Gemma n° 2336

“Se la gemma parla di cose o persone a cui teniamo, credo che la mia debba parlare di A.
A fine giugno, ho avuto il piacere e la fortuna di conoscere colui che mi è stato a fianco questi ultimi mesi, facendomi scoprire nuove passioni e luoghi che, molto probabilmente, non avrei mai conosciuto se lui non ci fosse stato. Assieme a lui ho passato momenti belli e brutti, felici e tristi. È una delle mie preoccupazioni per il futuro perché sono certa che ne farà parte.
Una mia compagna parlava di un libro nella sua gemma, un libro dal finale triste che veniva più volte riletto nella speranza di un cambiamento ma che mai avveniva. Io spero solo che il mio libro sia lungo e che quando arriverò al termine delle sue pagine sarò così vecchia da non poterle leggere” (G. classe seconda).

Gemma n° 2335

“Ho deciso di portare queste foto perché rappresentano le persone importanti che hanno fatto parte della mia più grande avventura. Quest’anno infatti sono stata due settimane a Miami per un viaggio-studio. Ero completamente sola dall’altre parte del mondo, lontana da tutti, ma per fortuna ho conosciuto tante persone fantastiche che mi sono state vicine in quei giorni. Ho conosciuto ragazzi italiani e americani, infatti in una foto ci sono tutti i ragazzi che facevano parte della mia classe di business alla Mater (la scuola che ho potuto frequentare quelle due settimane); in un’altra c’è E., la mia buddy, che mi ha accompagnato e spiegato ogni cosa all’interno della scuola, e con cui ho molto legato. In un’altra foto invece c’è A., un ragazzo americano che mi ha subito accolta e con cui ho fatto molta amicizia. Nell’ultima foto ci sono invece le ragazze italiane con cui ho condiviso questo viaggio. Sono diventate la mia seconda famiglia e sono molto grata di averle potuto conoscere.
È stata un’esperienza unica che mi ha cambiato, mi ha fatto conoscere una nuova cultura e mi ha resa una persona indipendente” (R. classe terza).

Gemma n° 2333

“Qualche giorno fa ho ritrovato questa piccola macchina fotografica appartenente a mia madre e ho riscoperto l’esistenza di tantissime foto della mia infanzia. Ho dedicato del tempo a me stessa per osservare tutte le fotografie e rivivere tutti i ricordi racchiusi nelle stesse. Avere la possibilità di riprendere in mano queste immagini mi ha suscitato un’emozione particolare che mi ha fatto riflettere sul valore dei ricordi.
Io riconosco di essere una persona molto legata al passato, perché durante tutta la mia vita ho vissuto dei momenti bellissimi che mi hanno lasciato delle memorie indimenticabili. Tuttavia, non so se definire il mio atteggiamento un pregio o un difetto, dal momento che io sono così strettamente legata ai miei ricordi che mi sembra di vivere continuamente una condizione di permanente malinconia, consapevole del fatto che tendo spesso a rivivere il passato e a dimenticarmi di ciò che mi circonda nel presente. Io penso che ricordare sia quel valore umano che consente di legare tutte le fasi della propria vita, di rivivere gli stessi momenti con le stesse emozioni, e riconosco la mia paura del tempo, una forza irrefrenabile, che determina l’avanzare del presente e un abbandono del passato. Ed è proprio questa la mia preoccupazione, ovvero il dimenticare i momenti speciali e le memorie più belle, determinato da un proseguire del tempo al quale io non riesco a stare dietro. Proprio per questo motivo, mi prendo del tempo per dedicarmi a dare importanza ai miei ricordi, che sono una parte essenziale di me e che mi danno un senso di sicurezza, perché so di poterli rivivere attraverso la memoria.
Dalle foto che ho velocemente guardato, sono emerse alcune che mi hanno consolato del fatto che io stessa, in questo momento, mi sento serena e in un certo senso anche soddisfatta nei confronti della mia vita. In particolare, mi hanno colpito principalmente delle foto raffiguranti me e la mia famiglia, che mi hanno fatto realizzare il valore della stessa e una foto che mi ritrae con una farfalla posata sulla mia mano. Quest’ultima, nel suo complesso, risulta essenzialmente semplice, ma, per me, racchiude la mia personalità, e, in un certo senso, mi lascia un senso di sicurezza, perché so che dentro di me lei è ancora chiaramente presente”.
(C. classe quarta)

Gemma n° 2332

La mia gemma quest’anno è il mio anno all’estero: in dieci mesi sono cresciuta e cambiata tantissimo e decidere di partire è stata la decisione migliore che avessi potuto prendere. Mi fa piacere che in tanti abbiano notato il mio cambiamento: dicono che sembri più felice, espansiva e disinvolta. Oggi ho portato in classe una delle testimonianze più belle che mi sono rimaste, una delle più preziose per me, ovvero tutte le lettere e i biglietti che le persone più importanti che ho incontrato negli Stati Uniti mi hanno scritto e regalato poco prima che io ripartissi per tornare in Italia. È stato davvero il regalo più bello che avessero mai potuto farmi perché ora ho le loro parole da rileggere tutte le volte che voglio. In quei mesi ho scoperto una nuova cultura, un diverso stile di vita, mi sono sentita parte di una comunità, ho viaggiato, riso, pianto, ho esplorato ed apprezzato un nuovo sistema scolastico, ho provato nuovi sport e vissuto al massimo. In dieci mesi ho incontrato delle persone che hanno lasciato un segno indelebile nella mia vita e con cui sono ancora in contatto tutti i giorni: amici, famiglia ospitante e insegnanti mi hanno sempre accolta, incoraggiata e fatta sentire inclusa. Custodirò per sempre la mia esperienza all’estero nel cuore come l’anno più felice che ho vissuto finora…adesso posso davvero dire di avere una seconda casa dall’altra parte del mondo, e se ci penso mi commuovo.

Gemma n° 2329

“Come gemma ho portato l’anello che mi ha regalato mio papà al compimento dei miei 15 anni. Nella mia famiglia i 15 anni sono molto importanti perché mia mamma viene da Cuba e lì si fa la quinseñera che corrisponde al diciottesimo. Questo anello ha valore inestimabile per me perché con mio papà ho un legame molto bello e ogni volta che guardo l’anello penso a lui. Purtroppo il mio papà ha una certa età, per questo ho paura che presto potrebbe abbandonarmi e non riesco neanche a immaginare come potrei andare avanti senza di lui. Ma so che anche quando lui non ci sarà più in qualche modo sarà sempre accanto a me” (G. classe terza).

Gemma n° 2328

“Quest’anno come gemma ho portato qualcosa di veramente speciale, il mio primo nipote.
Si chiama C. ed è nato il 29 settembre 2023 alle 8:10 del mattino.
Per me è stato un raggio di sole, la cosa più bella che potesse mai capitarmi in uno dei periodi più difficili per me che mi hanno portato a prendere decisioni importanti e ritrovarmi quasi ogni giorno in posti in cui non avrei avuto voglia di essere: sapere che al mio fianco avrei avuto, e a oggi ho, una creatura così bella e piccola mi faceva entrare in un’altra dimensione, magnifica e perfetta e mi dava la forza per andare avanti.
Non passo troppo tempo assieme a lui perché sono spesso fuori casa oppure lui dorme o mangia, però quando lo tengo in braccio mi sento la persona più fortunata del mondo. Ho imparato a cambiarlo, mettergli le calzine e scegliere i vestiti più belli per lui che può sembrare scontato ma non lo è.
Se penso a lui sono veramente felice, mi fa impazzire tutto ciò che fa e mi rende felice vedere come ha stravolto la vita di tutti quanti nella mia famiglia”.
(M. classe quinta).

Gemma n° 2326

“Come gemma ho portato mio nonno materno perché è la persona che mi assomiglia di più caratterialmente nonostante sia un po’ più duro sotto certi aspetti. Per esempio se non viene seguito il programma della giornata alla lettera rischia di stare arrabbiato per tutto il giorno o si impunta sulle cose anche se non ha ragione. Dal 2022, dopo la morte di mia nonna, si è un po’ spento e incupito e ha perso il suo buon umore che lo caratterizzava. Ora quando lo guardo lo vedo quasi spaesato e si capisce subito che non sta bene. Ogni volta che lo vado a trovare in Lombardia mi viene un po’ da piangere perché mi manca il vecchio lui e perché penso a quanto mia nonna gli abbia cambiato la vita. Per questo gli voglio tanto bene e cerco di stargli vicino nonostante la distanza” (E. classe terza).

Gemma n° 2325

“Ho deciso di portare una scarpa, ma non è una qualsiasi scarpa.
È una scarpina da bambola con su scritto il mio nome.
Mi fu regalata in quarta elementare dalla mia maestra di italiano, che avrebbe cambiato scuola l’anno successivo.
Questa scarpa ha un valore per me speciale perché quando me la regalo non compresi appieno il suo significato, essendo ancora piccina.
Col tempo compresi che quella scarpa aveva un significato importante, simbolico: quello del mio cammino nella vita nel futuro e quindi ho pensato che un lungo cammino corrisponde a perseveranza nel raggiungere i propri obiettivi” (F. classe terza).

Gemma n° 2322

“Ho deciso di portare come mia gemma di quest’anno una macchina fotografica analogica.
Me l’hanno regalata a gennaio 2023.
Sin dal momento in cui l’ho ricevuta ho saputo che sarebbe stato un regalo speciale per me perché ho sempre amato la fotografia vecchio stile, l’attesa e la preziosità che si attribuisce ad ogni scatto.
Proprio per questo, essendo per me una cosa così preziosa, ho voluto utilizzare i 40 scatti del mio primo rullino attribuendo ad ognuno un valore significativo, diverso dalla maniera e concetto con cui utilizziamo la fotocamera del cellulare tutti i giorni.
Ho deciso dunque di scattare le foto soltanto per immortalare momenti che so resteranno vividi nel mio cuore  per tutta la mia vita.
È per questo che a novembre, dopo quasi un anno, mi mancano ancora tre scatti.
Quest’anno è stato per me un anno ricco di esperienze e di gioia, quindi sono impaziente di vedere il risultato di questo rullino. Per me qualcosa di unico è l’attesa che comporta lo sviluppo delle foto.
Nella mia mente immagino già l’album di foto che riguarderò tra qualche anno, o addirittura mostrerò ai miei figli con una punta di nostalgia ma grata di tutto quello che la vita mi offre: amore, amicizia e magiche opportunità.”
(C. classe quarta).

Gemma n° 2312

“Ho deciso di portare le chiavi del mio appartamento di Lignano. L’ho condiviso quest’estate con altri tre ragazzi che ho conosciuto solo nel momento in cui sono entrata nell’appartamento. Da un lato l’ho odiato tanto perché era piccolo, stretto e con solo due finestre. Ma dall’altro lato rappresenta la mia prima convivenza con altre tre persone che non fanno parte della mia famiglia, una di queste è diventata una mia grande amica. Questo appartamento mi ha dato un posto dove stare per tre mesi e racchiude tutte le esperienze che ho fatto in questo periodo di tempo; il primo lavoro, nuove amicizie, ma soprattutto ho imparato a conoscere di più me stessa e a trovare nuovi obiettivi per il futuro” (S. classe quinta).

Gemma n° 2310

“Questa volta come gemma ho deciso di portare questo anello perché ha un significato molto importante per me. Era l’anello che sempre portava, prima di lasciarci, mia nonna materna. Ogni volta che mi accarezzava il viso sentivo il calore della sua mano e il “freddo” del suo anello. Molti mi dicono che assomiglio molto a mia nonna, per il carattere, il sorriso e i modi di fare. Portando questo anello al dito sento, nonostante ci abbia lasciato già da un po’, di portarla con me tutti i giorni e di farla continuare a vivere tra noi” (M. classe seconda).

Gemma n° 2309

“Questa foto è stata scattata alla festa di compleanno di mia sorella B. e di mio cugino R. ben vent’anni fa. Loro due sono delle persone fondamentali della mia vita, senza le quali non riuscirei a vivere ed andare avanti. Mia sorella ormai ha 25 anni e non vive più con me da quasi due anni… Si è laureata il 29 novembre del 2021 e neanche venti giorni dopo si è trasferita assieme al suo ragazzo a Milano per lavoro e torna a trovarci solamente 3/4 volte all’anno. Sento moltissimo la sua mancanza, di lei mi mancano le più semplici litigate e discussioni… insomma mi manca avere una sorella. Da quando si è trasferita mi sento una figlia unica anche se so che nonostante sia a 350 chilometri di distanza lei ci sarà sempre per me e io per lei. Guardando questa foto posso notare quanto la mia famiglia sia cambiata. Mia sorella vive a Milano, mio cugino lavora come suo fratello, mio nonno non c’è più e il rapporto che c’era una volta, ora non è più presente.
Quando ci penso vorrei tornare bambina e rivivere tutti i momenti indimenticabili e spensierati di un tempo, senza pensare alle conseguenze.” (R. classe seconda).

Gemma n° 2306

“Per mesi e mesi ho avuto un problema con un libro perché volevo che il suo finale cambiasse e quindi non finivo mai di leggerlo. Regolarmente ci soffrivo perché non cambiava mai, così tentavo di rileggerlo da capo. Ero così tanto affezionata a quel libro, tanto da non riuscire ad andare a dormire senza leggerlo altre volte. Ma un giorno cominciai a pensare che tutto ciò che avevo fatto non era abbastanza, mi sentivo anche in dovere di dovergli dare sempre e sempre di più. Nonostante tutto questo continuava a promettermi un finale diverso e io puntualmente lo rileggevo nella speranza che potesse accadere realmente. Un giorno con le lacrime agli occhi decisi di leggere finalmente l’ultima riga del capitolo e lo chiusi definitivamente. Quella notte capii che per quanto io potessi lottare per un finale diverso quella trama non faceva più per me. Ho amato così tanto quel libro e mi sentivo davvero stupida nell’aver sperato fino alla fine in un seguito ma infine ho capito che lo scrittore di quel libro non voleva cambiare il finale e quello scrittore era il destino. Così chiusi quel libro per sempre aggiungendoci come ultima frase una dedica: “speravo fosse per sempre, ma a volte l’amore non basta” (N. classe seconda).

Gemma n° 2299

“Ciao nonna,
Non puoi minimamente immaginare quanto per me sia difficile scrivere questa lettera, in quanto non avrei mai immaginato e voluto che sarebbe stata l’ultima gemma di religione che avrei portato.
Solitamente ho sempre preferito associare alle gemme momenti felici passati in famiglia o esperienze vissute con gli amici durante l’estate. Ma questa volta mi sono fatto coraggio e ho deciso prontamente di affrontare il dolore più grande che negli scorsi mesi mi ha completamente stravolto la vita.
Non sono qui per scrivere una lettera convenzionale in cui potrei benissimo copiare e incollare delle frasi da internet, ma sono qui per dirti quanto mi manchi, e quanto la tua assenza si fa sentire ogni giorno di più. Mi è difficile descrivere a parole la sensazione di vuoto che provo ogni mattina al risveglio, consapevole di non poter fare una semplice chiamata a una delle persone di cui ho maggiormente bisogno per rendere migliore la giornata. Più ci penso e meno accetto il fatto che siano passati già 6 mesi da quel maledetto giorno in cui hai deciso di lasciarci e di volare in cielo.
Potrei trascorrere ore e ore a scrivere su di te, sulla tua personalità, sul tuo buon animo e soprattutto sulle tue positività e forza di volontà, per le quali oggi tutti ti ricordano e ti tengono in un posticino nel loro cuore; perciò, preferisco scrivere ciò che mi ricorda di più di te e ciò che ogni volta che ci penso mi regala un sorriso, un po’ nostalgico, ma pieno di felicità.
Di te mi mancano quelle videochiamate lunghissime in cui cercavi di consolare e incoraggiare un bambino che aveva tanta nostalgia di casa, il profumo del sugo della domenica che come te nessuno sapeva fare, vederti cucire per ore e ore, andare con te al cimitero a portare dei fiori al nonno e dopo andare a prendere un gelato, giocare a carte, mi manca ascoltare tutte quelle sere d’estate le tue storie di quando eri piccola, mentre scherzavo dicendoti che credevo provenissi del paleolitico, mi mancano quelle dolci carezze che mi facevi al mattino per dirmi che la colazione era pronta, mi mancano tutte le quelle volte in cui ti sentivo canticchiare durante le faccende di casa, mi mancano quei pranzi interminabili con tutta la famiglia nella tua casetta, mi manca la tua mania del pulito, mi manca passare quei pomeriggi di caldo torrido con te in cui l’unica soluzione per riuscire almeno a «respirare» era sdraiarsi per terra, mi mancano tutti quegl’incoraggiamenti che mi davi in chiamata il giorno prima di una verifica di matematica che mi tranquillizzavano.
Insomma di te mi manca tutto soprattutto la quotidianità e il fatto che riuscivi a migliorare in qualunque modo una giornata iniziata male.
A distanza di mesi quella della tua perdita è per me una ferita ancora aperta che neanche il tempo riuscirà a rimarginare, ma so che a prescindere del posto o della circostanza in cui io mi trovi, tu sei sempre con me ad accompagnarmi ed a incoraggiarmi nelle sfide che la vita presenta.
Mi manchi tanto,
dal tuo vasscdozz”.
(L. classe quinta)

Gemma n° 2296

“Per la gemma di quest’anno ho deciso di portare uno dei tanti  barattolini di vetro che facevano da segnaposto al pranzo della mia cresima. Sono molto importanti perché quel giorno ho passato una bella giornata in compagnia di tutta la mia famiglia. Inoltre su ogni barattolino c’è un cuore di carta: se viene piantato nascono dei fiori, per me questa cosa rappresenta la crescita che sto facendo, anche insieme alla mia famiglia, a cui sono molto affezionata” (M. classe terza).

Gemma n° 2292

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una vacanza fatta quest’estate in Spagna, a Barcellona, un luogo che sognavo fin da piccolina.
A luglio sono partita per 5 giorni in questa nuova città con i miei genitori. Per me si trattava, di fatto, di un nuovo Stato da visitare: gente con cultura, tradizioni, usanze e maniere per me nuove e diverse da quelle a cui sono sempre stata abituata. Di quei giorni mi ricordo benissimo la velocità con cui sono terminati ma ancor di più la felicità che mi hanno dato. Penso che sia proprio vero che viaggiare a volte possa essere la cura ai nostri problemi: la sensazione di scappare dai propri pensieri, il fatto di recarsi in una città totalmente sconosciuta, dove nessuno ti conosce e dove tu non conosci nessuno, la meraviglia nel camminare per le sue strade per la prima volta dopo averle guardate e riguardate su uno schermo centinaia di volte, la gioia nel provare nuovi cibi e nuovi piatti di cui hai da sempre sentito parlare. Durante l’intero anno non ho molte occasioni per passare del tempo con i miei genitori e la nostra unica vacanza estiva di quest’anno mi ha fatto avvicinare veramente molto a loro. Crescendo mi sto accorgendo che non sono più loro a dovermi coinvolgere nella scelta ma sono io invece che gli do delle proposte riguardanti ogni possibile viaggio. Questi giorni mi hanno fatto sentire veramente spensierata, nel vero senso della parola, mi hanno permesso di avverare uno dei tanti sogni tenuti nel cassetto che la me di qualche anno fa non avrebbe mai pensato di avverare, ma più di ogni altra cosa mi hanno trasmesso al massimo l’amore per il viaggiare.
Ho amato ogni momento di queste giornate, soprattutto l’allegria ed il coinvolgimento degli spagnoli, che anche con poco sanno farti sentire nuovamente a casa, ma più di tutto ricorderò con grande nostalgia le passeggiate fatte alla sera sul lungomare illuminato e nella città storica accesa dal calore degli artisti di strada, con i quali ti senti subito in compagnia. Alla magia delle serate devo aggiungere però anche la bellezza delle sue case dallo stile art nouveau, da sempre viste nei libri di storia dell’arte, che nella realtà risultano ancora più affascinanti che in foto. Quello che ancora ad oggi, tuttavia, riesce a strapparmi un sorriso è il ricordo della vista panoramica che si ha dal punto più alto del parco Güell, situato su un promontorio, dal quale si ha una vista spettacolare dell’intera città fino alla sua costa”.
(G. classe seconda).

Gemma n° 2286

“Quest’anno, come gemma di religione, ho deciso di portare una fotografia che risale a un bel po’ di anni fa e che ritrae me, due delle mie sorelle e mia cugina. Questa foto appartiene alla mia infanzia e ogni volta che la guardo mi fa viaggiare nei ricordi di tutte quelle estati passate nel divertimento e nella spensieratezza di bambine, e a tutte le esperienze e le avventure vissute. Per questo motivo mi porta anche a riflettere; perché in fin dei conti non è questo un po’ il senso della vita? Portarsi a casa più bei ricordi e bei momenti possibili? perché la vita è piena di brutti momenti e quelli più belli ti servono a ricordarti che nonostante tutto la vita è bella e va vissuta veramente per questo.
Inoltre questa foto è molto significativa per me perché le mie sorelle e mia cugina sono sempre state delle figure molto importanti nella mia vita. Nonostante il fatto che con le mie sorelle ci siano sempre stati litigi, dai più stupidi ai più importanti, le ho sempre viste come delle figure di riferimento, spesso e volentieri anche come delle amiche. Lo stesso vale per mia cugina, nonostante ci siamo sempre viste poco più di una volta all’anno; con lei c’è sempre stato un legame molto forte e l’ho sempre vista quasi come una sorella e soprattutto come una vera amica. Voglio moltissimo bene a tutte e tre e mi sento sempre fortunata ad averle perché ormai sono una parte di me” (B. classe seconda).

Gemma n° 2285

“Come ultima gemma quest’anno ho deciso di portare due poesie, una di Pierluigi Cappello indirizzata ai bambini ed una di Hermann Hesse. Nonostante lo stesso titolo La farfalla i due testi mostrano due diverse visioni della vita in due momenti distinti, infanzia ed età adulta. In questo periodo, in quanto studenti di quinta, siamo nel mezzo di un passaggio dall’essere considerati adolescenti ad essere quasi adulti e di conseguenza a comportarci come tali, ma soprattutto dobbiamo prendere delle decisioni che determineranno il nostro futuro. Per questo motivo, mi ritrovo spesso a pensare ai momenti dell’infanzia in cui le mie preoccupazioni erano altre e quando anche una sola farfalla colorata poteva migliorarmi l’intera giornata” (A. classe quinta).

Gemma n° 2280

“Ho deciso di parlare dell’importanza dell‘amicizia mostrando un video che per me è molto significativo. Il video mostra un’amicizia con un legame molto forte tra 2 amici che una volta erano nemici; tale rapporto è stato stroncato da un incidente ad alta velocità. La scena finale del film di Fast & furious è commemorativa di un grandissimo attore, ma anche di una persona che ha purtroppo perso la vita in modo tragico lasciando un vuoto incolmabile dentro i suoi cari e in tutti quelli che lo conoscevano. Ma ha anche lasciato una parte di sé in ognuno di noi, in tutti quelli che lo hanno amato e sanno che tipo di persona fosse. Quest’anno la gemma sapevo che l’avrei dedicata a lui, per i 10 anni di commemorazione dalla sua morte. We Miss you Paul💔” (D. classe quinta).

Gemma n° 2273

“Come gemma ho deciso di portare “una parte di me”, la musica.
Per questa gemma ho deciso di “rubare” l’idea di Marracash utilizzata in Persona e quindi di dividere me stesso, le mie abitudini e i miei sentimenti associandoli a degli album o canzoni specifici.

Testa/Ragione: la testa, questa è la mia parte più razionale dunque come album ho deciso di portarne 3 che rimandino a questa cosa.
Il primo è Carattere speciale di Thasup, ormai mio cantante preferito (italiano) da 6 anni. In questo album si può notare un cambiamento e una maturazione da parte sua sia nella voce e nelle basi sia nei testi i quali mi sono sempre piaciuti e mi aiutano a ragionare e a risolvere problemi con me stesso da parecchio tempo. Il secondo album che ho deciso di portare è Fighting Demons di Juice WRLD, il suo secondo album postumo. Se il primo di questi due era incentrato sulla celebrazione e il ricordo, questo non ha uno scopo ben preciso ma è sicuramente più profondo in quanto tocca argomenti come l’abuso di sostanze e le sue cause, il pentimento e principalmente la salute mentale, che ultimamente, nel mio caso, non è in gran forma. Io devo tutto a lui, il primo tatuaggio è dedicato a lui, i poster in camera sono quasi tutti suoi, insomma la mia vita gira quasi tutta intorno a lui e a ciò che credeva, 999! (cercate il numero angelico se volete il significato). L’ultimo album che ho deciso di portare per questa parte di me è Fuck Love: over you, già dal titolo si può capire parecchio. Dare precedenza alla ragione e allontanare quasi il cuore per superare una rottura, cosa c’è di meglio che ascoltarsi un disco triste dopo che ci si è lasciati? Penso molte cose ma io la affronto così.

Petto/Cuore: il petto, cuore, amore, farfalle nello stomaco. Se quando sto male il cuore lo lascio da parte, quando mi prendo bene per una persona o qualcosa divento cieco e i prossimi album lo rappresentano parecchio.
Il primo è sempre di Juice WRLD, Death Race For Love: in quest’album Juice dà il meglio di sé riguardo ai sentimenti, la cosa incredibile è che non ha mai scritto nulla, ogni album è un insieme di freestyle registrati a raffica come una mitragliatrice. Il secondo album è letteralmente un pezzo del mio cuore, 23 6451 (le basi) di Thasup, primo album di Davide, mi ricordo ancora le emozioni del primo ascolto, incredibili. Pensare che alla mia età lui faceva uscire quest’album e io sono qui a piangerci sopra fa ridere. Anche in quest’album possiamo trovare parecchi riferimenti ai sentimenti e al fatto di isolarsi quando si sta male. L’ultimo album riguardante il cuore è Oceano Paradiso di Chiello, artista che ho scoperto relativamente da poco grazie ad un mio amico del piano di sopra. Che dire, è struggente, la sua musica mi entra dalle orecchie ed esplode nel cuore, trasmette veramente tanto ed è solamente al primo album, non vedo l’ora di ascoltarne di nuovi (in aggiunta vorrei mettere due canzoni, Ribbon in the sky di Stevie Wonder e Where does your spirit go di Laroi. Una era la canzone preferita di mio zio e la ascolto se devo sfogarmi e piangere per ricordarlo, l’altra è in memoria di Juice e tendo a non ascoltarla per evitare di piangere).

Braccia/Movimento: le braccia. Ho associato i prossimi album al movimento in quanto si distaccano completamente dai precedenti (a parte Blanco che ho messo a caso) e sono più felici e caotici quindi meno tristi.
Il primo stranamente è di Juice, Goodbye & Good Riddance, album di debutto che contiene Lucid dreams, la sua canzone più famosa mezza plagiata a Sting. In questo album trovo delle sonorità che mi fanno muovere tutto, cantare, ballare e chi più ne ha più ne metta. Il secondo è appunto Blu Celeste di Blanco e l’ho messo perché più che ballarlo mi piace cantarlo sotto la doccia con quel suo timbro strano (un po’ copiato da Thasup) e basta, bravo Blanco. L’ultimo album è di Machete, Bloody Vinyl 3 che a parer mio è una bomba. È colmo di artisti che si incastrano alla perfezione e varia di generi e sonorità, l’ho riscoperto da poco, l’avevo comprato autografato da thasup, young miles, low kidd e slait (i principali compositori di quest’album) e quindi è stato piacevole riscoprirlo per scuoterci la testa a tempo come quando è uscito.

Gambe/Routine: le gambe le ho associate alla routine che compio ogni giorno, quindi sveglia alle 5, caffè, sigaretta in fermata e camminata dalla stazione delle corriere fino a scuola. Questi album vanno a tempo con le mie gambe difatti la prima cosa che faccio è mettere spotify una volta alzato dal letto.
Il primo è una raccolta dei Bee Gees, gruppo anni 70/80 dei quali mi ha fortunatamente trasmesso la passione mio padre con i suoi vinili. il ritmo di quegli anni mi fa camminare come se fossi nella febbre del sabato sera, unico. Il secondo si allontana completamente dai bee gees infatti è la raccolta dei Nocturnes di Chopin, il mio compositore classico preferito, un genio, un pazzo, con la sua musica mi fa volare e la stanchezza alle gambe nemmeno la sento. L’ultimo non è un album ma sono i miei 830 brani preferiti su spotify che quando ho voglia metto in ordine casuale per farmi il tragitto stazione-scuola.

Conclusioni: questa era dunque una parte di me ma è solo la punta dell’iceberg. Devo tanto alla musica, se non fosse stato per lei in certi momenti probabilmente non sarei qui. Devo anche tanto a Juice che grazie alla sua musica non mi fa sentire troppo inutile e grazie a lui riesco a dare peso ai miei momenti no e a capirli.
I miei brani preferiti di ogni album:
fighting demons – DOOM
carattere speciale – mi ami o è fake
Fuck love – about you
Death Race For Love – make believe
23 6451 – bubb1e 9um
Oceano Paradiso – pietra di luna
bee gees – more than a woman
Chopin – nocturne n.20
Grazie”
(G. classe quarta)