Gemma n° 2674

“La barriera corallina delle Maldive, il deserto ventilato negli Emirati, le persone che ballano per strada a Santo Domingo, il tramonto a Roma, i grattacieli di New York dall’alto, il cibo in sud Italia, le moschee a Istanbul e le bici in Olanda sono solo alcuni dei bei ricordi che mi balzano in mente non appena chiudo gli occhi per dormire.
In questa gemma volevo sottolineare quanto per me, sin da piccola, sia stato importante viaggiare. Le esperienze che si fanno durante i viaggi sono a mio parere le più belle: nuove conoscenze, nuove culture, nuove religioni, nuovo cibo, nuovi pensieri, nuove curiosità…anche inconsapevolmente si raccolgono così tante informazioni utili e interessanti che ti spingono a visitare sempre un posto nuovo. I viaggi costituiscono saggezza e ricordi in più che nella vita mi sono sempre stati utili e che spero di portare con me per sempre” (G. classe terza).

Gemma n° 2026

“Come gemma ho portato questa collana perché per il resto della mia adolescenza ho sempre avuto idee confuse sul mio futuro e su me stessa. Ho sempre cercato degli interessi che però non mi rappresentavano o che comunque non mi portavano a niente. Un giorno non riuscivo a dormire e ho deciso di mettere un documentario sui segreti dello spazio e invece di addormentarmi mi sono incuriosita sempre di più e da quella notte ho iniziato ad informarmi leggendo libri, ascoltando podcast e vedendo documentari. Poi, grazie ad un amico di mio fratello, attualmente laureato in astronomia con master in astrofisica, ho trovato un’università con un ottimo programma e abbordabile come costi. Tornando alla collana, mi è stata regalata dal mio ragazzo, è rappresentato il sistema solare e alla luce del sole sembra quasi brillare. Ogni tanto mi capita di avere dubbi e di pensare che non è il percorso che devo seguire e guardando questa collana, anche se è solo un pezzo di vetro con un disegno, mi perdo nella brillantezza dello spazio e vorrei vedere oltre e sapere cosa c’è al di là del sistema solare”. (A. classe quarta)

Cerca l’acqua

desert

C’è un pezzo di deserto, tutto sabbia e morte, tutt’al più qualche spino. Gli uomini vogliono trasformare il deserto in un’oasi verdeggiante. Incominciano a lavorare. Si fanno strade, stradette, canali, ponti, case, ecc. ecc. Non cambia nulla: tutto rimane deserto. Manca l’elemento base: l’acqua. Allora chi ha capito (è strano che si capisca bene nel mondo fisico e poco bene in quello soprannaturale) incomincia non a lavorare in superficie, ma si mette a scavare in profondità. Cerca l’acqua. Fa un pozzo, la fecondità dell’oasi non dipenderà dai canali fatti, dalle strade, dalle case, ma da quel pozzo. Se sgorgherà l’acqua tutto si vivificherà, se no niente”. (Carlo Carretto)

Gemme n° 432

Vorrei leggere una frase di Huxley: ho letto molti suoi libri, questa è tratta dal suo saggio «Le porte della percezione»: “Sensazioni, sentimenti, intuiti, fantasie, tutte queste cose sono personali e, se non per simboli e di seconda mano, incomunicabili.” Mi sono sempre chiesto, fin da quando abbiamo affrontato Cartesio, da dove arrivassero emozioni, sensazioni: perché riusciamo a concretizzarle attraverso arti ma mai a trasmetterle in modo puro? Come siamo anima e corpo, penso che abbiamo anche bisogno di rendere corpo le parti dell’anima. Ho anche spesso riflettuto su coscienza, spirito e su quello che sentiamo di essere, la nostra identità. Mi sono avvicinato anche al mondo della psichedelia. Ora penso che sarebbe più razionale provare a chiedersi: ha senso ammettere qualcosa di altro o di spirituale? Aggiungo la canzone White rabbit che molti conoscono: è legata al movimento hippy e l’ho pensata, in questo ultimo anno, come un augurio a tutti a indagare ogni curiosità, a dar da mangiare al cervello.” Questa la gemma di D. (classe quinta).

Mi è venuto naturale pensare a queste parole di Albert Einstein: “La cosa importante è non smettere mai di domandare. La curiosità ha il suo motivo di esistere. Non si può fare altro che restare stupiti quando si contemplano i misteri dell’eternità, della vita, della struttura meravigliosa della realtà. È sufficiente se si cerca di comprendere soltanto un poco di questo mistero tutti i giorni. Non perdere mai una sacra curiosità”.

Gemme n° 385

https://www.youtube.com/watch?v=j_sOftHA9m4

Ho portato come gemma la sequenza di un film che consiglio perché ricco di scene e discorsi belli e commoventi: questa è una delle mie preferite”. Così si è espressa M. (classe quarta).
Riporto la frase del film tratto da “Novecento” di Alessandro Baricco: “Sapeva leggere Novecento, non i libri. Quelli sono buoni tutti. Sapeva leggere la gente, i segni che la gente si porta addosso, posti, rumori, odori. La loro terra, la loro storia, tutta scritta addosso. Lui leggeva e con cura infinita catalogava, sistemava, ordinava in quella immensa mappa che stava disegnandosi in testa. Il mondo magari non l’aveva visto mai, ma erano quasi trent’anni che il mondo passava su quella nave. Ed erano quasi trent’anni che lui su quella nave lo spiava. E gli rubava l’anima.” Novecento lo fa attraverso un pianoforte; a me piace farlo da dietro l’obiettivo di una macchina fotografica. Immortalare una persona sconosciuta, immaginarne la storia, i pensieri, le emozioni; farli miei, darne un’interpretazione personale. Non è detto che corrisponda alla verità, non è quello che conta.

Gemme n° 299

Più che per la canzone ho portato questo video per il personaggio raccontato, a cui sono molto affezionata: Peppino Impastato, che ha dedicato la propria vita a combattere la mafia.” Ha poi presentato brevemente alcuni aspetti della vicenda B. (classe terza), spiegando il motivo del titolo del brano e l’attività di Radio Aut, fondata da Peppino.
Un suo prezioso insegnamento: “Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.