Gemma n° 2905

Immagine creata con ChatGPT®

“Pratico la ginnastica artistica da circa sette anni e da allora me ne sono innamorata.
All’inizio, come credo sia successo a tutti, la vedevo come un gioco: poche ore a settimana andavo in palestra dove correvo, saltavo e mi divertivo. Solo dopo alcuni anni, crescendo, ho capito che stava diventando un progetto, una passione, e non più un gioco. Tutt’ora è così.
Amo la ginnastica artistica per tantissimi motivi ma il principale sono gli insegnamenti che mi ha dato. Ci sono molti concetti che ho appreso dalla ginnastica e che ritornano in altri ambiti, come la scuola.
Ho capito che non devo mollare mai. Che io sia stanca, che sia una giornata no, o per qualsiasi altro motivo io non ho intenzione di mollare. E grazie a ciò ho riconosciuto anche la differenza tra il dovere e il volere.
La ginnastica mi ha indirizzata a puntare sempre in alto perciò mi ha insegnato a credere: credere in quello che sto facendo e credere in me stessa prima di tutto. Questo mi sta facendo diventare sempre più sicura di me e mi permette di migliorare ogni giorno sempre di più.
Ho capito che sbagliare fa bene, a ogni caduta mi sono rialzata e ci ho riprovato fino alla fine, riuscendoci. Certo, quando sbaglio non sono felice, anzi ci rimango spesso male, ma finalmente ho capito il significato del detto “sbagliando si impara”.
L’ultima cosa delle tante che vorrei aggiungere è il controllo del corpo. Ho capito che la ginnastica richiede precisione perciò anche alta concentrazione. Spesso a scuola questo concetto non viene affrontato, ognuno ha la propria, e io la devo a questo sport. Ho imparato a focalizzarmi sul mio corpo, sui movimenti, su ciò che sto facendo, ignorando tutto il resto.
La ginnastica artistica l’ho scelta dopo vari sport che non mi interessavano e pensavo che probabilmente non ero portata per gli sport e che non mi sarebbe piaciuto nemmeno questo, ma in realtà ora penso che sia una delle scelte migliori che potessi fare”.
(A. classe prima).

Gemma n° 2904

“Quest’anno non sapevo cosa portare come gemma. Ero indeciso su un po’ di cose, ma alla fine ho deciso di portare questo braccialetto, che mi è stato regalato da mio fratello per il mio compleanno di quest’anno. Ho deciso di portarlo perché non ero abituato a ricevere questo tipo di regalo da lui e quindi, quando l’ho visto, mi ha fatto molto felice!” (D. classe seconda).

Gemma n° 2903

Immagine creata con Gemini®

“Ho pensato a lungo cosa portare come gemma quest’anno. Poi ho sentito una frase che mi ha fatto riflettere. “Immagina di leggere un libro dove non ci sia la possibilità di ritornare alla pagina precedente. Con quanta attenzione leggeresti il libro? Ecco questa è la vita!”
Ogni volta che ascolto o leggo questa frase, mi viene la pelle d’oca. Rileggo questa frase ogni volta che sento di correre troppo, per ricordarmi di rallentare e godermi davvero ogni singolo minuto. Ridere, piangere, giocare, tornare bambina anche solo per un secondo, abbracciare e stare vicino alle persone che mi fanno stare bene. Ogni giorno scriviamo la nostra storia, e la storia di ciascuno di noi è unica. Ci saranno capitoli bellissimi e frasi che non avremmo mai voluto scrivere; personaggi che saranno nella nostra storia per molti capitoli e altri che se ne andranno, ma lasceranno un segno indelebile. Con questa gemma volevo dire che non importa quante pagine abbiamo già scritto, ma la cura con cui sceglieremo le parole per i prossimi capitoli. Anche se non possiamo tornare indietro, la penna è ancora nelle nostre mani: possiamo decidere noi di rendere la nostra storia una storia che valga la pena di essere letta, fino all’ultima riga”.
(S. classe seconda).

Gemma n° 2902

“Ed anche quest’anno, come gemma, ho portato una persona molto speciale nella mia vita. Una persona che, anche se non è più fisicamente qui, è sempre con me. All’inizio non volevo raccontare di lui ma poi mi sono fatta coraggio perché  il suo ricordo non deve essere un momento di tristezza ma di felicità.
Mio nonno è la gemma che ho scelto per questo 2026; un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella mia vita. Ricordo quando andavo a trovare lui e la nonna: mi faceva i grattini sotto i piedi con un ramoscello che trovavo in giardino e poi mi leggeva le fiabe. Sapeva fare un mondo di cose, aveva persino la sua officina privata… ancora oggi alcune volte quando devo aggiustare qualcosa, dico tra me e me “cavolo non è qui ad aiutarmi”. Era un uomo speciale, pieno di vita, che mi strappava un sorriso, con quelle sua luccicante dentiera. Ora che sono cresciuta è strano immaginarmi il rapporto che ci sarebbe stato tra noi due… se fosse ancora qui sono certa che andrei a trovarlo ogni giorno, per bere un buon tè, parlare del più e del meno o ancora meglio… per aggiustare qualche oggetto o creare qualche cosa insieme. Anche se i ricordi ad oggi sono sbiaditi, lo sento a fianco a me, che ricolora tutti quei momenti passati insieme, per renderli ancora una volta vividi. Mio nonno è la mia gemma indelebile, quella che più di tutte non si può cancellare.
Pensare a lui una volta mi faceva solamente male…ma oggi sorrido, amo e ricordo.
Al mio nonno❤️”
(G. classe seconda).

Gemma n° 2901

“Ho portato come mia ultima gemma una canzone, proprio come avevo fatto durante il mio primo anno qua al Percoto.
In prima ho portato una canzone di Lucio Dalla del ‘71; quest’anno ho deciso di portare qualcosa di più recente, presentando una canzone dei The Strokes.
L’album in cui è racchiusa la canzone mi ha accompagnato durante questi lunghi 5 anni, fungendo quasi da colonna sonora per i miei anni di adolescenza. Ode To The Mets parla della costante delusione da parte di qualcosa o qualcuno che si ama, e la contraddizione nel continuare ad amarlo profondamente. L’autore la scrisse dopo che i New York Mets, la sua squadra del cuore, perse una partita. Trovo questo significato veramente profondo, tuttavia io non riesco ad interpretarla così.
Questa canzone è speciale perché ormai la associo ad una persona fondamentale nella mia vita: alcuni dei ricordi migliori che ho sono proprio con questa persona, mentre urliamo questa canzone in macchina. Ormai mi sento legata emotivamente a questi 6 minuti di musica; amo il fatto di poter associare una canzone ad una persona: trovo che si possa creare un legame al di sopra dell’amore, molto più intimo e personale” (E. classe quinta).

Gemma n° 2900

“Quest’anno come ultima gemma ho deciso di portare una delle esperienze più belle che io abbia fatto in vita mia. Grazie al lavoro come assistente bagnanti, ho avuto la possibilità di mettermi alla prova, di conoscere persone meravigliose che tutt’ora fanno parte della mia vita. Abbiamo riso tanto e condiviso questa esperienza non facile tutti insieme, supportandoci a vicenda. Mi sono affacciata anche al contatto umano e all’empatia verso i bambini anche se terribili, seppur di passaggio, in vacanza con i propri genitori, hanno reso le giornate migliori con i loro sorrisi. È stato tutto inaspettato e bellissimo e lo farei altre mille volte; grazie a queste persone che hanno reso questo lavoro speciale, anche quando volevo mollare tutto” (A. classe quinta).