Gemma n° 2167

“Ho scelto di portare questo braccialetto come gemma perché mi è stato regalato quest’estate da una bambina che frequentava l’oratorio estivo in cui sono animatrice ed è diventato molto importante per me. Mi ricorda l’estate e il tempo passato con i bambini e i miei amici” (M. classe terza).

Gemma n° 2155

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare una maglia che ho preso al concerto di Cesare Cremonini domenica 13 novembre a Milano.
Sono stata al concerto assieme a mia mamma, nonostante fossimo già state al concerto che aveva fatto a Lignano a giugno di quest’anno durante il tour estivo. Dato che il concerto di Lignano ci era piaciuto molto, mia mamma ha deciso di regalarmi i biglietti per una data al Mediolanum Forum di Assago per il compleanno! Ho iniziato ad ascoltare Cremonini da piccola, proprio grazie a mia mamma che metteva i suoi cd in auto, per questo motivo ci sono molto affezionata! Considero questa maglia molto importante dato che la collego a un momento particolarmente felice che ho vissuto insieme a mia mamma” (B. classe terza).

Gemma n° 2147

“Come gemma ho portato il cd Harry’s House, il nuovo album di Harry Styles.
Ho scelto questa gemma perché ho molti ricordi legati a questo cd.
Mi è stato regalato dai miei genitori per il mio compleanno quando io e la mia famiglia siamo andati a Gardaland per il compleanno mio e di mio fratello e quindi mi ricorda molto la spensieratezza e la felicità di quel periodo.
L’ho scelto anche perché sono molto legata a Harry Styles come cantante e come persona, perché è il mio cantante preferito e inoltre c’è sempre nei momenti più difficili per me, ogni volta che ho bisogno di essere felice ma anche triste lo ascolto sempre e per me è una persona molto importante” (N. classe seconda).

Gemma n° 2026

“Come gemma ho portato questa collana perché per il resto della mia adolescenza ho sempre avuto idee confuse sul mio futuro e su me stessa. Ho sempre cercato degli interessi che però non mi rappresentavano o che comunque non mi portavano a niente. Un giorno non riuscivo a dormire e ho deciso di mettere un documentario sui segreti dello spazio e invece di addormentarmi mi sono incuriosita sempre di più e da quella notte ho iniziato ad informarmi leggendo libri, ascoltando podcast e vedendo documentari. Poi, grazie ad un amico di mio fratello, attualmente laureato in astronomia con master in astrofisica, ho trovato un’università con un ottimo programma e abbordabile come costi. Tornando alla collana, mi è stata regalata dal mio ragazzo, è rappresentato il sistema solare e alla luce del sole sembra quasi brillare. Ogni tanto mi capita di avere dubbi e di pensare che non è il percorso che devo seguire e guardando questa collana, anche se è solo un pezzo di vetro con un disegno, mi perdo nella brillantezza dello spazio e vorrei vedere oltre e sapere cosa c’è al di là del sistema solare”. (A. classe quarta)

Gemma n° 2007

“Ho portato questo braccialetto che mi hanno regalato i miei nonni al Battesimo: non l’ho mai indossato perché ho paura di romperlo. Che io sappia non me l’hanno dato accompagnato da un biglietto o da una lettera particolare, però sento un legame e ho paura che, rompendolo, possa spezzarsi qualcosa. Lo uso come portafortuna per le cose importanti (non per una verifica), come ad esempio per i viaggi: lo tengo in un sacchettino o attaccato ad una collana.”

Mi sono accorto solo guardando la fotografia del braccialetto di R. (classe seconda) che le gemme azzurre sono le ali di piccole api. “L’ape e la vespa si cibano degli stessi fiori; però non producono lo stesso miele” dice il filosofo francese Joseph Joubert. Penso che valga lo stesso per i regali che riceviamo: alcuni sono di passaggio e dimentichiamo anche velocemente chi ce li abbia donati (è triste ma penso sia così), altri si radicano nel cuore e nella memoria e diventano simbolo di un legame profondo.

Gemma n° 1994

“Oggi ho portato questo anello che mi è stato regalato da mia madre. Me lo ha regalato quando sono andata per la prima volta a Roma dove lei abita. Per me era l’inizio di un periodo molto complicato e non so per quale motivo mi sono affezionata molto a questo oggetto”.

Nel libro Lascia che ti racconti di Jorge Bucay ho trovato le parole giuste per la gemma di G. (classe prima):
“«Maestà» disse l’uomo facendo una riverenza «nel luogo da dove provengo si parla dei tuoi mali e del tuo dolore. Sono venuto qui a portarti il rimedio.» E chinando la testa porse al re un cofanetto di cuoio. Il re, sorpreso e speranzoso, lo aprì e frugò nel cofanetto. Dentro c’era soltanto un anello d’argento.
«Grazie» disse il re in preda all’entusiasmo. È un anello magico?»
«Certamente» rispose il viaggiatore «ma non basta portarlo al dito perché la sua magia faccia effetto… Ogni mattina, quando ti alzi, dovrai leggere l’iscrizione incisa sull’anello, e ricordare quelle parole ogni volta che vedrai l’anello al tuo dito.»
Il re prese l’anello e lesse ad alta voce: «Devi sapere che anche questo passerà».”

Gemma n° 1976

“Ho deciso di portare questa boccetta con dentro delle conchiglie. E’ un semplice ricordo di un anno trascorso in Emilia Romagna in terza media. E’ stato un anno piacevole, in cui ho conosciuto nuove persone e un ambiente nuovo. Una persona con cui avevo instaurato una bella amicizia mi ha lasciato questo ricordo raccogliendo semplicemente delle conchiglie dalla spiaggia del paese dove abitavo dicendomi “Le terrai sul comodino e penserai a me ogni tanto”. Un gesto d’affetto che ho pensato di condividere”.

Semplicità, bontà e verità sono le caratteristiche che, secondo Tolstoj, dovrebbero definire la grandezza. E la grandezza può rivelarsi anche nelle cose piccole, come quella raccontata da M. (classe quinta).

Gemma n° 1973

“Ho portato come gemma questo braccialetto: me l’ha dato la mamma di una persona per me molto importante. Non mi aspettavo che diventassimo così vicine, infatti la considero quasi come una seconda mamma. Lo indosso dal mio compleanno, quando me l’ha dato”.

Credo che quello descritto da J. (classe terza) non sia solo un dono o un gesto d’affetto: è il riconoscimento che la presenza di J. è preziosa per la persona per cui condividono l’affetto. Come dire, è un ti voglio bene per il bene che vuoi ad un’altra persona. Penso sia una delle vie per far crescere un po’ questo mondo, per renderlo un posto migliore.

Gemma n° 1962

“Ho portato una collana che mi ha regalato la mia migliore amica, non me la tolgo mai. Oltre a ricordarmi lei, mi ricorda anche il giorno in cui me l’ha data, la prima volta che ci siamo viste, uno dei giorni più belli della mia vita. Ogni volta che sono triste o sono giù ripenso a quel giorno, a quanto ci divertivamo e quanto stavamo bene insieme”.

C’è una frase di George Bernanos che mi fa spesso pensare: “Le amiche si meritano. E bisogna meritarle sempre, senza interruzione, correndo ogni giorno il rischio di contraddirle e di perderle”. Mi fa riflettere sul fatto che l’amicizia non è solo naturalezza, istinto, divertimento ma anche sforzo, scelte non facili, impegno. Commento così questa gemma di M. (classe prima).

Gemma n° 1924

Nanami

“Ho portato un peluche che mi è stato regalato per il mio compleanno: la gemma non consiste nel personaggio del peluche ma in chi me lo ha regalato. A maggio 2021 ho fatto amicizia con un ragazzo di Mantova; ci siamo visti soltanto una volta perché io ho avuto l’occasione di andare nella sua città. A settembre lui mi ha fatto un regalo inaspettato per il compleanno: si tratta del peluche stilizzato di Nanami, il personaggio di una serie anime che seguo. Quello che mi ha colpito nel cuore è che noi parliamo di qualsiasi cosa, però lui si è ricordato che quello era il mio personaggio preferito di una delle mille serie che ho visto. E’ stato bello che lui si sia ricordato di quel particolare di me, mi ha fatto emozionare”.

“Ho prestato ascolto alle tue parole”: penso sia stato questo il regalo bello ricevuto da A. (classe quinta). Non solo: quelle parole, il suo amico, le ha ascoltate, le ha interiorizzate e le ha fatte diventare gesto d’affetto, di premura, di attenzione. Ha alimentato la loro amicizia, l’ha fatta crescere. Bello!

Gemma n° 1881

“E’ l’iniziale del mio nome: mi è stata regalata da mia nonna due anni fa. A quel tempo si è ammalata di Alzheimer, io sono stata a trovarla e quando si ricordava delle cose ed era anche il mio compleanno, mi ha regalato quel ciondolo. All’inizio non l’avevo considerato tanto, però poi è stato l’ultimo regalo che ho potuto avere da lei perché l’anno dopo è venuta a mancare e io in quel momento non sono potuta esserci. Quel ciondolo è l’unica cosa che mi è rimasta come ricordo, lo custodisco e lo porto sempre al collo”.

Quanto raccontato da A. (classe prima) mi ha fatto pensare a quelle volte in cui il “peso”, l’importanza di un oggetto possano cambiare nel corso del tempo e come certi momenti li viviamo senza la consapevolezza che possano essere determinanti: la vita è imprevedibile (e a volte dolorosa e spietata).

Gemma n° 1850

“Io come gemma ho portato questa collana che mi ha regalato mio padre il giorno della mia Comunione e mi ha fatto promettere di non toglierla mai. E’ molto importante per me”.

Un vecchio giocatore e allenatore di basket, ormai scomparso da molti anni, Jim Valvano, disse: “Mio padre mi ha fatto il più bel regalo che qualcuno poteva fare a un’altra persona: ha creduto in me”. Mi pare un bel commento a questa gemma di G. (classe prima).

Gemma n° 1844

“Una persona che mi sta molto a cuore ieri mi ha dato questa schedina, qui fuori scuola. Mi ha detto «La vedi questa? Questa sei tu, il tuo soprannome è cometa». E’ una persona che ama darmi soprannomi strani e mi ha regalato questa schedina, un ricordo della sua infanzia, perché l’ha fatta pensare a me. Mi ha lasciato spiazzata perché non sono abituata a ricevere cose di questo tipo”.
Commento la gemma di A. (classe terza) con una frase tratta dal film Scoprendo Forrester: “La chiave del cuore di una donna è un regalo inaspettato in un momento inaspettato”. Beh, anche quella del cuore di un uomo in realtà…

Gemma n° 1829

“Volevo portare una collana ma la catenina si è rotta e ho solo la medaglietta. Questa era di mia nonna, l’ha sempre avuta, sin da quando era giovane, era un suo portafortuna. Quand’è mancata l’ha voluta dare a me: io o la indosso o ce l’ho sempre con me nello zaino o nella borsa perché è diventato un portafortuna anche per me. La nonna poi è mancata durante la pandemia, per cui non l’ho potuta vedere nell’ultimo mese e mi è mancata molto. Il suo gesto mi è piaciuto molto: mi ha dato una cosa veramente importante per lei”.

In classe non abbiamo potuto far girare di mano in mano la madonnina portata da G. (classe quinta), allora l’ho fotografata e ho proiettato la foto e ci siamo accorti che Maria ha il volto sorridente. Mi è venuta in mente una sequenza di un film di Checco Zalone, al contempo tenera e divertente.

Gemma n° 1827

Alice nel paese delle meraviglie – Al di là dello specchio è il libro che costituisce la mia gemma ed è per me molto importante perché mentre ero in ospedale me l’ha portato una delle mie migliori amiche. Il fatto mi ha colpito molto perché si è ricordata di una cosa che io le avevo detto molto tempo fa, addirittura quando eravamo in seconda elementare: che il mio libro preferito da piccola era Alice nel paese delle meraviglie, il primo, mentre il secondo non ero ancora riuscito a leggerlo perché non lo trovavo. Il libro mi ricorda lei e il nostro legame”.

Ecco la gemma di S. (classe seconda). Mi piace ricevere regali, ma mi piace molto anche farne. A volte capita di sapere benissimo cosa regalare, altre mi diverto a fermarmi e pensare quali regali fare: i più belli sono sempre quelli così, come il libro portato da S., quelli in cui il senso del regalo va oltre l’oggetto in sé, quelli in cui il vero regalo è quello che c’è dietro: l’amica che mi ha ascoltato quando eravamo piccole, si è portata dentro questa cosa e in un momento importante della vita l’ha tirata fuori. A giugno una classe quinta mi ha regalato un quadernetto (sapevano che mi piace appuntarmi molte cose) con tutte le firme. Ma ha fatto una cosa in più: nel risvolto di copertina ha nascosto una foto di Sheldon Cooper, il protagonista di Big Bang Theory, la serie che adoro. Eccoli i regali che non si scorderanno mai.

Gemme n° 496

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La mia gemma è una statuetta di una fatina ballerina: rappresenta il rapporto con mia nonna. Quando praticavo danza, facevamo due serate di saggio e dopo la seconda serata ci veniva regalata una statuetta simile a questa. Una volta mia nonna era venuta a vedermi e la mattina dopo volevo mostrale la statuetta, ma siccome l’avevo persa ed ero rimasta male, ero andata da lei piangendo. Il giorno successivo la nonna è arrivata da me con questa, molto più bella dell’altra: aveva pensato a me. Consegnandomela mi ha detto una frase che mi ricorderò sempre: “Farei qualsiasi cosa pur di vederti felice”. Da quel momento ho capito che lei ci sarebbe sempre stata per me.” Questa è stata la gemma di M. (classe quinta).
Ci sono regali che vanno ben oltre il loro valore intrinseco per il semplice fatto che ci fanno capire che chi ce li ha donati ci ha ascoltati, ci ha capiti, ci ha dato attenzione: e non c’è regalo più grande in una relazione.

Gemme n° 476

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Un libro è stato il protagonista della gemma di M. (classe seconda): “Questo è il primo libro dei Beatles che ho ricevuto. Ricordo bene quel momento: ero in V elementare, avevo appena sostenuto degli esami a scuola, mi pare fosse un giovedì, c’era il sole e in macchina c’era questo libro. Ci sono molto affezionata: le prime volte lo avvolgevo in una coperta e lo portavo anche a dormire con me. Questo è il primo, ne ho anche altri, ma questo è il più importante”.
Ci sono fotografie che vengono scattate dal nostro cervello. Questa è una di quelle: si ricordano molti particolari legati ad un momento significativo della nostra vita. Grazie a M. per averci regalato un suo scatto interiore.

Gemme n° 468

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La mia gemma è la lettera con cui la mia migliore amica mi ha fatto gli auguri per i miei 18 anni. Ne leggo una piccola parte.” Con queste parole C. (classe quarta) ha presentato la sua gemma.
Il mio contributo, questa volta, è tratto dal commovente film “Amici per sempre”:

https://www.youtube.com/watch?v=KwacH1Wvkmw

Gemme n° 460

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Ho portato la maglietta regalatami dal compagno di mia zia 3 anni fa: lui ora non c’è più, ma per me è stato come uno zio, una persona molto importante”. Così S. (classe seconda) ha presentato la sua gemma.
C’è un aspetto che non sopporto in un furto oltre al fatto di impossessarsi di una cosa non propria: la possibilità di perdere il legame affettivo legato a quell’oggetto. Vi sono cose, nelle nostre case, che non sono soltanto cose perché ad esse sono legati ricordi, emozioni, sensazioni: è come se dentro di esse ci fosse un’anima in dialogo con la nostra… Questa non è solo la maglietta di Asamoah.

Gemme n° 411

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Ho portato un modellino di un Clone Trooper di Starwars perché adoro il film e perché è il primo regalo che mi ha fatto mia sorella: è sentito ed è importante perché significa che i miei cari hanno capito una mia passione (anche se mi prendono in giro). E’ anche una cosa che condivido con mio padre: mi ha fatto felice che me lo abbiano regalato”. Così F. (classe quinta) ha presentato la sua gemma.
Quella sottolineata da F. è la cosa che mi piace di più in un regalo: il fatto di capire che dietro quel regalo, qualunque esso sia, c’è un reale pensiero. Chi me l’ha fatto ha effettivamente pensato a me, ha passato del tempo in mia compagnia senza che io lo sapessi… Splendido!