
“Probabilmente è scontata come cosa, ma quest’anno la mia gemma sono i miei migliori amici.
J. e M. non sono semplicemente i miei migliori amici, sono la mia famiglia, la mia luce in fondo al tunnel. Quei due hanno un ruolo fondamentale nella mia vita e probabilmente non se ne rendono nemmeno conto.
J. è la mia ancora, il mio punto fisso. Lui è letteralmente la persona migliore che esista a questo mondo. Non ha mai mancato un giorno di consolarmi e ascoltarmi o ridere con me; quando c’è un problema chiamo J., quando sono felice chiamo J., e lui c’è sempre. Nei momenti più difficili bastava una chiamata e lui mollava tutto e veniva da me in motorino, e questo per me vale più di migliaia di parole. Adoro il modo in cui ci capiamo quando succede qualcosa e ci diciamo “leggimi”; non so esprimere la mia gratitudine per una persona così importante nella mia vita.
M. è mio cugino, che però io amo chiamare “fratellone” perché per me ricopre la figura di un fratello maggiore che mi è sempre mancata. Lui è tipo il mio angelo custode per la dolcezza e la protezione che mi dedica sempre, è unico nel suo genere. Con M. spesso basta uno sguardo per capirci, soprattutto quando c’è un problema. Lui è letteralmente la spalla su cui piango quando qualcosa non va, e ogni volta riesce a farmi sentire al sicuro con le sue risate e i suoi abbracci.
Non so precisamente quando sono diventati così importanti per me ma so come: ancora una volta grazie alla musica. J. e M. riescono a darmi ciò che in famiglia o nelle relazioni mi manca, gli sono grata per tutto quanto perché se un giorno mi dovessi svegliare e loro non ci dovessero essere più penso che non saprei nemmeno da che parte girarmi. Ovviamente capita spesso di litigare perché sono tue testoni (e io pure), non siamo sempre andati d’accordo ma abbiamo sempre avuto un sacco di cose in comune che ci hanno tenuti legati, e anche se non lo dico spesso gli voglio un bene dell’anima.
Alla fine è difficile trovare le parole giuste per due persone così speciali e importanti, mi sento solo di dire grazie e che auguro a tutti di trovare un J. e un M.”
(R. classe quarta).
