Gemma n° 3052

“La gemma che porto oggi potrà sembrare assurda, perché è un’azione che pratichiamo ogni giorno, ma per me è stato un grande traguardo: camminare.
Il 5 giugno di quest’anno mi hanno operato a entrambi i piedi perché era già da qualche anno che sentivo dei dolori forti ogni volta che facevo delle camminate lunghe o semplicemente stavo in piedi.
Appena risvegliata, ero stordita, ma decisi lo stesso di alzarmi in piedi perché la mia infermiera mi aveva detto di iniziare a camminare subito dopo l’operazione. Appena mi misi in piedi non sentii il dolore a causa dell’anestesia, ma ho sentito una pressione forte nella mia testa e avvertii delle vertigini: stavo per svenire.
Il giorno dopo fino a 2 settimane dopo l’intervento non potevo ancora camminare. Infatti, ho passato la prima settimana e mezzo con dei dolori atroci che non mi permettevano di stare in piedi, tanto meno senza reggermi. In quei giorni era forte la voglia di mollare tutto, perché mi ero ritrovata in una situazione in cui non potevo fare niente.
Le vacanze le ho passate cercando di riprendere la camminata, anche se potevo fare solo distanze molto corte.
Fortunatamente, una volta tornata in Italia iniziai a riprendermi come si deve, e iniziai a sentire sempre di meno questo dolore.
Infine, a settembre, l’ortopedico mi disse che potevo riprendere a correre e a saltare, e anche se ci ho messo qualche giorno, adesso mi sento come nuova. Infatti quello che i medici mi hanno detto era vero: una volta patito il dolore, non lo proverò mai più.
Quindi, anche un’azione comune come la camminata vale molto per me, perché in quel momento, tra i dolori e la sofferenza, non ero sicura del fatto che sarei ritornata a camminare”.
(B. classe seconda).

Gemma n° 3051

“Quest’anno, come gemma, ho deciso di portare le mie cuffiette a filo. Tuttora nello scrivere il testo le sto usando. Questo oggetto, che potrebbe sembrare banale a tanti, mi ha aiutata molto. Non pensate all’oggetto in sé come una cosa concreta, ma come una cosa principalmente astratta. L’unico utilizzo comune è l’ascolto della musica, però per me è diverso: anche a me la musica ha aiutato tantissimo in questi anni, ma questo non era l’unico modo e motivo per cui le usavo. Molto spesso le indossavo senza una precisa ragione, e senza neanche mettere la musica; questo mi permetteva di abbassare i rumori del mondo che mi circondava, anche per un solo secondo. In uno specifico momento della mia vita, questo oggetto insieme alla musica, è riuscito a farmi cambiare idea su un’azione sbagliata che stavo per fare molti anni fa. Io credo che le mie cuffiette si porteranno dietro, nel corso della loro durata, tantissimi ricordi di persone e della mia adolescenza, facendomi ricordare, insieme alla musica, i momenti più belli o brutti della mia vita. Al giorno d’oggi vediamo quasi tutti i giorni i giovani con le cuffiette, e pensiamo subito alle cose più insensate da attribuirgli, però non si è capaci di vedere oltre e comprendere il perché i giovani le indossano sempre e il significato che può avere per alcuni di loro; la musica che si ascolta tramite esse può cambiare una persona in un modo così drasticamente positivo che neanche ci si può accorgere di com’è possibile che accada questo. In conclusione, le cuffie a filo saranno sempre un oggetto che mi porterò sempre in tasca, perché sono l’unica cosa “presente” che non mi abbandonerà mai” (F. classe seconda).