La vecchia strada

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La strada è bellissima – disse il ragazzo

La strada è assai faticosa – disse il giovane

La strada è molto lunga – disse l’uomo

Il vecchio si adagiò sul ciglio della strada.

Un tramonto d’oro e di rubino gli colora la canizie

L’erba brilla ai suoi piedi, rugiada della sera

L’ultimo uccello del giorno canticchia sopra la sua testa:

ti ricordi ancora quanto era bella, faticosa e lunga, la strada?

(Leah Goldberg, Strofe in fonda alla via, 1)

Quel desiderio inappagato di ritornare

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Nel romanzo “L’ignoranza” Milan Kundera scrive: “La nostalgia è la sofferenza provocata dal desiderio inappagato di ritornare”. Non mi ha fatto pensare tanto a dei luoghi fisici, appartenenti allo spazio, in cui desiderare di fare una capatina, ma a dei luoghi afferenti alla dimensione del tempo. Di quelli sì, mi capita di avere nostalgia; sono momenti, attimi, situazioni ricche di profumi, voci, colori che mi piacerebbe poter rivivere, magari per un attimo appena. Basta magari, come pochi giorni fa, la musica del solco di un vecchio LP, o la fragranza di un profumo chiuso in una vecchia boccetta, o una fresca calligrafia su un vecchio biglietto scritto sui banchi di scuola: tutto si palesa davanti agli occhi dell’immaginazione come se fosse realmente lì. E nasce l’anelito a poter viaggiare nel tempo…