Gemma n° 2473

“Ho deciso di portare come gemma una canzone del mio artista preferito: Pietra di luna di Chiello.
Questa canzone ha un grande significato per me, perché la ascoltavo in un periodo molto difficile della mia vita. Mi sono molto rispecchiata nella canzone e mi ha aiutato ad affrontare i miei problemi” (M. classe prima).

Gemma n° 2471

“Ho pensato tanto a cosa portare come ultima gemma e dopo varie indecisioni ho deciso di dedicarla a mio nonno. Lui non c’è più dal 2012 e ricordo perfettamente quel giorno: ero ad un torneo e una volta tornata a casa i miei genitori mi hanno dato la notizia che mai avrei voluto sentire: il nonno non c’è più. Purtroppo non ho vissuto la stessa infanzia degli altri, difatti avendo perso due nonni non ho potuto sperimentare quel rapporto tra nonno e nipote che vedevo in tutti i miei amici. Tuttavia so che lui mi ha voluto bene e lo so perché proprio per il giorno della mia nascita, lui ha scritto per me una poesia (nella foto sono presenti gli ultimi quattro versi). Nei momenti più difficili io la leggo e so che lui è lì con me, seppur non fisicamente” (E. classe quinta).

Gemma n° 2435

“Dopo aver letto il terzo canto dell’inferno di Dante ho riflettuto molto su cosa rappresentino per me le parole e le frasi che Dante ha utilizzato.
Per me e molti altri codeste parole hanno la funzione di avvertire e cancellare ogni speranza di gioia o di redenzione. Io ho voluto riscrivere questi versi per cercare di comprendere pienamente il cosiddetto “etterno dolore”. La mia poesia vuole trasformare quella porta maledetta nella mia personale porta infernale e in questo periodo mi sembra come di averla già attraversata e di essere rimasto nel vestibolo di una mansione intricata di problemi.

la mia porta infernale
neutralizzare è facile
dileguare i liquidi interni
decomporre decimi corpi
per raggiungere lo stige
e lanciarli dentro
riderò di voi anime pie
che non godrete mai
del male eterno
del dannato letargo
del gelo bruciante che vi farebbe da mantello
tre come nove volte che io sia spostato
che io sia dileguato
che io sia decomposto
nelle terze righe
nelle quattro strofe
il saggio caronte
scrisse nel suo libro
mastro come il sapere
del suo veliero
morto e senza alcun tramaglio
voi, illusi questa porta non vi ospita
lasciate ogni speranza
voi ch’entrate”
(A. classe terza).

Gemma n° 2400

“Come gemma ho deciso di portare il tatuaggio che mi sono fatta questa estate. L’ho fatto in un momento molto doloroso della mia vita. Ero appena uscita da una relazione tossica con un ragazzo manipolatore, sessista e narcisista. Mi ha lasciata a maggio perché voleva divertirsi con altre ragazze durante l’estate. Verso metà giugno mi ha pregata di ritornare con lui, probabilmente perché nessuna se lo filava. Quella estate é stata una montagna russa di emozioni. Lui era tutto ciò che conoscevo e avevo il terrore a restare da sola. Inoltre non avevo amici perché gli unici che avevo erano i suoi. Mi sono ritrovata completamente sola ed emotivamente distrutta. Ho deciso quindi di fare questo tatuaggio, un girasole perché rappresenta la speranza, la gioia e la capacità di andare sempre verso una via luminosa. L’ho fatto in quel brutto periodo in modo da riuscire a guarire nello stesso tempo del tatuaggio senza stare a gongolare nel dolore. Questo tatuaggio l’ho disegnato io, come farò con tutti i miei futuri tatuaggi, e quindi é imperfetto. Ogni volta che lo guardo attentamente vedo tutte le imperfezioni, come faccio con me stessa. Ogni sguardo al mio tatuaggio è un allenamento ad amare ed accettare le imperfezioni. Infine ho fatto solo i petali colorati ma ho in programma di colorare il resto a seconda dei successi che avrò nella vita, in modo da arrivare alla vecchiaia con il tatuaggio tutto colorato e ricordare i miei successi e non solo le cose che rimpiango” (A. classe quinta).

Natale 2023

Ieri mattina ho inviato gli auguri a studentesse e studenti. Stamattina ho letto su Fb quelli del vescovo di Trieste Enrico Trevisi. Ho trovato una profonda consonanza e quindi li unisco qui in unico post per farli a chi legge queste pagine.

“Anche quest’anno mi appresto a mettermi davanti al pc e scrivervi un piccolo augurio di Natale, che possa avere un senso per chi crede nel Dio di Gesù, per chi crede in un altro Dio, per chi crede in qualcuno o qualcosa diverso da una divinità e per chi non crede affatto. Ciascuna e ciascuno di noi arriva a questo periodo in modo differente e personale. Mi è facile festeggiare con chi è in un buon periodo, perché avverto un’assonanza di umore visto l’imminente arrivo del piccolo. Ma in questi mesi mi è successo di vedere numerosi cocci di allieve e allieve in pezzi; alcuni di questi cocci li conosco bene perché mi sono stati descritti e raccontati, altri li ho solo intravisti o intuiti. Alcuni sono cocci di piccole porzioni di quelle persone, altri sono cocci di parti più grosse e importanti, altri ancora sono cocci dell’intera figura. E so che talvolta sembra che non possano più essere incollati insieme per offrire una figura di senso, anche se magari un po’ differente dall’originale.

Mariasole da quest’anno, il lunedì e il giovedì mattina va a scuola con il “Piedifruts”, che vuol dire a piedi insieme ad altre bimbe e altri bimbi della scuola dell’infanzia e della primaria. Le piace moltissimo e si sveglia volentieri la mattina presto per potervi partecipare, anche se è l’unica della sua sezione e una delle più piccole (a parte un ultimo tratto). Domenica scorsa si è svolta una piccola cerimonia di auguri per Natale e Mariasole è stata invitata, come tutti i partecipanti, a “scrivere” qualcosa sulla sua esperienza. Eccone un pezzetto che ci ha detto di scrivere per lei “Un giorno vorrei invitare tutti i miei amici, anche quelli del pulmino, per vedere come è bello il Piedifruts. E così lo vengono a fare il prossimo anno”. Mi ha fatto pensare e mi ha commosso. Ha vissuto una cosa bella e il suo pensiero è stato quello di farne fare esperienza ai suoi amici per poter condividere quella gioia. In una parola sola: amore. Per me Natale è un’occasione per consentire all’amore di agire e per metterlo in condizione di fare una delle cose che meglio gli riesce: ricucire lo strappo che talvolta si crea tra la vita e la felicità. Amore è ciò che consente alla vita di rinascere ogni volta, anche quando non pare esserci speranza o proprio speranza non c’è. Questo è quello che mi trasmette quel bimbo venuto alla luce nella precarietà due millenni fa, questo è quello che mi trasmette quel bimbo che sta per venire alla luce nella mia vita: una possibilità d’amore, di bellezza, di condivisione, di bene. Ah sì, ieri mattina, ultimo giorno di Piedifruts per quest’anno solare, c’era Victoria a fare compagnia a Mariasole, una sua compagna di sezione: non vi dico l’euforia!
A tutte voi, a tutti voi, alle persone che amate e che sono una benedizione nelle vostre vite, auguro buon Natale e, viste le parole che ho scritto… buon amore, buona rinascita!
Il prof di reli”

E ora spazio a un uomo che ama firmarsi per nome.
“Ecco i miei auguri… a tutti gli amici
Anzitutto accogliere Dio
Viene, ma potresti esserti addormentato.
Viene, ma potresti esserti risentito e arrabbiato per come vanno le cose.
Viene, ma in una modalità così umile che sconcerta e scandalizza.
Viene, ma non si impone. Però insiste a venire.
Viene nelle sembianze umane. Anzi viene nella carne umana. Si fa carne.
Viene ed è piccolo e umile. Un bambino. Un bambino sfollato.
Viene e commuove. Viene e irrita.
Viene e c’è chi va in panico e medita morte, come Erode.
Viene e trova braccia che lo stringono:
una madre che lo coccola
e il suo sposo che ha il coraggio del Leone di Giuda.
Viene e trova i poveri che lo festeggiano.
Viene e potresti accoglierlo e unirti alla festa.
Viene e potresti incoraggiare altri ad unirsi alla festa.
Viene e ci sono altri piccoli scartati di fronte ai quali inginocchiarsi.
E pregare di avere la forza e il coraggio di quel che siamo:
E che cosa siamo?
Siamo gli Amati da Dio, per amare con il suo amore i piccoli e i poveri sulla nostra strada.
Sulle nostre piazze. Nelle nostre case. Nelle nostre classi. Nelle nostre comunità.
Auguro un Natale così. Un Natale in cui le persone prevalgano sui consumi, in cui ciascuno si dia il coraggio per una parola di conforto con chi è nella sofferenza, un tempo di compagnia con chi sta nella solitudine, un gesto di tenerezza con chi vive il sentirsi abbandonato e rifiutato, un dare occasione di ascolto a chi soffre nel risentimento.
Un Natale così lo auguro a tutti. Dove trovare la forza? Nel bambino Gesù. Fermati e accoglilo.
Fermati e pregalo e troverai il coraggio, il tempo, le parole, i gesti, le occasioni.
E su ciascuno invoco la Benedizione del Signore.
Enrico vescovo”.

Gemma n° 2387

“Oggi come ultima mia gemma (si spera) ho voluto portare una delle persone più importanti della mia vita che purtroppo è venuta a mancare nel 2020, mio zio.
Il nostro incredibile legame nasce da una delle prime batoste che mi ha segnato in modo indelebile, un incidente stradale in cui ho rischiato la vita nel 2018.
Nei giorni di ricovero ricordo che lui venne a trovarmi portandomi il nuovo FIFA e ne fui entusiasta, da quell’anno il nostro legame appunto si arricchì anche grazie alla passione per i videogiochi.
Tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019 gli venne diagnosticato un tumore maligno, scoperto troppo tardi. Inizialmente non sapevo che dire o fare, vivevo la mia vita tranquillamente tanto pensavo che la chemio o le medicine potessero fare qualcosa, ma non fu così. Man mano che il tempo passava, la sua sofferenza cresceva e mi sentivo impotente di fronte al futuro che si avvicinava. La cosa che mi ha fatto più arrabbiare è stata l’impossibilità di salutarlo per l’ultima volta in ospedale. L’ultimo ricordo che ho di lui da vivo è il peggior ricordo e la peggiore immagine che almeno io in 19 anni di vita abbia mai visto, anche peggiore dell’incidente, e il fatto di essere molto empatico ed altamente sensibile non è stato certamente di aiuto. Dopo la morte di mio zio a dicembre 2020 un’altra perdita importante nella mia vita mi travolge, la mia prima ragazza mi lascia. L’insieme delle due cose mi fa cadere in depressione portandomi a riflettere su certe cose e spingendomi a fare atroci pensieri su me stesso e sul porre fine a tutto quanto; grazie all’aiuto di una psicologa e 2 anni di lavoro ne sono finalmente uscito nonostante continui ad essere pessimista e a far finta che vada tutto bene. Non si vive una volta sola, si muore una volta sola e si vive ogni giorno, questo per dire che ognuno deve saper cogliere i bei momenti e saper farli coesistere insieme alla sofferenza che a parer mio ci accompagnerà fino alla fine dei nostri giorni. Inoltre ho deciso di portare 3 canzoni che riassumono quello che provo tutt’ora riguardo a quello che mi è successo.

La prima canzone è Tutti i miei idoli sono morti di Chiello che per me rappresenta l’assenza di figure nella mia vita che possano darmi sostegno perché non ci sono più: penso a mio zio o penso anche a juice wrld che nonostante io non l’abbia mai conosciuto mi ha sempre aiutato a comprendere di più me stesso.

La seconda canzone è la più struggente delle 3 ed è Where does your spirit go di The Kid Laroi, un altro dei miei cantanti preferiti nonché pupillo di juice: in questa canzone parla della morte di juice che io ricollego con le parole del testo alla morte di mio zio ed è anche per questo che evito di ascoltarla tanto.

L’ultima canzone potrà sembrare che non c’entri nulla, ma per me rappresenta un po’ la liberazione da un circolo vizioso che mi ha fatto solo stare peggio. La canzone è Algoritmo, sempre di Chiello e, come già detto, ascoltandola mi fa sentire libero da quella parte di me che vuole farsi solo male.
Per concludere vorrei dare un messaggio a chiunque legga questa gemma: non provate a prevedere ciò che può succedervi di male perché ci starete solo peggio, ma fate in modo che il dolore liberi tutte quelle emozioni che sono rinchiuse dentro di voi perché si resiste fino ad un certo punto e non abbiate paura di parlarne con qualcuno perché sfogarsi fa bene e farà sempre bene. Grazie”.
(G. classe quinta).

Gemma n° 2377

“Ciao nonno,
ormai è più di due mesi che non sei più con noi, purtroppo il destino ha deciso di portarti via da noi, tu che sembravi indistruttibile, che non ti abbattevi davanti a nessuna difficoltà; nonostante la malattia in questi lunghi mesi, hai combattuto fino in fondo. Questa volta il male ha preso il sopravvento e ti sei spento dopo l’ultimo saluto che ti abbiamo dato.
Ti ricorderemo come una persona piena di vita, una persona che voleva bene a tutti e che si faceva volere bene dagli altri. Ci hai sempre raccontato le tue storie passate, lo studente modello che eri ed eri sempre presente quando avevamo bisogno di te; quando per esempio io e mio fratello non andavamo d’accordo tu cercavi sempre un motivo per farci riappacificare e ritornare come prima. Ci aiutavi a fare i compiti, ci raccontavi quanto eri bravo a scuola e i bei voti che prendevi e in particolare ci raccontavi spesso del tema che avevi scritto a scuola e di quanto ne andavi fiero. Hai vissuto la tua vita con la donna che amavi e che ami ancora e lei ancora ti vuole tanto bene e sente la tua mancanza; tutti noi sentiamo la tua mancanza. Ci manca sentire i tuoi racconti passati, le tue storie, la tua gentilezza e disponibilità.
Vederti negli ultimi mesi stare male, e non poterti aiutare, è stata la più brutta esperienza mai provata. Nonostante ormai sapevamo che ci avresti abbandonato, speravamo sempre in un piccolo spiraglio di luce, in una piccola possibilità per andare avanti, per continuare ancora a combattere; ma ormai era tutto inutile.
Adesso la casa senza di te è vuota; ma tutti ti ricorderanno come la bella e buona persona che eri.”
(C. classe quinta).

Gemma n° 2374

“Quest’anno voglio dedicare la mia gemma ad una persona per me molto importante, che però non è più qui.
Prima che te ne andassi, non avevo mai ragionato su quanto la morte di una persona cara potesse essere difficile da affrontare: quando te ne sei andata, ho sentito come se il mondo mi fosse caduto addosso tutto ad un tratto.
Alle volte mi sembra che il mio cervello si autoconvinca che tu sia ancora qui, magari mentre mi domando se anche quest’anno tu passerai il capodanno con la mia famiglia.
Poi però, come una ventata gelida, arriva la realizzazione che tu non ci sei più.
D., tu per me non sei solo un’amica di famiglia, ma quella zia “cool” che non ho mai avuto, quella persona a cui potevo raccontare dei guai che facevo senza che i miei genitori lo sapessero.
Non so cosa penseresti se scoprissi che ho dedicato questa gemma a te, non so neanche io perché lo stia facendo, forse per cercare di superare questo lutto così improvviso e doloroso.
Non mi resta dunque che aggrapparmi ai ricordi felici che ho di te, per cercare di andare avanti.
Ti voglio bene D., grazie per tutto.
(E. classe quarta)

Gemma n° 2358

Twice.
Quest’anno come gemma, ho deciso di portare un gruppo veramente importante per me.
Ma perché è così tanto importante?
Nel 2020 non mi sarei mai aspettata che questo gruppo sarebbe diventato la mia terapia per tutte le medie e oltre.
Le medie sono un periodo che vorrei cancellare dal mio archivio.
Ogni scusa era buona per buttarmi giù: i vestiti di marca, perché non avevo l’ultimo modello di scarpe o non indossavo dei vestiti di un costo maggiore ai 70 euro, perché ero sempre pronta ad aiutare, perché ascoltavo il K-pop, perché ero diversa.
In quel periodo mi passavano continuamente pensieri oscuri e drastici.
Nessuno mi aiutava e nessuno mi capiva, il mondo lo vedevo grigio scuro e incolore.
Nell’agosto del 2020, dopo molto tempo che ne avevo sentito parlare, conobbi le Twice, un gruppo femminile coreano nato nel 2015 composto da 9 ragazze.
Non so né come né perché ma quelle ragazze riportarono nel mondo… i colori che alle elementari vedevo e tutt’oggi sono tornata a vedere.
Nel 2021 le Twice pubblicarono la canzone che, ancora oggi, è la mia preferita: Alcohol-Free la canzone dell’estate 2021 per eccellenza. Ricordo ancora la faccia di mia madre quando dicevo i nomi dei cocktail presenti nel testo della canzone e cantavo in una lingua straniera… CHE SICURAMENTE NON ERA COREANO!

E come in una relazione sana, il nostro rapporto era benevolo e non ero una di quei fan tossici e possessivi, anzi volevo condividere questo mio amore con qualcuno.
Nel 2022 il mio bellissimo mondo colorato stava perdendo di nuovo colore, la terza media è stato un periodo di bullismo che non scorderò mai, sono stata più di qualche volta ferita e… in quel periodo la musica, ma in particolare modo le Twice con i loro time to twice (i loro vlog), mi hanno veramente salvato la vita.
Ed è grazie a loro e ad alcune persone, amici e famiglia, se oggi sono qui, in classe a raccontarvi di come 5 ragazze coreane, 3 giapponesi e una taiwanese hanno impedito atti estremi, improvvisi e disperati.
Il 2023 è agli sgoccioli e anche quest’anno, anche se ascoltate di meno, le Twice con il loro album Ready to be mi hanno dato la forza e la gioia.
Loro non mi hanno solo donato la felicità che oggi tutti vedono, ma mi hanno anche regalato un sogno, la danza, il salire sul palco e rendere le persone felici e in pace.
Spero tanto di vederle dal vivo un giorno, se in Italia o all’estero non mi interessa, spero al prossimo tour mondiale di esserci.
Quindi si, amo le Twice, il K-pop e dopo molto tempo posso affermare apertamente che non me ne vergogno… d’altronde ognuno ha i propri gusti!”
(E. classe seconda).

Gemma n° 2338

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una persona e quindi una parte della mia vita, mia mamma. Mia mamma è una persona buona, sempre presente con tutti e molto profonda. Mia mamma ha 48 anni e da 18 si prende cura di me e mia sorella, facendoci sentire protette. Quello da cui non ci poteva proteggere erano però le cose incontrollabili, il destino, il corso della natura. Mia mamma da 3 anni e mezzo ha un tumore maligno ai polmoni al quarto stadio, con metastasi alla colonna vertebrale. Per fortuna (e so che non si può definire così) è un cancro particolare, non una massa come si è soliti pensare, bensì uno strato di cellule che coprono l’intera superficie. Di conseguenza la cura non prevede chemio ma terapie staminali mirate ad una determinata zona. Tante volte mi sono chiesta perché a lei, tante volte ho pensato che avrei preferito averlo io pur di non vederla soffrire e non nego che ho la costante paura di non poter fare più le cose quotidiane che faccio con lei. Questa malattia per quanto sia disgustosa mi ha fatto maturare e capire che la vita è da vivere al 100%. Mi ha insegnato che probabilmente chiunque potrebbe combattere una guerra che tiene nascosta. Io l’ho fatto: per molto tempo ho tenuto nascosto una cosa più grande di me, forse perché dicendolo si sarebbe concretizzato o forse perché non volevo (e non voglio) essere trattata in modo diverso. Questa malattia mi ha insegnato ad essere forte, a combattere per quello che voglio, a stringere i denti e ad andare avanti, a proteggere gli altri prima di proteggere me stessa. Mi ha insegnato che la vita è fatta da alti e bassi e che se voglio davvero qualcosa non devo aspettare il momento giusto.
Questa gemma ha un unico scopo ossia di farvi capire quello che un cancro ha fatto capire a me. La vita corre più veloce di quanto si pensi e non aspetta che tu prenda il treno giusto. Potresti riuscire a beccare quella coincidenza che tanto aspettavi, ma potresti benissimo aspettare le due ore di ritardo prima del prossimo treno. Ma quando lo aspetti, ricordati che a destinazione ci sono l’amore, la fiducia, la speranza: c’è semplicemente l’aria.
Per rappresentare questo messaggio che spero vi arrivi con tutto il cuore, porto una canzone di Ligabue Certe Notti. Mia mamma e mio papà la cantavano nei sedili anteriori della macchina ma io non l’ho mai apprezzata. Ora mi ritrovo a cantare la stessa canzone, sempre in macchina, con il mio ragazzo che guida.”
(B. classe quinta).

Gemma n° 2327

The wound is where the light enters you
Come gemma ho deciso di portare questa frase che ho trovato poco tempo fa, di cui non conosco l’autore, ma che mi ha colpito molto e che vuol dire “la ferita è il luogo dove entra la luce”.
L’interpretazione delle ferite come fessure dentro le quali possono entrare la luce e la speranza mi è rimasta particolarmente impressa. Essendo normale raccogliere ferite nel corso della propria vita, perché percorso inevitabile dell’uomo, questa visione alquanto speranzosa del dolore mi ha ispirato molto. Facendomi riflettere sul fatto che sebbene alcune ferite non si possano chiudere mai, ce ne sono alcune che ci aiutano a comprendere meglio gli altri e a cercare di diffondere più luce possibile affinché possano penetrare nelle ferite degli altri. Penso che il dolore ci faccia capire l’importanza dei momenti di luce e ce li faccia apprezzare maggiormente. Più numerose sono le ferite, più una persona può capire quanto sia importante fare star bene gli altri.”
(M. classe quinta).

Gemma n° 2299

“Ciao nonna,
Non puoi minimamente immaginare quanto per me sia difficile scrivere questa lettera, in quanto non avrei mai immaginato e voluto che sarebbe stata l’ultima gemma di religione che avrei portato.
Solitamente ho sempre preferito associare alle gemme momenti felici passati in famiglia o esperienze vissute con gli amici durante l’estate. Ma questa volta mi sono fatto coraggio e ho deciso prontamente di affrontare il dolore più grande che negli scorsi mesi mi ha completamente stravolto la vita.
Non sono qui per scrivere una lettera convenzionale in cui potrei benissimo copiare e incollare delle frasi da internet, ma sono qui per dirti quanto mi manchi, e quanto la tua assenza si fa sentire ogni giorno di più. Mi è difficile descrivere a parole la sensazione di vuoto che provo ogni mattina al risveglio, consapevole di non poter fare una semplice chiamata a una delle persone di cui ho maggiormente bisogno per rendere migliore la giornata. Più ci penso e meno accetto il fatto che siano passati già 6 mesi da quel maledetto giorno in cui hai deciso di lasciarci e di volare in cielo.
Potrei trascorrere ore e ore a scrivere su di te, sulla tua personalità, sul tuo buon animo e soprattutto sulle tue positività e forza di volontà, per le quali oggi tutti ti ricordano e ti tengono in un posticino nel loro cuore; perciò, preferisco scrivere ciò che mi ricorda di più di te e ciò che ogni volta che ci penso mi regala un sorriso, un po’ nostalgico, ma pieno di felicità.
Di te mi mancano quelle videochiamate lunghissime in cui cercavi di consolare e incoraggiare un bambino che aveva tanta nostalgia di casa, il profumo del sugo della domenica che come te nessuno sapeva fare, vederti cucire per ore e ore, andare con te al cimitero a portare dei fiori al nonno e dopo andare a prendere un gelato, giocare a carte, mi manca ascoltare tutte quelle sere d’estate le tue storie di quando eri piccola, mentre scherzavo dicendoti che credevo provenissi del paleolitico, mi mancano quelle dolci carezze che mi facevi al mattino per dirmi che la colazione era pronta, mi mancano tutte le quelle volte in cui ti sentivo canticchiare durante le faccende di casa, mi mancano quei pranzi interminabili con tutta la famiglia nella tua casetta, mi manca la tua mania del pulito, mi manca passare quei pomeriggi di caldo torrido con te in cui l’unica soluzione per riuscire almeno a «respirare» era sdraiarsi per terra, mi mancano tutti quegl’incoraggiamenti che mi davi in chiamata il giorno prima di una verifica di matematica che mi tranquillizzavano.
Insomma di te mi manca tutto soprattutto la quotidianità e il fatto che riuscivi a migliorare in qualunque modo una giornata iniziata male.
A distanza di mesi quella della tua perdita è per me una ferita ancora aperta che neanche il tempo riuscirà a rimarginare, ma so che a prescindere del posto o della circostanza in cui io mi trovi, tu sei sempre con me ad accompagnarmi ed a incoraggiarmi nelle sfide che la vita presenta.
Mi manchi tanto,
dal tuo vasscdozz”.
(L. classe quinta)

Gemma n° 2270

🍎🍏🍎🍏

È da due mesi che devo portare la gemma, ma tra una cosa e l’altra non ho mai avuto occasione.
In più tutti sono testimoni di quanto io fossi indecisa e abbia cambiato idea mille volte perché volevo portare qualcosa di significativo per me e riuscire a raccontarlo.
Oggi come gemma vorrei portare una perla di saggezza a cui hanno contribuito due miei cari amici.
Un mese fa io e il mio ragazzo, ormai ex, ci siamo lasciati e ci sto ancora male, perché quando una cosa che ti faceva stare benissimo ti viene tolta dalla tua quotidianità ci si sente come se mancasse un pezzetto.
È da qualche giorno che io dico di sentirmi come una mela che è stata morsa e che quindi ha paura di “marcire” e peggiorare, perdere la sua scintilla diciamo. E allora, come faccio spesso e volentieri, proprio ieri sera ho chiesto consiglio al mio angelo custode A.

Ieri sera:
E le ho scritto in un mio momento di malinconia che accade frequentemente in questo periodo: mi sento come una mela morsa cosa dovrei fare?
A: “La mela rimarrà morsa, il morso non si può riattaccare. Ma quando troverai la persona giusta o passando del tempo da sola, inizierai a dimenticare la presenza di questo morso”
> “E se fa i vermi e poi marcisce?”
A: “se la conservi bene non succede”
> “Consigli su come conservarmi meglio?”
A: “Devi tenere a te stessa per preservare il resto della mela. Non pensare troppo a trovare qualcuno di giusto, ma inizia ad apprezzare la tua stessa compagnia e le cose che ti circondano. Fare le cose che ti piacciono e che ti fanno stare bene. E (non fare come me) agisci eventualmente quando vedi un possibile interesse da parte di qualcuno, ovviamente se interessa anche a te”

Stamattina:
Ho raccontato a M. la questione della mela per sapere cosa ne pensasse.
E a ciò che ha detto A. ha aggiunto:
M: “La mela si deteriora solo in quel punto lì, intorno, quindi rimane intera e resiste, e tu resisti”
M: “Quando sarai piena di morsi fammi sapere”
> “Quella volta cambieremo la mela piantando i semi e ne farò crescere un’altra”.
🍎🍏🍎🍏
🍋🍋🍋
P: “Potresti anche cercare il limone.
Se lo spruzzi sulla mela impedisce di ossidarsi e cicatrizza”
(grazie prof)
🍋🍋🍋
(G. classe quarta).

Gemma n° 2234

“Come gemma, ho deciso di portare la speranza, in serbo nada. Nei momenti in cui non riuscivo a trovarla è stata una delle uniche cose che mi ha salvata, se non l’unica cosa. Sono qui perché qualcuno ha creduto in me e io credo in voi. Penso sia importante spronare le persone. Nella mia famiglia ho visto persone rialzarsi dalle ceneri e altre cadere. È qualcosa che ho imparato dalle persone a me vicine e per quanto mi sia difficilissimo ammetterlo da me stessa. Penso sia la cosa più importante, da non perdere mai. Oltre che trovarla nella mia famiglia, nei miei amici, l’ho trovata nella musica, in particolare nell’ultimo album di Kendrick Lamar, uno degli artisti che in questo processo di ricerca mi ha aiutato di più, con la sua estrema vulnerabilità e sensibilità, in particolare con il suo brano Count me out” (M. classe quarta).

Gemma n° 2227

“Come Gemma quest’anno, ho deciso di portare 4 brevi video presi dal film Collateral Beauty. Collateral Beauty, il film diretto da David Frankel, vede protagonista Howard Inlet (Will Smith), direttore di un azienda pubblicitaria, profondamente depresso a causa della perdita prematura di sua figlia. Whit (Edward Norton), Claire (Kate Winslet) e Simon (Michael Peña), suoi amici e collaboratori capiscono che il suo stato d’animo sta diventando un problema per l’azienda: dopo aver perso sua figlia, a Howard non importa perdere tutto il resto. Gli amici per questo, assumono un’investigatrice privata per capire cosa l’amico stia passando e cercare di aiutarlo.
Quest’ultima, Sally scopre che l’uomo invia strane lettere indirizzate ad “Amore”, “Tempo” e “Morte”. Superato lo sconcerto, decidono di assumere attori che incarnano questi stati d’animo per organizzare incontri con Howard e rispondere agli interrogativi presenti nelle sue lettere.

Intanto Howard decide di frequentare un gruppo di sostegno e conosce Madeleine (Naomie Harris) che ha perso anche lei la figlia. Si susseguono gli incontri organizzati dai suoi colleghi, fin quando “Amore” riesce a far capire ad Howard che deve permettere all’amore di essere ancora presente nella sua esistenza, in quanto elemento fondamentale per continuare a vivere.
I video che ho scelto sono rispettivamente il suo incontro con la Morte, con il Tempo e con l’Amore. Queste conversazioni sono ricche di elementi che fanno riflettere sulla vita e sul suo fine. Quando ho visto il film per la prima volta sono rimasta impressionata da questo espediente usato dal regista per analizzare profondamente gli stati d’animo del protagonista.
Dopo che l’ho visto, ho riflettuto a lungo su questi tre temi che caratterizzano la nostra vita, che noi ce ne rendiamo conto o meno. La morte la colleghiamo al dolore ed alla sofferenza ma se scaviamo a fondo, ci insegna sempre qualcosa della vita e ci fa guardare dentro in maniera diversa. Il tempo ci insegue ma come anche noi inseguiamo lui. Spesso e volentieri siamo arrabbiati con lui ma in realtà non è colpa sua. Siamo noi autori della nostra vita e siamo noi gestori di come lo spendiamo e con chi. L’amore è ciò che ci scalda, ma è anche ciò che ci fa raggelare. L’amore è un contrasto, fa sorridere e fa piangere, ci aiuta a rialzarci ma ci fa anche cadere. Tuttavia, senza amore non vivremmo. Non è solo amore in termini di relazioni ma anche l’amore dei genitori, dei nonni e degli amici. L’amore che noi riserviamo per queste persone ci fa andare avanti. L’amore è una sicurezza che noi lo vogliamo ammettere o meno.”
(G. classe quarta).

Gemma n° 2223

“Per la mia gemma ho deciso di portare una foto ed una canzone che scatenano in me emozioni opposte tra loro.
La foto, infatti, l’ho scattata quest’estate in un momento in cui ero veramente felice: stavo facendo da capo animatore e capo squadra ad un centro estivo e per la prima volta dopo tanto tempo mi sentivo veramente voluta bene. Adoravo far ridere i bambini, prenderli in braccio e farli giocare. Adoravo sentire loro vocine che mi dicevano “Maestra ti ho fatto un braccialetto!”, “Maestra guarda che bel fiore!”, “Maestra sai che oggi faccio 7 anni?” e poi vederli fare un 5 con le dita. Adoravo sentirmi utile ma soprattutto adoravo non sentirmi sola.
Eppure, nonostante questi ricordi, questa è stata la peggiore estate della mia vita: sono successe varie cose e mi sono sentita abbandonata. Non per forza lo ero ma la mia testa mi convinceva che io non meritassi nulla di buono, che io non mi meritassi di essere ascoltata o che qualcuno potesse volermi davvero bene. Spesso è ancora così.
Mi sono sentita sola anche se magari non lo ero.
Molte persone se ne sono andate dalla mia vita, anche persone con cui avevo pensato mille idee che avremmo dovuto mettere in pratica proprio quest’estate.
Per questo, oltre alla foto, ho scelto di portare la canzone All I Want dei Kodaline.

Per molti questa canzone parla di una storia d’amore finita ma per me parla di un qualsiasi tipo di rapporto che si è concluso per un qualsiasi motivo.
A volte non riesco a fermare i pensieri e la mia mente inizia ad andare a 100km/h senza lasciarmi il tempo di respirare ed è esattamente in quei momenti che mi sento totalmente sola: non trovo infatti la forza o il coraggio di chiedere aiuto, non perché io pensi di essere invincibile ma perché non credo di meritare il tempo di nessuno.
Questa canzone la dedico anche un po’ a me stessa perché un giorno vorrei poter rivedere il mio sorriso senza che nella mia mente compaia il pensiero “Mi merito davvero di star sorridendo? Mi merito davvero di essere felice?”.
Tutto ciò che vorrei è riuscire a ritrovare me stessa e di conseguenza, a non sentirmi più così sola ma, guardando questa foto, ogni tanto mi ricordo che anche io ho qualcosa di buono dentro di me” (S. classe quarta).

Resistiré

L’anno scorso, guardando la serie di Netflix Élite, sono rimasto colpito da una canzone spagnola. Si tratta di un vivace brano scritto originariamente dal gruppo Dúo Dinámico nel 1988 e che è stato scelto da un collettivo di cantanti (tra cui Álvaro Soler) per supportare il popolo spagnolo durante il periodo della pandemia. La versione contenuta nella serie tv (qui sotto) è musicalmente molto diversa e molto più intima. Il testo parla della capacità di resistere e di reggersi in piedi davanti alle difficoltà, anche nei momenti in cui pare non esserci alcuna via d’uscita. Quando anche il silenzio fa paura e neppure i ricordi sono di conforto, quando il futuro è precluso e noi stessi diventiamo i nostri nemici, insomma, quando il vento si fa molto forte abbiamo comunque la possibilità di fare come i giunchi che si piegano, assecondano l’aria, ma non staccano i piedi dal suolo.
Resisterò per continuare a vivere,
Sopporterò i colpi e non mi arrenderò mai
E anche se i sogni mi si romperanno in mille pezzi
Resisterò, resisterò.

Gemma n° 2199

“Ho deciso di portare questa canzone perché ha segnato in particolar modo il mio anno 2022.
Il 2022 per me è stato un anno di alti e bassi caratterizzato dalla fine di una relazione.
Questa canzone mi ha aiutata tutte le volte che mi sono sentita sola, l’ho scelta perché sentivo di dovermi togliere un peso di dosso e di rendere omaggio alla B. di mesi fa che credeva di non riuscire ad andare avanti da questa situazione. Ho patito troppo dolore per sopportarlo da sola e questa canzone è stata il mio salvagente. La canzone si chiama Crudelia di Marracash e mi rispecchio in entrambi i personaggi, sia in alcuni atteggiamenti di Crudelia che della vittima perché in fondo ho causato anche io del male nel rapporto ma ho sofferto tanto. Ho dovuto ricostruire la mia vita e me stessa da capo. Ho dovuto imparare a fare i conti con me stessa e non vedere più le cose in prospettiva di coppia. Ci sto lavorando ancora ma sono molto fiera della strada in cui sto proseguendo.”
(B. classe quarta).

Gemma n° 2195

“La canzone La volta buona per me è importante. È l’ultima canzone che il duo hip-hop italiano composto da Stokka e MadBuddy ha realizzato assieme, perché poi si è sciolto.
L’ho scoperta pochissimi mesi dopo la sua uscita, verso la fine della terza media, e mi accompagna da allora.
Le medie per me non sono state un periodo molto facile per via del bullismo che ho subito sia da parte di certi compagni di classe sia da parte di un professore, e gli strascichi di esso sono ancora annidati dentro di me, spuntano pure fuori talvolta e mi donano emozioni spiacevoli.
Del ritornello, quando la ascoltai per la prima volta, mi colpì una frase
“Questa è la volta buona per guarire”
C’è da dire che gli artisti hanno lasciato libera interpretazione del testo della canzone. I fan più affezionati del gruppo lo vedono come uno scritto in onore della loro carriera giunta al termine, altri invece lo vedono come un invito a rialzarsi dalle avversità o a fare pace con i momenti bui del proprio passato.
Per me questa canzone rappresenta il cercare di andare avanti nonostante le vicissitudini avverse dal punto di vista psicologico che mi sono capitate in passato e che talvolta si riaffacciano nel mio animo.
Guarirò anche io.
Tornerò a stare bene.
Guarirò.”
(A. classe quarta).

Gemma n° 2179

“Come gemma ho deciso di portare questa collanina. Può sembrare qualcosa di banale, ma per me è molto importante. Mi è stata regalata dalla zia di mia madre, però per me era come una nonna. Purtroppo è venuta a mancare poco prima che andassi alle elementari. Gli anni successivi non l’ho portata perché mi faceva troppo male indossare qualcosa che le appartenesse.
In seguito ho capito che se non avessi affrontato il dolore non sarei mai riuscita a superarlo. Perciò alle medie ho incominciato a metterla e adesso la tengo come portafortuna e per ricordarmi dei bei momenti passati con lei” (V. classe prima).