Gemma n° 2410

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare questa foto, in cui ci siamo io e mia sorella. Ciò che per me è importante non è la foto in sé, ma il luogo dove si trova. Questa foto infatti è appesa sul muro della mia cameretta a casa dei miei nonni, la casa in cui io e mia sorella siamo cresciuti e abbiamo passato buona parte della nostra infanzia, perché i miei genitori, essendo sempre occupati al lavoro, ci portavano da loro per non lasciarci soli e lì passavamo praticamente tutta la giornata. I miei nonni sono delle persone molto importanti per me, perché li ho sempre visti come i miei secondi genitori, dal momento che sono stati loro a insegnarmi tante delle cose che so, dalle più banali come ad esempio camminare, andare in bicicletta, nuotare, a quelle un po’ più di valore come essere sempre educati e gentili con tutti, anche con chi non se lo meriterebbe, e cercare di rendere sempre felici gli altri, anche quando noi non lo siamo, e questo è uno dei quei messaggi che mi porterò per sempre dentro di me.
Ora sfortunatamente non ho più tanto tempo per vederli, tra la scuola e altre cose, ma cerco sempre di andare a trovarli almeno una volta a settimana, e ogni volta che vado da loro e vedo questa foto, mi tornano in mente i tanti bei ricordi che abbiamo avuto assieme”.
(R. classe quarta).

Gemma n° 2402

“Cara classe, siamo cresciuti insieme, abbiamo passato 5 anni assieme, passando attraverso sfide, vittorie, e momenti indimenticabili che ci hanno accompagnato nel nostro percorso comune. Ora, ci troviamo alla fine di questo viaggio, all’ultimo anno di superiori, pronti a concludere questo capitolo con i ricordi che abbiamo costruito insieme, uno accanto all’altro.
Nel corso di questo periodo, abbiamo condiviso risate, lacrime, e la scoperta di noi stessi. Siamo diventati non solo compagni di classe, ma veri e propri amici, anzi ancora meglio una famiglia. Le lunghe giornate di studio, le risate durante le pause, e le gite  fuori dalla scuola sono diventate le tessere di un mosaico unico che piano piano si sta concludendo e rappresenta la nostra esperienza insieme.
Siamo diventati una squadra, una famiglia, sostenendoci durante i momenti difficili e celebrando insieme i successi.
Ora, mentre ci avviciniamo alla fine di questo capitolo, è inevitabile guardare indietro e riflettere sul nostro cammino.
Siamo maturati insieme, abbiamo affrontato le incertezze del futuro e sostenuto i nostri sogni. La nostra classe è diventata un rifugio sicuro, un luogo dove siamo cresciuti, imparando non solo dagli insegnamenti dati dai nostri insegnanti, ma anche dalla vita.
Voglio dirvi Grazie, grazie per essere diventati una delle parti più importanti della mia vita, anche quando essa mi sembrava scivolare tra le mani, voi siete riusciti ad aiutarmi.
Siete e sarete un pezzo cruciale della mia vita. Grazie
(A. classe quinta).

Gemma n° 2401

“Buongiorno, oggi vorrei parlare di mio padre, che è un vero eroe per me. Per questo ho portato questa fotografia. Qui siamo per la prima volta in Italia. Mio padre è il mio miglior amico, che amo profondamente. Abbiamo momenti speciali insieme e condividiamo gli stessi gusti musicali. Nonostante parliamo poco, è molto importante per me” (V. classe terza).

Gemma n° 2399

“Come gemma di religione quest’anno ho deciso di portare i miei nonni materni: D. e G. I miei nonni sono la mia infanzia e il dono più prezioso che ho; ricordo i pomeriggi passati da loro, talvolta cucinando con la nonna, talvolta uscendo a camminare con il nonno o giocando a briscola assieme; cose semplici che però mi hanno lasciato dentro grande serenità. Oggi, per diversi motivi, trascorro meno tempo con loro, ma conservo nel mio cuore ogni singolo istante di spensieratezza e gioia passato in compagnia e non li ringrazierò mai abbastanza per tutto quello che hanno fatto e fanno tuttora per me e la mia famiglia. I miei nonni ci sono sempre stati, senza se e senza ma, sempre, qualsiasi cosa non andasse loro c’erano, qualsiasi cosa di cui fossi felice glielo dicevo, qualsiasi cosa, loro sono sempre stati disponibili e lo sono tuttora, fanno tutto quello che possono per vedere sempre tutti felici. Ci tengo tanto a loro, come ci tengo tanto a questa foto che gli ho scattato nel corso dell’estate 2022, durante le vacanze trascorse assieme a Lignano. Sono dunque passati due anni da quando l’ho scattata, e non nego che non sia cambiato nulla, gli incidenti di percorso ci sono stati, ma d’altronde è normale che sia così, con l’amore e la forza si supera tutto. Ho scelto questa foto perché ritrae perfettamente, anche dopo 50 anni di matrimonio, quello che è ancora adesso il loro rapporto, basato sulla complicità e l’affetto, nonostante la vita li abbia messi più volte alla prova di fronte a situazioni difficili. Se mi chiedessero come vorrei arrivare a 70 anni, forse direi: “vorrei essere come mia nonna per la sua semplicità, la pazienza, la complicità e la tenacia nel saper andare avanti sempre, soprattutto nei momenti difficili e vorrei essere come mio nonno per il suo altruismo, bontà d’animo e la costante attenzione verso il prossimo… insomma, spero da grande di renderli fieri di me” (G. classe seconda).

Gemma n° 2394

“Come gemma ho scelto di portare mio fratello. Mio fratello è la mia persona preferita. Io e lui abbiamo un rapporto particolare perché molto spesso ci insultiamo e ci urliamo contro però entrambi siamo consapevoli del fatto che ci saremo sempre l’uno per l’altra. Mia mamma mi racconta spesso di quando lo vidi per la prima volta, avevo paura di tenerlo in braccio perché era troppo piccolo e delicato. Da piccoli giocavamo sempre insieme e ci somigliavamo un sacco, tanto che la gente chiedeva se fossimo gemelli. Quando sto male mio fratello è il primo a chiedermi come sto e ad abbracciarmi. Gli voglio un mondo di bene e spero che il nostro rapporto duri per sempre perché senza di lui non saprei come fare” (M. classe prima).

Gemma n° 2391

“Ho deciso di portare come gemma questi biglietti e lettere che hanno scritto al mio compleanno le mie amiche più strette e mia sorella.
Io e le mie amiche ci conosciamo da quando abbiamo 3 anni, praticamente non ho ricordi senza di loro, la maggior parte della scuola l’abbiamo fatta insieme e adesso ci vediamo ancora molto spesso.
Nonostante i litigi e le incomprensioni ci siamo sempre state l’una per l’altra.
Ricevere queste lettere da parte loro per me è stato strano, infatti di solito noi non ci diciamo mai cose così sentimentali. Ma leggendo ciò che mi hanno scritto ho capito quanto ci tengono a me e mi ha fatto molto piacere.
Queste lettere le custodirò per sempre e spero che anche in futuro la nostra amicizia rimanga tale, nonostante tutto.”
(V. classe quinta).

Gemma n° 2385

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una persona molto importante per me con cui ho un rapporto di astio e amore: mio fratello. Io e lui abbiamo 4 anni di differenza ed è molto difficile relazionarci senza litigare almeno una volta al giorno. Mio fratello ha un carattere molto competitivo e soprattutto egoista, ma riesce comunque ad essere dolce. Io sono più tranquilla e ho un carattere molto empatico, ma spesso mi trovo in difficoltà per la paura di dargli un cattivo esempio a causa di certi comportamenti, perché so quanto lui mi veda come un punto di riferimento. In quest’ultimo periodo stiamo litigando molto meno e spero che questa cosa migliorerà sempre più con la sua crescita, anche se rimarrà per sempre il rompiscatole di casa” (G. classe seconda).

Gemma n° 2384

“Io ho deciso di portare questa foto perché è stato l’ultimo Natale che ho passato con i miei cugini. Questa foto l’abbiamo fatta a casa mia quando loro sono venuti a trovarmi per Natale e mi hanno fatto una sorpresa. Ormai sono anni che non passiamo i Natali assieme perché mia cugina vive a Genova e mio cugino nel mio paese d’origine, lo Sri Lanka. L’unico modo per vederli e parlarecon loro è tramite le videochiamate che facciamo quasi ogni giorno. Mia cugina l’ho vista la scorsa estate ma mio cugino non lo vedo da 6 anni, però la sua presenza non è mai svanita perché mi chiama e s’interessa di come io stia sempre. Questa foto può sembrare insignificante, però per me vale tanto perché grazie a questa foto li sento molto vicini a me e sento di meno la loro mancanza. Comunque so che li rivedrò presto, non più a Natale come prima, ma durante l’anno perché cerchiamo sempre di organizzare le nostre vacanze in modo da poterci vedere” (A. lcasse terza).

Gemma n° 2379

“Proprio ieri mi è capitata tra le mani questa piccola boccetta di profumo che ho comprato durante la gita a Nizza di marzo. Ciò mi ha fatto tornare in mente tutti i bei ricordi che ho condiviso con i miei compagni di classe, sia durante la gita che nel quotidiano tra i banchi di scuola.
Per me loro sono stati una piccola seconda famiglia, a volte anche una prima. Mi hanno aiutato quando ne avevo bisogno, mi sono stati vicini nei momenti di difficoltà, mi hanno supportata e motivata a continuare gli studi. A loro devo tanto del mio percorso scolastico, e soprattutto dei miei progressi a livello personale. Con alcuni di questi ho condiviso 5 anni di scuola, con altri addirittura pochi mesi, ma sono davvero grata di essere circondata da un gruppo così genuino di persone, che prima di essere miei compagni di classe, sono miei amici. Vi voglio tanto bene ragazzi” (T. classe quinta).

Gemma n° 2378

“Ho scelto questa foto perché quest’estate per il mio compleanno sono andata a Parigi con la mia famiglia. E’ stato un viaggio molto speciale e che non dimenticherò mai. Vedere il castello di Disneyland che ho sempre visto nei film è stata una vera emozione, un sogno che avevo fin da piccola. La sera prima di tornare in hotel siamo rimasti a vedere lo spettacolo, e la parte che mi è piaciuta di più è questa, la parte dedicata a Rapunzel, che è sempre stata la mia principessa preferita. E vedere questo spettacolo con la canzone e i fuochi d’artificio sarà una memoria per sempre impressa nel mio cuore” (N. classe terza).

Gemma n° 2377

“Ciao nonno,
ormai è più di due mesi che non sei più con noi, purtroppo il destino ha deciso di portarti via da noi, tu che sembravi indistruttibile, che non ti abbattevi davanti a nessuna difficoltà; nonostante la malattia in questi lunghi mesi, hai combattuto fino in fondo. Questa volta il male ha preso il sopravvento e ti sei spento dopo l’ultimo saluto che ti abbiamo dato.
Ti ricorderemo come una persona piena di vita, una persona che voleva bene a tutti e che si faceva volere bene dagli altri. Ci hai sempre raccontato le tue storie passate, lo studente modello che eri ed eri sempre presente quando avevamo bisogno di te; quando per esempio io e mio fratello non andavamo d’accordo tu cercavi sempre un motivo per farci riappacificare e ritornare come prima. Ci aiutavi a fare i compiti, ci raccontavi quanto eri bravo a scuola e i bei voti che prendevi e in particolare ci raccontavi spesso del tema che avevi scritto a scuola e di quanto ne andavi fiero. Hai vissuto la tua vita con la donna che amavi e che ami ancora e lei ancora ti vuole tanto bene e sente la tua mancanza; tutti noi sentiamo la tua mancanza. Ci manca sentire i tuoi racconti passati, le tue storie, la tua gentilezza e disponibilità.
Vederti negli ultimi mesi stare male, e non poterti aiutare, è stata la più brutta esperienza mai provata. Nonostante ormai sapevamo che ci avresti abbandonato, speravamo sempre in un piccolo spiraglio di luce, in una piccola possibilità per andare avanti, per continuare ancora a combattere; ma ormai era tutto inutile.
Adesso la casa senza di te è vuota; ma tutti ti ricorderanno come la bella e buona persona che eri.”
(C. classe quinta).

Gemma n° 2376

“La mia gemma è questa foto che ho scattato a Bibione la scorsa estate mentre ero in vacanza con la mia famiglia. Abbiamo alloggiato in un condominio che aveva sette piani e dall’ultimo si poteva ammirare una vista stupenda che diventava ancora più bella con il tramonto. Questa foto mi ricorda i bei momenti passati con tutta la mia famiglia. Mi sono divertita molto e soprattutto mi sono rilassata godendomi la vacanza che abbiamo sempre fatto fin da quando ero piccola: probabilmente è stata l’ultima visto che non ci potremo più andare” (M. classe terza).

Gemma n° 2375

“Bikky, questo è il nome con cui affettuosamente mi chiama mio papà da quando sono nata nel 2005 con il nome di M., nome importante e ricco di storia. Il mio nome era anche quello della mia bisnonna M., chiamata così da tutti perché, povera, non aveva portato la vittoria di Caporetto tanto sperata dal suo papà. Io invece credo di aver portato un po’ più di fortuna: una figlia femmina dopo due maschi. Della mia bisnonna io non so nulla ma l’unica cosa che ho di lei sono i suoi occhi e i suoi lineamenti che io e mamma condividiamo. Pensando a questo, ultimamente sono giunta alla conclusione che dentro ognuno di noi si uniscono tutte le storie e ricordi di vite passate e anche di facce che ci rendono quelli che siamo. Trovo veramente speciale guardare i miei genitori e fratelli e vedere in loro qualcosa che ci accomuna nonostante le differenze, e che ci lega l’un l’altro e con chi c’era prima di noi. Un nome, una somiglianza, un tratto comune. Fa tenerezza vedere dentro di sé una parte di loro. Di mia mamma ho i lineamenti e i capelli, di mio papà il carattere e il sorriso (anche i denti storti), dei miei fratelli ho gli insegnamenti, i ricordi e le cicatrici che mi hanno procurato giocando e soprattutto quel tipo di amore che solo i fratelli più grandi sanno dare e che farà sempre parte di me… e della mia bisnonna beh un nome che spero mi porti fortuna e vittoria nella vita” (M. classe quinta).

Gemma n° 2369

“Quest’anno, come gemma, ho deciso di portare questo Diario di una Schiappa. E’ un libro che mi rievoca molti momenti allegri della mia infanzia, e mi riporta alle vacanze passate al mare, o con mio cugino, una persona che mi è stata molto cara, e lo è tutt’ora. Lui è sempre stato un elemento molto importante della mia infanzia, anche se negli ultimi tempi, purtroppo, riusciamo a vederci soltanto una o due volte all’anno.
Il primo dei tanti diari di una Schiappa, mi è stato regalato al mio settimo o ottavo compleanno, ed è stato il primo libro “complesso” che ho letto al di fuori dei testi che ci facevano leggere alla scuola elementare, e al quale mi ero appassionato molto. Anche a mio cugino, che aveva due anni più di me, piaceva molto leggerlo, il tempo passava veloce mentre io lo leggevo in italiano, e lui in tedesco, essendo nato in Germania, e ogni tanto ci fermavamo e facevamo un commento e una risata sul pezzo al quale eravamo arrivati. In genere questo accadeva mentre eravamo insieme in Ungheria, ma è capitato anche durante le vacanze al mare a Bibione. Dopo questo primo libro, entrambi, li abbiamo continuati ad acquistare man mano che ne uscivano di nuovi, ed entrambi abbiamo costruito una vasta collezione. Essendo cresciuti, di questi momenti purtroppo non ne accadono più molti, ma sono stati dei momenti davvero spensierati e allegri per me.
Avendoli già letti tutti, probabilmente, la mia collezione la passerò al mio fratellino, sperando che anche lui li possa apprezzare”.
(G. classe prima).

Gemma n° 2368

“Quest’anno la mia gemma è un concetto: il concetto di famiglia.
La mia gemma vuole quindi essere un grazie in primis ai miei genitori. La mia mamma e il mio papà sono la mia forza e sarò per sempre immensamente grata degli enormi sforzi che stanno facendo per aiutarmi ad affrontare una situazione particolarmente difficile.
Infine, voglio approfondire il concetto condividendo la mia scoperta che famiglia non è per forza una questione di legami sanguigni, bensì di persone che continuano a farti emozionare, che si interessano a te quotidianamente, profondamente e genuinamente, persone il cui sorriso ti porta luce. Questo per me è stata la mia famiglia ospitante” (A. classe quinta).

Gemma n° 2366

“Sono particolarmente affezionata al libro Il piccolo principe poiché mi riporta ai tempi dell’infanzia e a momenti di spensieratezza e leggerezza” (M. classe terza).

Gemma n° 2364

“Quest’anno come Gemma ho deciso di portare G., o come la conoscono tutti i miei amici e la mia famiglia, Nonna G. La nonna è sempre stata nel cuore di tutte le persone che l’hanno conosciuta. Da quando sono nata, dati i turni più vari e improbabili dei miei genitori, lei mi ha fatto da seconda mamma: dormivo da lei nel suo letto perché il nonno se n’è andato poco dopo la mia nascita , mangiavo da lei, andavo lì dopo scuola… Di solito durante il periodo dell’asilo mi svegliavo alle 7 e il papà mi portava a casa sua per fare colazione mentre mi faceva le trecce ogni mattina. A 12 anni ho litigato con i miei genitori perché, nonostante casa sua non fosse così moderna, volevo a tutti i costi comprarla una volta cresciuta e abitarci.
Con lei ho passato anni a colorare rigorosamente dentro ai bordi, a guardare la tv, a cercare di fare esercizi di matematica che lei purtroppo con la quinta elementare sapeva risolvere ancora meno di me che già non ci capivo niente. E nonostante questo mi è stata sempre vicino. Ho avuto la fortuna di aver avuto una nonna che abitava vicino a tutte le scuole che ho frequentato prima di scoprire Udine. Infatti, al contrario dei ragazzi del mio paese chiusi nella stessa dimensione, io mi sentivo speciale, anche se un po’ esclusa da loro, ad avere una doppia vita perché il pomeriggio ero fuori con i miei amici a P. e infatti le persone importanti sono diventati loro.
Ho avuto la fortuna di aver avuto una nonna che dentro è sempre stata una bambina, che faceva il contrario di quello che le dicevano i miei per vedermi felice, come comprarmi gli ovetti kinder: è stata la persona con cui bisognava mantenere i primi segreti infatti, con cui si mangiava di tutto, ci si riempiva di gelato senza che la mamma lo venisse a sapere.
E se lo veniva a sapere si sghignazzava comunque sotto i baffi. Lei mi ha insegnato non tutto, ma buona parte, come ci si arrangia, come vedo la nonna ideale, come si raccontano battute in friulano che non sono divertenti ma che fanno ridere per la loro banalità, come reagire ai primi atti di bullismo nei miei confronti. A 5 anni mi aveva già reso una discreta giocatrice di scala quaranta.
Ora la vedo quasi ogni giorno ma sono cambiate delle cose: io non ho la scusa per andare da lei, anzi spesso mi è logicamente scomodo, lei in 17 anni è invecchiata e ci sente la metà, il che diminuisce la comunicazione e certe volte la pazienza. Cerco di andare a pranzo una volta a settimana ma è complicato. Eppure la nonna è sempre lì che mi aspetta con un sorrisone, a braccia sempre aperte con il gelato, gli ovetti e le carte in mano, mentre io maledico il tempo che è passato troppo in fretta e vorrei starle vicino più che mai”.
(E. classe quarta)

Gemma n° 2363

“Introduco la mia gemma partendo da qualche settimana fa. Questo è l’anno della 5a superiore, l’ultimo anno. Poi c’è l’università. Proprio qualche settimana fa stavo parlando con i miei genitori del mio futuro, quali facoltà mi piacerebbe intraprendere e quali invece scarterei, c’è ancora molta indecisione sulla mia scelta ed è proprio lì che, tra me e me, penso: “quanto vorrei essere G. in questo momento”.
G. é mio fratello. È un ragazzo buono, generoso e dal cuore grande. È un ragazzo dai grandi valori e le sue idee sono sempre ben schierate. 18 anni che io sopporto lui e 18 anni che lui sopporta me. Se la me di qualche anno fa vedesse la gemma di quest’anno mi riderebbe addosso. Io e G. siamo completamente due opposti ed è per questo che ci siamo scontrati e ci scontriamo tutt’ora. Io dico cane e lui dice gatto, io dico bianco e lui nero; e lì iniziano le litigate. Siamo opposti in tutto, anche in aspetto fisico: io sono mora con gli occhi marroni, lui è biondo con gli occhi azzurri. Lui parla troppo, io sto più per le mie, lui vuole avere sempre ragione, SEMPRE, io ogni tanto capisco anche di sbagliare (forse). Io mangerei frutta per tutta la vita, lui non riesce neanche a guardarla. Non sembra neanche mio fratello :).Che cos’è cambiato dalla me di qualche anno fa e la me di adesso? Niente. Forse lo vedo con altri occhi, forse più maturi. Non sto dicendo che le discussioni non ci sono più anzi, si raddoppiano perché le mie idee e le sue sono sempre più contrarie e in contrasto. Per farvi un esempio, l‘ultima discussione (anche interessante) ce l‘ho avuta ieri sera e il punto focale erano gli avvocati di difesa. Lui continuava a dire che non difenderebbe mai qualcuno in torto per una semplice questione morale “è giusto che chi ha procurato del male paghi la punizione (chiamiamola così)”, io invece, la pensavo in maniera diversa ovviamente.
Ahimè, c’è da dire che mio fratello è acculturatissimo e sa davvero tante, troppe cose ed è affascinante ascoltarlo parlare.
Se c’è una cosa che invidio di G., non è sicuramente la capacità di parlare per ore senza stancarsi, ma la sua determinazione e voglia di fare. Lui dice che le cose, “se si fanno si fanno bene, altrimenti non le faccio proprio”. Fa quello che gli piace e questo si vede. Ha un cuore grande (che non è da tutti e forse fin troppo grande) ed è così determinato che riesce a portare a termine gran parte delle cose che inizia e se proprio una non riesce terminarla gli rimane l’amaro in bocca. Questa è una cosa che lo ha sempre caratterizzato e contraddistinto dagli altri. Ecco, io vorrei avere questa determinazione, saper iniziare e finire un lavoro, dedicarmi al 100%, portarlo a termine e vedere nei miei occhi quello che io ora vedo negli occhi di mio fratello: soddisfazione e tanto amore”.
(V. classe quinta).

Gemma n° 2361

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare il concerto di Harry Styles a cui sono andata a luglio. È stato a dir poco il giorno più bello della mia vita, dove mi sono sentita capita, rilassata, e in famiglia, nonostante fossi in mezzo ad altre 100 mila persone che non conoscevo. In particolare, ho deciso di portare il video che è stato postato pochi giorni dopo il concerto, che andava a mettere un punto ai quasi 3 anni di tour. Questo video è molto speciale per me, perché rappresenta perfettamente come mi sono sentita durante quella giornata e l’esperienza che ho avuto. Ogni volta che lo guardo la mia mente torna indietro a quel giorno, e mi sento immediatamente meglio, nonostante tutto” (A. classe terza).