mi manchi sempre M., ma un po’ di più quando ho il ciclo e tu andavi al supermercato a prendermi il tè al limone e i biscotti senza che te lo chiedessi, mi manchi un po’ di più quando non sei tu ad assicurarti che io prenda le pillole per i crampi, mi manchi un po’ di più quando non riesco a eliminare quelle foto dal mio telefono”.
(S. classe terza)