Pubblicato in: Gemme, musica

Gemme n° 387

concerto

Ecco la gemma di A. (classe quinta). “La mia gemma è il biglietto del concerto dei Simple Plan tenuto a settembre. Me li ha fatti scoprire S. e sono diventati il mio gruppo preferito. Dietro a questo biglietto c’è tutta la storia della sorpresa che abbiamo fatto a S. per il suo compleanno, prima dicendole che i biglietti erano esauriti e poi regalandogliene uno. Siamo andate insieme a Treviso, ci siamo stancate durante la lunga attesa; c’è stato prima il brutto tempo e poi il caldo, ma ne è valsa la pena, eravamo in quarta fila. Per me è stata un’esperienza bellissima, e ora questa matrice del biglietto la uso come segnalibro.”
Sentire il rimbombo delle casse dentro di sé, poter gridare senza che qualcuno ti dica di far piano, sentire vibrare negli altri la tua stessa passione, avvertire con ancora maggiore chiarezza la forza di quelle parole che avevi già sentite in qualche modo tue, saltare e dimenarsi fino allo sfinimento, avere la voce che si strozza in gola per l’emozione… concerto… passione… vita…

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Gemme n° 282

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Ho portato tre foto scattate in un giorno per me molto significativo: è stato sia il giorno del mio primo concerto che il giorno della fine di un percorso. Nella prima (non presente qui) ci siamo io e mia mamma in Austria, la foto l’ha fatta papà: ci sono affezionata anche perché lui ha detto che il panorama era bellissimo ma io ero più bella. Poi c’è la foto dei biglietti del concerto regalati dai dottori: sono stati fantastici e hanno voluto dimostrarmi che ce l’avrei fatta a vincere. Il concerto infine è stato la fine di un percorso bello ma brutto, che mi ha insegnato tante cose nonostante tutti gli aspetti negativi. Le foto mi ricordano che posso affrontare ogni cosa e che ce l’ho fatta”. Questa la toccante gemma di S. (classe seconda).
La malattia è il lato notturno della vita, una cittadinanza più onerosa. Tutti quelli che nascono hanno una doppia cittadinanza, nel regno della salute e in quello della malattie. Preferiremmo tutti servirci soltanto del passaporto buono, ma prima o poi ognuno viene costretto, almeno per un certo periodo, a riconoscersi cittadino di quell’altro paese” (Susan Sontag). Penso che una delle difficoltà maggiori sia quando diventiamo cittadini del regno delle malattie troppo presto. Questo ci mette in scacco, ci fa respirare male, ci fa angustiare. Grazie a S. e alle sue foto: regalano tutta la sua forza.

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Gemme n° 203

La scelta di questa canzone è legata al ricordo di mio padre che non vedo da molto tempo perché i rapporti con lui sono peggiorati dopo la separazione da mia madre. Poco tempo fa ha deciso di voler riallacciare i rapporti; io devo ancora decidere bene se riprenderli, anche perché mi sembra ingiusto che lui si rifaccia vivo solo adesso. Ho il ricordo delle canzoni di De André, che lui ascoltava sempre quando io ero piccola. Probabilmente accetterò di vederlo e di parlargli ma ho intenzione di far procedere le cose con calma e pazienza”. Questa è stata la gemma di G. (classe terza).
Amo De André, l’ho scritto più volte qui sul blog. Quando sono risuonato le prime parole della canzone, mi è sembrato ci fosse un legame diretto e immediato con le ultime di G. “Quando in anticipo sul tuo stupore verranno a chiederti del nostro amore, a quella gente consumata nel farsi dar retta un amore così lungo tu non darglielo in fretta”. La maggior parte dei rapporti, soprattutto quelli più duraturi e longevi, è fatta di frequentazioni consuete, del piacevole rito dell’incontro; per un buon concerto si fanno molte prove. Non sempre è così. A volte si tratta di riprendere in mano uno strumento non suonato da tempo e a cui basta una semplice accordatura. Altre volte, purtroppo, si scopre che quell’archetto non è più in grado di suonare il suo violino. Buona musica G. e che sia la tua musica.