Gemma n° 2302

“Qualche settimana fa, riguardando le foto scattate durante l’infanzia, ho trovato questa qui che è una delle mie preferite: raffigura me e mia sorella mentre ci abbracciamo quando eravamo bambine. Ho deciso di portarla come gemma perché è una tra le mie foto preferite di noi due e mostra la costante complicità che ha sempre caratterizzato il nostro rapporto. Nonostante i vari e tipici litigi tra sorelle, ci vogliamo un mondo di bene e so che sarà sempre lì a supportarmi. Inoltre la foto mi è cara in quanto cattura la spensieratezza che si ha da bambini, senza decisioni importanti da prendere e responsabilità. È dunque per me un bellissimo ricordo” (G. classe quarta).

Gemma n° 2300

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare Sappada, un posto dove ho trascorso tutta la mia infanzia, dove ho sciato per la prima volta e che mi ricorda i miei nonni, a cui ero molto legata. Questo posto ha il mio cuore per sempre ed è difficile anche descrivere cosa provo quando sono lí: mi sento davvero in pace con me stessa e sento che non dovrei essere in nessun altro posto se non lì.
Mi ricorda le lunghe camminate che facevo in estate con i miei nonni, tutte le volte che sono stata alle terme sotto casa con mio papà o a prendere il pane la mattina presto con mia nonna; tutti momenti fondamentali della mia vita che non posso dimenticare, neanche volendo.
Nonostante io abbia trascorso 18 anni della mia vita lí e in inverno passi tutti i weekend per lo sci,  ogni volta che ritorno è come se fosse la prima volta e sono sempre tanto emozionata. Questa è una delle sensazioni più vere che io abbia mai provato ed auguro a chiunque di trovare “il proprio posto nel mondo”.” (E. classe quarta).

Gemma n° 2288

“La gemma che ho deciso di portare è il mio peluche Tui. Lo porto con me da quando sono nata, e per il momento non ho intenzione di lasciarlo. Tui è per me un oggetto di conforto, un qualcosa con cui so di essere al sicuro durante la notte. Spesso mi ritrovo a stringerlo, per colmare il vuoto dentro di me nel cuore della notte. Il mio desiderio è quello di tenerlo sempre con me, e magari darlo ai miei bambini; voglio che loro capiscano che questo animaletto, che per molti può essere insignificante, era qualcosa di molto importante per la mamma” (V. classe seconda).

Gemma n° 2285

“Come ultima gemma quest’anno ho deciso di portare due poesie, una di Pierluigi Cappello indirizzata ai bambini ed una di Hermann Hesse. Nonostante lo stesso titolo La farfalla i due testi mostrano due diverse visioni della vita in due momenti distinti, infanzia ed età adulta. In questo periodo, in quanto studenti di quinta, siamo nel mezzo di un passaggio dall’essere considerati adolescenti ad essere quasi adulti e di conseguenza a comportarci come tali, ma soprattutto dobbiamo prendere delle decisioni che determineranno il nostro futuro. Per questo motivo, mi ritrovo spesso a pensare ai momenti dell’infanzia in cui le mie preoccupazioni erano altre e quando anche una sola farfalla colorata poteva migliorarmi l’intera giornata” (A. classe quinta).

Gemma n° 2254

“Come gemma ho deciso di portare questo CD che ha segnato la mia infanzia. Infatti è stata mia mamma a comprarlo 10 anni fa dopo aver sentito una canzone dell’artista, Lana Del Rey, che veniva data alla radio. Lei ha detto che si è innamorata subito della voce dell’artista, che è unica, e del CD. Così ogni volta che eravamo in macchina lo metteva su e lo ascoltavano insieme.
Crescendo mi sono dimenticata completamente di quest’album e dell’artista in generale, pensando non avesse fatto altri successi dopo quell’album. Anche il CD pensavo fosse andato perso e quindi non mi è mai passato per la mente di riascoltare le sue canzoni.
Poi, durante la quarantena del 2020, mi sono imbattuta in un suo video e risentirla per la prima volta dopo anni mi ha fatto riaffiorare una marea di ricordi. Anche solo l’immagine della copertina per me è significativa e me la ricordavo anche solo avendo riascoltato una canzone. Sono finita a riascoltare tutto l’album e ho realizzato che sapevo ancora tutte le canzoni. Magari non le parole, ma le melodie le riconoscevo tutte.
Quindi sono andata a cercare il CD per tutta la casa e alla fine l’ho trovato.
Adesso lo ascolto sempre con mia madre quando siamo in macchina e ogni volta ci sembra ad entrambe di tornare indietro di 10 anni e rivivere quei momenti.
Spero, un giorno, di poter andare ad un suo concerto insieme a mia madre”.
(E. classe seconda).

Gemma n° 2247

“Ciao piccola G.,
finalmente sei maggiorenne, non è proprio come te lo eri immaginato ma infondo non è così male.
Da dove cominciare? Ci sarebbero tante cose da dirti. Non abito più a Roma, inaspettato vero? sì anche per me, so che ami tanto quella città  ma non hai potuto farci nulla e ti sei dovuta trasferire a Udine, sempre meglio di tutte le precedenti proposte di papà. La Germania, la Svizzera, l’Austria, l’Ungheria, la Romania anche se per quest’ultima non vale. Ci andrò questa estate, non in vacanza come al solito, bizzarro anche questo? Ricordo come piangevi perché non volevi trasferirti lì ma crescendo hai capito di dover dare un’opportunità anche a quel luogo. In fondo hai pure una casetta carina, eh sì non dobbiamo più dormire sui divani dei vari parenti. Hai trovato lì anche persone con cui ti diverti e con cui hai vissuto tante avventure. Adesso hai anche un piccolo cane, beh oddio ha 4 anni e mezzo e pesa 7kg quindi tanto piccolo non è, si chiama Ivy e nonostante tutti dicessero che ti saresti stufata è diventata letteralmente tua figlia. In primavera facciamo lunghe scampagnate con la bici e lei ovviamente è nel cestino. So che non è un periodo felice per te ma purtroppo andrà peggio. Cadrai tante volte e ti sembreranno senza uscita ma, a volte da sola, a volte con l’aiuto di alcune persone che ti hanno voluto bene, sei riuscita a superarle. Finalmente ho fatto la richiesta per la cittadinanza, specialmente per te in modo che nessuno possa più dire che non sei italiana. Ho iniziato scuola guida, sta andando benino. Ho deciso di fare l’università, contro ogni pronostico e contro l’opinione di tutti, imparando anche dallo sbaglio nella scelta del liceo. Certe cose non sono mai cambiate, il tuo amore per la neve, il mare, le passeggiate nella natura, fare gite, escursioni, visitare luoghi, i lamponi raccolti dall’orto della nonna. Purtroppo non si è mai instaurato quel rapporto che avresti voluto con i nonni, un po’ con tutti i parenti data la lontananza. La cosa più bella dopo l’arrivo di Ivy è stata sicuramente l’incontro di una persona speciale, il nostro rapporto non è perfetto come tutti i rapporti, però ho finalmente trovato una persona uguale a me che mi capisce.
Ti riscriverò tra qualche hanno per vedere come saranno cambiate le cose.”
(G. classe quinta).

Gemma n° 2243

“Oggi ho portato le mie prime scarpe da calcio come gemma. Le ho prese quando avevo 7 anni e, anche se non mi vanno più bene, le volevo tenere perché significano molto per me: rappresentano quella bambina di 7 anni che voleva a tutti i costi giocare a calcio, che aveva in testa solo quello sport. A volte, quando per esempio va male un allenamento, penso a quella bambina che non ha mai smesso di giocare e che non ha mollato; mi aiuta a riprovarci sempre ed a arrivare al successo. Da quando ho messo quelle scarpe ho iniziato a sognare la nazionale e la serie A, ci sto provando ancora oggi ad arrivare in alto ed essere una grande giocatrice” (E. classe prima).

Gemma n° 2228

“Come gemma di quest’anno ho scelto il mio piccolo pupazzo a forma di coniglietto. Me l’ha regalato un’amica di mia madre quando non avevo ancora compiuto un anno e da allora è stato, in un certo senso, il mio migliore amico. Quando tutto il mondo intorno a me cambiava, lui rimaneva quello che non si sarebbe mai modificato e che sarebbe rimasto sempre lì al mio fianco. Anche se è molto piccolo, quando lo abbraccio, mi riporta indietro nel tempo, a quegli anni tranquilli e spensierati” (C. classe seconda).

Gemma n° 2225

“Come gemma ho deciso di portare quella che all’apparenza potrebbe sembrare una semplice maglietta verde rovinata da segni di pennarello indelebile, una canzone e un video di quest’estate.
Questa maglietta non è così semplice; si tratta, in realtà, di un bellissimo ricordo che conservo gelosamente da questa estate. Come ogni anno, partecipo ad un centro estivo: il grest di Tarcento. Qui ho vissuto importanti esperienze, sono cresciuta e ho imparato molto. Quest’anno sono riuscita a vivere appieno l’estate, cosa che non sono mai stata in grado di apprezzare nemmeno durante la mia infanzia. Questa maglietta porta con sé l’odore delle calde giornate estive passate sotto al sole, senza cellulare e circondata da persone diverse e meravigliose, le quali mi hanno lasciato (ognuna a modo suo) qualcosa di importante: ricordi. Questa maglietta mi ha accompagnato per tutto il mese di luglio e mi ha permesso di conoscere un lato di me stessa di cui non ero a conoscenza, un lato attivo ed estroverso, pieno di sicurezza e voglia di vivere, voglia di sperimentare cose nuove e senza alcuna paura o ansia. Ho iniziato questo percorso con molti dubbi e tante incertezze, e ne sono uscita profondamente cambiata, mi sono sentita libera e fiera di ciò che sono riuscita a costruire in un solo mese, il mese di luglio. Sono molte le date a cui continuo a pensare sperando di poterle così assaporare ancora un’ultima volta. È stata l’estate migliore di tutta la mia vita, e non sto esagerando. Questa maglietta mi ricorda di tanti bambini e tanti cari amici che, in occasione dell’ultima giornata hanno firmato questa maglietta riempiendola di dediche e tanto tantissimo affetto.
Ho deciso anche di portare una canzone, la quale rappresenta un importante pezzo della mia estate, il mese di agosto, passato con la mia famiglia e in compagnia di cari amici: Buon viaggio (Share the love di Cesare Cremonini” (C. classe terza).

Gemma n° 2223

“Per la mia gemma ho deciso di portare una foto ed una canzone che scatenano in me emozioni opposte tra loro.
La foto, infatti, l’ho scattata quest’estate in un momento in cui ero veramente felice: stavo facendo da capo animatore e capo squadra ad un centro estivo e per la prima volta dopo tanto tempo mi sentivo veramente voluta bene. Adoravo far ridere i bambini, prenderli in braccio e farli giocare. Adoravo sentire loro vocine che mi dicevano “Maestra ti ho fatto un braccialetto!”, “Maestra guarda che bel fiore!”, “Maestra sai che oggi faccio 7 anni?” e poi vederli fare un 5 con le dita. Adoravo sentirmi utile ma soprattutto adoravo non sentirmi sola.
Eppure, nonostante questi ricordi, questa è stata la peggiore estate della mia vita: sono successe varie cose e mi sono sentita abbandonata. Non per forza lo ero ma la mia testa mi convinceva che io non meritassi nulla di buono, che io non mi meritassi di essere ascoltata o che qualcuno potesse volermi davvero bene. Spesso è ancora così.
Mi sono sentita sola anche se magari non lo ero.
Molte persone se ne sono andate dalla mia vita, anche persone con cui avevo pensato mille idee che avremmo dovuto mettere in pratica proprio quest’estate.
Per questo, oltre alla foto, ho scelto di portare la canzone All I Want dei Kodaline.

Per molti questa canzone parla di una storia d’amore finita ma per me parla di un qualsiasi tipo di rapporto che si è concluso per un qualsiasi motivo.
A volte non riesco a fermare i pensieri e la mia mente inizia ad andare a 100km/h senza lasciarmi il tempo di respirare ed è esattamente in quei momenti che mi sento totalmente sola: non trovo infatti la forza o il coraggio di chiedere aiuto, non perché io pensi di essere invincibile ma perché non credo di meritare il tempo di nessuno.
Questa canzone la dedico anche un po’ a me stessa perché un giorno vorrei poter rivedere il mio sorriso senza che nella mia mente compaia il pensiero “Mi merito davvero di star sorridendo? Mi merito davvero di essere felice?”.
Tutto ciò che vorrei è riuscire a ritrovare me stessa e di conseguenza, a non sentirmi più così sola ma, guardando questa foto, ogni tanto mi ricordo che anche io ho qualcosa di buono dentro di me” (S. classe quarta).

Gemma n° 2211

“Ho portato una canzone che ricorda tanto la mia infanzia perché me l’aveva dedicata mio papà. In realtà della mia infanzia non ricordo tante cose però questa canzone mi è rimasta impressa perché ha un bellissimo testo.

Per me il papà è un punto di riferimento perché, anche se qualche volta mi fa arrabbiare e mi innervosisce molto spesso, il papà è sempre il papà. Mi piace anche una frase che dice che il papà è il primo eroe di un figlio e il primo amore di una figlia” (G. classe terza).

Gemma n° 2194

“Ho scelto di portare come gemma un libriccino che mi è stato regalato dalla mia maestra dell’asilo alla fine dei 3 anni.
Il libro si chiama Tu sei speciale di Max Lucado. La storia parla del piccolo popolo di Wemmicks (degli omini in legno, creati da un falegname di nome Eli). Gli Wemmicks passano il tempo a scegliere chi di loro meriti una stella o un pallino grigio in base alle loro capacità e in base al loro aspetto fisico. Un giorno Pulcinello incontra una Wemmick senza stelle e senza pallini e ciò lo spinge a capire come questo sia possibile. Egli aveva sempre ricevuto solo pallini e per questo motivo pensava di non meritare una stella, e decise di andare a parlare col suo falegname per poi scoprire che le stelle e i pallini stanno attaccati e hanno un valore soltanto se siamo noi a darglielo.
Ciascuno di noi può ritrovarsi nel protagonista della storia perché proprio come lui molto spesso non ci sentiamo adeguati in un mondo che ci guarda con indifferenza o ci giudica solo per come appariamo e non per come siamo dentro. Anche se forse ero troppo piccola per capirne a pieno il significato, ogni tanto mi capita di rileggere questo libro e capire che anche se può sembrare una storia per bambini, in realtà racchiude un significato molto profondo, ossia non fermarsi alle apparenze e non farsi limitare dal giudizio altrui” (S. classe quarta).

Gemma n° 2186

“Ho portato questa tartaruga che mi è stata regalata da un’insegnante delle elementari, che nonostante fosse per la maggior parte delle volte molto severa e seria, si preoccupava sempre per noi e potevamo parlarle liberamente di qualsiasi cosa anche non inerente alla scuola, alla fine delle lezioni chiaramente. In più questa tartaruga mi ricorda di quando andavo ancora alle elementari, un periodo per me bellissimo” (M. classe seconda).

Gemma n° 2185

“Come gemma ho portato il mio peluche.
Me l’hanno comprato i miei genitori quando avevo circa 7 anni, forse anche meno. Anche se sembra imbarazzante, per me è davvero importante, è come se fossimo cresciuti insieme; ogni volta che ero giù (o sono giù di morale) mi bastava abbracciarlo, e magari non manderà via completamente quei sentimenti, ma sicuramente migliora la situazione; è come un peluche per il supporto morale.
Tra tutti quelli che possiedo, questo è il più importante” (N. classe seconda).

Gemma n° 2179

“Come gemma ho deciso di portare questa collanina. Può sembrare qualcosa di banale, ma per me è molto importante. Mi è stata regalata dalla zia di mia madre, però per me era come una nonna. Purtroppo è venuta a mancare poco prima che andassi alle elementari. Gli anni successivi non l’ho portata perché mi faceva troppo male indossare qualcosa che le appartenesse.
In seguito ho capito che se non avessi affrontato il dolore non sarei mai riuscita a superarlo. Perciò alle medie ho incominciato a metterla e adesso la tengo come portafortuna e per ricordarmi dei bei momenti passati con lei” (V. classe prima).

Gemma n° 2172

“Come gemma quest’anno porto Bambi, è il peluche del famoso cartone della Disney che ho sin da quando ero piccola. Mia mamma mi ha raccontato di avermi portata al negozio della Disney insieme alle mie sorelle e che appena entrata mi sono diretta verso di lui afferrandolo e chiedendole di comprarmelo. Non mi sono mai separata da Bambi e tutt’ora lo tengo accanto a me di notte” (F. classe seconda)

Gemma n° 2160

“Io ho deciso di portare come gemma due foto di quando ero piccola. Nella prima sono con mio cugino: mangiavamo i grissini mentre guardavamo i cartoni. Ho scelto questa foto perché quando la guardo ora mi trasmette felicità e mi fa tornare in mente tanti bei ricordi e momenti passati insieme a lui. Nella seconda ci sono io da piccola: rivedendola adesso mi trasmette gioia e tenerezza” (L. classe terza).

Gemma n° 2137

“Io, G., come gemma ho deciso di portare questo quadro che mi ha disegnato mio nonno. Sono io, da piccola, seduta sulla scacchiera mentre gioco con i pezzi degli scacchi. Ne ha disegnato uno simile con mio fratello quando lui era piccolino: ha iniziato il mio nello stesso modo ma ha dovuto fermarsi per problemi di salute. Infatti ha finito di disegnarlo quando io avevo circa 11 anni e appena mi ha mostrato il quadro finito sono scoppiata in lacrime di gioia. Adesso questo quadro è appeso in soggiorno, insieme a quello di mio fratello. In questo momento mio nonno è in una situazione difficile ed è bloccato in ospedale, ma lui e questo quadro hanno un posto speciale nel mio cuore” (G. classe terza).

Gemma n° 2118

“La gemma che ho deciso di portare oggi è la mia gatta Bettina.
In una sera di molti anni fa mia nonna la trovò sull’uscio della porta e decise di accoglierla in casa, nutrirla, e lavarla. Nei giorni successivi se ne affezionò molto e decise di tenerla.
Quando questo successe io ero veramente piccola, infatti non mi ricordo dell’accaduto; so solo che da un giorno all’altro mi ritrovai ad andare a trovare mia nonna solo per giocare con la sua gatta. Quando avevo nove anni mia nonna morì, prima di lasciarci decise di darmi in eredità Bettina, che tuttora rimane l’unico suo ricordo vivente” (A. classe seconda).

Gemma n° 2083

“Ho portato questo disegno perché è stato fatto da una bambina dell’asilo che alleno come regalo per Natale e da quel giorno l’ho sempre tenuto all’interno della mia cover del telefono per portarlo sempre con me. In quel periodo stavo poco bene e questo regalo mi ha resa felice e mi ha fatto capire quanto sono fortunata a stare con quei bambini. Quando ho iniziato questo percorso avevo molta paura di non fare le cose giuste e di non piacere ai bambini, ma col passare del tempo ho ricevuto sempre più amore da parte di tutti e continuano a riempirmi di regali, letterine e caramelle. Ogni giorno mi insegnano qualcosa di nuovo sia le bambine dell’asilo ma soprattutto le ragazze grandi. Per me ha un valore enorme e leggere ogni giorno quel “CARA MAESTRA…” mi emoziona tantissimo” (I. classe quarta).