“Come gemma ho deciso di portare il teatro poiché ho vissuto un momento difficile in precedenza e quando ho cominciato teatro, tutto ha cominciato a cambiare in meglio. Ho ripreso rapporti con persone che sono diventate indispensabili e ho trovato un posto “sano” dove mi diverto da matti. Ogni settimana aspetto solo il weekend per poter andare a “divertirmi”. Adesso stiamo allestendo un nuovo spettacolo è più vado avanti più sono felicissima della scelta che ho fatto!!!” (A. classe prima).
“La gemma odierna si discosta un po’ dal filo conduttore di quelle degli anni scorsi. Quest’anno ho voluto portare come gemma il mio primo veicolo a motore, la Vespa. Vederla arrivare a casa è stata una gioia immensa e lo sarà anche quando potrò sfrecciare con lei per le vie del paese e del Friuli” (D. classe terza).
“La mia gemma quest’anno la dedico ai miei nonni, coloro che mi sono sempre stati accanto durante questo percorso di scuole superiori ma non solo. Loro per me sono uno spiraglio di luce nel buio, sono il mio faro di speranza, la mia spalla su cui piangere e coloro che nonostante tutto, non mi hanno mai giudicata e non mi hanno mai fatto mancare nulla. Tuttavia, come ogni famiglia anche la mia ha i suoi problemi e non sono pochi, ma nonostante queste divergenze nel momento in cui varco la porta d’ingresso di casa loro mi sento avvolta da felicità e sicurezza. Sentire le loro voci dire “Mandi stelute” mi riempie il cuore di gioia, una gioia che non riesco a descrivere a parole. Sì è vero, i miei nonni mi hanno anche un po’ viziata ma è solo una minima parte di ciò che hanno fatto e dato per me e per mio fratello. I ricordi più belli con loro sono le risate, le passeggiate, le battute, i pranzi, le cene, le storie della buonanotte, andare a raccogliere le uova con mio nonno e andare a fare la spesa con mia nonna in bicicletta, cucinare e fare le parole crociate insieme. Personalmente, mi sento la persona più fortunata del mondo se penso ai miei nonni ed al loro amore e auguro a tutti coloro che vengono al mondo di trovare il tesoro che ho trovato io e di custodirlo gelosamente perché i nonni purtroppo non sono eterni e vanno vissuti in ogni momento anche solo per un abbraccio”. (G. classe quinta).
“Come mia gemma quest’anno ho deciso di portare i miei gioielli. Li porto ogni giorno e non li tolgo mai ed è per questo che non mi accorgo neanche di indossarli. Ognuno di loro mi è stato regalato da una persona diversa e custodisce un ricordo che ho con essa. Indossarli è come portare con me un momento particolare della mia vita e mi fanno sentire sempre legata in qualche modo alla persona in questione anche se questa se ne è andata o non fa più parte della mia vita. A volte mi soffermo a guardarli e ogni volta é come se rivivessi la stessa situazione, della quale mi ricorderò sempre con un sorriso, all’infinito” (G. classe seconda).
“La mia gemma di quest’anno è la mia collana. Chi mi conosce sa che io non porto alcun tipo di gioiello se non un piccolo bracciale e questa collana. Non è una semplice collana, è la collana che rappresenta il mio primo amore. Me l’ha regalata il mio ragazzo ad aprile dell’anno scorso; inizialmente era solo la collana che si è comprato identica anche lui e poi il giorno del mio compleanno mi ha regalato la lettera che è la sua iniziale, fatta da lui. Lui ha la mia e io ho la sua. Questa collana rappresenta noi due ed è veramente l’unico gioiello che porto sempre e che non tolgo mai, anzi se la dimentico per caso sento che mi manca un pezzo. Ho deciso di portarla perché rappresenta una delle fasi più belle della mia vita: l’amore e il primo innamoramento. Questa collana è la sintesi perfetta dell’amore che io e lui proviamo l’uno per l’altra e non credo che potessi portare gemma migliore”. (E. classe quarta).
“Come gemma ho deciso di portare il mio braccialetto. Può sembrare una cosa banale ma per me ha un profondo significato. Questo braccialetto me lo ha realizzato mia sorella molto tempo fa. Ancora oggi lo indosso perché mi fa ricordare la mia famiglia e tutti i momenti felici che abbiamo passato insieme. Ormai è diventato il mio portafortuna e non lo butterei o toglierei per nessun motivo” (S. classe prima).
“1^ PARTE Questa è l’ultima gemma che porto, quindi ci ho riflettuto abbastanza su quali potessero essere i contenuti adatti, tra i tanti che avevo in mente, da essere degni di nota per la gemma di 5^. Non molto tempo fa ho iniziato ad ascoltare assiduamente i Rolling Stones, non mi avevano mai attirato tanto, per quanto mi piaccia il rock e la “roba vecchia”, come la definirebbe più di qualcuno. Dopo qualche canzone, spunta fuori questa, e dopo svariati ascolti ho detto: “ecco, questa è da portare!”. Si tratta di Dead Flowers, del 1971.
La canzone affronta svariati temi, tra cui quello dell’amore non corrisposto. Inviare fiori morti simboleggia un gesto contorto e beffardo, è un modo passivo-aggressivo di esprimere sdegno verso qualcuno. Esplorando la canzone più a fondo ho capito che il testo ci suggerisce che anche se si può essere lasciati indietro feriti, si può trovare la forza di affrontare le avversità e canalizzare l’energia negativa per sbocciare di nuovo, quello che i fiori morti ormai non possono più fare. Quello che mi ha colpito è che il fulcro a cui il cantante nel ritornello si aggrappa è una figura femminile, Susie, in questo caso. Allora ho riflettuto: “perché non dedicare la gemma finale alle ragazze (tutte, in generale) in particolare alle ragazze della mia classe?”. Sembrava carino, dopotutto… Noi ragazzi lo dimentichiamo troppo spesso (e purtroppo lo si vede) che è grazie alla figura femminile che siamo ciò che siamo. Non sarei così se fossi stato in una classe di soli maschi. La ragazza DEVE essere rispettata, amata, ringraziata (che ci sopporta), protetta… e NON è oggetto. Ha le proprie libertà, i propri spazi, esigenze, proprie ragioni (ha SEMPRE ragione), le proprie voglie e l’uomo non deve permettersi di invadere queste barriere. La donna, volendo, darebbe 10-0 all’uomo, ma forse ci evita una tale umiliazione perché ha un po’ più di sesto di noi e sa ragionare con il cervello e non con il madrac e basta… Auguro a tutte le ragazze di questa classe e del mondo di non sentirsi mai come dei semplici fiori morti, ma di trarre da umiliazioni, abusi, insulti e violenze di ogni genere che siano, la forza necessaria per fiorire di nuovo su un terreno migliore e di vivere la loro vita come è giusto la vivano. Ovvero come dei fiori rigogliosi!
2^ PARTE L’altra parte di gemma è dedicata ad una persona molto speciale: la mia ragazza. Esattamente oggi (01/02/2024) facciamo due anni assieme e io non potrei essere più felice.
Le dedico Happy, sempre dei Rolling Stones, una canzone semplice scritta dal chitarrista della band, che non sapendo come chiamarla, dopo la fine della registrazione in studio, alla domanda: “come ti senti?”, rispose: “felice!”. Da qui il titolo della canzone ed è esattamente come mi sento anche io quando sono con la mia ragazza: FELICE. In questi due anni mi ha aiutato tantissimo nella mia crescita, a vedere i miei lati negativi e a farmi riflettere su come io possa migliorarmi. Mi dà una mano con la scuola, crede sempre in me, dice di non abbattermi davanti alle difficoltà ma di andare avanti. È una ragazza davvero speciale! Ha un bellissimo rapporto con la mia famiglia, aiuta le mie sorelle con i compiti, parla con loro se hanno dei problemi da risolvere e tutto questo è davvero bello. Stamattina quando sono uscito di casa mia mamma mi ha urlato dietro: “hai una ragazza d’oro!”. Auguro a tutti di trovare un ragazzo o una ragazza come lei, perché guardandomi intorno ho scoperto che sono davvero rare le persone così, con un cuore grande e con la testa sulle spalle.” (S. classe quinta).
“Ho scelto la canzone Sweater weather perché mi ricorda i momenti più importanti e felici della mia vita, in cui ho conosciuto le persone giuste al momento giusto e che tuttora sono al mio fianco” (S. classe prima).
“Quest’anno come gemma ho scelto di portare un brano country chiamato Horse People. Ho scelto questo brano perché pratico monta americana da circa 4 anni e l’autore di questa canzone parla della passione e dell’amore per i cavalli, del legame di intesa che c’è tra i due e tutti i sacrifici che facciamo continuamente noi cavallerizzi per portare avanti questo nostro sogno e questa nostra passione, che sono anche il MIO sogno e la MIA passione. Inoltre questo brano è stato suonato alla mia prima tappa regionale che ho fatto la scorsa estate e quindi mi riporta alla mente quei felici e spensierati momenti che durante il periodo scolastico mi mancano più di ogni altra cosa” (E. classe terza).
“Inizialmente cercavo qualcosa che potesse concludere questi 5 anni poi però, a dicembre, ho creato un video recap del 2023. Ho pensato che fosse la gemma giusta da portare perché il 2023 è stato un anno particolare per me, diverso dagli ultimi. Di per sé il video non è speciale, lo sono invece i frammenti che lo compongono, i momenti, i ricordi, le emozioni che ho provato durante questi 12 mesi. È stato un anno intenso, pieno di nuove prime esperienze e come dice la canzone che ho messo nel video “I did it all”. È stato un anno anno di rinascita dove veramente sento di aver vissuto. Ho preso per la prima volta un volo, sono stata in due nuovi Stati, ho partecipato a due progetti dove sono risultata vincitrice, ho fatto la mia prima certificazione, ho compiuto i miei 18 anni, ho passato momenti in famiglia e con gli amici, ho ritrovato vecchie amicizie, ho cercato di guidare per la prima volta, sono andata in discoteca per la prima volta, sono finita per essere intervistata alla radio, ho visto albe e tramonti. È stato un anno ricco, che mi ha fatto crescere e mi ha fatto vedere le cose da una nuova prospettiva”. (A. classe quinta).
“Come mia prima gemma ho deciso di portare la persona più importante per me, ovvero, mio fratello. Mio fratello è nato a novembre 2022; ha soltanto 1 anno, ma mi sembra di star con lui da una vita, io non lo conosco e lui non conosce me, ma stiamo sempre insieme, almeno 3 ore delle mie giornate sono dedicate a lui; almeno 3 ore dove dimentico il mondo esterno e mi concentro solo sul suo sorriso. Le emozioni che regalano i bambini, sono emozioni che mai si provano se non grazie a loro, la felicità che si prova quando un bambino dice la prima volta mamma o papà, quando fa i primi passi o quando inizia a sorridere, non è la comune felicità che si prova quando qualcuno fa una battuta divertente; perché in quella felicità ci sono anche fierezza e orgoglio; felicità che si prova spesso soltanto una volta nella vita” (S. classe prima).
“Come gemma quest’anno ho voluto portare una canzone molto importante per me ovvero Non fare così di Capo Plaza. Questa canzone non ha un vero significato in sé per me, è semplicemente speciale, è la canzone che accomuna me e le mie due migliori amiche S. e V., è quasi come un nostro tipo di legame, un’unione che non è facile da definire. Questo è nato da un semplice giorno dopo scuola: in corriera l’abbiamo cantata come ad un concerto, eravamo molto felici solo noi tre e basta. Questa cosa potrebbe risultare un po’ stupida o senza senso, ma solo le persone che sono nel mio stesso stato possono capire l’importanza. V. la conosco da tantissimo tempo, la nostra amicizia va avanti da 12 anni ormai e S. da 4 anni; in tutto questo tempo ci sono stati alti e bassi, litigate, allontanamenti e riavvicinamenti, ma nonostante tutto siamo ancora qua. Qualche volta penso a che cosa ci aspetta nel futuro, quante cose dobbiamo fare insieme e quante cose belle e brutte accadranno. Loro per me sono “casa”, un posto sicuro dove posso essere me stessa al 100%” (A. classe prima).
“Ricordo di “una tanta vacanza…” La gemma che voglio portare quest’oggi -dopo molti cambi di programma, ripensamenti e altro…- è quella di uno, o meglio, di tanti ricordi che assieme ne formano uno grande: le vacanze estive con i miei nonni nella loro casa estiva a Prato Carnico. Nonostante ne siano passati ben oltre 10 anni dall’ultima, ricordo ancora piuttosto bene le giornate trascorse lassù, in quella grande casa dai mille cunicoli e dal tetto appuntito, accanto al ruscello in cui mettevamo le angurie al fresco. Ricordo la ripida salita per arrivarci, nella quale i nonni trovavano sempre qualcuno con cui parlare, facendola diventare una scalata eterna, se invece trovavi una macchina dal verso contrario, dovevi tornare giù in retromarcia fino alla piazza… ricordo poi quel grande prato di morbido muschio che solo io e nonna conoscevamo (o almeno, io ne ero convinto), dove la strada in salita terminava in un sentiero, per il quale varie volte mi sono addentrato con il nonno andando a cercare funghi, che mai trovavamo. Ricordo la domenica, le domeniche, quelle in cui si andava tutti assieme in piazza per prendere il pane, il giornale, e dove io venivo lasciato al parchetto sulle altalene, ascoltando le campane della chiesa e mangiando il panino all’uva passa che nonna comprava in bottega. Ricordo quando il nonno mi portava nella vicina Pesariis a vedere gli orologi sparsi per il paese…e si finiva sempre all’osteria, dove però ho assaggiato per la prima volta lo sciroppo di menta artigianale, da lì non ne ho più potuto fare a meno. Ricordo quanto il vicino di casa dei nonni mi aveva accusato di aver scassinato la serratura del suo capanno degli attrezzi, nonostante io quel giorno non fossi presente nemmeno da via-wireless (e comunque, avevo 5 anni…). Ricordo il clima sempre fresco, le coperte comode, il lavandino bizzarro del bagno di sotto, la maxi-taverna e il lucernario in soffitta dal quale guardavo il cielo, la camera di metà pianerottolo, la campanella dell’ingresso, ma soprattutto il mobile cilindrico a tre piedi dove il nonno custodiva bottiglie di vini paleolitici…e pieni di polvere. Nonostante i miei nonni abbiano deciso di vendere la casa nel 2013, mi ricordo e ricorderò per sempre i bei giorni passati lassù, però sono anche molto felice che adesso quella casa sia stata acquistata da persone che la abitano per tutto l’anno…chissà se mai tornerò a vederla, magari comparandola con le vecchie fotografie che avevo fatto con la Panasonic del nonno (ammesso che non l’abbia smontata in tutti i suoi componenti, come fa di solito)…” (L. classe quarta).
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una parte molto importante della mia vita, ovvero il gruppo animatori. Sono ormai 3 anni che ne faccio parte e a novembre, con l’entrata dei 2010, siamo arrivati a essere in 60. Ogni anno facciamo molte attività tra cui animazioni alle sagre di paese, il carnevale comunale, e tante altre. Tutte queste attività sono solo delle piccole prove per riuscire ad affrontare la prova finale, il centro estivo. Oltre a tutto questo riusciamo ad organizzare anche delle giornate da passare insieme e fare gruppo. I momenti che preferisco sono sicuramente i pomeriggi d’estate passati a dipingere le scenografie per la festa finale, pomeriggi in cui ci ritroviamo a ridere, scherzare e raccontare storie e momenti divertenti degli anni passati. Come dico spesso, per me questo gruppo è una seconda grande famiglia, con loro mi sento bene e posso sentirmi me stessa” (G. classe seconda).
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare un recap dell’estate 2023. Questa è stata l’estate di molte prime volte che sul momento ho avuto timore di percorrere ma poi sono stata felice di aver vissuto. Durante questi mesi mi sono sentita libera, spensierata e soprattutto felice e ringrazio di cuore le persone che hanno reso quest’estate L’estate” (L. classe quarta)
“Come gemma di religione quest’anno ho deciso di portare i miei nonni materni: D. e G. I miei nonni sono la mia infanzia e il dono più prezioso che ho; ricordo i pomeriggi passati da loro, talvolta cucinando con la nonna, talvolta uscendo a camminare con il nonno o giocando a briscola assieme; cose semplici che però mi hanno lasciato dentro grande serenità. Oggi, per diversi motivi, trascorro meno tempo con loro, ma conservo nel mio cuore ogni singolo istante di spensieratezza e gioia passato in compagnia e non li ringrazierò mai abbastanza per tutto quello che hanno fatto e fanno tuttora per me e la mia famiglia. I miei nonni ci sono sempre stati, senza se e senza ma, sempre, qualsiasi cosa non andasse loro c’erano, qualsiasi cosa di cui fossi felice glielo dicevo, qualsiasi cosa, loro sono sempre stati disponibili e lo sono tuttora, fanno tutto quello che possono per vedere sempre tutti felici. Ci tengo tanto a loro, come ci tengo tanto a questa foto che gli ho scattato nel corso dell’estate 2022, durante le vacanze trascorse assieme a Lignano. Sono dunque passati due anni da quando l’ho scattata, e non nego che non sia cambiato nulla, gli incidenti di percorso ci sono stati, ma d’altronde è normale che sia così, con l’amore e la forza si supera tutto. Ho scelto questa foto perché ritrae perfettamente, anche dopo 50 anni di matrimonio, quello che è ancora adesso il loro rapporto, basato sulla complicità e l’affetto, nonostante la vita li abbia messi più volte alla prova di fronte a situazioni difficili. Se mi chiedessero come vorrei arrivare a 70 anni, forse direi: “vorrei essere come mia nonna per la sua semplicità, la pazienza, la complicità e la tenacia nel saper andare avanti sempre, soprattutto nei momenti difficili e vorrei essere come mio nonno per il suo altruismo, bontà d’animo e la costante attenzione verso il prossimo… insomma, spero da grande di renderli fieri di me” (G. classe seconda).
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare questo portachiavi che ho preso durante le due settimane di viaggio-studio in Germania, a Monaco. È molto importante per me perché durante quelle due settimane ho imparato tante cose nuove, fatto esperienze nuove e conosciuto persone che provenivano da paesi diversi. Sono cresciuta sia dal punto di vista personale perché mi sento più indipendente nelle decisioni da prendere, sia collettivo perché rappresenta il benessere che ho provato con le persone con cui ho condiviso questa esperienza e a cui sono grata per averla vissuta con me. Per me rappresenta anche un desiderio di ritornare in quel luogo, di visitare di nuovo la città e di poter visitare altre città e altri luoghi. Questo oggetto mi trasmette tanta felicità perché ogni volta che lo prendo in mano rivivo di nuovo tutti i momenti passati durante quelle settimane seppur brevi ma piene di ricordi” (V. classe quinta).
“Sono entrata nel 2023 con la consapevolezza di dover cambiare precisi aspetti della mia persona ed un grande bisogno di aiuto. Quest’ultimo l’ho trovato in Dio, che è stato, è e sarà sempre il mio sostegno e conforto nei momenti difficili. Inizialmente non mi sono resa conto di come quest’anno sarebbe diventato decisivo, una svolta per la mia vita. Ho compreso ciò strada facendo. Ormai poche settimane ci separano dal 2024; guardando indietro ai mesi passati, riconosco con felicità e commozione che solo Dio, con la sua potenza, ha operato in me le grandi trasformazioni necessarie. Perciò ho scelto come gemma la foto dei fiori che ho ricevuto in occasione del mio battesimo” (S. classe quinta).
“Twice. Quest’anno come gemma, ho deciso di portare un gruppo veramente importante per me. Ma perché è così tanto importante? Nel 2020 non mi sarei mai aspettata che questo gruppo sarebbe diventato la mia terapia per tutte le medie e oltre. Le medie sono un periodo che vorrei cancellare dal mio archivio. Ogni scusa era buona per buttarmi giù: i vestiti di marca, perché non avevo l’ultimo modello di scarpe o non indossavo dei vestiti di un costo maggiore ai 70 euro, perché ero sempre pronta ad aiutare, perché ascoltavo il K-pop, perché ero diversa. In quel periodo mi passavano continuamente pensieri oscuri e drastici. Nessuno mi aiutava e nessuno mi capiva, il mondo lo vedevo grigio scuro e incolore. Nell’agosto del 2020, dopo molto tempo che ne avevo sentito parlare, conobbi le Twice, un gruppo femminile coreano nato nel 2015 composto da 9 ragazze. Non so né come né perché ma quelle ragazze riportarono nel mondo… i colori che alle elementari vedevo e tutt’oggi sono tornata a vedere. Nel 2021 le Twice pubblicarono la canzone che, ancora oggi, è la mia preferita: Alcohol-Free la canzone dell’estate 2021 per eccellenza. Ricordo ancora la faccia di mia madre quando dicevo i nomi dei cocktail presenti nel testo della canzone e cantavo in una lingua straniera… CHE SICURAMENTE NON ERA COREANO!
E come in una relazione sana, il nostro rapporto era benevolo e non ero una di quei fan tossici e possessivi, anzi volevo condividere questo mio amore con qualcuno. Nel 2022 il mio bellissimo mondo colorato stava perdendo di nuovo colore, la terza media è stato un periodo di bullismo che non scorderò mai, sono stata più di qualche volta ferita e… in quel periodo la musica, ma in particolare modo le Twice con i loro time to twice (i loro vlog), mi hanno veramente salvato la vita. Ed è grazie a loro e ad alcune persone, amici e famiglia, se oggi sono qui, in classe a raccontarvi di come 5 ragazze coreane, 3 giapponesi e una taiwanese hanno impedito atti estremi, improvvisi e disperati. Il 2023 è agli sgoccioli e anche quest’anno, anche se ascoltate di meno, le Twice con il loro album Ready to be mi hanno dato la forza e la gioia. Loro non mi hanno solo donato la felicità che oggi tutti vedono, ma mi hanno anche regalato un sogno, la danza, il salire sul palco e rendere le persone felici e in pace. Spero tanto di vederle dal vivo un giorno, se in Italia o all’estero non mi interessa, spero al prossimo tour mondiale di esserci. Quindi si, amo le Twice, il K-pop e dopo molto tempo posso affermare apertamente che non me ne vergogno… d’altronde ognuno ha i propri gusti!” (E. classe seconda).
“La foto ritrae uno dei momenti più belli che ho vissuto durante il corso di quest’anno. Questa foto è stata scattata a giugno, durante il mio viaggio negli Stati Uniti. Le persone intorno a me sono state i miei compagni di viaggio per due settimane, dei compagni di viaggio che si sono tramutati poi in una seconda famiglia. Ci trovavamo esattamente a Forsyth Park, a Savannah, in Georgia. In questa attività organizzata abbiamo avuto la possibilità di scoprire come gli eserciti romani marciavano nell’antichità, e tra la pesantezza degli scudi, gli ordini in latino urlati dalle guide, il sole estivo che batteva forte su di noi, le occhiatacce strane lanciate dai passanti e le videocamere e i telefoni puntati addosso non ci stavamo rendendo conto di star vivendo uno dei momenti più divertenti e spensierati di tutta la nostra vita. Era tutto così fuori dal normale che sembrava di vivere in un film, ed è per questo che voglio ricordare con piacere questo momento, per ripensare ai sentimenti positivi vissuti e alle persone importanti con le quali li ho condivisi” (V. classe quinta).