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3. Tutela sempre la dignità di vita e di morte

  1. Rispetta la diversità degli altri
  2. Rispetta il Dio degli altri
  3. Tutela sempre la dignità di vita e di morte
  4. Proteggi i bambini e gli anziani
  5. Non sprecare le risorse
  6. Non maltrattare gli animali
  7. Non abusare del tuo corpo
  8. Non deturpare la bellezza
  9. Non tradire il patto fiscale
  10. Non perderti nel mondo virtuale

Su «La Lettura» #285 (maggio 2017) dieci studiosi hanno proposto i sopraelencati precetti etici in sintonia con i nostri tempi.
Il terzo è esplicato da Giuseppe Remuzzi, nefrologo e direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Milano. Lo si può trovare a questo link.

Fonte dell’immagine

“«Nasce l’uomo a fatica,
ed è rischio di morte il nascimento. […]
e in sul principio stesso
la madre e il genitore
il prende a consolar dell’esser nato.»

e ancora 

«Perché reggere in vita
chi poi di quella consolar convenga?
Se la vita è sventura,
perchè da noi si dura?»

si chiede il pastore errante in una delle poesie più belle. Cosa rispondere a lui e a Giacomo Leopardi? Con un comandamento, questo: «Dedicare una attenzione speciale ai primi momenti della vita dell’uomo ma anche agli ultimi».
Perché siamo quello che siamo? Perché siamo ansiosi? O depressi qualche volta? Perché qualcuno di noi è in sovrappeso o alla pressione alta o si ammala di cuore? Dipende – almeno un po’ – da quello che è successo nell’utero che condiziona anche la nostra vita da adulti. Ciò che nostra madre mangiamo in gravidanza, quantità e qualità dei nutrienti (molte mamme dei Paesi poveri per esempio non hanno abbastanza cibo e il feto ne soffre) poi inquinanti, farmaci, infezioni, tutto questo compromette lo sviluppo del feto ma anche il nostro benessere da adulti. E non basta. Stress, tensione, stato mentale della madre – e naturalmente fumo e alcol – riguardano anche la nostra vita da adulti. Persino lo sviluppo del cervello – e quindi intelligenza, temperamento ed emozioni – dipende dall’esperienza dell’utero che coinvolge anche molte delle funzioni dei nostri organi, fegato, pancreas e soprattutto rene. Bambini che nascono sottopeso hanno reni più piccoli e meno glomeruli – le unità funzionali del rene – e da grandi avranno pressione alta, malattie del cuore e diabete.
Ma dedicare un’attenzione speciale ai primi mesi – dentro e fuori dall’utero – non basta, ci vuole un grande riguardo anche per gli ultimi momenti di vita dell’uomo, quelli a cui nessuno di noi di solito pensa mai. Ci si vorrebbe arrivare con un po’ di autonomia, con i minori disagi possibili, con qualcuno che ti spieghi cosa succederà e perché. Non è così quasi mai e allora i giorni o i mesi che precedono la morte saranno un calvario che spesso vanifica tutto quello di buono che c’è stato prima. Le cure intensive degli ultimi giorni, le macchine che respirano per te, il foro nello stomaco per alimentarti e tanto d’altro, ti privano di tutto (inclusi relazioni e affetti che hai passato una vita a costruire) senza che nessuno ti chiede nemmeno se lo vuoi davvero. 
Dall’oggi al domani non decidi più niente, nemmeno delle tue cose più intime, sei vulnerabile come non lo sei mai stato prima. Alla fine muori lo stesso, ma muori disperato.” 

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Eva e il potere della vita

eva chagall

Eva, infatti, è la protagonista, non Adamo, che appare passivo e infantile. E’ lei l’esito dell’evoluzione positiva e complessa della creazione. E’ lei che ricerca la conoscenza, che esercita la libertà, anche di trasgredire, acquisendo un alto livello di autonomia. E’ lei che sperimenta i limiti della condizione umana e che più di ogni altro vivrà sulla propria pelle la sofferenza e il male. E’ lei che dà origine alla storia, immettendo nel mondo della vita il dolore della nascita e la solitudine della morte, il peso del lavoro e la drammatica conoscenza della differenza tra bene e male. E’ lei la madre di tutti i viventi, portatrice di conflitti, ma anche di cultura, di identità e di differenza. Il suo è il potere della vita.” (Adriana Valerio, Le ribelli di Dio, pag. 33)

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Gemme n° 211

La mia gemma è un pezzo francese di musica elettronica, uno dei miei preferiti, anche perché si diversifica dagli altri: non serve solo per far ballare, trasmette emozioni e sensazioni, e cerca di raccontare una storia interpretabile personalmente. Per me è la storia della fenice: nasce, raggiunge l’apice, muore, e poi, verso la fine, rinasce… Mi dà felicità ed energia.” Questa la gemma di M. (classe quinta).
Propongo una citazione di Singer, tratta da “Io non mi affido agli uomini”: “Non si stancava mai di guardare sorgere il sole: rosso acceso, dorato, lavato nelle acque del grande mare. Il sole nascente gli ispirava sempre lo stesso pensiero: a differenza dell’astro celeste, il figlio dell’uomo non si rinnova mai e per questo è destinato alla morte. L’uomo ha ricordi, rimorsi e rancori che si accumulano dentro di lui come strati di polvere finché gli impediscono di ricevere la luce e la vita che discende dal cielo. Il creato, invece, si rinnova costantemente. Se il cielo si rannuvola, poi si rasserena. Il sole tramonta, ma ogni mattino rinasce. Le stelle o la luna non recano le tracce del tempo. La continuità del processo di creazione della natura non appare mai tanto ovvia come all’alba, quando cade la rugiada, gli uccellini cinguettano, il fiume s’infiamma, l’erba è umida e fresca. Felice è l’uomo che sa rinnovarsi insieme al creato.”