Pubblicato in: Bibbia e Spiritualità, Filosofia e teologia, musica, Religioni

Sculture di vento


Ho letto e riletto questo passaggio di Buon sangue in cui Jovanotti presenta il nono antenato della serie. E dopo un po’ ha cominciato a farsi strada un pensiero, una liberissima interpretazione. Mi son chiesto: in cosa è impegnato il matto? Sta cercando di scolpire delle sculture con il vento, è cioè impegnato in un atto creativo, generativo. Immediatamente ho pensato all’atto creaturale che ho studiato maggiormente. Nel mito cosmogonico raccontato in Genesi è proprio il soffio vitale di Dio a generare! E nell’induismo è fondamentale il concetto di atman; e nello yoga i momenti chiave sono quelli delle due apnee (kumbhaka) perché in essi il respiro è stabile e quindi è stabile anche la mente. Il respiro va poi emesso come se si lasciasse andare via la vita: più lo si trattiene, più si vive un anticipo di immortalità (piccolo ripassino per i ragazzi di quarta ;-). E proprio il riferimento all’induismo mi ha portato alla memoria che uno dei miti cosmogonici più diffusi è quello della danza cosmica. Per gli induisti la danza è più antica del mondo stesso, perché è proprio danzando sul monte Kailāsa che Shiva creò il cosmo e l’epoca attuale. Il Dio creatore pose il piede destro sul capo del demone primordiale, simbolo di ignoranza e cecità, uccidendolo (Eva col suo calcagno sul serpente?); poi sollevò il piede sinistro, a simboleggiare la conoscenza che conduce alla salvezza; nella mano destra levata in alto teneva il tamburo a clessidra (damaru), per scandire il ritmo del mondo, creando, un battito dopo l’altro, l’aria, il fuoco, l’acqua, la terra. Ma dalla stessa danza che risveglia la vita, scaturisce la scintilla che distruggerà la terra (la lingua di fuoco nella mano sinistra). Tamburo e fiamma sono i due elementi del gioco creazione-distruzione. (dalla Garzantina delle religioni). Sarei ora curioso di sapere se il buon Lorenzo l’ha fatto apposta o è solo fantasia mia… (potremmo metterci pure la danza dei dervisci…)

C’era un matto che faceva sculture di vento,Shiva.jpg

si fermavano a guardarlo quando in movimento

modellava ogni dettaglio della sua opera d’arte

dopo un po’ la fissava seduto in disparte,

quasi sempre scontento del suo risultato

con un soffio distruggeva quel che aveva creato.

E la sera la gente a casa ritornava,

con scolpito negli occhi il matto che danzava.

Mentre lui andava a letto sempre insoddisfatto,

proprio come un uomo, proprio come un matto.

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