Gemma n° 2727

“Quest’anno, essendo l’ultima gemma, ho deciso di portare un balletto che ho fatto l’anno scorso per il saggio di fine anno accademico della mia scuola di danza. Per me danza è sinonimo di casa, famiglia, risate, consiglio e supporto. Per una ragione o per l’altra questo o probabilmente il prossimo saranno gli ultimi anni di danza e pensare che una cosa così importante per me, che c’è da sempre nella mia vita da quando ho tre anni, non ci sarà più, fa male. La mia insegnante di danza è solita fare un balletto per il gruppo di moderno avanzato, cioè il gruppo composto da ragazzi che dovranno affrontare l’ultimo anno di superiori e ragazzi che hanno già fatto l’ultimo anno di superiori e quindi devono andare all’università o comunque andranno a lavorare e prenderanno un’altra strada. Il balletto è sempre composto da un significato di augurio per la vita, augurio di continuare a sognare, di seguire i propri sogni e di non smettere mai di lottare per ciò che si vuole. Fare questi balletti è sempre molto dura a livello emotivo anche durante l’anno perché comunque sai che si avvicina sempre di più il momento di allontanarsi come gruppo di danza in sala e quindi è sempre difficile. Allora, il balletto che ho portato si intitola “Sogna ragazzo sogna” e ha come canzone quella di Vecchioni. È un balletto che porterò sempre nel cuore. Questa registrazione era dell’ultima serata, quindi l’ultima volta che ballavamo insieme questo pezzo per noi importante. Il balletto non è venuto perfetto però nonostante magari ci fossero alcune imperfezioni, ci siamo goduti il momento e alla fine dello spettacolo, quando si sono spente le luci, ci siamo emozionati insieme” (A. classe quinta).

Gemma n° 2722

“Non si riesce sempre a dire cosa davvero si pensa di una persona o cosa davvero significa per noi. Io in particolare, faccio fatica.
Non a dimostrare affetto con i gesti, ma nel trasformare a parole quello che sento e dirlo in faccia a qualcuno.
Con il tempo ho trovato un modo tutto mio: scrivo lettere in cui mi lascio andare alle parole e neanche le rileggo.
Non tutte però arrivano ai destinatari magari perché le ho ritenute troppo sdolcinate e mi vergognavo a consegnarle o erano delle lettere di sfogo o rabbia che in quel momento provavo verso qualcuno che mi aveva ferita.
Le ho tutte su un quaderno, il quaderno delle “Cose che non ti ho mai detto”.
Può sembrare una cosa stupida e che sottovalutiamo molto, ma spesso penso a come io sarei felice se qualcuno ne scrivesse una a me.
Questa fa parte del mio quaderno ed è dedicata a una delle persone più importanti nella mia vita”.
(M. classe prima).

Gemma n° 2721

“Come gemma ho deciso di portare questa foto che rappresenta un po’ il legame tra me e mia cugina.
Per il mio quindicesimo compleanno i miei genitori mi hanno regalato due biglietti per il concerto di Alfa. Ho deciso di chiedere a mia cugina A. di venire con me dato che condivide la stessa passione per le canzoni di Alfa. Da quando ho ricevuto il regalo, non aspettavo altro che quel giorno da vivere insieme a lei, per cantare a squarciagola tutte le canzoni, dall’inizio alla fine.
Quella sera è stata una delle più belle della scorsa estate, trascorsa con una persona davvero speciale, una delle persone a cui tengo di più. Ci siamo ritrovate in un mondo tutto nostro, dove ogni canzone di Alfa sembrava parlare direttamente a noi, come se fossimo le uniche due persone presenti.
A. mi è sempre stata vicina. I miei genitori mi hanno raccontato che quando sono nata lei, ancora piccolina, aveva 7 anni, è venuta in ospedale a farmi visita e mi ha donato uno dei suoi peluches preferiti, Panciotto, un adorabile orsetto con qualche toppa che ho consumato a forza di abbracci.
Su lei posso sempre contare, mi ha sempre supportato anche nei momenti in cui avevo più paura e ansia come quando da bambina sono andata a fare il buco per gli orecchini e lei, che ce l’aveva già, ne ha fatto un altro insieme a me per darmi coraggio; oppure come il giorno dell’orale di terza media quando sono uscita da scuola e si è presentata con un magnifico e variopinto mazzo di fiori.
A. c’è e c’è sempre stata, con lei al mio fianco mi sento più sicura. È la sorella maggiore che non ho, non smetterò mai di volerle un mondo di bene”.
(E. classe seconda).

Gemma n° 2719

“Quest’anno ho scelto come gemma questa foto. Qua eravamo al concerto di Taylor Swift quest’estate, ed è stata scattata a nostra insaputa da una ragazza seduta dietro di noi, che poi ci ha chiesto di airdropparcela perché eravamo “troppo carine”.
È stato uno dei momenti più belli della mia vita fino ad ora, non solo perché sono riuscita a vedere finalmente dal vivo una dei miei artisti preferiti, ma anche perché ero insieme ad una delle mie migliori amiche. Perciò per me questa foto rappresenta un ricordo molto importante per questi diversi motivi” (S. classe quarta).

Gemma n° 2718

“Come gemma quest’anno ho scelto di portare questa maglietta. L’ho scelta perché me l’ha fatta mia nonna, che purtroppo è venuta a mancare qualche mese fa. Mia nonna era una delle persone più importanti per me, e ogni volta che andavamo in Albania dai miei parenti io rimanevo sempre a dormire da lei. La cosa di cui mi pento di più è di non averla vista più spesso, e prima che se ne andasse, perché appunto i miei parenti vivono tutti in Albania. Mi ricordo che ogni volta che le chiedevo, mi faceva sempre delle maglie, delle borse e varie cose e penso che ora siano le cose che tengo più strette a me per avere un ricordo di lei” (N. classe quarta).

Gemma n° 2715

“In famiglia siamo otto. Io, M, C, Mamma, N, P, Papà e R.
C, detta Lella (non sapevo dire la R) l’unica sorella, è una grande ma qualche volta abbiamo un beef.
N, in realtà S, il più piccolo, è un grande ma è spericolato, io e lui siamo i fratelli più cool (dipende se fai quello che vuole).
P, mio fratello che ho sempre visto come ispirazione, siamo dei gamer insieme e abbiamo molte passioni in comune.
M, il più grande, studia molto e lavora duro. Ora vive a Milano e a casa si sente la sua mancanza, è sempre stato molto serio
R è sempre stato il più piccolo, è simpatico e gioco sempre con lui.
Infine ci sono i miei. Severi ma giusti, hanno sempre fatto di tutto per concederci una vita serena, anche se molte volte dico che sono un po’ too much alla fine sono corretti.
Spero di aver preso molto da loro (tranne i capelli di papà).

Ogni estate viaggiamo con il nostro camper, che ci ha porta in giro per l’Europa e l’Italia dal 2016, ha vissuto tante avventure da sparatorie al Sud a biglietti persi a Parigi. Spesso in famiglia facciamo giochi insieme o da carte, come Kobo, o giochi da tavolo, come Carcassone, ticket to ride e farmerrancho.
Ascolto molta musica e in tanti momenti diversi della giornata sulle mie cuffie o con la cassa, mi piace avere un sottofondo per le faccende domestiche o mentre mi alleno. Ma cosa diamine ascolto?
KanYe West. Kanye, mi ispira a migliorare ed essere la versione migliore di me, e come ha detto in un’intervista la sua musica è un espresso di autostima. Consiglio:
-Jesus walks
-Come to life
-Runaway
TYLER, THE CREATOR. Tyler mi fa sempre riflettere su importanti temi della vita come le relazioni sociali, l’amore. La sua musica mi fa entrare nel suo mondo e ogni canzone è unica. Consiglio:
-Are we still friends?
-Gone, gone/ thank you
-Hot winds blows
Kendrick Lamar. Kendrick mischia la poesia al rap, alternando canzoni su problemi sociali a quelle più introspettive, mi aiuta a riflettere e i suoi testi possono essere così profondi da avere svariate interpretazioni. Consiglio:
-Pride
-Alright
-i
Clipse/Pusha T. I clipse sono un duo di fratelli, che accompagnati dalle incredibili basi di Pharaphel Williams parlano di vita di strada. Si sono poi divisi e Pusha T ha continuato da solista, le energie dei beat e le loro rime pungenti mi danno una sensazione unica! Consiglio:
-I pray for you
-Cot damn
-Rock N’ Roll
Il Jazz. È da pochi mesi che l’ascolto quotidianamente ma lo trovo molto bello, mi è sempre piaciuto soprattutto grazie a film come La La land o La principessa e il ranocchio. Penso che il fatto che sia solo strumentale permetta di apprezzare molto di più il suono singolo degli strumenti e come questi si sposino, ma anche di riflettere con una base rilassante. Lo ascolto principalmente o per cambiare aria, per rilassarmi oppure fare lavori di scuola come temi. Lo ascolto da questa playlist che ho conosciuto grazie ad uno youtuber.

E infine l’ultima gemma, la mia squadra: la Roma.
Sono Romanista, perché le altre squadre erano troppo banali e semplici da tifare, perché non vinciamo mai.

Sono Romanista, perché ho visto giocare Totti e mi sono innamorato. Per la tradizione dei capitani romani e romanisti.
Sono Romanista, perché c’ho il sangue romano e i più cari parenti a Roma, a casa vive la tradizione.
Sono Romanista, perché solo noi cantiamo 90 minuti e c’abbiamo un inno così
Sono Romanista, perché è vero come dice Venditti cos’è che ci fa sentire amici anche se non ci conosciamo? Uniti anche se lontani? Che batte forte forte in fondo al cuore?
GRAZIE E DAJE ROMA DAJE”
(G. classe quarta).

Gemma n° 2713

“La mia gemma sono queste lettere che i miei compagni delle elementari mi hanno scritto quando sono tornata in Italia dal Brasile. Dopo essere stata via così a lungo, non mi aspettavo che qualcuno si ricordasse ancora di me. Invece, tornare e trovare persone che mi stavano aspettando è stato come riscoprire un legame che pensavo di aver perso. Mi ha fatto capire che, nonostante i tanti cambiamenti e i trasferimenti, un pezzo di me era rimasto lì, con loro. Quelle lettere mi hanno fatto sentire accolta, come se avessi davvero un posto a cui appartenere. Questo mi fa pensare che, anche con la distanza, sarai sempre nei pensieri di qualcuno in un senso positivo anche se non te ne rendi conto” (A. classe quarta).

Gemma n° 2712

“Da tre anni io suono il violino che apparteneva al mio bisnonno. Il mio bisnonno ha svolto la leva militare per poi andare in guerra, durante la quale fu catturato e imprigionato in un campo di lavoro. Il campo si chiamava “Alma” nome della località in cui era situato. Al suo rientro in Italia nel 1946, ha acquistato il violino che è stato conservato dai miei nonni” (M. classe prima).

Gemma n° 2711

“Per concludere il percorso delle gemme, ma anche quello delle superiori, ho deciso di parlare dei miei diari. Li ritengo perfetti come ultima gemma perché coincidono esattamente con il mio percorso alle superiori: ho cominciato il primo diario nel settembre 2020, quindi all’inizio della prima.
Da quando ho cominciato questa tradizione, scrivo principalmente per lasciare una testimonianza della me attuale alla me del futuro. O almeno, la pensavo così fino ad un mese fa, quando, prima di inaugurare il diario 2025, ho deciso di rileggere i diari vecchi. E ho scoperto tanto.
Ho realizzato con una nuova profondità quanto sono realmente cambiata in questi 5 anni. Il primo giorno di prima superiore mi sembra una vita fa, ma è anche l’altroieri. Ho scoperto anche che, rileggendo le parole che ho scritto 5 anni fa, mi sembra di leggere le parole di qualcun altro, oppure è come se avessi scritto in una lingua diversa, non completamente comprensibile dalla me di adesso (il fatto che avessi una calligrafia veramente terribile non aiuta, ma lasciamo stare).
Ho anche realizzato che adesso non scrivo principalmente per la G. del futuro. Scrivo principalmente per la G. di adesso. Scrivo anche per lasciare una testimonianza storica e psicologica, perché ho realizzato che rileggere le mie parole e rendermi conto dei miei cambiamenti è importante. Scrivo per organizzare le mie emozioni e i miei pensieri attraverso carta e inchiostro. Scrivo per introspezione, per conoscere me stessa meglio. Scrivo, ma non solo: i miei diari sono una continua ricerca artistica e stilistica, di scrittura ma anche di disegno. Scrivo per essere consapevole di cosa faccio nei miei giorni, di come utilizzo il tempo e per valorizzarlo, per ricordarmi sempre che è la risorsa più preziosa che abbiamo: non possiamo comprare tempo extra, abbiamo solo quello che ci viene dato, ma siamo noi che scegliamo come usarlo” (G. classe quinta).

Gemma n° 2710

“Quest’anno, come gemma, ho scelto di portare il mio bracciale Pandora, un gioiello che per me è molto più di un semplice accessorio. È un intreccio di ricordi che porto sempre fin da piccola.
Ogni charm ha un significato e racconta qualcosa di speciale: quello che rappresenta la mia famiglia, quello che condivido con la mia migliore amica, quello che racchiude i miei viaggi, il quadrifoglio che mi porta fortuna o quello che simboleggia il legame con mia sorella.
Indossarlo per me significa avere sempre con me tutto ciò che amo, ed è per questo che non lo tolgo mai” (G. classe seconda).

Gemma n° 2709

“Il nome della mia gatta è Macchia. Ha 6 anni e ne compirà 7 prossimamente. Ha un pelo soffice con macchie nere e bianche. È come un’ amica che è sempre al nio fianco e che qualunque cosa io faccia, riesce ad ascoltarmi. Anche se è una gatta, mi capisce, mi tira su di morale con il suo affetto anche quando mi sento sola.
Ho una grande varietà di memorie che ho custodito di lei, la maggior parte sono foto di quando era ancora una cucciola” (K. classe seconda).

Gemma n° 2707

Immagine creata con ChatGPT®

“Questa foto rappresenta i miei nonni quando erano giovani (18/19 anni) e per me è un oggetto molto importante perché innanzitutto mi ricorda le nostre origini, ma anche tutte le storie della nostra famiglia. I miei nonni per me sono un esempio di vita poiché hanno affrontato ogni difficoltà con determinazione e ottimismo e per questo li ammiro” (M. classe prima).

Gemma n° 2703

“Quest’anno come gemma ho portato mio fratello M. Lui è sempre stato il mio punto di riferimento. Non è una persona che dimostra apertamente il suo affetto, ma so che ci tiene a me. Anche quando non sembra, mi ha sempre aiutata, magari con un consiglio anche detto con modi un po’ burberi.
Abbiamo sempre fatto tutto insieme fin da piccoli. Molte volte se per esempio c’era una nuova giostra o qualche nuova attività che mi spaventava, farla insieme a lui mi tranquillizzava e mi dava più sicurezza. Poi, però, quando ha iniziato le medie, ci siamo allontanati e abbiamo iniziato a litigare molto spesso. Sentivo che tra di noi si era alzato un muro e questa cosa mi dispiaceva tanto.
Ora fortunatamente ci stiamo piano piano riavvicinando e il nostro rapporto sta tornando un po’ come quello di prima” (A. classe quarta).

Gemma n° 2699

“Queste sono due cose che mi hanno fatto delle mie amiche per il mio compleanno. Il primo è un disegno che mi ha fatto una di loro. A destra c’è il mio personaggio in un gioco. Ora non ci gioco più, ma è da lì che ci siamo conosciute; a sinistra invece c’è una foto della mia cantante preferita che dice buon compleanno. La seconda foto invece sono dei messaggi di una mia amica che è rimasta sveglia fino a mezzanotte del mio compleanno per farmi gli auguri anche se ci conosciamo solo da pochi mesi. Sembrano niente di che, ma per me sono importanti perché anche se abitano entrambe in Germania e non ci siamo mai viste dal vivo volevano regalarmi qualcosa per il compleanno e mi fanno ricordare che ci tengono a me e mi sento molto fortunata ad averle nella mia vita :)” (D. classe prima).

Gemma n° 2696

“Fa strano dirlo, ma questa è la mia ultima gemma. Proprio per questo motivo ho pensato a lungo a cosa o chi portare, ma alla fine sono andata sul sicuro. Come ultima mia gemma infatti, ho deciso di parlare della mia nonna materna, B., per ringraziarla un po’ per tutto quello che ha sempre fatto per me.
Io e mia nonna siamo sempre state molto legate, anche perché ho passato la maggior parte della mia infanzia e della mia adolescenza a casa sua.
Molti dei ricordi più vividi della mia infanzia infatti sono proprio con mia nonna.
Ricordo perfettamente tutti i pomeriggi passati a farla disperare, dato che non riuscivo ad addormentarmi in nessun modo e allora la costringevo a prepararmi la mia tazza a forma di orso piena di spremuta di arancia e zucchero e portarmi fino alla discarica di T. per vedere i gabbiani, promettendole che solo così mi sarei addormentata (ovviamente non mi addormentavo mai).
Inoltre ogni tragitto in auto con mia nonna era sempre accompagnato da un’accurata selezione di CD di canzoni estive anni cinquanta e sessanta o di canzoni natalizie dello Zecchino d’Oro, che ascoltavamo indipendentemente dal periodo dell’anno (al 90% se ci avessero fermate in un pomeriggio di novembre ci avrebbero beccate mentre ascoltavamo Sapore di sale di Gino Paoli).
Ricordo ancora perfettamente i pomeriggi passati a preparare le frittelle, a bere il the, a cucire, a trasformare la sua casa in un museo con i miei disegni o a ripeterle disperatamente gli argomenti delle mie interrogazioni. Infatti, nonostante mia nonna non abbia mai potuto continuare a studiare, ha sempre cercato di aiutarmi come poteva nei compiti e nello studio quando non potevano farlo i miei genitori, ricordandomi quanto io fossi fortunata a poter andare a scuola e dandomi quel pizzico di motivazione in più.
Mia nonna inoltre è sempre stata (ed è ancora) un po’ la mia complice. Quando litigavo con le mie amiche o una verifica non andava come speravo infatti, era sempre lei la prima a saperlo (anche se poi andava subito a dirlo a mia mamma, pure quando le facevo promettere che non lo avrebbe fatto).
Avrei ancora tantissime cose da dire, ma meglio finire qua perché sennò non la finisco più.
Insomma, ci tenevo a concludere la mia serie di gemme ringraziando per bene la nonna B. per tutto quello che ha fatto e continua a fare per me”.
(B. classe quinta).

Gemma n° 2695

“Ecco la mia gemma di quest’anno, ultima gemma (si spera) di questo percorso scolastico (non perché è l’ultima, ma perché mi auguro di poter passare la maturità!).
C’è chi penserà che possa essere una canzone, chi una foto, un video, una poesia…niente di tutto questo.
Ciò che voglio celebrare oggi sono “COINCIDENZE”, nel significato stesso della parola: numeri, persone, luoghi, avvenimenti giusti al momento giusto. Le COINCIDENZE stanno caratterizzando costantemente e continuamente gli ultimi due anni della mia vita, che sinceramente reputo i più belli, precisi e felici della mia esistenza.
L’1, il 2 e il 4, numeri che ritrovo costantemente in combinazione tra loro, che portano fortuna, oppure certi cognomi (non li riporto, mi sta a cuore la privacy!) spesso ricorrenti, pienamente in positivo. Certe persone, amici e non, spesso incontrati per puro caso proprio dopo aver pensato a loro; certe azioni, con la stessa modalità, successe “a comando”.
Ma, soprattutto, certe canzoni, che passano alla mia radio preferita nei momenti giusti (“Freed from Desire” come primo brano dell’anno nuovo, “Bittersweet Symphony” dei Verve nei giorni un po’ più tristi, “Right on Track” del Breakfast Club per quando serve un po’ di energia)… tutto questo senza alcun mio intervento fisico, semplicemente sono cose che accadono, semplicemente, COINCIDENZE”.
(L. classe quinta).

Gemma n° 2690

“Come gemma di quest’anno ho voluto portare Can’t Help Falling In Love di Elvis ed Elvis stesso. Da piccola sentivo spesso la musica di Elvis perché a mio papà e a mio fratello piaceva molto, soprattutto a mio padre, ma non l’ho mai seguito fino a maggio 2024, quando ho visto il film “Elvis” su Netflix. Mi sono immediatamente innamorata di questa persona e del suo modo di cantare e atteggiarsi durante i concerti, mi sono appassionata tantissimo, specialmente alla sua voce stupenda; qualcuno potrà dire “ma è morto e non l’hai mai conosciuto, come fai ad essere così affezionata a lui?”. Ebbene la verità è che Elvis con la sua musica e la sua voce mi ha fatto staccare la spina dal mondo più di una volta; inoltre dopo aver saputo tutte le cose brutte che ha passato nella sua vita mi ci sono affezionata ancora di più. Ho scelto questa canzone perché è la mia preferita e ha una melodia fantastica; spero un giorno di riuscire ad andare a Memphis a visitare casa sua che ora è un museo” (B. classe terza).

Gemma n° 2687

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare una foto di New York durante il periodo di viaggio studio che ho fatto l’anno scorso in occasione del progetto studente-ambasciatore presso le Nazioni Unite. Nel preciso momento in cui ho scattato la foto, mi trovavo sull’Empire State Building, uno dei grattacieli più alti della Metropoli: l’atmosfera era indescrivibile, mi sembrava di vivere un sogno, e per la prima volta ho percepito realmente la sensazione che tutti chiamano “sonder” (peraltro nome di uno dei miei gruppi preferiti) ovvero quel momento in cui si prende consapevolezza del fatto che ognuno ha la propria vita che procede indipendentemente dal fatto che qualcun altro ne sia consapevole.
Essendo il mio primo viaggio da sola ero molto tesa, soprattutto per i vari imprevisti che mi sono capitati, ma mi è bastato poco alla fine per rendermi conto dell’impatto profondo che questa esperienza avrebbe avuto: ho imparato infatti ad essere indipendente, a cavarmela da sola e, nonostante non mi sia trovata granché bene con la compagnia se non gli ultimi giorni, ho imparato che non devo per forza piacere e stare simpatica a tutti. Inoltre quest’esperienza mi è stata resa possibile soprattutto dai numerosissimi sacrifici che ha fatto mia mamma: sin da quand’ero piccola, lei ha fatto un sacco di sacrifici per me in modo tale da farmi fare più esperienze possibili e garantirmi una buona istruzione e per questo le sono immensamente grata”.
(R. classe quarta).

Gemma n° 2686

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“Ho scelto di portare una mia foto di quando ero piccola perché mi piace molto e anche se non mi ricordo quando, come o dove io abbia fatto questa foto ho deciso di portarla perché sto attraversando un momento difficile e penso spesso di voler tornare a quando ero bambina. In questo periodo sono molto stressata e molte volte non riesco a stare dietro ai miei impegni scolastici e sportivi per questo mi trovo spesso a fare le ore piccole e ad essere molto affaticata durante la giornata. Per questi motivi mi trovo a pensare a quanto sia bello essere bambini, liberi e spensierati, e a quanto vorrei tornare a quei tempi dove le mie uniche preoccupazioni erano di tornare a casa in tempo per guardare il mio cartone preferito e di scegliere quale tra le mie tante Barbie dovesse stare insieme al mio povero unico Ken” (G. classe quarta).

Gemma n° 2685

“La mia gemma è una fotografia della Croazia, un luogo che mi rappresenta in modo profondo e speciale. Da sempre, è tradizione per me scoprire ogni anno una nuova città croata, un legame che ho instaurato fin da quando ero bambina e che deriva da mio nonno” (M. classe quarta).