
“Due anni fa giurai a me stessa di non portare mai più un ragazzo come gemma. Oggi, romperò quella promessa per parlare di San Valentino. San Valentino è entrato nella mia vita in maniera piuttosto inaspettata e bizzarra e, da quel giorno, non ha mai smesso di migliorare le mie giornate. Insomma, ha fatto il suo lavoro, quello del santo: mi ha curata, salvata, protetta e supportata in ogni situazione, anche in quelle che sembravano impossibili da affrontare. Da un anno a questa parte mi aiuta ad affrontare ogni giorno, per quanto possa essere triste, difficile o pesante; ma non solo. La parte migliore è poter condividere con lui le giornate belle, quelle che, a ripensarci, strappano un sorriso o fanno scendere una lacrima di gioia. Solo da poco ho realizzato quante cose la sua presenza abbia introdotto nella mia vita: l’improvvisa passione per una lingua sempre detestata, nuove prospettive sul futuro, l’amore per il rosa, l’apprezzamento della mia femminilità, una dolcezza più consapevole e, incredibilmente, l’abitudine a bere più acqua, con la conseguente risoluzione di molti problemi di salute. Piccoli cambiamenti, forse, ma capaci di trasformare profondamente ciò che sono. A volte mi sembra di essere monotematica: nella mia testa c’è quasi esclusivamente lui. Ma poi, riflettendoci, è da più di un anno che c’è sempre e soltanto lui, al mio fianco quando le persone a cui tenevo di più mi hanno voltato le spalle; quando i miei genitori non credevano in me, era lui a farlo; quando l’unica soluzione sembrava gettare la spugna, era lui a raccoglierla e a restituirmela, spingendomi a riprovare. Non ho abbastanza parole per descrivere quanto io sia grata per il suo arrivo e per la sua presenza nella mia vita, perché è probabile che, senza di lui, oggi non sarei qui. Una cosa che mi ha fatto sorridere, è stata la coincidenza della data della mia gemma con l’argomento che volevo trattare. Mi piace considerarlo un segno del destino, per quanto la sua esistenza mi sia dubbia” (G. classe quarta).



