Gemma n° 2613

“Nel film Hotel Transylvania, il concetto di zing rappresenta l’amore a prima vista, un legame istantaneo e profondo che si crea tra due anime gemelle, un evento straordinario che Dracula definisce unico e irripetibile nella vita di ogni individuo. Lo zing è qualcosa di magico e travolgente, che va oltre l’attrazione fisica o il semplice affetto: è una connessione destinata, un segnale inconfondibile che il cuore riconosce immediatamente. Nel film, lo zing viene rappresentato visivamente con scintille luminose e momenti in cui il tempo sembra fermarsi, sottolineando l’intensità e l’unicità dell’incontro tra due persone. Questo tema emerge chiaramente nella storia d’amore tra Mavis, la figlia di Dracula, e Jonathan, un giovane umano che visita l’hotel. Quando si incontrano per la prima volta, entrambi provano un legame immediato e irresistibile. All’inizio Dracula si oppone a questa relazione, essendo molto protettivo verso sua figlia e preoccupato per le differenze tra lei e Jonathan, ma alla fine capisce che lo zing non può essere ignorato. Lo stesso Dracula racconta di aver provato lo zing con sua moglie Martha, il grande amore della sua vita, rafforzando l’idea che questo legame sia raro e prezioso. Tuttavia, il film insegna che l’amore non si limita alla magia di un momento come lo zing: per essere vero e duraturo, richiede impegno, fiducia, comprensione e la volontà di accettare l’altro. Mavis e Jonathan dimostrano che, pur appartenendo a mondi opposti, il loro amore può superare qualsiasi ostacolo, insegnando a Dracula che non bisogna aver paura di lasciarsi guidare dal cuore” (G. classe quinta).

Gemma n° 2611

“Questo è il mio ultimo anno alle superiori, ma è anche la prima volta che porto una gemma. Ho deciso di non buttare via questa mia ultima occasione e ho scelto una foto di me e mia madre quando ero piccola.
Io e lei siamo sempre state vicine, abbiamo sempre avuto un rapporto meraviglioso e siamo l’una la forza dell’altra. Quando mia mamma è arrivata in Italia non aveva letteralmente nessuno, mio padre lavorava tutto il giorno e l’unica a farle compagnia ero io, anche se ero appena nata e non sapevo far altro che piangere e dormire. Qualunque cosa succedesse siamo sempre state insieme, noi due, solo noi due. So che è l’unica persona che farebbe qualunque cosa per me e che nonostante tutto rimarrà sempre al mio fianco.
Lei è l’esempio di madre perfetta ed è colei che vorrei essere quando avrò un bimbo o una bimba: mia madre si toglierebbe qualunque cosa per poterla dare a me, anche la vita, e questo penso che possa riassumere il tipo di persona che è. Le sarò eternamente grata per quello che ha fatto per me e non vedo l’ora di potermi “sdebitare”.
Ho scelto questa foto perché ritengo che sia l’emblema del nostro rapporto, che non si è mai sgretolato, ma che col passare degli anni, nonostante i momenti bui, si è sempre fortificato”.
(S. classe quinta).

Gemma n° 2609

“Come gemma ho deciso di portare mio fratello G.
Anche se ci stuzzichiamo ogni giorno da quando ne ho memoria, in realtà ci vogliamo molto bene e ci prendiamo cura l’uno dell’altra.
Lui si preoccupa per me e mi protegge da qualunque cosa. Per fare un piccolo esempio: quando devo andare in stazione a Udine, poiché anche lui prende il treno, mi tiene aggiornata sulle eventuali persone che ritiene “malintenzionate” nei dintorni e mi consiglia sempre su che tragitto fare per tornare a casa. Se sono in un momento di crisi, perché non trovo una fermata o un treno, un bus (cosa che succede spesso) lui mi scrive sempre o a volte mi viene a prendere.
So che queste azioni a qualcuno possono sembrare piccoli gesti, ma per me non lo sono… anzi, sono enormi”.
(C. classe seconda).

Gemma n° 2608

“Uno dei miei luoghi preferiti in assoluto. Il molo di Lignano Sabbiadoro ha rappresentato per me un posto sicuro in cui pensare, ridere, piangere, sfogarmi, guardare molte più albe che tramonti, mangiare un trancio di pizza post serata o semplicemente stare in silenzio ad ascoltare assieme a delle amiche Iris di Biagio Antonacci o L’emozione non ha voce di Adriano Celentano. Un luogo in cui posso racchiudere gran parte dei miei ricordi estivi e che terrò per sempre nel mio cuore. In questo luogo ho imparato a fidarmi delle persone, ad aprirmi, a raccontarmi agli altri, ad ascoltare, ad aiutare e soprattutto ho imparato a conoscermi. Vi ho passato tantissimo tempo in compagnia e altrettanto tempo da sola. É un luogo intriso sia di spensieratezza e tranquillità che di dubbi e domande. Non pensavo fosse possibile che un luogo potesse farmi crescere a livello personale eppure le notti, le albe e le mattine passate lì a parlare con M. e P. mi hanno reso un po’ più consapevole e grata di averle accanto a me.
L’amicizia che ho instaurato con loro nel giro di qualche mese, si è rivelata da subito un legame molto forte, che questo luogo ha sicuramente consolidato e reso ancora più profondo. Passavamo talmente tanto tempo a parlare che, senza nemmeno rendercene conto, le luci dell’alba si intravedevano già in lontananza, ma noi non ci stancavamo mai di tutte quelle notti insonni”.
(G. classe quinta).

Gemma n° 2607

“Quest’anno come l’anno scorso ho deciso di portare una collana che indosso ogni giorno insieme a quella con il mio nome.  È una collana che mi ha regalato mio papà quest’estate durante la vacanza di famiglia a Roma. Ho scelto di portarla perché mi fa pensare al bel rapporto che ho con la mia famiglia e che per me è molto importante” (S. classe quarta).

Gemma n° 2606

“La gemma di quest’anno è stata la più difficile da scegliere, ci ho pensato per mesi e fino all’ultimo sono stata molto indecisa. Questo è stato l’anno più complicato della mia vita, e dico complicato perché anche se mi sembra che mi siano successe solo tante cose brutte, devo riconoscere che quest’anno me ne ha anche donate tante belle ma soprattutto mi ha insegnato tanto.
Quindi come gemma ho deciso di portare la scena iniziale del film “Love actually” dove il narratore racconta di come, se ci prestiamo attenzione, siamo circondati dall’amore, sempre e comunque. Questo film mi ha dato tanta speranza, soprattutto questa scena.
Prima del 2024 non ho mai creduto in cose come l’aldilà né tanto meno al destino o alle coincidenze, ma quest’anno ho vissuto esperienze che mi hanno fatto dubitare di tutto, soprattutto mi hanno fatto dubitare di essere circondata da amore.
Una in particolare è stata la morte di un mio amico molto giovane. Questo ragazzo è una delle persone più buone che io abbia mai conosciuto. Non è che avessimo questo rapporto incredibile, ma lui è una di quelle persone di cui ho solo bei ricordi, l’ho adorato dal primo istante in cui l’ho visto e qualsiasi momento passato insieme lo ricordo come un momento particolarmente felice.
Beh ecco da quell’incidente il mio modo di pensare è completamente cambiato, e soprattutto il mio modo di relazionarmi con le persone.
Da tutto questo ho imparato una cosa, a non dare per scontato neanche un momento e soprattutto a non dare per scontate le persone che ci vogliono bene. Quest’anno ho avuto modo di conoscere tante persone, di riavvicinarmi a vecchi amici e di non separarmene più, ma anche di perderli di nuovo.
Non ho dato per scontato neanche un momento trascorso con loro.
Adesso ogni volta abbraccio le persone che amo una volta in più, perché è sempre meglio che stringerle una volta in meno, in particolare le mie amiche, senza le quali probabilmente non starei raccontando questa gemma.
Incredibilmente, la morte mi ha insegnato cosa vuol dire amare”.
(E. classe quarta).

Gemma n° 2605

“La gemma che ho portato quest’anno è una parte del mio viaggio in un paese estero, ormai una tradizione per la mia famiglia: quest’anno la meta era il Regno Unito. Con mio padre ho visitato un museo a Liverpool che per noi era molto importante e significativo: il museo dei Beatles. Per lui sono la sua band preferita, per me sono la prima band mai ascoltata. Questo posto era una tappa che volevamo raggiungere da molto tempo, ma purtroppo non ne avevamo mai avuto la possibilità. Tutto questo era fino a quest’estate, quando ha deciso di fare sia a me che a lui stesso una grande sorpresa. Il museo è stata in sé un’esperienza indimenticabile: l’ambientazione, la musica, la storia, la cultura… Tutto ciò, insieme alla significatività che per me e mio padre va oltre al luogo in sé, formano una parte del mio repertorio di ricordi che non riuscirò proprio mai a lasciar andare” (F. classe terza).

Gemma n° 2604

“Ero molto indecisa su che gemma portare, ma poi ho scelto di condividere questa foto, che ritrae uno degli ultimi momenti di me e mio cugino di quando eravamo piccoli, prima che le nostre famiglie litigassero per non riuscire più a fare pace.
Abbiamo sprecato tutta la nostra infanzia divisi, seppur abitando a due metri di distanza.
Per fortuna però ad aprile di quest’anno gli ho scritto su Instagram per iniziare a conoscerlo e proporgli di rincontrarci.
Per molte persone la mia decisione potrebbe sembrare una cosa da niente, ma a me ha cambiato il modo di vedere le cose, mi ha fatto capire quanto sia importante provarci sempre, anche se abbiamo paura di quello che potrebbe succedere, perché altrimenti ci potremmo perdere momenti stupendi e io non voglio assolutamente sprecare altro tempo prezioso.
Pertanto sarò sempre grata per aver avuto il coraggio di andare contro le scelte delle nostre famiglie, poiché lui è una persona splendida nonché la cosa più bella che mi sia capitata quest’anno”.
(I. classe terza).

Gemma n° 2602

“Per la mia gemma di quest’anno ho deciso di portare me stessa ma non tanto per un motivo egocentrico o narcisista, ma solo per concludere un cerchio che ho iniziato 2 anni fa. In questa foto con mio fratello, avevo quattro anni ed ero al centro commerciale. Ho deciso di portare me stessa, perché penso che questo sia l’anno in cui più si scopre chi siamo: si è a un passo dal concludere un percorso che ci ha accompagnati da quando abbiamo sei anni per cominciare a vivere da adulti in un ambito completamente diverso (chi addirittura in città diverse, in ambienti diversi, anche lontani dalle proprie famiglie). Io penso di essere maturata parecchio nel corso di questo percorso liceale e soprattutto penso modestamente che la piccola di quella foto potrebbe essere fiera di quello che sta facendo, delle scelte che ha preso fino ad adesso. Penso di aver acquisito molta sicurezza in ciò che sono e in ciò che faccio e in questo anche il COVID ha influito parecchio, perché è avvenuto in un momento di transizione che mi ha permesso ancora di più di comprendere effettivamente che la vita è una e che quindi basta fregarsene. Io spero che quella bambina con così tanti sogni e con così tanta voglia di fare, di scoprire, così tanta curiosità resti in me per sempre, perché penso che ciò che ci mantiene vivi sia proprio avere ancora e per sempre dentro di noi quei bambini che eravamo. Io non mi ritengo tanto diversa da com’ero da piccola: sono rimasta curiosa, volenterosa, chiacchierona e tendenzialmente sorridente, come nella foto. Ho deciso di portare una foto anche con mio fratello, non perché io non ne abbia da sola, ma perché questa  è l’unica foto che abbiamo insieme io e lui in cui entrambi sorridiamo. Ho deciso di portarla, perché rientra nell’ambito della crescita personale, perché io ho avuto lui che è stata la mia figura di riferimento ed è sempre stato un bravo fratello. Ho deciso di portare me stessa come chiusura di un percorso personale, perché due anni fa ho portato le mie amiche, l’anno scorso il primo amore e quest’anno ho deciso di portare me stessa proprio come un urlo di libertà, di “ce la puoi fare” che so che quella bambina dentro di me mi sta dicendo: voglio renderla fiera e penso di starci riuscendo”.
(E. classe quinta)

Gemma n° 2600

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare Kira, la mia primissima cagnolina che ormai non c’è più dall’anno scorso. Ho conosciuto Kira quando avevo tre anni, i miei genitori mi raccontano sempre che la prima volta che siamo andati a vederla siamo entrati in questo grande giardino dove scorrazzavano sette bei cuccioli di jack russell terrier tra cui anche lei. Appena varcato il cancello sono corsa subito verso di lei e lei verso di me, anche per questo poi abbiamo deciso di portarla a casa, perché era come se ci fossimo scelte a vicenda. Kira aveva il pelo bianco con qualche macchia marrone ed un musetto tenero che con il passare degli anni è diventato sempre più grigio. Il signore che ce l’aveva data ci aveva subito augurato buona fortuna perché secondo lui era la più agitata del gruppo ed in effetti era vero: durante gli anni ha fatto un bel po’ di danni ma mi è sempre restata accanto nei momenti belli ed in quelli più brutti. Quando ho saputo della sua morte ho sentito un enorme vuoto dentro di me perché era come se fosse venuta a  mancare una persona cara, perché, come fanno quest’ultime, Kira quando ero arrabbiata si sedeva, mi guardava e sembrava quasi mi ascoltasse e quando invece ero felice gioiva con me” (G. classe seconda).

Gemma n° 2599

“Come gemma ho deciso di portare il mio cane. Felicità è stato un vero amico, soprattutto quando avevo dieci anni, periodo un po’ difficile per me. Nonostante fosse con me per poco tempo, ha lasciato un’impronta indelebile. Era sempre pronto a giocare, a correre nel giardino, a farmi compagnia nei momenti più semplici. Ogni giorno insieme era un’avventura, con lui al fianco mi sentivo sempre supportata, come se capisse ogni mio pensiero e la sua energia era contagiosa. Anche se non è più qui, conservo nei ricordi il suo spirito vivace e il suo affetto sincero. La nostra amicizia è stata un regalo che porterò sempre con me” (S. classe terza).

Gemma n° 2598

“Per quest’anno come gemma ho scelto il gruppo di teatro di cui faccio parte da 4 anni. In questi 4 anni sono cresciuta e sono diventata una persona migliore. All’inizio pensavo di non legare con nessuno, ma mi sbagliavo. Quelle nella foto sono le persone con cui ho legato di più. Ho imparato a essere me stessa e a non rimanere chiusa, anche se con le persone nuove ho sempre difficoltà ad esprimermi. Il gruppo del teatro mi ha fatto capire che essere se stessi non è una cosa brutta, anzi è  bella. Essere diversi significa diversificare un ambiente o un gruppo. Ho partecipato a diversi spettacoli, il mio preferito è Grease. Ricordo quando ero alle elementari e vedevo gli spettacoli a cui mio fratello partecipava, rimanevo sempre a bocca aperta. Sempre alle elementari avevo partecipato ad alcuni laboratori, io mi divertivo e ancora mi diverto. Se dovessi incontrare la me bambina, le direi “non preoccuparti del futuro, tu incontrerai delle persone magnifiche che non ti giudicano per quello che tu sei; forse non avrai un buon finale, ma almeno ti sentirai sicura e avrai tutte quelle amicizie che la tua fanciullezza ti ha negato”. L’unica cosa che so dire è: grazie a tutte quelle persone che mi hanno aiutato” (L. classe seconda).

Gemma n° 2597

Immagine creata con ChatGPT®

“La mia gemma la voglio dedicare a B, la mia migliore amica. Non la conosco da molto tempo, quasi un annetto, ma in questi mesi si è dimostrata più importante di molte persone che conosco da più tempo. B. è colei che mi ha fatto ricredere nell’amicizia. Nella nostra amicizia non c’è un filo di invidia, siamo sempre contente per i traguardi dell’altra. Se B. dovesse stare male sarei pronta a mollare tutto e tutti per raggiungerla. In uno dei periodi più brutti che ho avuto lei è stata una delle poche persone che è stata al mio fianco veramente, senza mai farmi sentire sola. Prima di conoscere lei il mio pensiero di amicizia era completamente sbagliato. Io e B. litighiamo continuamente, perché abbiamo entrambe due caratteri molto forti, e quindi è facile scontrarsi e non essere d’accordo su molte cose. Spesso litighiamo perché secondo lei dovrei chiudere i rapporti con delle persone che per me continuano ad essere molto importanti nonostante il modo in cui mi abbiano trattata, e lo fa solo perché non vuole che mi feriscano di nuovo, e la stessa cosa faccio io. Voglio un mondo di bene a B. e penso che se quest’anno non avessi incontrato lei non sarei la persona che sono ora, perché è stata veramente fondamentale per farmi diventare come sono e per farmi capire tante cose su me stessa” (A. classe seconda).

Gemma n° 2592

“Quest’anno come gemma ho portato una foto della mia migliore amica. Molti potrebbero pensare che è una cosa banale o scontata ma per me non lo è affatto, né il fatto di portarla come gemma né la sua amicizia e penso che questa persona sia uno dei doni più grandi che la vita mi ha fatto. Già dal primo giorno in cui ci siamo conosciute io ho capito che non sarebbe stata un’amica come tutte le altre: con lei riuscivo a parlare di tutto e mi sono aperta fin da subito. È una di quelle persone di cui non ho mai temuto il giudizio ed è sempre stata per me un punto fermo qualora io ne avessi avuto bisogno, e io per lei. Diciamo che è una persona che da subito mi ha colpito: non solo il fatto che avevamo lo stesso umorismo e che ci capivamo estremamente bene, ma anche il fatto che ogni volta che cercavo in lei qualcuno da cui essere consolato riusciva a farmi sentire rassicurata anche dicendomi quello che avevo bisogno di sentire e non quello che avrei voluto sentire.
Con lei condivido un’immensità di ricordi e ormai la considero una parte di me. Posso dire con certezza che la nostra amicizia è un’amicizia vera poiché non sento di non essere nessuno senza di lei ma sento che arricchisce ogni giorno la mia vita e la rende meno pesante” (B. classe terza).

Gemma n° 2590

“Ho deciso di portare come gemma la foto di questo tatuaggio.
Io, mia sorella e mia cugina abbiamo deciso di fare questo tatuaggio insieme, con la scritta “by your side”, come un gesto simbolico per celebrare il legame unico e profondo che ci unisce. Non si tratta solo di un’idea condivisa, ma di una promessa che ci facciamo reciprocamente: qualunque cosa accada, saremo sempre al fianco l’una dell’altra, nei momenti felici e in quelli difficili. È il nostro modo di ricordarci che, nonostante le distanze o le sfide della vita, possiamo contare su questa connessione invisibile che ci unisce. Il tatuaggio rappresenta la forza della famiglia, che non è solo un legame di sangue, ma una presenza costante di affetto, supporto e comprensione. Ogni volta che guarderemo il nostro “by your side”, sarà un promemoria di quel legame che non si spezza mai, un segno indelebile di una presenza che va oltre il tempo e lo spazio”.
(M. classe quinta).

Gemma n° 2587

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare le mie migliori amiche: G., R., F. e B. Se dovessi descrivere la mia vita senza di loro, sarebbe come un cielo senza stelle. Ognuna di loro è unica e speciale, ed insieme formiamo un piccolo mondo che mi rende davvero felice e spensierata. R. è il mio raggio di sole, ogni volta che sono in difficoltà sa esattamente come aiutarmi e se sono triste riesce a tirarmi su di morale anche solo con una parola. B. e F. invece sono due ragazze con cui non avrei mai pensato di legare perché mi sembravano tanto diverse da me, invece in poco tempo siamo diventate a dir poco inseparabili. Ogni volta che siamo insieme, i brutti pensieri scompaiono e anche se ogni volta che andiamo al mc donald (che ormai noi definiamo casa nostra) mi chiedono di offrirgli qualcosa gli voglio un bene indescrivibile. E poi c’è la mia G. G. è la mia roccia, è sempre quella che sa darmi il consiglio giusto, anche quando non so nemmeno io cosa voglio. La sua pazienza e il suo modo di ascoltare mi fanno sentire accolta e compresa e soprattutto con lei non mi sento mai né sbagliata né tanto meno giudicata. Abbiamo una bellissima intesa e quando siamo insieme ci basta un solo sguardo per capirci. Insieme, siamo un mix perfetto di personalità, punti di vista e di energie. Loro sono il mio supporto, la mia forza e la mia gioia. Ogni risata, ogni confidenza e ogni avventura che condividiamo è un pezzo di felicità che mi accompagnerà per sempre.”
(A. classe seconda).

Gemma n° 2586

“Quest’anno ho deciso di portare come gemma questi calzetti antiscivolo. Me li ha regalati mia nonna paterna e li ha regalati anche a mio fratello e ai miei cugini. Ce li ha comprati perché aveva paura che scivolassimo mentre giocavamo ad acchiapparella e a nascondino dentro la sua casa in quanto ha un pavimento molto scivoloso. Questi calzetti mi ricordano molto i nostri pomeriggi passati a divertirci giocando a questi due giochi, ci giochiamo ancora oggi nonostante la nostra età . Ho deciso di portarli anche perché dall’anno prossimo non sarà più la stessa cosa in quanto mio cugino e mio fratello andranno via di casa per frequentare l’università e quindi di questi pomeriggi non ce ne saranno più di tanti come prima, ma nonostante ciò e i nostri anni sono sicura che ci giocheremo ancora e ancora in quanto quando stiamo assieme ritorniamo sempre piccoli e questa a parer mio è la cosa più bella al mondo” (E. classe seconda).

Gemma n° 2581

“Devo essere onesta, non ci ho messo tanto a scegliere di che cosa parlare, avevo già le idee abbastanza chiare. Ho deciso di portare questa foto di me e mia sorella con una persona per noi molto importante: nostro zio. Mio zio rappresenta tutto per me: gioia, tristezza, rabbia, risate e purtroppo anche delusione. Da piccola, andavo sempre a giocare a casa dei miei nonni, dove c’era anche lui, visto che abita con loro, e i miei genitori andavano a lavorare. Giocavamo con tutti i giochi che lui mi regalava ad ogni compleanno, infatti ormai quella casa ne è piena, e oltre a tutte le risate che facevamo insieme, ricordo anche diversi momenti di rabbia, come quando stavamo giocando ad un gioco inventato da me, e lui continuava a non rispettare le regole: gli ho tirato un calcio nella gamba, con conseguente ghiaccio e livido. Ricordo che alla notizia del mio trasloco lui ci è rimasto molto male, visto che abita da solo con i miei nonni e io gli movimentavo un po’ la giornata, ma nonostante ciò facciamo un sacco di chiamate e videochiamate dove ci raccontiamo di tutto e ridiamo insieme. Adesso ci vediamo soltanto una volta all’anno, ma tutti i giorni che passiamo insieme sono i giorni più belli della mia vita” (A. classe seconda).

Gemma n° 2579

“Come gemma di quest’anno ho deciso di portare questo anello che mi è stato regalato questa estate da mio padre mentre eravamo a Londra. Questo anello per me ha un significato speciale perché mi ricorda di questa vacanza che mi ha aiutata a “staccare la mente” da un brutto periodo che stavo passando ed è stata anche un modo per trascorrere più tempo assieme a mio padre, con il quale non ho molte occasioni di stare durante la settimana” (A. classe seconda).

Gemma n° 2578

“Oggi come gemma ho deciso di portare i biglietti di una partita che sono andata a vedere.
Il 5 maggio 2024 sono andata a Bologna a vedere una partita di basket della Virtus Segafredo Bologna contro Dolomiti Energia Trentino. Credo sia stata la giornata più bella di sempre e avrà sempre un posto nel mio cuore.
Ho regalato questi biglietti a una persona davvero importante, sapendo quanto a lei piaccia questa squadra. La sua reazione è stata indescrivibile ed è rimasta senza parole!
Siamo andate a Bologna in macchina e, una volta trovato parcheggio, abbiamo girato un po’ la città.
Bologna è meravigliosa e si è guadagnata il prima posto tra le mie città italiane preferite. Credo che questo sia legato principalmente ai ricordi che si sono creati qui.
Verso le 17 siamo andate verso l’arena e una volta entrate ho provato una sensazione incredibile. È stato tutto pazzesco: il riconoscimento, il riscaldamento, la partita e il tifo. PAZZESCO!
Siamo andate poi a mangiare in una fantastica trattoria: abbiamo diviso una lasagna e una cotoletta alla bolognese, erano buonissime!
Dopo siamo tornate alla macchina e abbiamo fatto ritorno in Friuli.
La mia gemma quindi non è solamente un biglietto di una partita, bensì una giornata indimenticabile”.
(R. classe terza).