Gemma n° 2606

“La gemma di quest’anno è stata la più difficile da scegliere, ci ho pensato per mesi e fino all’ultimo sono stata molto indecisa. Questo è stato l’anno più complicato della mia vita, e dico complicato perché anche se mi sembra che mi siano successe solo tante cose brutte, devo riconoscere che quest’anno me ne ha anche donate tante belle ma soprattutto mi ha insegnato tanto.
Quindi come gemma ho deciso di portare la scena iniziale del film “Love actually” dove il narratore racconta di come, se ci prestiamo attenzione, siamo circondati dall’amore, sempre e comunque. Questo film mi ha dato tanta speranza, soprattutto questa scena.
Prima del 2024 non ho mai creduto in cose come l’aldilà né tanto meno al destino o alle coincidenze, ma quest’anno ho vissuto esperienze che mi hanno fatto dubitare di tutto, soprattutto mi hanno fatto dubitare di essere circondata da amore.
Una in particolare è stata la morte di un mio amico molto giovane. Questo ragazzo è una delle persone più buone che io abbia mai conosciuto. Non è che avessimo questo rapporto incredibile, ma lui è una di quelle persone di cui ho solo bei ricordi, l’ho adorato dal primo istante in cui l’ho visto e qualsiasi momento passato insieme lo ricordo come un momento particolarmente felice.
Beh ecco da quell’incidente il mio modo di pensare è completamente cambiato, e soprattutto il mio modo di relazionarmi con le persone.
Da tutto questo ho imparato una cosa, a non dare per scontato neanche un momento e soprattutto a non dare per scontate le persone che ci vogliono bene. Quest’anno ho avuto modo di conoscere tante persone, di riavvicinarmi a vecchi amici e di non separarmene più, ma anche di perderli di nuovo.
Non ho dato per scontato neanche un momento trascorso con loro.
Adesso ogni volta abbraccio le persone che amo una volta in più, perché è sempre meglio che stringerle una volta in meno, in particolare le mie amiche, senza le quali probabilmente non starei raccontando questa gemma.
Incredibilmente, la morte mi ha insegnato cosa vuol dire amare”.
(E. classe quarta).

Gemma n° 2602

“Per la mia gemma di quest’anno ho deciso di portare me stessa ma non tanto per un motivo egocentrico o narcisista, ma solo per concludere un cerchio che ho iniziato 2 anni fa. In questa foto con mio fratello, avevo quattro anni ed ero al centro commerciale. Ho deciso di portare me stessa, perché penso che questo sia l’anno in cui più si scopre chi siamo: si è a un passo dal concludere un percorso che ci ha accompagnati da quando abbiamo sei anni per cominciare a vivere da adulti in un ambito completamente diverso (chi addirittura in città diverse, in ambienti diversi, anche lontani dalle proprie famiglie). Io penso di essere maturata parecchio nel corso di questo percorso liceale e soprattutto penso modestamente che la piccola di quella foto potrebbe essere fiera di quello che sta facendo, delle scelte che ha preso fino ad adesso. Penso di aver acquisito molta sicurezza in ciò che sono e in ciò che faccio e in questo anche il COVID ha influito parecchio, perché è avvenuto in un momento di transizione che mi ha permesso ancora di più di comprendere effettivamente che la vita è una e che quindi basta fregarsene. Io spero che quella bambina con così tanti sogni e con così tanta voglia di fare, di scoprire, così tanta curiosità resti in me per sempre, perché penso che ciò che ci mantiene vivi sia proprio avere ancora e per sempre dentro di noi quei bambini che eravamo. Io non mi ritengo tanto diversa da com’ero da piccola: sono rimasta curiosa, volenterosa, chiacchierona e tendenzialmente sorridente, come nella foto. Ho deciso di portare una foto anche con mio fratello, non perché io non ne abbia da sola, ma perché questa  è l’unica foto che abbiamo insieme io e lui in cui entrambi sorridiamo. Ho deciso di portarla, perché rientra nell’ambito della crescita personale, perché io ho avuto lui che è stata la mia figura di riferimento ed è sempre stato un bravo fratello. Ho deciso di portare me stessa come chiusura di un percorso personale, perché due anni fa ho portato le mie amiche, l’anno scorso il primo amore e quest’anno ho deciso di portare me stessa proprio come un urlo di libertà, di “ce la puoi fare” che so che quella bambina dentro di me mi sta dicendo: voglio renderla fiera e penso di starci riuscendo”.
(E. classe quinta)

Gemma n° 2593

“Noi abbiamo deciso di portare come gemma l’adolescenza e tutti gli aspetti positivi di essa.
Abbiamo rilevato tre punti di riferimento fondamentali durante questo periodo della vita di ciascuno e sono le amicizie, le passioni e la famiglia.
Le amicizie rispecchiano un po’ la persona che siamo, incidono anche molto sulle nostre decisioni e sui nostri comportamenti e spesso fungono da ancora in situazioni difficili: si dice anche che in particolare tutte le persone che ci stanno vicino durante questo periodo della nostra vita, rimangono per sempre. Questi rapporti possono essere coltivati anche nell’ambito scolastico, cosa non scontata.
Il secondo aspetto riguarda le passioni, lato importante di questi anni, che permettono non solo lo sviluppo di attività appaganti che possono poi guidarci verso la  nostra carriera futura, ma rappresentano soprattutto uno sfogo mentale da tutto ciò che può creare stress.
Per ultimo, ma non per importanza, diamo molto peso alla famiglia: nonostante non tutti abbiano l’amore e la sicurezza di una famiglia solida, ci teniamo a sottolineare questo aspetto adolescenziale dato che ha particolarmente contribuito alla formazione di chi siamo oggi e dato il grande impatto che determinati componenti della nostra famiglia hanno avuto come punti di riferimento.
Infine, abbiamo voluto portare questo argomento come gemma, data anche la sua particolare astrattezza: per quanto noi personalmente siamo entusiaste di entrare a contatto col mondo adulto, dall’altro lato proviamo parecchia malinconia al pensiero di dover lasciare andare gli anni più belli della nostra vita, i quali proprio per questo motivo dovrebbero essere sfruttati al massimo e vissuti intensamente”.
(V. e R. classe quinta).

Gemma n° 2589

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“Quest’anno come gemma ho deciso di portare il viaggio studio che ho fatto quest’estate in Irlanda. Era la prima volta che facevo un’esperienza simile, in un paese dove non ero mai stata, dove la lingua non era la mia e dove non conoscevo nessuno, perciò sono partita con Francesca, una compagna di classe che ho conosciuto l’anno scorso e alla quale tengo molto. 
La nostra esperienza è iniziata il 4 agosto quando siamo partite da Udine con altri 20 ragazzi e due accompagnatori, siamo arrivati all’aeroporto di Venezia dove, dopo aver lasciato le valigie e aver fatto i controlli, siamo partiti per Dublino. Dopo due ore di volo siamo atterrati in Irlanda e sembrava di essere tornati a ottobre, infatti quando siamo scesi dall’aereo pioveva e faceva freddo, dopo aver ripreso i bagagli abbiamo viaggiato altre cinque ore in bus per arrivare a Cahersiveen: un paese sulla costa occidentale dell’Irlanda dove avremmo vissuto per due settimane. Appena arrivati, siamo stati divisi in famiglie, io e Francesca eravamo insieme a una  ragazza spagnola ed eravamo ospitate da una coppia della zona. Le nostre giornate erano impegnative: la mattina avevamo corsi di inglese e il pomeriggio facevamo diverse attività nel territorio e sulle coste irlandesi. Abbiamo avuto la possibilità di conoscere ragazzi provenienti dalla Spagna, dalla Francia, dalla Germania, dalla Polonia e fare amicizia con loro; l’ultimo giorno quando siamo partiti per tornare a casa eravamo tutti tristi che il viaggio fosse finito, ma allo stesso tempo contenti di aver vissuto un’esperienza così bella. Questa vacanza mi è piaciuta moltissimo e mi ha dato l’opportunità di conoscere un paese nuovo ed entrare nella cultura del suo popolo, ma anche di incontrare ragazzi da tutta Europa e migliorare l’inglese. Spero di ripetere questa esperienza anche in altri paesi” (V. classe seconda).

Gemma n° 2583

“Come ultima gemma del mio percorso ho deciso di portare la canzone Ogni Volta di Vasco Rossi.
Ho scelto proprio questa perché negli ultimi mesi mi ha accompagnata in tantissimi momenti della mia vita, lasciandomi sempre nel cuore un messaggio importante.
Secondo me questa canzone ha varie chiavi di lettura, a volte anche molto libere, che variano in base alle esperienze e forse anche all’età. Per me Ogni volta è un viaggio attorno alla vita e ai suoi momenti di tristezza e di gioia. Ogni volta è una canzone in cui l’incompiutezza di ciascuna frase è completata dalle proprie esperienze.
La canzone può essere vista come un’analisi dell’esistenza. Vasco spesso riflette sui temi della vita, della morte, del cambiamento e delle esperienze vissute. L’“ogni volta” qui potrebbe simboleggiare il ciclo continuo della vita, dove ogni volta che si affronta una difficoltà, un cambiamento, si riprende comunque a vivere, a sperare, a sperimentare. Questo ciclo continuo è parte del nostro essere, e la canzone sembra volerci ricordare che, nonostante tutto, la vita va avanti, sempre”.
(E. classe quinta).

Gemma n° 2573

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una frase che fotografai 4 anni fa mentre ero in vacanza a Matera. Camminando per le vie della città durante le ore più calde della giornata decisi di sedermi su un muretto per riposare e sotto i miei piedi trovai scritto: “prendere o lasciare?”.
Decisi subito di fotografare queste parole, non sapevo neanche io il perché ma oggi, ripensandoci, forse il motivo dentro di me lo sapevo già. Dopo tutti questi anni, andando avanti con la mia vita e facendo ogni giorno nuove esperienze, mi sento rappresentata a pieno da questa domanda: poche parole che però riassumono il mio modo di relazionarmi con le altre persone e di affrontare le situazioni che mi trovo davanti.
Personalmente non ho un carattere molto deciso, spesso mi ritrovo a pensare fin troppe volte prima di prendere una decisione, che sia una cosa banale o veramente molto importante.

Tuttavia, trovo che questa frase rispecchi benissimo il mio modo di relazionarmi, sia in amicizia sia in amore. Sono una ragazza semplice e convinta, che sa quello che vuole. Questo però non dev’essere frainteso col buttarsi a capofitto in qualcosa ma semplicemente cogliere un’opportunità e non come molto spesso capita, lasciarla andare.
Nonostante io sia la prima a dire che nella vita bisogna provare e lasciarsi una porta aperta a nuove conoscenze, non nego che spesso e volentieri questa domanda vaga nella mia mente ma alla resa dei conti vincerà sempre la parte di me che vede tutto come una sfida e un’occasione per migliorarsi, non lasciando alcuno spazio al rimorso per una scelta non compiuta”.
(G. classe terza).

Gemma n° 2571

“Come gemma di quest’anno ho deciso di portare uno tra i miei film preferiti: Inception di Christopher Nolan.
In breve, questo film tratta della storia di un uomo in grado di inserirsi nei sogni altrui per prelevare i segreti nascosti nel più profondo del subconscio e fa capire anche come i sogni di una notte possano talvolta essere collegati l’uno all’altro. Di questo film non mi ha colpito solo la trama (già molto avvincente) ma il significato che vi si cela dietro: i sogni come percezione della realtà.
Questa definizione mi appartiene molto perché sono sempre stata una ragazza “sognatrice” ma decisa a far sì che un giorno ciascuno di essi si realizzi; sognare o viaggiare con la mente mi aiuta a essere determinata perché mi stimola ad andare fino in fondo (non amo lasciare le cose sospese). I sogni poi mi hanno sempre affascinato: da piccola mi chiedevo continuamente come la nostra mente potesse proiettarci delle immagini nel momento in cui siamo tranquilli e liberi da qualsiasi preoccupazione (il sonno) e proprio per questo mi sento molto rappresentata dal messaggio di questo film che continua a cambiarmi ogni anno”.
(S. classe seconda).

Gemma n° 2569

“Ci sono amici e amici. E poi ci sono quelli che sono come fratelli. Non che uno non bastasse, anzi, è più che sufficiente, ma fratelli nel senso di cresciuti assieme.
Tutto cominciò quando mia madre conobbe F., ancora oggi la sua migliore amica. Sono cresciute assieme, condividendo esperienze e molto altro. Poi nel 2006, quando mia madre è venuta a vivere in Friuli, sono nato io. L’anno dopo è nato il primo figlio di F., M. L’anno dopo ancora nasce il secondo figlio di F., P. E infine nel 2009 nasce mio fratello D. Quattro maschi, due a testa, tutti nati in scala, per due amiche che sono come sorelle… mi è sempre piaciuto immaginare se fossimo stati quattro fratelli. Ma penso che non ci sopporteremmo, e inoltre, il fatto di vivere in due regioni diverse, rende il tutto più bello e più unico quando ci incontriamo. Siamo quattro personalità completamente diverse, ma ci completiamo a vicenda. E forse, proprio il fatto che siamo così differenti, dal carattere aperto e socievole di M. a quello più timido di mio fratello, dal mio senso pratico al senso logico di P. “il piccolo genio”, rende il nostro legame speciale”.
(L. classe quinta).

Gemma n° 2566

“Come gemma quest’anno, siccome è l’ultima, ho deciso di portare qualcosa che io considero una parte di me.
Quindi ecco quello che credo sia l’oggetto a me più caro e intimo e di cui sono più gelosa: un diario in cui sono custoditi tutti i miei ricordi.
Recentemente mi è capitato di leggere una frase che secondo me cade proprio a pennello: “usa i ricordi non per rimpiangere ciò che è passato ma per ricordarti di quanto sei stato fortunato a viverlo”.
Io credo da sempre che i nostri ricordi siano uno muro portante per la nostra esistenza perché, riportandoci indietro nel tempo, fungono da promemoria di ciò che siamo stati e di quello che abbiamo vissuto; non mi riferisco solo ai ricordi piacevoli, ma anche a quelli che, se ci ripensi, ti lasciano un po’ di amaro in bocca.
Questo diario è il mio di muro portante: mi ha accompagnato per tutta la mia adolescenza ma si espande anche all’infanzia, ed è una raccolta di veri e propri frammenti della mia vita che a me piace collezionare: qui dentro ci sono io al 100% e sono convinta che se qualcuno ci sbirciasse sarebbe in grado di cogliere perfettamente la mia personalità, i miei desideri o le mie paure.
Il contenuto spazia tra pensieri, riflessioni ma anche cose più materiali che tante volte sono le più semplici: biglietti scritti a mano, la cartina dei miei cioccolatini preferiti, biglietti del cinema, fiori seccati, i braccialetti luminosi di qualche festa… insomma c’è davvero tanto.
Riempire queste pagine è un’esperienza che mi fa tornare un po’ bambina, infatti il titolo di questo quaderno è proprio il soprannome che ho sin da quando sono piccina.
Ogni tanto mi capita di sfogliarlo e, passando attraverso le diverse fasi della mia vita, proprio come dice la citazione, mi fa sentire fortunata e grata di averle potute vivere”.
(A. classe quinta).

Gemma n° 2559

“Oggi ho deciso di portare questo trenino rosso perché è il giocattolo preferito di mia nipote. Lei si chiama C. e ha 6 mesi, più che mia nipote la vedo come una sorellina perché sono ogni giorno insieme a lei. Sono maturata di più stando con lei che a scuola perché ho visto il vero significato della vita, ho imparato molte cose (come tenerla in braccio, darle la pappa etc) e perché l’ho vista nascere e crescere. Da quando è nata sono riuscita a riconnettermi con la bambina che è in me.
C. è una delle cose più belle che mi sia capitata e anche tra 20 anni quando riguarderò questo trenino mi ricorderò di ogni pomeriggio passato con lei da piccolina” (B. classe quinta).

Gemma n° 2554

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare la mia gatta. L’abbiamo chiamata “Night” perché lei è di colore nero come il cielo di notte e ha una macchia bianca sul petto che assomiglia a una mezza luna. L’abbiamo presa tre anni fa e da quando ce l’abbiamo la mia vita, e non solo la mia, ma anche della mia famiglia, è cambiata. Ogni volta che sto male, sono preoccupata per qualcosa oppure sono in ansia e la mia famiglia non può aiutarmi, accarezzare la mia gatta mi rilassa e mi calma. Prima di averla i discorsi in casa erano sempre i soliti per esempio sulla scuola o sul lavoro ma adesso abbiamo un argomento in più di cui parlare, cioè della nostra gatta. In un certo senso Night ci ha rallegrato le giornate e ogni giorno c’è qualcosa di nuovo di cui parlare. Anche se a volte fa dei disastri oppure dá fastidio le voglio molto bene perché grazie a lei la mia vita è migliorata” (S. classe seconda).

Gemma n° 2549

Immagine creata con ChatGPT®

“La gemma di quest’anno è la mia estate. È stata una delle migliori estati fino ad ora, soprattutto per quanto riguarda la crescita personale e la responsabilità. Ho lavorato tutta l’estate e continuo tutt’ora a fare la cameriera. Sentivo il bisogno e la curiosità di sapere cosa si prova a lavorare e a sentirmi più indipendente finanziariamente. Ora posso essere libera di spendere i soldi come mi pare senza sentirmi in colpa per chiederne troppi ai miei genitori.
Inoltre ho imparato a relazionarmi con i clienti e a stare dietro alle loro esigenze (non tutti sono cortesi), e con i colleghi di lavoro.
Allo stesso tempo, nonostante lavorassi molto, sono riuscita spesso ad uscire con i miei amici, a divertirmi e a fare nuove esperienze con loro.
Ho cercato di organizzare il tempo al meglio.
Dopo quest’estate ho capito che sto veramente crescendo e che sto entrando nel mondo adulto, cosa che un po’ mi spaventa ma prima o poi doveva succedere”
(G. classe quinta).

Gemma n° 2547

“Come gemma ho deciso di portare qualcosa di molto personale ovvero un quaderno con dei francobolli. Questo libretto me l’ha regalato mio nonno prima di andarsene e, come a me, l’ha regalato anche a mio fratello e ai miei quattro cugini. Ognuno ha attaccati diversi francobolli in base ai propri interessi, ad esempio io ho le farfalle.
È molto importante per me perché è l’ultimo ricordo che ho prima che venisse ricoverato in ospedale e prima di andarsene. Mio nonno non era un uomo di molte parole e all’apparenza sembrava un po’ scorbutico ma in realtà era molto buono e cercava in tutti i modi di prendersi cura dei suoi nipoti inclusa me. Di lui mi piaceva che a volte mi raccontava le sue storie di quando era giovane e io mi mettevo lì ad ascoltarlo. Nonostante adesso non ci sia più, la casa, dove adesso vive mia nonna, mi ricorderà sempre le cene e i momenti passati in famiglia assieme a lui. Adesso ho davvero la consapevolezza di dire che i nonni sono la nostra più grande fortuna ed è importante goderseli perché non saranno sempre con noi. Io adesso ho le mie due nonne che sono le mie rocce e sarò sempre grata per quello che mi hanno dato sin da piccola”.
(C. classe quinta).

Gemma n° 2540

“È da tutto l’anno che mi dico «questa è l’ultima gemma che posso presentare, devo trovare qualcosa degno di nota!» e poi non sono mai soddisfatta di quello che scelgo. È una mia cosa tipica, dare tutto per scontato, trovare tutto banale. Ma proprio queste cose, a cui spesso non attribuisco il giusto valore, sono quelle che mi porto nel cuore. Oggi voglio essere grata per tutto ciò che ho e che mi rende felice.
– Amici e famiglia: credo che queste siano le cose che più sottovaluto, anche perché ci ho a che fare spesso e diventano quasi una “routine”. Ma il fatto che siano diventate parte integrante della mia giornata è un privilegio che solo in pochi hanno. Sono circondata da persone meravigliose che mi aiutano nel momento del bisogno, che mi strappano un sorriso quando sono triste e che, con il loro entusiasmo, mi fanno scoprire sempre cose nuove.
– Musica: sono circondata dalla musica da quando ho memoria. Sono grata ai miei genitori per avermi permesso di seguire il mio sogno di suonare il violino. Nonostante ora non lo suoni più, è stato un compagno di vita con cui ho potuto esprimere sensazioni ed emozioni che a parole non sarei mai stata in grado di comunicare. E questo vale per tutto ciò che riguarda la musica, come ad esempio i concerti che offrono una versione diversa e unica che solo un live può trasmettere (non per niente dico spesso che i concerti sono una forma alternativa di terapia).
– Tatuaggi: ho due tatuaggi (per ora) e raccontano due storie legate ai punti precedenti. Sul braccio sinistro ho il titolo di una canzone dei Pinguini Tattici Nucleari, una canzone che mi ha parlato dal primo ascolto (e che mi ha fatto piangere un fiume di lacrime in live). Nell’altro braccio ho due fiori che simboleggiano me e mia sorella.
– Arte: come la musica, l’arte ha sempre fatto parte di me. Ho deciso di portare “sulla soglia dell’eternità” di Van Gogh visto ad una mostra a Trieste. Non so cosa sia successo in me ma, appena l’ho visto, è come se fossi stata completamente alienata dai miei pensieri e catturata nel quadro, come fossimo solo io e lui (inutile dire che, anche qui, ho pianto fiumi). Trovo meraviglioso il modo in cui le opere d’arte mi possano parlare in maniera così chiara e forte e come sappiano colpire la mia sensibilità.
Per concludere, spero in futuro di dare meno per scontate tutte queste cose e di apprezzare tutto ciò che c’è di meraviglioso nella mia vita. Spero di non perdere mai l’entusiasmo nel vedere un tramonto o nel sentire una canzone per la prima volta, quell’entusiasmo della me bambina che vedeva tutto con occhio nuovo.
(F. classe quinta).

Gemma n° 2532

“Quest’anno ho deciso di portare come gemma una foto che rappresenta il finale dello spettacolo della compagnia di danza a cui ho preso parte ad agosto dell’anno scorso. Ho avuto l’opportunità di svolgere l’audizione in un momento di difficoltà in cui avevo bisogno di nuovi stimoli. Dopo aver passato una settimana a Nizza, una volta al mese svolgevamo uno spettacolo in diverse città del nord e centro Italia. Fare quest’esperienza mi ha cambiato molto come persona. Ho conosciuto ballerine di diverse città italiane e ho avuto l’opportunità di confrontarmi con loro. Spesso la danza come tanti altri sport é un ambiente molto competitivo e seppure si lavori in gruppo si cerca sempre di esaltare  il proprio potenziale, di conseguenza spesso si tendono a creare dei fraintendimenti. In questo progetto non è stato così però, in una settimana e nel corso delle diverse tappe ci siamo confrontate molto sugli ambienti in cui balliamo, sulle nostre debolezze e abbiamo cercato dei modi per abbatterle. Viaggiare senza i miei genitori mi ha portato ad avere molta indipendenza e al contempo mi ha fatto diventare più responsabile. Il fatto che gli spettacoli fossero sempre in posti piuttosto lontani, da una parte poteva essere pesante perché le ore di treno erano parecchie, ma dall’altra la lontananza da casa e da scuola mi faceva bene per staccare la mente temporaneamente dalle difficoltà e dai problemi che dovevo affrontare, permettendomi così di impegnarmi nella danza appieno” (K. classe quarta).

Gemma n° 2527

“Pensavo fosse semplice trovare una gemma che mi rappresentasse, non perché non abbia  persone a cui voglia bene ma perché ognuna di loro rappresenta per me qualcosa di importante, per cui è stato difficile scegliere chi per me è la mia gemma. Sfogliando un album di fotografie ho rivisto quest’immagine che ha scatenato in me dei ricordi molto forti e da questa ho capito che la mia gemma era proprio la zia. A dire la verità era la mia prozia, zia della mamma, ma tutti, io e i miei fratelli, la chiamavamo nonna. Infatti la mia mamma è rimasta orfana dei suoi genitori all’età di 5 anni, per cui io non ho mai conosciuto i miei nonni. La zia G. era una nonna perfetta, allegra, giocherellona, spiritosa, severa al punto giusto e soprattutto era una meravigliosa consigliera. Lei sapeva sempre darmi quel sorriso che dava sicurezza. Si, la zia G. è proprio la mia gemma; mi manca non poter parlare con lei, non avere il suo sostegno e il suo consiglio, ma so che lei mi supporta e mi guida anche da lassù e quando guardo il cielo, sono sicura che lei è la stella più luminosa” (L. classe prima).

Gemma n° 2519

“Il pallone da pallavolo rappresenta lo sport che ho cominciato a praticare da settembre, il quale ha avuto una certa ricorrenza nel corso della mia vita. Con la pallavolo è sempre stato un tira e molla ma dall’inizio dell’anno scolastico ho preso la decisione di ricominciare e non smettere più una volta per tutte, combattendo così le sensazioni di inferiorità e di ansia al confronto con i miei coetanei. Ho fatto molti progressi sia psicologicamente che tecnicamente nello sport e continuerò senza più arrendermi” (A. classe quarta).