
“Quest’anno, come gemma, ho deciso di portare le mie cuffiette a filo. Tuttora nello scrivere il testo le sto usando. Questo oggetto, che potrebbe sembrare banale a tanti, mi ha aiutata molto. Non pensate all’oggetto in sé come una cosa concreta, ma come una cosa principalmente astratta. L’unico utilizzo comune è l’ascolto della musica, però per me è diverso: anche a me la musica ha aiutato tantissimo in questi anni, ma questo non era l’unico modo e motivo per cui le usavo. Molto spesso le indossavo senza una precisa ragione, e senza neanche mettere la musica; questo mi permetteva di abbassare i rumori del mondo che mi circondava, anche per un solo secondo. In uno specifico momento della mia vita, questo oggetto insieme alla musica, è riuscito a farmi cambiare idea su un’azione sbagliata che stavo per fare molti anni fa. Io credo che le mie cuffiette si porteranno dietro, nel corso della loro durata, tantissimi ricordi di persone e della mia adolescenza, facendomi ricordare, insieme alla musica, i momenti più belli o brutti della mia vita. Al giorno d’oggi vediamo quasi tutti i giorni i giovani con le cuffiette, e pensiamo subito alle cose più insensate da attribuirgli, però non si è capaci di vedere oltre e comprendere il perché i giovani le indossano sempre e il significato che può avere per alcuni di loro; la musica che si ascolta tramite esse può cambiare una persona in un modo così drasticamente positivo che neanche ci si può accorgere di com’è possibile che accada questo. In conclusione, le cuffie a filo saranno sempre un oggetto che mi porterò sempre in tasca, perché sono l’unica cosa “presente” che non mi abbandonerà mai” (F. classe seconda).
