Pubblicato in: Etica, Gemme, musica, Società

Gemma n° 99

Questa canzone è la mia gemma: non è la mia preferita e non la ascolto spesso, ma è importante perché mi rimanda a momento preciso, quando ho vinto il campionato con la mia squadra, dove gioco fin dall’inizio. Non è una squadra grande, però ci sono molto legato perché è la squadra del mio paese; avrei potuto andare via, ma non ho voluto. Considero i miei compagni come dei fratelli. In questi anni sono anche stato preso in giro perché ho scelto di restare a giocare in una “squadretta”, ma mi sono sempre trovato bene. Mi ero ripromesso di mettere a tacere tutti, soprattutto gli ex compagni che avevano sputato nel piatto in cui avevano mangiato. Dopo tre anni siamo riusciti a vincere. In questa canzone, nel ritornello c’è qualcosa di importante: il lavoro duro, vedere negli altri lo stesso tuo obiettivo. «E ci hanno detto che non saremo mai stati in grado di farcela. Ma ci siamo messi in cammino».” Così M. (classe terza) ha voluto presentare la propria gemma.

Nella seconda strofa della canzone i Linkin Park raccontano la difficoltà prima di prendere la decisione di darsi da fare e poi il momento risolutivo: “Quando tutto questo è cominciato eravamo costantemente rifiutati e sembrava che non avremmo potuto fare nulla per essere rispettati. Nel migliore dei casi, eravamo presi di mira. Al peggio si è detto probabilmente che siamo patetici. Avevo tutti i pezzi del puzzle e solo il modo di collegarli. Combattevo con ogni verso, rafforzando ogni rima senza mai smettere di chiedermi se fossi fuori di testa. E alla fine è arrivato il momento di farlo o lasciar perdere. Quindi abbiamo messo le carte in tavola e detto che era ora di prendere in mano la situazione”. Sembra di ascoltare la parte finale de “La linea d’ombra” di Jovanotti che abbiamo ascoltato in classe poco dopo: “domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire, getterò i bagagli in mare studierò le carte e aspetterò di sapere per dove si parte, quando si parte e quando passerà il monsone dirò “levate l’ancora, diritta, avanti tutta, questa è la rotta, questa è la direzione, questa è la decisione””.

Pubblicato in: Bibbia e Spiritualità, cinema e tv, Diritti umani, Etica, Filosofia e teologia, Gemme, sfoghi, Società

Gemme n° 41

Qualche anno fa mi aveva colpito il cortometraggio «Il circo della farfalla». E’ lungo per proporlo interamente e allora mostro questo video che riguarda sempre la testimonianza di Nick Vujicic. Mi hanno stupito la sua forza di volontà, il suo voler continuare a lottare, la fiducia.” Queste sono state le parole di M. (classe quarta) e questo il video che ha fatto conoscere ai compagni di classe:

Aggiungo una citazione dello stesso Vujicic e il video del cortometraggio di cui è stato protagonista: “Non dovete mai pensare che basti semplicemente credere in qualcosa. Va bene credere nei propri sogni, ma bisogna agire affinché si realizzino. Si può avere fiducia nei propri talenti e fede nelle proprie capacità, ma se non si fa nulla per svilupparli e sfruttarli, quale utilità avranno? Forse vi ritenete persone buone e gentili, ma se non trattate gli altri con bontà e gentilezza, dov’è la prova di ciò che asserite? Ognuno di noi può scegliere di credere o di non credere. Ma se avete scelto di credere (non importa in cosa), dovete assolutamente agire. In caso contrario, perché credere?”

Pubblicato in: cinema e tv, Etica, Filosofia e teologia, Gemme, Letteratura, libri e fumetti, Pensatoio

Gemme n° 1

Ho chiesto ai miei studenti di pensare a qualcosa (una canzone, una scena di un film, una pagina di un libro, un quadro, una foto, un oggetto…) per loro significativo e che desiderano far conoscere ai compagni come fosse una gemma preziosa.

C. (classe seconda) ha proposta questo video, tratto dal film “Mr. Nobody”. Il video presenta i sottotitoli in quanto in Italia non è uscito. C. è stata colpita dalle scelte e dalle responsabilità che sono presenti dietro ad una decisione. “Dopo averlo visto, beh, questo pezzo di video mi viene in mente ogni volta che faccio una scelta”. A me è venuto in mente il libro “Uno” di Richard Bach, uno dei primi libri facenti parte della mia vita da lettore consapevole, iniziata proprio ai tempi del liceo. Lo consiglio. Immaginiamo che accanto al nostro mondo ci siano tanti mondi paralleli abitati da dei me stesso che hanno scelto le possibilità che io ho scartato: che vita stanno facendo? Cosa sarei diventato? Chi sarei diventato? E se io e questi me stesso ci potessimo incontrare?

Pubblicato in: Etica, Letteratura, Società

Aspettative d’estate

Corsica_075 copia fb

Forse per questo motivo c’era quella elettricità, quella strana tentazione carica di aspettativa nei pomeriggi di maggio in bilico fra la scuola e i misteri dell’estate” (G. Carofiglio, “Testimone inconsapevole”).

A fine maggio, inizio giugno, gli studenti entrano in agitazione, in fibrillazione: le vacanze sono alle porte. Si fanno gli ultimi sforzi per salvare l’anno, per evitare scomodi esami di fine agosto, per sistemare la media, per arrivare a una borsa di studio… il tutto con la prospettiva dell’estate. A volte chiedo loro cosa si aspettano da questo periodo e cosa hanno intenzione di fare per soddisfare tale aspettativa. Ecco, voglio rinnovare la domanda, senza voler sapere la risposta qui. Come sta andando questa estate? Rispecchia le attese? Trovo triste leggere tweet come “mi annoio”, “non ho niente da fare”, “che monotonia”, “che palle questa estate vuota”: sono tweet da pensionati depressi!!! Pubblico la foto del porto di Livorno che ho scattato la mattina del 7 luglio in partenza per Bastia. E’ un invito: ad accendere i motori, a spiegare le vele, a salpare. Le aspettative chiedono di essere soddisfatte: animo!