Gemma n° 2477

“Cara nonna quest’anno per la gemma ho deciso di parlare di te perché anche se non te lo dico molto spesso in quest’ultimo periodo mi manchi veramente tantissimo.
Da quando mi sono trasferita ad Udine, ormai quasi due anni fa, lasciandoti è come se avessi perso un pezzo di me e della mia quotidianità a quasi 600 km di distanza.
E quindi ho deciso di dedicare a te questo piccolo spazio dedicato a me durante quest’ora scolastica per ringraziarti e per esserti riconoscente visto che tu, in questi ultimi anni, hai rinunciato a tanto di te per darlo a me.
Mi sento in dovere di ringraziarti ma non solo per il tuo ruolo di nonna perché per me tu sei stata molto di più:

  • sei stata un’amica con cui divertirmi e sfogarmi quando non avevo nessuno con cui farlo
  • sei stata una spalla su cui piangere quando c’era qualsiasi cosa che non andava anche se era una sciocchezza
  • sei stata quasi una mamma per me tutte le volte in cui la mia non aveva voglia o non si sentiva abbastanza bene per essere una brava madre, cosa che succedeva la maggior parte delle volte.

Ma sei anche una delle persone più coraggiose che conosco perché ci vuole coraggio a crescere come una figlia una ragazza adolescente, e avendo mia sorella come esempio capisco che calmare una bambina che sta crescendo è veramente un’impresa la maggior parte delle volte.
Quindi ti ringrazio veramente tantissimo anche se ogni volta che provo a dirtelo mi dici sempre che non devo farlo e che quello che hai fatto lo hai fatto per il mio bene.
Detto questo spero veramente tanto di poter stare con te ancora tanto tempo perché sei stata e sarai sempre una delle persone più importanti della mia vita”.
(R. classe quinta).

Gemma n° 2471

“Ho pensato tanto a cosa portare come ultima gemma e dopo varie indecisioni ho deciso di dedicarla a mio nonno. Lui non c’è più dal 2012 e ricordo perfettamente quel giorno: ero ad un torneo e una volta tornata a casa i miei genitori mi hanno dato la notizia che mai avrei voluto sentire: il nonno non c’è più. Purtroppo non ho vissuto la stessa infanzia degli altri, difatti avendo perso due nonni non ho potuto sperimentare quel rapporto tra nonno e nipote che vedevo in tutti i miei amici. Tuttavia so che lui mi ha voluto bene e lo so perché proprio per il giorno della mia nascita, lui ha scritto per me una poesia (nella foto sono presenti gli ultimi quattro versi). Nei momenti più difficili io la leggo e so che lui è lì con me, seppur non fisicamente” (E. classe quinta).

Gemma n°2470

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una delle cose a cui tengo di più, ovvero l’ultimo cassetto della scrivania. Non propriamente il cassetto ma quello che c’è dentro.
Quando avevo 11 anni ho deciso di raccogliere tutti i ricordi in un quadernetto, un semplice quaderno A4 a quadretti. Ricordo la gioia di mettere le cose più piccole lì dentro e riempire il quaderno con foglietti, letterine, inviti di compleanno, post it.
Da quel momento questa mia piccola “tradizione” si è accresciuta.
Ad oggi non c’è più solo un quaderno come sei anni fa, ma un cassetto intero con libricini, i miei vecchi diari, una scatola piena zeppa di cose come conchiglie, sassolini, bigliettini, regali che ho ricevuto o semplicemente dei fogli sparsi. Tutti questi sono i miei ricordi, anche le cose più piccole, che possono sembrare irrilevanti.
Mi piace molto, quella volta ogni due mesi, riaprire il cassetto e ogni volta guardare cosa c’è dentro (come se non me lo ricordassi a memoria) e viaggiare con la mente in tempi anche lontani.
Posso dire che le cose contenute in quel cassetto, nell’ultimo cassetto della scrivania, sono le cose (materiali) a cui tengo di più: io sono molto legata al passato in generale in maniera positiva, infatti penso che tutti questi oggetti, questi fogli e questi regali sono ciò che mi hanno resa quello che sono oggi e sono di conseguenza importantissimi in quella che è “la mia piccola storia”, che mi è molto a cuore.
Per questo motivo ringrazio ogni giorno la I. di 11 anni per aver iniziato questa piccola ma grande “raccolta”, che è stata iniziata per divertimento ma che ora è diventata parte integrante della mia vita.”
(I. classe quarta).

Gemma n° 2469

“Eravamo due ragazzi delle medie, che consapevoli che alle superiori sarebbero stati gli unici rappresentanti del sesso maschile avevamo capito di dover fare squadra. Io e R. eravamo amici già prima, ma le superiori ci hanno reso migliori amici. E frequentandolo ho cominciato a conoscere il suo amico/vicino di casa, M. Tutto comincia quando al suo quindicesimo compleanno, nel 2021, mi chiede se fosse un problema per me che ci fosse anche M. “Assolutamente no” gli dico io. D’altronde lo conoscevo già da prima, ero stato con lui e R. al cinema qualche volta e ci avevo anche parlato a ricreazione alle medie ogni tanto, ma non potevo considerarlo effettivamente un mio amico. Da quel compleanno è nato un trio, il nostro trio. Tre personalità totalmente differenti, ma che in un modo o in un altro si completano. Interessi per certi versi simili, per altri distanti anni luce. Di acqua ne è passata sotto i ponti, abbiamo vissuto avventure da divertenti al limite del grottesco, da quando ci siamo accampati in riva ad un lago per due giorni facendo finta di essere pescatori provetti a quando io e M. siamo scesi in corriera fino a Lignano per trovare R. (che lavorava là), e poi alle cinque del mattino ci siamo trascinati in autostazione e abbiamo preso una corriera per tornare a casa. Ho tanti amici, anche se con alcuni perderò i contatti so che con loro, dovessimo anche vivere uno in Giappone, uno in Australia e uno negli Stati Uniti non ci perderemo mai. Io sarò sempre con loro. E loro saranno sempre con me” (L. classe quarta).

Gemma n° 2465

“Mi é andata bene la data della gemma, in quanto si colloca a quasi esattamente un anno da questa gita a Bruxelles che mi/ci ha svoltato la vita.
Eravamo già abbastanza legati come classe ma questa gita ci ha fatto diventare compagni di vita. Ho imparato ad apprezzare veramente tanto i compagni di classe, cosa che prima non facevo, e ho tratto da ognuno un insegnamento diverso. Ho conosciuto molti dei loro lati e aspetti del carattere e di come sono loro nella vita quotidiana.
D’altronde é stato come vivere assieme per 4 giorni. Abbiamo scoperto di avere molte cose in comune. Ci sono stati malintesi ma questi ultimi ci hanno portato al maturamento.
Spero che quando ognuno prenderà la propria strada potremo sempre trovarci in 106 (per pochi)”.
(M. classe quarta).

Gemma n° 2464

“Come prima gemma vorrei portare un gruppo che per me è diventata una seconda casa.
Nel 2021 non mi sarei mai aspettata che questo gruppo sarebbe diventato la mia cura e le uniche persone a farmi sorridere; proprio in quel periodo stavo attraversando un periodo molto difficile e in quei momenti non avevo nessuno al mio fianco, ma un giorno di giugno mi ritrovai un music video su Youtube di questo gruppo, gli Enhypen, un gruppo maschile coreano composto da sette ragazzi nato nel 2020. Iniziai a vedere il video e mi presero dall’inizio alla fine sia la canzone che la coreografia; da quel momento, incuriosita, decisi di guardare altri video e interviste. Appena li vidi mi innamorai subito di loro, giorno dopo giorno imparai i loro nomi e perfino i compleanni.
lo non so come hanno fatto e come è successo ma loro mi hanno fatto sorridere dopo tanto tempo: da quel momento fino ad oggi tornai a vedere la vita in un modo differente.
Quindi può essere strano ma questi sette ragazzi non mi hanno solo ridato la felicità e la voglia di vivere ma anche credere nei miei sogni. Il mio sogno più grande in questo momento è vederli dal vivo un giorno, o in Italia o all’estero: mi renderebbe felice il solo vederli”.
(S. classe prima).

Gemma n° 2463

“Come gemma ho deciso di portare il teatro poiché ho vissuto un momento difficile in precedenza e quando ho cominciato teatro, tutto ha cominciato a cambiare in meglio. Ho ripreso rapporti con persone che sono diventate indispensabili e ho trovato un posto “sano” dove mi diverto da matti. Ogni settimana aspetto solo il weekend per poter andare a “divertirmi”.
Adesso stiamo allestendo un nuovo spettacolo è più vado avanti più sono felicissima della scelta che ho fatto!!!” (A. classe prima).

Gemma n° 2460

“Quest’anno ho deciso di portare come gemma la canzone Blue Jeans di Lana Del Rey. Questa canzone, nonostante sia una delle più conosciute di Lana, ha una grande importanza per me e mi ha aiutata in diversi momenti difficili e complicati della mia vita. Ascoltandola mi sentivo e mi sento tuttora compresa e rassicurata in qualche modo, perché la maggior parte delle parole del testo rispecchiano me, i miei sentimenti e il mio modo di fare: infatti mi ci ritrovo e mi consola quando penso di essere strana a pensare o provare certe emozioni in determinate situazioni. Oltre a ciò mi piace anche per il bel ritmo e per la voce di Lana, che è la mia cantante preferita” (E. classe quarta).

Gemma n° 2456

“Ho scelto di portare una canzone di Tedua che si chiama Soffierà ed è contenuta all’interno dell’album “La divina commedia” uscito nel 2023. Tedua per me è stato una nuova scoperta dell’anno scorso e subito le sue canzoni mi sono entrate dentro, merito alla sua scrittura.
Questa canzone (fonte https://www.songtell.com/it/tedua/soffier) parla del potere delle emozioni di una persona e dell’influenza, non per forza negativa, che possono avere su di essa. Utilizza la figura del vento come metafora per far capire che le emozioni sono in grado di trasportare via le sensazioni negative e i dolori e che quindi portano un’aria di cambiamento.
La canzone descrive anche un contrasto tra la coscienza sporca del cantante e l’innocenza della persona protagonista (la mia coscienza è sporca, la tua innocenza è pura). Il cantante è consapevole di poter contaminare la persona, ma si chiede se la persona vuole ancora prendersi cura di loro. E anche in questo caso il vento viene utilizzato come simbolo dello stato emotivo del cantante”.
(C. classe quarta).

Gemma n° 2455

“Devo essere sincera: ero molto indecisa riguardo alla gemma che avrei dovuto portare quest’anno, e pensavo di avere un sacco di tempo. Essendo una persona che prende tutto molto seriamente, la scelta di dedicare il mio tempo a qualcuno di importante che è sempre vicino a me è stata difficile. Alla fine, ho scelto di dedicare questa gemma a mia mamma.
Questa foto è stata scattata quando avevo all’incirca 8 mesi e io e la mia famiglia stavamo festeggiando il mio battesimo. In questa foto siamo raffigurate io e mia mamma, di nome B. Mia mamma è una donna molto forte e questo mese per lei è stato molto difficile; ha dovuto affrontare tante sfide e per questo voglio ringraziarla poiché nonostante tutto ha sempre mantenuto un sorriso dolce sul suo viso.
Non voglio mentire e raccontare la perfetta storia di come il nostro legame sia come nei film e che lei è la mia migliore amica, poiché non è così. Anzi, spesso abbiamo opinioni contrastanti e perciò litighiamo.
Non nego che invidio molto le persone che hanno un buon legame con i loro genitori, non nego che lo desidero anche io e che spesso mi mette in imbarazzo persino parlarne con gli altri.
Tuttavia, mia mamma è sempre presente, accanto a me, a proteggermi e ad aiutarmi, anche quando la faccio impazzire. Desidero ringraziarla per i sacrifici che fa per me e mia sorella, per l’impegno costante nell’accontentarci e, soprattutto, per la sua infinita pazienza.
Io non l’ho potuta proteggere da tutto il male che ha incontrato durante la sua vita ma spero con tutto il mio cuore che capisca quanto le voglia bene e che per me è un grande esempio in ogni cosa che fa. Una frase che mi ripete spesso è: “Ricordati sempre di essere indipendente”. Da bambina non capivo appieno il significato, ma ora, quando mi sento demotivata, ripenso a quelle parole e al significato profondo che hanno per lei.
In conclusione, questa gemma rappresenta non solo un omaggio a mia mamma, ma anche un riconoscimento alla sua forza, saggezza e amore. Le sono grata per ogni insegnamento e sacrificio, e mi auguro di poterle restituire, in parte almeno, tutto l’affetto che mi ha donato nel corso degli anni”.
(V. classe prima).

Gemma n°2454

“Quest’anno ho portato come gemma delle foto con i miei nonni.
Nella prima foto ci sono io da piccola assieme ai miei nonni durante la festa di un mio compleanno che appunto ero solita festeggiare a casa mia nel mio giardino insieme ai parenti più stretti.
La seconda invece è una foto del Natale appena passato.
Ho deciso di parlare di loro perché hanno ricoperto un ruolo importante nella mia vita. Sono stati il mio papà e la mia mamma, tutto ciò che so l’ho imparato da loro da piccolissima. Ogni volta che vado a trovarli mi vengono in mente tutti i ricordi: quando ero piccola ogni giorno andavo a casa loro che abitano in un paesino piccolissimo, di 4 case, classico paese di contadini. Mi ricordo le passeggiate nei campi con mio nonno, mi raccoglieva le pannocchie e mi diceva “ninine fâs viodi a tô none” e per me era come oro; raccoglievamo i pomodori ciliegina, ci sedevamo per terra in mezzo al campo e li mangiavamo tutti. Grazie a mia nonna ho imparato molte cose. Mi ha insegnato a fare il tiramisù e tuttora “nonna, tu âs fat il tiramisù?” Ogni volta che vado da loro. Ricordo quando lei doveva lavare i vestiti a mano e io la aiutavo lavando i fazzoletti in panno di mio nonno. Ogni settimana mi comprava i gessetti per disegnare sul marciapiede del giardino e giocare a campana con il nonno.
Loro hanno i polli e i conigli e ho sempre amato aiutare mia nonna a dar da mangiare e prenderli in braccio. Mi ricordo quando andavamo tutti assieme in bici, perché loro non hanno la patente, nel paese vicino a fare la spesa. I pomeriggi assieme a mio nonno sulle altalene del parchetto”.
(I. classe quinta).

Gemma n° 2447

“La mia gemma di quest’anno è la mia collana.
Chi mi conosce sa che io non porto alcun tipo di gioiello se non un piccolo bracciale e questa collana.
Non è una semplice collana, è la collana che rappresenta il mio primo amore.
Me l’ha regalata il mio ragazzo ad aprile dell’anno scorso; inizialmente era solo la collana che si è comprato identica anche lui e poi il giorno del mio compleanno mi ha regalato la lettera che è la sua iniziale, fatta da lui.
Lui ha la mia e io ho la sua.
Questa collana rappresenta noi due ed è veramente l’unico gioiello che porto sempre e che non tolgo mai, anzi se la dimentico per caso sento che mi manca un pezzo.
Ho deciso di portarla perché rappresenta una delle fasi più belle della mia vita: l’amore e il primo innamoramento.
Questa collana è la sintesi perfetta dell’amore che io e lui proviamo l’uno per l’altra e non credo che potessi portare gemma migliore”.
(E. classe quarta).

Gemma n° 2444

“Come gemma per quest’anno ho scelto di portare la canzone di Billie Eilish What was I made for uscita quest’estate all’interno del soundtrack ufficiale del film “Barbie”. Penso che questa canzone esprima esattamente cosa vuol dire essere donne, o meglio, per quanto mi riguarda, ragazze. Quello che trovo di bello in questa canzone è la delicatezza della melodia, accostata a dei versi forti e molto significativi. Personalmente la prima volta che l’ho sentita durante il film, sono rimasta senza parole da quanto era bella; di solito prima di emozionarmi per una canzone uno o più ascolti sono d’obbligo, con questa canzone invece è stata questione di pochi secondi. Ritrovare me stessa in questi lyrics per me è stato immediato. Una delle frasi che ho subito riconosciuto come mia è stata “when did it end, all the enjoyment”. Questo verso mi ricorda il distacco dall’essere bambine al diventare (non completamente) adulte. Ciò che prima era normale, come mangiare un piatto di pasta in più o essere rumorosa quando parli in pubblico, viene visto come fuori dal normale, come qualcosa di sbagliato. La leggerezza dell’essere bambine scompare, tutto il tempo che prima passavi a divertirti adesso lo spendi preoccupandoti di come uscirai vestita il giorno dopo o di quanto mangerai per evitare di sembrare ingorda o strana agli occhi degli altri. La leggerezza piano piano va via, per fare spazio alle paure e all’angoscia di non essere perfette (la stessa che si trova durante il film in Barbie). Concludo dicendo che tutti, maschi o femmine che siano, dovrebbero ascoltare almeno una volta nella vita questa canzone, aprendo il proprio cuore e lasciando che le proprie emozioni scorrano e si  esprimano per ciò che sono” (I. classe terza).

Gemma n° 2443

“L’11 dicembre 2023 mi sono state dette quelle parole che un atleta non vorrebbe mai sentirsi dire da un medico: “il tuo crociato è rotto, la tua stagione è finita”. Non so neanche io bene come, ma non appena mi sono state pronunciate quelle parole sono riuscita a trattenere le lacrime, forse perché sotto sotto lo sapevo o forse solo perché volevo sembrare forte. Eppure questo infortunio mi ha portato un grande vuoto dentro.
Era da mesi che combattevo contro un dolore al ginocchio senza che si riuscisse a capire bene che cosa io avessi.
A giugno 2023 durante un allenamento è suonato quel primo campanello d’allarme, quel CRACK che a ripensarci mi vengono ancora i brividi.
Durante l’estate si sono susseguite una serie di visite, ma nessuna risposta concreta, finché a settembre l’ortopedico che mi ha visitata mi ha detto che sarei potuta tornare a giocare. Ero contentissima, ma dentro di me sapevo che c’era qualcosa che non andava.
Ho ripreso gli allenamenti e piano piano ho ritrovato la sicurezza che avevo perso a causa dell’infortunio.
Fino a quando, SBAM, un’altra porta in faccia, un’altra ricaduta. Mi cede il ginocchio durante una partita.
Non c’era più nulla da fare, avevo lottato fino a quel momento, ma la paura era riemersa.
Decido di farmi visitare da un altro ortopedico il quale pronunciò quelle fatidiche parole.
Nella mia testa, prima di quella visita, c’era ancora quella piccola speranza di poter tornare a giocare e di nascondere quella che sapevo fosse la verità, ma la verità ha avuto la meglio su quel piccolo spiraglio di luce.
Nonostante il dolore e le lacrime sono grata a questo infortunio perché mi ha fatto capire che ci sono persone che ci tengono tanto a me, quanto io sia fortunata ad avere una squadra che mi supporta in questo momento difficile e degli allenatori che ci tengono veramente al fatto che io stia bene. Spero di non deluderli e di tornare più forte di prima. Non so cosa mi riserverà il futuro o se ritornerò a giocare, ma ciò di cui sono certa è che uscirò da questi 6 mesi un po’ più consapevole e sicura delle mie capacità”.
(G. classe quarta).

Gemma n° 2430

“S. è la luce costante nella mia vita, un faro che guida il mio cammino nei giorni di sole e nei momenti più bui. La sua presenza è un abbraccio confortevole che lenisce le ferite della mia anima, un sorriso che illumina anche i giorni più grigi e un animo gentile che sta guarendo un cuore che lei stessa ha lottato tanto perché non si rompesse. La profondità della nostra connessione mi ricorda tanto quella tra Meredith e Cristina, un legame che supera le parole e si intreccia con i battiti del cuore.
Abbiamo condiviso risate contagiose che risuonano nell’aria come una melodia di gioia. Abbiamo affrontato le tempeste insieme, navigando tra le sfide delle nostre giovani vite con il sostegno reciproco che solo un’amicizia autentica può offrire. Come Cristina è stata il porto sicuro di Meredith, così S. è, e sarà sempre, il mio rifugio, il luogo in cui posso rintanarmi quando il mondo diventa un posto troppo rumoroso, dove posso essere completamente me stessa senza paura di sentirmi sola o incompresa.
S. è la mia “Cristina”, la mia persona, come diceva la dottoressa Grey. È la mia compagna di avventure, la spalla su cui piango senza sentirmi giudicata e la persona che zittisce tutti i miei pensieri nell’esatto momento in cui la vedo. È una persona che affronta la vita a braccia aperte anche quando quest’ultima le volta le spalle ponendole di fronte gli ostacoli più insormontabili. Anche se non glielo dico spesso e lei, molto probabilmente non se ne rende sempre conto, è la persona più forte che io conosca, coraggiosa e determinata, così come Cristina.
Ha la capacità di capirmi senza bisogno di parole, proprio come Cristina capiva Meredith. La sincerità reciproca è il pilastro su cui si fonda la nostra amicizia, e la sua presenza è un conforto costante nei momenti di incertezza. È lei che c’è sempre nei momenti in cui l’unica cosa che voglio è rimanere sola, che fa in modo che tutto sia ok anche quando è evidente che non lo sia, e che, quando ridiamo, riporta in vita la bambina che ero, spensierata e felice, e che fa risuonare in tutto l’universo la melodia di inside out”.
(G. classe quarta).

Gemma n° 2427

“Inizialmente cercavo qualcosa che potesse concludere questi 5 anni poi però, a dicembre, ho creato un video recap del 2023. Ho pensato che fosse la gemma giusta da portare perché il 2023 è stato un anno particolare per me, diverso dagli ultimi. Di per sé il video non è speciale, lo sono invece i frammenti che lo compongono, i momenti, i ricordi, le emozioni che ho provato durante questi 12 mesi.
È stato un anno intenso, pieno di nuove prime esperienze e come dice la canzone che ho messo nel video “I did it all”. È stato un anno anno di rinascita dove veramente sento di aver vissuto. Ho preso per la prima volta un volo, sono stata in due nuovi Stati, ho partecipato a due progetti dove sono risultata vincitrice, ho fatto la mia prima certificazione, ho compiuto i miei 18 anni, ho passato momenti in famiglia e con gli amici, ho ritrovato vecchie amicizie, ho cercato di guidare per la prima volta, sono andata in discoteca per la prima volta, sono finita per essere intervistata alla radio, ho visto albe e tramonti.
È stato un anno ricco, che mi ha fatto crescere e mi ha fatto vedere le cose da una nuova prospettiva”.
(A. classe quinta).

Gemma n° 2426

“Come mia prima gemma ho deciso di portare la persona più importante per me, ovvero, mio fratello. Mio fratello è nato a novembre 2022; ha soltanto 1 anno, ma mi sembra di star con lui da una vita, io non lo conosco e lui non conosce me, ma stiamo sempre insieme, almeno 3 ore delle mie giornate sono dedicate a lui; almeno 3 ore dove dimentico il mondo esterno e mi concentro solo sul suo sorriso.
Le emozioni che regalano i bambini, sono emozioni che mai si provano se non grazie a loro, la felicità che si prova quando un bambino dice la prima volta mamma o papà,  quando fa i primi passi o quando inizia a sorridere, non è la comune felicità che si prova quando qualcuno fa una battuta divertente; perché in quella felicità ci sono anche fierezza e orgoglio; felicità che si prova spesso soltanto una volta nella vita” (S. classe prima).

Gemma n° 2419

“Come gemma ho deciso di portare una serie televisiva che si chiama Fleabag: sostanzialmente parla di una ragazza che era solita uscire con ragazzi e avere relazioni superficiali solo per avere rapporti sessuali, ma che dopo essersi innamorata di un prete cambia totalmente. Per me è molto significativa come serie perché tratta diversi argomenti non mettendo in primo piano l’amore tra i due e c’è proprio un percorso di crescita del personaggio che alla fine della serie si rende conto di poter intraprendere una relazione ed essere degna di essere amata (nonostante, ironia della sorte, non possa mettersi con l’uomo che ama, che a fine serie le dice che il suo amore per lui passerà prima o poi, e che non deve aggrapparsi ad una persona per sentirsi viva)” (R. classe terza).

Gemma n° 2413

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una parte molto importante della mia vita, ovvero il gruppo animatori. Sono ormai 3 anni che ne faccio parte e a novembre, con l’entrata dei 2010, siamo arrivati a essere in 60. Ogni anno facciamo molte attività tra cui animazioni alle sagre di paese, il carnevale comunale, e tante altre. Tutte queste attività sono solo delle piccole prove per riuscire ad affrontare la prova finale, il centro estivo. Oltre a tutto questo riusciamo ad organizzare anche delle giornate da passare insieme e fare gruppo. I momenti che preferisco sono sicuramente i pomeriggi d’estate passati a dipingere le scenografie per la festa finale, pomeriggi in cui ci ritroviamo a ridere, scherzare e raccontare storie e momenti divertenti degli anni passati. Come dico spesso, per me questo gruppo è una seconda grande famiglia, con loro mi sento bene e posso sentirmi me stessa” (G. classe seconda).

Gemma n° 2410

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare questa foto, in cui ci siamo io e mia sorella. Ciò che per me è importante non è la foto in sé, ma il luogo dove si trova. Questa foto infatti è appesa sul muro della mia cameretta a casa dei miei nonni, la casa in cui io e mia sorella siamo cresciuti e abbiamo passato buona parte della nostra infanzia, perché i miei genitori, essendo sempre occupati al lavoro, ci portavano da loro per non lasciarci soli e lì passavamo praticamente tutta la giornata. I miei nonni sono delle persone molto importanti per me, perché li ho sempre visti come i miei secondi genitori, dal momento che sono stati loro a insegnarmi tante delle cose che so, dalle più banali come ad esempio camminare, andare in bicicletta, nuotare, a quelle un po’ più di valore come essere sempre educati e gentili con tutti, anche con chi non se lo meriterebbe, e cercare di rendere sempre felici gli altri, anche quando noi non lo siamo, e questo è uno dei quei messaggi che mi porterò per sempre dentro di me.
Ora sfortunatamente non ho più tanto tempo per vederli, tra la scuola e altre cose, ma cerco sempre di andare a trovarli almeno una volta a settimana, e ogni volta che vado da loro e vedo questa foto, mi tornano in mente i tanti bei ricordi che abbiamo avuto assieme”.
(R. classe quarta).