Pubblicato in: Bibbia e Spiritualità, Filosofia e teologia, Letteratura, opinioni, Pensatoio, Religioni, sfoghi

Paradiso e miseria

oro

“Vidi un uomo che giaceva al suolo con la testa quasi sepolta nella sabbia mentre le formiche correvano tutte intorno a lui. Era una vittima della malattia del sonno che i compagni avevano abbandonato là, probabilmente qualche giorno prima, perché non potevano più fargli proseguire il viaggio. Benché respirasse ancora, non v’era più speranza. Intanto che mi occupavo di lui potevo vedere attraverso la porta della capanna le acque azzurre della baia incorniciate dagli alberi verdi, una scena di una bellezza quasi magica, che appariva ancora più incantevole inondata com’era dalla luce dorata del sole al tramonto. Vedere un tale paradiso e allo stesso tempo una miseria così spietata e senza speranza era opprimente”.
Albert Schweitzer, Dove comincia la foresta vergine, 1921

Pubblicato in: Etica, Letteratura, libri e fumetti, musica, Scienze e tecnologia, sfoghi, Società

Tra gli Helloween e Bach (Richard)

Ieri sera, dopo allenamento, sotto la doccia, il Bomber (un mio compagno) ed io ci siamo messi a parlare di sfruttamento della terra e delle risorse, di inquinamento, di come la Terra riuscirà a sopravvivere all’uomo ma l’uomo non sarà in grado di sopravvivere a se stesso.

Nel pomeriggio avevo ascoltato una canzone del mio gruppo metal preferito, gli Helloween. Il brano è “If a mountain could talk” ed è la nona traccia dell’album “7 sinners” del 2010. Lo propongo nella traduzione di “Canzoni metal”.
Feriamo chi amiamo, distruggiamo quello che ci serve. Per il profitto vendiamo la nostra anima. Seminiamo disastri, il guaio è completato. Le risorse saranno presto finite.
Apri gli occhi per vedere i segni tutto attorno sperando che il destino abbia pietà di tutti noi. Un giorno la prossima generazione pagherà, ma quel giorno sarà tardi per rammaricarsi.
Se una montagna potesse parlare ci racconterebbe una storia. Un regno d’amore significa
solo come dire mi dispiace. Se l’oceano potesse piangere, saremmo annegati nelle sue lacrime. L’oscurità distrugge l’alba, non possiamo sopravvivere senza amore.
Il tempo passa, il tempo sta volando. La vita è troppo breve per capire che non ci provate nemmeno
Il tempo passa, il tempo sta volando. Non riempire il tuo cuore con l’odio e la rabbia. Fai un tentativo
So che le cose vanno male a volte ma abbiamo bisogno di farlo bene.
Sento che la pressione è così intensa, a volte, so che ci serve un cambiamento stasera.
Sempre in tempo, sempre sulla giusta via. Le aspettative sono impostate al limite. È troppo tardi, non si può più tornare indietro. Tutto quello che serve è un momento in pace”.

Infine ora, girando sul web, trovo queste parole di Richard Bach, tratte da Biplano, testo che ho letto al liceo: “Puoi cambiare la terra. Estirpare l’erba, spianare le colline, versare su tutto questo una città. Ma puoi estirpare il vento? Seppellire una nuvola nel cemento? Deformare il cielo per adattarlo all’immagine che l’uomo se ne fa? Mai”.

Ecco, niente, ho sentito di essere stato condotto per mano in una passeggiata di amore per la terra.

Pubblicato in: Bibbia e Spiritualità, Filosofia e teologia, Letteratura, Pensatoio, Religioni

La luce nello sguardo

moon.jpg

A tredici, a quattordici anni io vivevo prevalentemente per strada. Ogni tanto passavo la notte da qualche amica che abitava in campagna. Invece di dormire, trascorrevamo il tempo sdraiate nei campi, incuranti del freddo, dell’umido, e interrogavamo per ore la volta celeste. Importava qualcosa di noi alle stelle lassù? Il fuoco che ardeva in loro era per noi inimmaginabile: quei piccoli soli dal basso della terra sembravano soltanto dei puntini di ghiaccio. Da qualche parte nello spazio siderale era nascosto il nostro destino? O invece era scritto solo nel nostro cuore? Come sarebbe stata la nostra vita adulta? Avremmo fatto un lavoro che ci piaceva? E avremmo trovato prima o poi il grande amore? E i figli? Quel cielo che, da parte a parte, colmava l’orizzonte era la nostra sfera di cristallo.
Nell’adolescenza la grazia delle domande bussa per l’ultima volta spontaneamente alla porta. In un’epoca di rare distrazioni come quella in cui sono cresciuta, bussava quasi con irruenza. Ora invece deve sgomitare nel frastuono per riuscire a farsi aprire se non una porta, almeno uno spiraglio. Ma sicuramente bussa e continua a bussare e, ai ragazzi che osano porsi in ascolto, offre da subito un dono straordinario – la luce che a un tratto irrompe nello sguardo”.
Susanna Tamaro, Avvenire, 21 novembre 2014

Pubblicato in: Bibbia e Spiritualità, Letteratura, Pensatoio, Religioni, Società

Cerca l’acqua

desert

C’è un pezzo di deserto, tutto sabbia e morte, tutt’al più qualche spino. Gli uomini vogliono trasformare il deserto in un’oasi verdeggiante. Incominciano a lavorare. Si fanno strade, stradette, canali, ponti, case, ecc. ecc. Non cambia nulla: tutto rimane deserto. Manca l’elemento base: l’acqua. Allora chi ha capito (è strano che si capisca bene nel mondo fisico e poco bene in quello soprannaturale) incomincia non a lavorare in superficie, ma si mette a scavare in profondità. Cerca l’acqua. Fa un pozzo, la fecondità dell’oasi non dipenderà dai canali fatti, dalle strade, dalle case, ma da quel pozzo. Se sgorgherà l’acqua tutto si vivificherà, se no niente”. (Carlo Carretto)

Pubblicato in: Scuola

Un nuovo primo giorno

Percoto.jpg

Mi piace arrivare in anticipo sul lavoro, non siamo in tanti a farlo. Quest’anno saremo anche di meno perché Marina è andata in pensione. Lei spesso arrivava anche prima di me, in bicicletta e col Messaggero: mi mancherà. Voce tonante, la sua, fin dal primo mattino: quella non mi mancherà.
Mi piace arrivare in anticipo sul lavoro, soprattutto il primo vero giorno di scuola, quello in cui tornano tutti. Mi diverte guardare i modi diversissimi in cui viene vissuta la medesima esperienza. L’emozione di chi è lì per la prima volta (primini che sono stati padroni della scuola per il breve lasso dei due giorni dell’accoglienza e che ora la vedono stravolta e travolta da una masnada). Gli occhi indagatori di secondini e terzini che tentano di capire le sorti delle corse affannose alla ricerca del loro posto. Lo sguardo esperto di chi è lì per la penultima volta (quartini saggi che hanno già studiato la dislocazione delle aule e vanno a colpo sicuro a cercare di occupare quella benedetta ultima fila). La pacatezza alle 9.00 che si trasforma già nell’ansia delle 12.00 di chi è lì per l’ultima volta ma sa che a giugno lo attende l’abisso orrido immenso ov’ei precipitando il tutto spera di non obliare. Colleghi già sul pezzo che chiedono lumi sulle password del registro elettronico e quelli che si muovono alla ricerca di un caffè, alcuni già in servizio da settimane a lavorare su incastri impossibili di orari precari (vi stimo), altri che programmano attività e incontri, segretarie che iniziano il loro ultimo giorno di scuola, collaboratori alle prese con insegnanti che già chiedono di prenotare laboratori (sì questo sono io), aule che sembrano forni in questo settembre che sa di agosto, ore buche da coprire, circolari da preparare per corsi da organizzare in giorni da stabilire in luoghi da definire (se leggendo ‘sta cosa ti sei perso, amen, non è così importante, non ti sei perso niente, vai avanti in tranquillità), due tramezzini al volo per pranzo, un incontro al volo con Francesca (ex studentessa… “Ciao, come stai?” “Tutto bene, prof, mi laureo mercoledì a Milano, poi inizio un master, poi … chissà!”… che bello Francesca, in bocca al lupo!!!), un saluto al volo con Vale che ha trovato un altro lavoro e con Asia che ha trovato un’altra scuola, tante cose sono state al volo oggi.
Mi piace arrivare in anticipo sul lavoro, per soffermarmi su tutto questo e non lasciare che mi scivoli addosso, come gli sguardi che ogni giorno incroceranno il mio. Quelli di studentesse e studenti che mi guarderanno con la punteggiatura pitturata in faccia: chi un punto di domanda, chi un punto esclamativo, chi dei punti di sospensione, chi un punto, chi una virgola, chi un punto a capo… E cercheremo di mettere insieme parole e punteggiatura per trovare sensi e significati, per scrivere e leggere vita, per esistere.