Gemma n° 2895

“Quest’anno ho scelto di portare come gemma questo braccialetto che mi ha regalato una mia amica durante un concerto.
Questo braccialetto per me rappresenta soprattutto la forte amicizia che ho con lei, ma anche il legame profondo che ho creato quella sera con un’altra ragazza, con cui ho instaurato un rapporto importante e a cui sono stata vicina durante un periodo difficile.
Quella serata è stata speciale sotto ogni punto di vista. Prima del concerto aveva piovuto tantissimo e si pensava addirittura che lo annullassero. Eravamo rimaste sotto la pioggia per molto tempo, completamente bagnate e stanche. Quando però è iniziato il concerto, tutto il resto è passato in secondo piano.
Durante il concerto ero completamente presa dal momento e mi sono goduta ogni istante fino alla fine. È stata un’esperienza indimenticabile, non solo per la musica, ma soprattutto per le persone con cui l’ho condivisa e per quello che ha rappresentato per tutte noi. In qualche modo mi ha fatto stare meglio e mi ha aiutata a capire quanto per me sia importante l’amicizia.
Questo braccialetto mi ricorda che per me l’amicizia viene prima di tutto, e quando ce l’hai non senti il bisogno di altro”.
(G. classe quinta).

Gemma n° 2893

Immagine creata con Gemini®

“Come gemma di quest’anno ho deciso di non portare un oggetto, come gli anni precedenti, ma una persona fondamentale nella mia vita: la mia migliore amica G.
Ci siamo conosciute in prima media e ricordo che c’è stata subito affinità tra di noi. Abbiamo iniziato fin da subito a condividere tutto: esperienze belle e brutte, momenti felici e difficili che ricorderemo per sempre.
G. è una persona sensibile e premurosa, un’amica unica che c’è sempre stata nei momenti di bisogno. Mi è stata vicino anche nei periodi più brutti, a volte senza fare nulla di speciale, ma semplicemente ascoltandomi, ed è proprio questo che per me ha fatto la differenza.
Finite le medie eravamo preoccupate che le nostre strade si separassero. Non essendo più in classe insieme, il nostro rapporto è cambiato, ma non si è mai indebolito. Anche se le nostre vite hanno preso direzioni leggermente diverse, riusciamo comunque a vederci tutti i giorni e a condividere esperienze assieme.
In 6 anni di amicizia G. è diventata una delle persone più importanti della mia vita, è davvero speciale per me e sono felice di averla al mio fianco e di poter condividere con lei ogni momento, sapendo che ci saremo sempre l’una per l’altra”.
(A. classe terza).

Gemma n° 2890

“Quest’anno come gemma ho scelto di portare il mio migliore amico M.
lo e lui ci conosciamo dai tempi dell’asilo: è stato il mio primo vero amico e, da quel momento, siamo sempre stati inseparabili.
Crescendo insieme abbiamo condiviso tantissimi momenti: alcuni dei più belli, e anche tra i più recenti, sono stati il concerto di Tate McRae e quello di RAYE, cantare insieme le nostre canzoni preferite, senza preoccuparci di essere stonati come due campane e ridere fino ad avere il mal di pancia e le lacrime agli occhi resterà sempre uno dei ricordi più preziosi.
Con M. ho imparato cosa vuol dire avere un amico vero, qualcuno su cui puoi sempre contare, indipendentemente da tutto.
M. è una persona molto importante per me: è simpatico, sincero ma soprattutto leale.
Lui mi ascolta davvero perché tiene al mio bene.
Ci sono stati momenti in cui avevo bisogno di supporto e conforto, e lui è sempre stato lì, senza esitazioni, dimostrandomi quanto sia importante avere qualcuno di  fidato accanto.
Per esempio quando lo scorso anno sono stata ricoverata in ospedale, avevo paura e lui era presente.
La sua vicinanza è stata fondamentale per me perché mi distraeva dai miei pensieri.
Ho ricevuto tanti messaggi da persone con cui nemmeno parlavo che mi chiedevano che cosa avessi o come stessi. Ero stanca di rispondere, perché sapevo che a loro non interessava davvero come stavo: erano solo curiose. Ed è proprio in momenti come questi che si riconoscono i veri amici.
È grazie a lui che so cosa significa crescere insieme, condividere sogni e sfide, ridere fino alle lacrime e sentirsi capiti senza bisogno di spiegazioni.
C’è però una cosa che mi fa rimanere male: non si ricorda il mio compleanno. È successo anche l’anno scorso, quando, arrivato alla fermata, si è avvicinato a me e alle nostre amiche. Eravamo in silenzio e lui ha detto: «Devo notare qualcosa? Hai fatto qualcosa di nuovo ai capelli?». Alla fine sono stata io a ricordargli che era il mio compleanno, ma ormai so che è fatto così.
Ormai sono 14 anni che ci conosciamo e posso dire che la nostra amicizia è senza filtri e sono così grata per questo perché a lui posso raccontare tutto e parlare di qualsiasi cosa, senza paura di essere giudicata.
E come disse Herman Melville: «Un vero amico è più vicino di un fratello.»”
(A. classe terza).

Gemma n° 2887

“Quest’anno come mia ultima, ma sicuramente non meno importante, gemma ho scelto di portare le mie due amiche più care.
Sicuramente non avrei potuto chiedere delle amiche migliori.
Nei momenti in cui mi sento giù loro in qualche modo sono sempre presenti, ad esempio con una parola di conforto o semplicemente un sorriso.
Qualche giorno fa ho cambiato scuola e quando sono arrivata alla fermata dell’autobus alle 7 del mattino avevo molta paura, ma subito dopo quel timore è svanito quando ho visto le mie amiche aspettarmi per accompagnarmi fino a scuola.
Questo loro gesto mi fa capire quanto io sia fortunata ad avere delle persone cosí belle al mio fianco e ne saró sempre molto grata” (A. classe seconda).

Gemma n° 2886

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“Come gemma ho voluto portare una delle persone più importanti della mia vita: E.
L’ho scelta perché per me rappresenta l’amicizia vera, quella che nasce quasi per caso ma che poi diventa indispensabile, una di quelle che ti cambiano la vita senza chiedere permesso. Io ed E. abbiamo iniziato a conoscerci meglio nell’estate della prima superiore. All’inizio eravamo semplicemente due compagne di classe, nulla di più. Poi, giorno dopo giorno, tra una chiacchierata, una risata e del tempo passato insieme, quel rapporto semplice si è trasformato in qualcosa di enorme. Senza nemmeno accorgercene è nata un’amicizia profonda, sincera, che col tempo è diventata una delle parti più importanti della mia vita. Da quel primo “conosci anche tu gente di Pagnacco?” è iniziato tutto, e da lì non ci siamo più fermate. Con E. ho capito davvero cosa significa non sentirsi mai soli. È una di quelle persone di cui non riesci a fare a meno, perché sai che c’è sempre. Siamo una spalla l’una per l’altra in ogni momento: in quelli felici, quando ridiamo fino alle lacrime e ci divertiamo come matte, ma soprattutto in quelli difficili, quando basta la sua presenza per stare un po’ meglio. Condividiamo tutto, senza maschere, sapendo di poterci fidare completamente. E. è una persona che sa esserci davvero. Mi sostiene, mi incoraggia, è fiera di me anche quando io faccio fatica ad esserlo. Mi calma quando sto male, mi ascolta per ore senza stancarsi, mi capisce anche solo da uno sguardo. È quella che mi ha asciugato le lacrime, che è rimasta nonostante il mio carattere difficile, che non se n’è mai andata nei momenti complicati. È quella che mi abbraccia quando sa che ne ho bisogno, anche senza che io dica nulla. Grazie a lei sono cresciuta, ho imparato a conoscermi meglio e a credere di più in me stessa. La sua presenza è un regalo enorme: è solare, altruista, premurosa…speciale e unica. Una di quelle persone rare che illuminano la vita di chi hanno accanto. Non servono mille amici, ma una che ne vale un milione, e lei per me è esattamente questo”.
(G. classe quinta).

Gemma n° 2878

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare mia sorella.
Per me mia sorella è un esempio, una guida, qualcuno che riesce a farmi sentire al sicuro anche quando dentro ho solo confusione. Lei c’è sempre stata. Mi ha sempre aiutata senza farmi sentire sbagliata, mi ha ascoltata davvero e mi ha sostenuta quando ne avevo più bisogno. Quindi so che, qualunque cosa accada, non sarò mai sola. Il suo amore è diventato la mia forza, e il mio affetto per lei non finirà mai” (V. classe terza).

Gemma n° 2876

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“Questa volta, come gemma, ho deciso di portare qualcosa di diverso: non più una singola e precisa cosa o persona, bensì un insieme di persone. Quest’anno è un anno speciale ma allo stesso tempo doloroso, perché sarà il mio ultimo anno qui. Questo mi provoca una sensazione di curiosità, ma anche di nostalgia.
Questa gemma non vuole essere melodrammatica né ricordare la sofferenza che inevitabilmente la distanza mi provocherà; al contrario, vuole celebrare con felicità tutte le persone che per me ci sono sempre state in modo incondizionato. Queste persone mi hanno insegnato ad apprezzare la vita e mi hanno regalato momenti indimenticabili.
Ho scelto di non dedicare questa gemma a una persona specifica proprio perché ogni mia amica è stata indispensabile per me.
C., a cui avevo dedicato la gemma l’anno precedente, mi ha insegnato il significato dell’amore incondizionato e fraterno, pur non essendo sangue del mio sangue. C. è sempre stata quella bambina calma e serena che, fin dal primo giorno, mi ha trasmesso fiducia e lealtà. Ricordo che la prima volta che la vidi le chiesi di mettermi un cerotto sulla schiena, per coprire la mia più grande insicurezza da bambina, affinché gli altri bambini non potessero vederla e giudicarla. Da quel giorno diventammo inseparabili, due pezzi di puzzle che si completano, proprio come il braccialetto che portiamo al polso.
M., invece, era quella bambina che da piccola faticavo a tollerare a causa dei nostri caratteri forti e spesso in contrasto. Con il tempo abbiamo imparato ad accettare questa nostra diversità e a costruire un legame solido e indistruttibile.
S. è stata la mia compagna di avventure e di divertimento sfrenato. È sempre stata l’amica più simile a me, e con lei ho imparato a fregarmene di tutto e di tutti, come se insieme il resto del mondo scomparisse.
E. e V. sono le mie amiche d’avventura: con loro ho scalato montagne senza conoscere la strada, ho dormito nel Tagliamento nel bel mezzo di una tempesta perché il telefono non prendeva, ho organizzato scherzi indimenticabili e sono scappata da inseguimenti di animali.
L. è la persona a cui mi sono legata di più negli ultimi anni. Nonostante all’inizio non mi avesse fatto una buona impressione, ho scoperto quanto la sua presenza quotidiana fosse capace di rendermi felice e viva, tanto da provare una sensazione di vuoto nei giorni della sua assenza. Anche se la conosco solo da due anni, mi sembra di conoscerla da una vita intera, e questo mi fa capire quanto tenga a questo nostro legame.
S. è il mio compagno di vita e il mio amico di viaggi: con lui ho lasciato libero il mio lato più selvaggio e istintivo, permettendomi di fare le pazzie tipicamente associate al mondo maschile.
Anche L., con il suo umorismo, mi ha fatto vivere momenti unici e irripetibili, riuscendo ad allontanarmi dai momenti no e dai pensieri negativi.
Tutte queste persone, e molte altre, nel loro piccolo mi hanno trasformata e mi hanno resa la persona solare e socievole che sono oggi. Hanno accettato e abbracciato i miei difetti, talvolta con difficoltà, diventando parti fondamentali del mio cuore e della mia vita”.
(S. classe quinta).

Gemma n° 2874

“Quest’anno ho deciso di portare come gemma la mia migliore amica G. Ci siamo conosciute tre anni fa, quando io cominciavo le superiori e lei era in seconda, grazie ad una persona che ringrazio ancora profondamente per averci fatto incontrare. Il legame fra me e lei è speciale. Fin dal primo giorno, ci siamo sentite a nostro agio assieme e ci siamo rese conto di avere molte cose in comune. Una delle passioni più grandi che condividiamo è la musica; ogni giorno la ascoltiamo in corriera, quando siamo assieme ci sono sempre le canzoni di sottofondo e poi ci siamo noi due, che cantiamo facendo il nostro piccolo concerto, ricordando quello della scorsa estate.
All’inizio dello scorso luglio, siamo andate insieme al concerto di Irama, il nostro cantante preferito. Era il primo concerto per entrambe e non lo dimenticheremo mai, sia per il contesto che per le persone che abbiamo conosciuto.
G. sa tutto di me, sia le cose belle che quelle brutte e io so tutto di lei. Quando mi vede la mattina, se è successo qualcosa o se sono triste perchè la giornata è cominciata male, lei lo capisce subito. Un secondo dopo essere scese dalla corriera, mi chiede cosa c’è che non va e lo stesso faccio io con lei.
Le voglio un mondo di bene e, nonostante fra pochi giorni diventi maggiorenne, per me resterà sempre la mia piccola G.”
(F. classe terza).

Gemma n° 2872

“Ho pensato a lungo cosa portare per la mia gemma ma non trovavo qualcosa di adatto che mi rappresentasse, non trovavo niente. Poi ho capito che dovevo portare non qualcosa, ma qualcuno. La mia mamma é ciò che mi rappresenta. Lei per me c’è sempre stata e io glie ne sarò sempre grata. Non ho avuto un’infanzia facile. Ma non è stato facile neanche per mia mamma crescermi. Mio padre non c’è mai stato e mia mamma ha sempre dovuto lavorare per due. Lei per me ha fatto tutto. Il medico, il “taxi” come dice lei, la cuoca, ma soprattutto da padre. Non voglio parlare di me ma voglio parlare di lei. Ho scelto questa foto perché è dove vedo in lei un sorriso spontaneo e genuino. Lei ha sofferto più di me però cerca sempre di essere forte per me. Guardando questa foto spero sempre di poterla rivedere sorridere così, senza pensieri, libera di poter fare ciò che ama: la fotografia. Mia mamma è una parte fondamentale per me e anche se litighiamo, io so che faremo sempre pace perché pensare ad una vita senza di lei è come vivere senza anima” (L. classe quarta).

Gemma n° 2863

“Ci sono persone che arrivano nella nostra vita senza fare troppo rumore e con il passare del tempo diventano fondamentali, A. per me è una di quelle. Mi entusiasma sempre ripensare a quanto velocemente abbiamo legato, in modo semplice e spontaneo, quando entrambe ne avevamo più bisogno, infatti mi piace pensare alla nostra amicizia come un raggio di sole arrivato al momento giusto. Con lei riesco a essere completamente me stessa e posso parlare di tutto, senza la paura di essere giudicata o criticata. Per quanto ami ridere non potrei mai stare con qualcuno che non mi faccia morire dalle risate, per questo lei è una parte fondamentale della mia vita. È la prima persona che chiamo quando mi succede qualcosa, bella o brutta, ma anche quella che mi fa ragionare e ha il coraggio di dirmi la verità quando ne ho più bisogno. È una presenza costante nella mia vita, infatti mi spaventa l’idea di non averla accanto fisicamente quando finiremo il liceo e prenderemo strade diverse, ma so che qualsiasi cosa accada il nostro legame non potrà sciogliersi, e questo penso riassuma quanto A. sia importante per me” (G. classe quarta).

Gemma n° 2858

“Care I. e C., voi che siete le mie due anime gemelle: questa gemma la dedico a voi, che vi meritate tutto l’universo intero. Siete le mie due migliori amiche in assoluto, due migliori amiche che mi sopportano già da anni e che hanno sempre trovato un modo per comunicare con me. Abbiamo costruito ormai tanti ricordi insieme: la scuola media, il centro estivo, la vacanza del giugno 2025, i gossip in corriera ci hanno rese inseparabili, un trio. Non mi immagino nemmeno come sia riuscita a legare con voi così tanto, anche perché mi conoscete, inizialmente ero piuttosto introversa e timida quando sono arrivata qua, ma voi mi avete dimostrato che con piccoli passetti si può arrivare ai grandi traguardi insieme, mi avete dimostrato cosa significhi un’amicizia forte e quanta fatica richiede. Prima di voi sono stata in altri trii, ma non riuscivo mai a sentirmi inclusa veramente; con voi è stato diverso, legami e sentimenti diversi. Se qualcuno mi chiedesse chi siete voi per me, risponderei semplicemente che siete le mie migliori amiche da tantissimo tempo, ma se me lo chiedessero in un momento di debolezza, risponderei che siete due persone di cui non posso fare a meno. Persone che sono sempre riuscite a starmi vicino, a colmare il vuoto interiore e a placare la solitudine durante le discussioni o i disaccordi. Persone con cui io posso sempre affidarmi e aprirmi in qualsiasi momento, senza magari essere giudicata. Viviamo praticamente le nostre vite tutte e tre insieme, condividendo momenti, persone, esperienze, ricordi, nostalgie, che siano da ricordare o da dimenticare. Provo un’immensa gratitudine verso di voi, anche solo per la vostra presenza nella mia vita, per avermela migliorata. Spero solo di portare la nostra amicizia avanti per sempre e migliorare sempre di più, in modo che tutte e tre possiamo stare unite e in compagnia l’un dell’altra.
Voglio dedicare queste parole anche a un’altra mia amica, R, che mi salva ogni giorno e mi sta accanto in ogni momento. È da tanto tempo che ci legano la passione (come per la musica e la chitarra ad esempio), il sostegno e la capacità di comprenderci reciprocamente quando ne abbiamo bisogno. So che non mi giudicherà mai e non mi lascerà mai in un momento di difficoltà, ma dedicherà tutta sé stessa per aiutarmi. E questo tipo di amiche è da tenere molto stretto a sé: sono molto difficili da trovare le amiche vere”.
(V. classe seconda).

Gemma n° 2855

“Ho deciso di portare come gemma mio fratello, perché il nostro legame è davvero speciale. Fin da quando eravamo piccoli, è stato sempre al mio fianco, pronto ad aiutarmi in ogni momento, anche nei periodi più difficili.
Non solo è una persona di cui mi fido ciecamente, ma è anche la mia spalla su cui posso contare senza esitazioni. Crescendo insieme, abbiamo condiviso tante esperienze, risate e anche momenti di fatica, ma ogni volta ci siamo tirati su a vicenda. Lui è la persona che mi capisce meglio di chiunque altro e che, anche senza parole, riesce sempre a darmi il sostegno di cui ho bisogno” (M. classe terza).

Gemma n° 2837

“Anche quest’anno la scelta della gemma non è stata semplice, anzi non è stata nemmeno completata, oggi infatti parlerò di due persone molto importanti per me: la mia migliore amica e il mio fidanzato. Io e B. ci conosciamo da quando eravamo bambine, siamo cresciute insieme e siamo sempre state legate nonostante qualche disaccordo. Condividiamo tutto, dai vestiti ai segreti più profondi, ci fidiamo l’una dell’altra e sappiamo che non ci giudicheremo mai e poi mai. Quando siamo insieme non esiste nessun altro, ridiamo e scherziamo sempre, anche se la gente ci guarda male. Riusciamo a parlare di qualsiasi cosa e passiamo dal ridere per cose inutili al parlare e fare discorsi riguardanti argomenti molto più seri, come l’amore. Ci consigliamo e confidiamo tutto, lei sa tutto di me e io so tutto di lei. È stata proprio lei a sapere per prima di me e G. (il mio ragazzo), è stata lei a starmi vicina quando credevo di non avere possibilità ed è ancora lei a supportarmi in qualsiasi cosa. G. invece è un ragazzo che è entrato nella mia vita da circa un anno. L’ho conosciuto quasi per caso e abbiamo legato tantissimo. Gli voglio un sacco di bene anche se non sono sempre brava a dimostrargli i miei sentimenti. Mi ritengo molto fortunata ad averlo accanto perché è un ragazzo fantastico, pensa sempre al bene degli altri e cerca di essere disponibile per tutti. Abbiamo avuto fin da subito un legame sincero e ci siamo fidati l’uno dell’altro come se ci conoscessimo da una vita. Siamo due persone molto simili e allo stesso tempo molto diverse, ci piacciono le stesse cose e siamo molto timidi entrambi ma lui è ordinato e io no, lui è organizzato e io no, io sono orgogliosa e lui no. Mi fa sempre ridere e ogni volta che stiamo insieme mi sento bene, mi sento libera di essere me stessa perché so che non devo cambiare per piacergli ma gli piaccio così come sono. Nonostante io lo conosca da relativamente poco lo ritengo una persona importantissima per me, come lo è B. Per loro farei di tutto”.
(B. classe terza).

Gemma n° 2835

“Come mia prima gemma ho deciso di portare una persona molto importante per me: mia cugina A. È una persona un po’ pazzerella, nel senso più bello del termine: le piace cantare, ballare ed essere semplicemente se stessa. Con lei posso fare lo stesso, senza sentirmi giudicata, cosa che purtroppo spesso mi capita con altre persone. Proprio per questo, stare con lei mi fa sentire libera e a mio agio.
Con lei mi diverto sempre. Mi porta a fare shopping, cosa che in generale detesto, ma con lei non mi annoio mai. Mi fa visitare posti nuovi, provare cibi diversi e scoprire ristoranti nuovi. E’ sempre pronta ad aiutarmi, con piacere e senza mai farmelo pesare.
In poche parole, è la migliore amica che tutti desiderano, e io mi ritengo davvero fortunata ad averla come cugina. Nonostante il nostro divario di età di due anni e il fatto che viviamo in paesi diversi, con abitudini e vite differenti, riusciamo a capirci perfettamente e a trovare sempre il giusto equilibrio”.
(M. classe terza).

Gemma n° 2828

Immagine creata con Gemini®

“Come gemma, quest’anno ho deciso di portare i miei amici.
A fine dicembre, ho partecipato ad un campo animatori in cui ho avuto modo di riflettere su chi o cosa fosse il mio rifugio e chi la mia casa. Inizialmente non trovavo molta differenza tra queste due parole, ma pian piano ho capito che il rifugio è dove andiamo se cerchiamo di scappare da qualcosa che non ci fa stare bene, mentre la casa è dove puoi andare sempre, nel bene e nel male. Ho fatto fatica nel trovare qualcosa di diverso per entrambe, ma sono finita per dire la stessa cosa sia per la casa che per il rifugio… I miei amici.
I miei amici sono la cosa più importante che ho. Mi stanno vicino in ogni situazione e non mi giudicano mai, di conseguenza so che per loro non sarò mai sbagliata. Sono il mio rifugio perché quando mi succede qualcosa di brutto sono i primi da cui vado a raccontare tutto e sono i primi che stanno ad ascoltarmi per ore. Sono la mia casa, invece, perché con loro basta vedersi 5 minuti e già si sta bene. Con loro faccio di tutto e di più e sono felice di condividere le mie esperienze con loro. Sono molto fortunata ad averli perché penso che molta gente, specialmente della mia età, non abbia un gruppo di amici così e mi rendo conto che senza di loro sono persa. Mi fanno ridere in ogni momento e sono felice che sono proprio loro a farmi sorridere.
Ovviamente non è sempre tutto rose e fiori, anzi, capita molte volte che discutiamo, però penso che le discussioni ci aiutino a crescere e a diventare più maturi. Sono contenta di aver avuto l’opportunità di litigare con qualcuno di loro perché siamo riusciti a migliorare e a legare di più.
Sono grata di averli nella mia vita e spero davvero che rimangano per sempre”.
(C. classe seconda).

Gemma n° 2824

“Ciao M., devi sapere che ogni anno nella mia scuola, nell’ora di religione, presentiamo una gemma, e quest’anno la mia sei stata tu.
Il 31 maggio arrivo a Bibione, conosco subito F. e prima ancora di iniziare a lavorare veniamo sgridate insieme, mi aveva già parlato di te, che probabilmente saresti venuta e non ne ero molto contenta, pensavo: “speriamo non sia una rompiscatole”.
Arrivi tu, andiamo subito d’accordo, siamo uguali in tutto e per tutto, sai sempre cosa dire, cosa consigliarmi, sai sempre aiutarmi, in poche parole senza te sarei stata persa.
Ogni volta che veniva mia madre a trovarmi e poi se ne andava piangevo e tu eri sempre lì a consolarmi e per un po’ sei stata tu la mia mamma.
Io mi vantavo, dicevo che avevo il miglior capo a lavoro, tutti erano gelosi, persino tu!
Io avrei dovuto capire alcuni suoi atteggiamenti, ma ingenua come sono, non mi sono mai arrivati, prima di prendere le distanze, ho dovuto aspettare che lui mettesse le sue mani sporche su di me, io impietrita non dicevo niente…mi coprivo, volevo scappare, ma sono stata zitta.
Il giorno dopo alle 21:00 scoppio… sapevo che quello era l’ultimo giorno che avrei fatto i lavoretti, la baby dance e l’ultimo giorno che avrei chiesto ai nuovi bimbi tedeschi come si chiamassero.
Che imbarazzo, non riuscii a contenermi, quindi tu mi hai presa in un angolo e mi hai chiesto cosa fosse successo, fu così che ti raccontai tutto.
Mi ricordo la tua faccia, mi dissi che avevi un nodo nello stomaco, che non te lo saresti mai immaginata.
Ti dissi che non ne sarei uscita, che la mia vita era finita lì e tu, con un sorriso e un po’ di lacrime negli occhi mi dicesti: “No”.
Mi dicesti che io non mi sarei arresa, e se oggi io posso raccontare quello che mi è successo… è grazie a te.
Ci mettesti tanto a convincermi, mi hai salvata da una situazione che mi stava mangiando viva, mi stava soffocando e io mi sentivo sempre di più annegare, ma tu eri lì, con il tuo accento romano a dirmi che la mia vita non è finita.
Purtroppo vivi molto lontana da me e non ci sentiamo spesso, ma so che potremmo non parlarci per mesi, anni, ma appena ci incontreremo di nuovo un giorno… correremo ad abbracciarci.
Mi manchi sempre M., ma un po’ di più quando ho il ciclo e tu andavi al supermercato a prendermi il tè al limone e i biscotti senza che te lo chiedessi, mi manchi un po’ di più quando non sei tu ad assicurarti che io prenda le pillole per i crampi, mi manchi un po’ di più quando non riesco a eliminare quelle foto dal mio telefono”.
(S. classe terza)

Gemma n° 2819

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare una persona: mio fratello.  Nonostante i nostri tre anni di differenza abbiamo un rapporto bellissimo sin da quando eravamo piccoli; infatti, ci raccontiamo sempre tutto, ci copriamo e ci supportiamo. Quest’anno non vive più con me e i miei genitori e sento tantissimo la sua mancanza ed è per questo che ho deciso di portarlo come gemma” (E. classe terza).

Gemma n° 2818

“Oggi come gemma ho portato due oggetti che parlano di due persone davvero importanti per me. Il primo è un anello con un’ape. L’abbiamo preso qualche giorno prima di iniziare la seconda superiore e da quel giorno lo indosso sempre, per me è un modo per avere sempre con me questa amicizia. Il secondo oggetto è una scatola che mi è stata regalata per i miei 17 anni, con dentro 17 bigliettini che leggo spesso quando sono triste o ho una giornata storta. Entrambe queste persone contano tantissimo per me: sono state una parte fondamentale in questi anni e onestamente una delle poche cose della scuola che apprezzo davvero, perché proprio qui ho avuto l’occasione di conoscerle. Senza di loro i giorni a scuola sarebbero stati molto più pesanti, infatti riescono spesso a strapparmi un sorriso anche quando sto male. Non so nemmeno se si rendono conto di quanto io voglia loro bene, infatti sono davvero grata di averle incontrate e di aver costruito un legame così forte. Quello che spero è che questa amicizia continui anche dopo le superiori. Anche se saremo lontane e non ci vedremo più ogni giorno, cercherò comunque di restare in contatto con loro. O anche se in futuro magari ci perderemo un po’ di vista, perché ognuna andrà avanti con la propria vita, so che mi ricorderò sempre di loro e di tutto quello che hanno fatto per me, anche semplicemente per esserci state” (A. classe quinta).

Gemma n° 2815

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare mia cugina S. Nonostante la differenza di età di 10 anni, abbiamo un legame molto forte e lei è tra le persone della mia famiglia con cui passo più tempo e a cui tengo di più. Siamo molto uniti e con lei ho condiviso moltissimi momenti belli e brutti della mia vita, da concerti, vacanze e giri con la sua moto a incidenti, perdite e momenti bui attraverso i quali mi ha supportato e per questo le sono molto riconoscente e le voglio un mondo di bene” (G. classe terza).

Gemma n° 2811

“Come prima gemma ho deciso di portare la frase di una canzone che a parer mio è una vera e propria poesia. La canzone è “Quel filo che ci unisce” di Ultimo ed è diventata la colonna sonora della mia vita.  Innanzitutto vorrei raccontarvi com’è nata: Ultimo l’ha scritta per una ragazza totalmente sconosciuta con cui ha passato un pomeriggio parlando e passeggiando per Trastevere. Lei poi è ritornata a Los Angeles dove viveva e lui, rimasto a Roma, dopo due settimane le ha inviato in una scatolina rossa una chiavetta USB e un testo di una canzone scritta a mano che era proprio “Quel filo che ci unisce”. Dopo 4 anni Ultimo e questa stessa ragazza hanno avuto un bambino.  Questa canzone fa parte di un album che per il cantante è molto importante cioè “Solo”. È stato pubblicato dopo due anni di pandemia in cui eravamo tutti isolati gli uni dagli altri e questo ha permesso a molti di mettersi a confronto con le proprie fragilità e insicurezze. Ecco, Quel filo che ci unisce è una speranza, uno spiraglio di luce in fondo ad un tunnel buio da cui, se sei da solo, fatichi ad uscire, ma se trovi la persona giusta tutto diventa luce.
Già questo, per me, è un motivo per cui questa canzone è magica. Inoltre, qualche anno fa, dopo aver vissuto un lutto familiare molto importante, le sue parole mi hanno accompagnata in quei giorni di sofferenza e dolore, diventando parte del mio cuore e della mia anima. La perdita che la mia famiglia ha vissuto è stata improvvisa, ingiusta e priva di una spiegazione… Tuttavia Niccolò ci ha insegnato ad andare oltre, a capire che, nonostante ciò che avevamo perduto, potevamo ancora contare su quel filo che ci unisce: un filo che va oltre gli oceani, oltre le montagne, oltre qualsiasi cielo. Qualcosa di ultraterreno, di magico. C’è una frase in particolare che dice: “tanto sai che tutto è un gioco e vince chi sorride”. Un giorno l’avevo scritta nelle mie note di Instagram perché, dopo aver letto un post della fidanzata di Ultimo in cui parlava di come sarebbe stata da mamma, avevo davvero compreso il significato profondo di questo verso.

La mattina seguente, a quella nota aveva risposto mia sorella M. chiedendomi se fosse tutto ok. Quello che le ho risposto io è arrivato direttamente dal mio cuore. Non ho usato parole dotte o significati complessi, semplicemente il mio pensiero.

Io e lei ci siamo promesse di tatuarci questa frase non appena avrò compiuto 18 anni nella parte sinistra del torace, vicino al cuore. Mia sorella ha vissuto tante battaglie, forse troppe per un’unica persona. È una donna esile ma ha una forza che potrebbe smuovere le montagne.  Non posso definirla una semplice amica.  Lei è la mia anima gemella: l’estensione della mia anima. La parte migliore di me. Un pezzo del mio cuore. La mia medicina. Il mio rifugio. La mia casa. Il mio Sole.  Non hanno ancora inventato le parole giuste per definire ciò che è lei per me.  O forse sono io ignorante, perciò faccio un passo indietro nel provare a descrivere il nostro legame perché qualsiasi cosa io possa dire non sarebbe mai abbastanza per Lei.
Quando ero piccola M. mi portava sempre in giro e faceva quello che la mamma e il papà non riuscivano a fare avendo tanti figli a cui badare. È stata la prima a portarmi nel luogo che è diventata la mia seconda casa cioè la palestra dove ballo; è stata la prima a farmi capire cosa significhi essere forti e superare le battaglie che la vita ci pone davanti, talvolta anche lasciandosi distruggere dal dolore perché è proprio da quel dolore che si può ricominciare.
Quando sarò vecchia racconterò di lei ai miei nipoti e non dirò “mia sorella”, ma il mio primo vero amore.
Forse alla fine questa mia gemma non è per la frase di Ultimo in sé, ma per la persona a cui penso quando la leggo: la mia anima gemella.
L’augurio che posso fare a ognuno è quello di trovare una persona come Lei.
Tutti meritano di essere amati come lo sono io da mia sorella.”
(A. classe quarta).