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2. Il mare cancella, di notte

Sei anni fa ho fatto una piccola trasmissione per Radio Spazio 103: cinque minuti sul tema del viaggio e della musica. Ripropongo qui quelle puntate: è un’occasione per me di riprenderle in mano e approfondire alcuni aspetti. Alla fine ci sono anche dei “compagni di viaggio”, cioè delle canzoni legate allo stesso argomento.

La canzone di oggi è famosissima ed è ideale continuazione della meno nota Suad che abbiamo visto ieri. Là si parlava delle voci, dei colori, dei profumi di Algeri, qui anche si fa riferimento agli organi di senso che vengono colpiti dal Mediterraneo: “Mediterraneo da vedere… Mediterraneo da mangiare”.

Mango non canta il mare da spiaggia, quello caotico delle giornate sotto gli ombrelloni, dei tormentoni estivi che entrano nelle orecchie e non se ne vogliono andare, delle voci agli altoparlanti che cercano genitori a bambini dal costumino rosso, dei piazzisti di frutti esotici venduti a 30 euro al chilo e di uomini e donne di tutte le parti del mondo che cercano corpi da massaggiare e tatuare stando con un occhio all’orizzonte in cerca della polizia. No, Mango canta un Mediterraneo dell’anima, canta quello che posso definire, prendendo a prestito il bellissimo film di Alejandro Amenábar, il mare dentro. Alla fine del film si sente una voce fuori campo: “Mare dentro, mare dentro, senza peso nel fondo, dove si avvera il sogno, due verità fanno vero un desiderio nell’incontro. Il tuo sguardo e il mio sguardo, come un’eco che ripete senza parole: più dentro, più dentro, fino al di là del tutto, attraverso il sangue e il midollo.”

Il mare può essere amato od odiato, ma certo suscita emozioni e riflessioni: è sufficiente pensare alle sensazioni diverse che può dare in estate o in inverno, in un giorno di sole o in uno di tempesta. E poi è fatto di elementi diversi. Pensiamo alla sabbia della battigia e leggiamo un brevissimo brano di “Oceanomare” di Baricco: “Sai cos’è bello, qui? Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un’orma, un segno qualsiasi, niente. Il mare cancella, di notte. La marea nasconde. E’ come se non fosse mai passato nessuno. E’ come se noi non fossimo mai esistiti. Se c’è un luogo, al mondo, in cui puoi non pensare a nulla, quel luogo è qui. Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. E’ tempo. Tempo che passa. E basta…”

E il mare è fatto anche di onde, dalle piccole increspature ai cavalloni che fanno divertire i bambini coi loro materassini, dai cerchi concentrici che si allargano da un sasso ai burrascosi marosi che mettono in crisi anche gli abili marinai. Dice Romano Battaglia che “Il mare spesso parla con parole lontane, dice cose che nessuno sa. Soltanto quelli che conoscono l’amore possono apprendere la lezione dalle onde, che hanno il movimento del cuore.”

Mare spesso è stato sinonimo di libertà, di infinito, di eternità, insieme al cielo, come nella canzone di oggi: “Siedi qui e getta lo sguardo giù tra gli ulivi, l’acqua è scura, quasi blu, e lassù vola un falco lassù, sembra guardi noi, fermi, così grandi come mai; guarda là quella nuvola che va, vola già dentro nell’eternità”.

Concludo oggi con una sorta di dichiarazione d’amore fatta da Ernest Hemingway ne “Il vecchio e il mare: “Pensava sempre al mare come a la mar, come lo chiamano in spagnolo quando lo amano. A volte coloro che l’amano ne parlano male, ma sempre come se parlassero di una donna. Alcuni fra i pescatori più giovani, di quelli che usavano gavitelli come galleggianti per le lenze e avevano le barche a motore, comprate quando il fegato di pescecane rendeva molto, ne parlavano come di el mar al maschile. Ne parlavano come di un rivale o di un luogo o perfino di un nemico. Ma il vecchio lo pensava sempre al femminile e come qualcosa che concedeva o rifiutava grandi favori e se faceva cose strane o malvagie era perché non poteva evitarle. La luna lo fa reagire come una donna, pensò.”

Compagni di viaggio:

  • Claudio Baglioni, E tu

  • Franco Battiato, Summer on a solitari beach

  • Edoardo Bennato, Sempre in viaggio sul mare

  • Luca Carboni, Mare mare

  • Lucio Dalla, Baggio… Baggio

  • Delta V, Nel mare

  • Dolcenera, Devo andare al mare

  • Iron Maiden, The rime of the ancient mariner

  • Fiamma Fumana + Jovanotti, Onda

  • Negrita, Rotolando verso sud

  • Onde, Raf

  • Oceano, Litfiba