Luci nel buio

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Piccolo post dedicato a tutti gli studenti convinti di non essere visti nel buio dell’aula multimediale :-)))

Possibilità

Ricordo, a chi volesse essere avvisato di tanto in tanto dei post che pubblico, la possibilità di iscriversi alla newsletter (in altro a sinistra nella pagina). Ne invio più o meno una alla settimana…

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Tempi moderni

Due immagini che descrivono i tempi moderni 🙂

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L’eredità

Stasera all’Eredità una domanda biblica su Giacobbe. E penso “I miei studenti di II la saprebbero, gliel’ho appena raccontato”.

Poco prima una domanda sul modo di salutarsi in Tibet. E penso “I miei ragazzi di IV la saprebbero”.

Ho concluso: “Il voto di religione non conterà nulla, ma ti fa vincere l’eredità!”

😉

E all’improvviso ti ritrovi a coniugare presente e futuro al passato. Ciao e grazie Roberto

Si ricomincia… Ma sì, dai :-)

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Calma

Domani ricomincia scuola e voglio portarmi dietro lo spirito calmo e poco frenetico che ho respirato in questi giorni…

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Sul molo di un piccolo villaggio messicano, un turista si ferma e si avvicina ad una piccola imbarcazione di un pescatore del posto. Si complimenta con il pescatore per la qualità del pesce e gli chiede quanto tempo avesse impiegato per pescarlo.

Pescatore: ’Non ho impiegato molto tempo’

Turista: ’Ma allora, perché non è stato di più, per pescare di più?’

Il messicano gli spiega che quella esigua quantità era esattamente ciò di cui aveva bisogno per soddisfare le esigenze della sua famiglia.

Turista: ’Ma come impiega il resto del suo tempo?’

Pescatore: ’Dormo fino a tardi, pesco un po, gioco con i miei bimbi e faccio la siesta con mia moglie. La sera vado al villaggio, ritrovo gli amici, beviamo insieme qualcosa, suono la chitarra, canto qualche canzone, e via così, trascorro appieno la vita.’

Turista: ’La interrompo subito, sa sono laureato ad Harvard, e posso darle utili suggerimenti su come migliorare. Prima di tutto lei dovrebbe pescare più a lungo, ogni giorno di più. Così logicamente pescherebbe di più. Il pesce in più lo potrebbe vendere e comprarsi una barca più grossa. Barca più grossa significa più pesce, più pesce significa più soldi, più soldi più barche! Potrà permettersi un’intera flotta!! Quindi invece di vendere il pesce all’uomo medio, potrà negoziare direttamente con le industrie della lavorazione del pesce, potrà a suo tempo aprirsene una sua. In seguito potrà lasciare il villaggio e trasferirsi a Mexico City o a Los Angeles o magari addirittura a New York!! Da lì potrà dirigere un’enorme impresa!…’

Pescatore: ’ma per raggiungere questi obiettivi quanto tempo mi ci vorrebbe?’

Turista: ’25 anni forse’

Pescatore: ’….e dopo?’

Turista: ’Ah dopo, e qui viene il bello, quando i suoi affari avranno raggiunto volumi grandiosi, potrà vendere le azioni e guadagnare miliardi!!!!!!!

Pescatore:’…miliardi?…….e poi?’

Turista: ’Eppoi finalmente potrà ritirarsi dagli affari, e concedersi di vivere gli ultimi 5/10 anni in un piccolo villaggio vicino alla costa, dormire fino a tardi, giocare con i suoi bimbi, pescare un po’ di pesce, fare la siesta, passare le serate con gli amici bevendo e giocando in allegria!’

Tornerò…

Mi sono preso una vacanza, un periodo dedicato tutto alla famiglia, alle amicizie, alla nostra casa… tornerò :-)))

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Il vero Babbo Natale

Mio nipote ha scoperto che Babbo Natale non esiste: mi spiace rovinare la giornata ai lettori di questo blog che ancora non lo sapessero :’-(      Ora spetta allo zio Simo spiegargli con questo video che ha semplicemente creduto nel Babbo Natale sbagliato…

Apperò!

Uno dei contatori che uso per controllare questo blog mi dice che il mese di Novembre ha visto 2253 visite e 5092 pagine visitate! Ringrazio tutti per le visite e suggerisco a chi vuole di iscriversi alla Newsletter qui accanto; ne invio più o meno 1 a settimana, cerco di non essere molto invasivo. Inoltre per chi volesse commentare, è sufficiente inserire l’indirizzo e-mail nel modulo (la mail poi non comparirà in pubblico). Mandi

Ora di religione

In questi giorni, come ogni anno, devo compilare i dati su quanti alunni si avvalgono dell’insegnamento della religione e su quanti no. Negli ultimi anni sono in aumento gli studenti che arrivano nelle classi prime e scelgono di non seguire l’ora di religione. Penso siano in pochi quelli che sono spinti da motivi ideologici. Certo mi piacerebbe conoscere le ragioni, discuterne magari. Il rammarico è che secondo me viene persa un’occasione da due parti: dalla parte degli studenti che escono dall’aula perché è un’occasione di crescita, dialogo, conoscenza e confronto (l’alternativa è l’uscire da scuola o lo stare a studiare in biblioteca), dalla parte degli studenti che restano e dalla parte mia perché è un’occasione di crescita, dialogo, conoscenza e confronto 🙂

In attesa del 20112011…

Sara ed io ci siamo messi insieme il giorno 11 (era il 1995) e ieri mi sono divertito a mandarle un pensiero alle 11.11. Su Facebook era pieno di post e messaggi su questa data originale e unica: molti dicevano “Ricapiterà di nuovo tra 1000 anni”. Devo far notare che ricapiterà di nuovo tra 100 anni: l’11 novembre 2111 sarà comunque un 11.11.11. Inoltre non è, come hanno detto molti, una data palindroma: il 01.02.2010 era palindromo, non l’11.11.2011. Infine mi pare più carino il prossimo 20.11.2011… Sta di fatto che dal 2013 questi giochini verranno meno, visto che siamo dotati di solo 12 mesi… In ogni caso, per i più curiosi, pubblico qui sotto un post del 10 novembre preso da Linkiesta. 

 

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Sebbene nel 2012 ad attenderci al varco ci sarà la profezia per antonomasia, quella legata al calendario Maya, anche l’anno corrente si è dimostrato piuttosto generoso con chi avanza teorie catastrofiste. Oltre al nostrano Raffaele Bendandi che immaginava una Roma rasa al suolo da un terremoto in data 11 maggio, imperdibili le puntate della lenta decadenza di Harold Camping: guru americano diventanto ricchissimo, predice la fine del mondo dal lontano 1994, giocandosi i due assi nella manica del 21 maggio e del 21 ottobre 2011, salvo poi rassegnare le dimissioni aprendo gli occhi e trovando il solito mondo al medesimo posto. Domani è uno di questi giorni un po’ speciali, ma irrimediabilmente destinati a scivolare via come niente fosse. Alle ore 11:11 minuti ed 11 secondi dell’11 novembre 2011 (o 11/11/11), si realizzerà uno dei palindromi più lunghi legati al numero uno: una sequenza numerica (in questo caso), cioè, che letta al contrario rimane immutata. Leggenda vuole che lo scopritore del palindromo sia stato il poeta greco Sotade, vissuto ad Alessandria d’Egitto nel terzo secolo d.C.; a causa della complessità strutturale dei suoi poemi palindromi, il tiranno locale lo fece gettare in mare con una pietra legata al collo. Nel frattempo, gli apocalittici stanno dando libero sfogo alla fantasia, sbizzarrendosi nelle teorie più improbabili. Quelle maggiormente quotate e che hanno riscosso un discreto passaparola, sono l’Apocalisse terrena, l’inizio della fine (quella che in gergo new age definiremmo una “nuova era alle porte”), il giorno del giudizio e l’immancabile sbarco degli alieni. Il vero appuntamento da non perdere è però in Argentina. A Capilla del Monte, 800 chilometri da Buenos Aires, ci sarà un raduno di migliaia di persone che accorreranno da ogni parte del globo, impazienti di assistere alla fine del mondo o all’apertura di una porta cosmica che consenta il passaggio ad un’altra realtà. La particolarità del paese, che domani assisterà ad un flusso turistico senza precedenti, sta nella sua collocazione geografica: Capilla sorge infatti ai piedi dell’Uritorco, montagna mitologica circondata da leggende secolari preispaniche ed è ritenuta cruciale in vista di una apocalisse data la sua concentrazione magnetica altissima dovuta alla pirite. Bufala o meno, gli alberghi che sorgono nell’arco di qualche centinaia di chilometri sono completamente sold-out già da mesi, e anche l’ufficio del turismo si è attivato distribuendo depliant e cartelloni pubblicitari tematici. Di certo ed acclarato, c’è però il dato di fatto che la sequenza numerica non solo comparve una sola altra volta nella storia con più “potenza”, l’11/11/1111, ma non ricorrerà mai più nel corso del tempo in questa forma, almeno fino al 22/02/2222. Su quella precisa giornata di fervente Medioevo non abbiamo informazioni particolari, poiché il conteggio cristiano nacque con il calendario gregoriano nel 1582 grazie al monaco Dionigi il Piccolo. In quell’anno però, notizie storiche assicurano che il re Enrico V imprigionò papa Pasquale II al fine di ottenere il pieno diritto di investitura; inoltre, trovò morte misteriosamente – a soli 53 anni – anche l’uomo considerato uno dei maggiori mistici persiani di sempre, Al-Ghazali.

Negli studi di simbologia numerica, l’undici (che ricorre in questo caso tre volte, 11-11-11) rappresenta una delle cifre che più è oggetto di controversie interpretative. I suoi significati sono molteplici, ed ovviamente variabili da cultura a cultura, essendo il simbolismo intimamente legato agli sviluppi sociali e alle tradizioni storiche, oltre che a vicende di interesse collettivo. La cabala ebraica, il pensiero mistico della tradizione esoterica, considera l’undici come uno dei numeri più nefasti e portatore di sventure: 11 è il numero dell’unione delle lettere di Petrus e Judas, 11 il numero delle lettere della parola Apocalypsis, 11 sono anche le lettere di “Ultima Coena”, ai due lati di Gesù appare per due volte un apostolo che, con le mani spalancate e uno con il dito indice teso, compone in entrambi i casi la cifra 11. Anche la Bibbia è piena di riferimenti. Nel Salmo 11, si analizza un pensiero pessimistico ma terribilmente contemporaneo, che istintivamente crea un parallelo con alcune piaghe moderne quali la corruzione dilagante e la superbia umana che annichilisce ed avvelena tutto, o quasi. Ma, ancora più significativo, l’undicesimo libro del testo sacro è l’Apocalisse, evento finale che descrive la devastazione di terra e umanità. Con queste coincidenze numeriche, non sono solo fanatici e complottisti mondiali ad andarci a nozze: le chiese, hanno infatti ricevuto un boom di prenotazioni per matrimoni assolutamente incredibile. Mobilitato anche il mondo del cinema, uno dei primi settori a sentire l’odore del sangue fresco per poi catapultarsi a fionda sulla sensibilità comune evocando scenari più amatricianeschi che altro: prossimamente, nelle sale, un film diretto da Darren Bousman che titola, ovviamente, “11-11-11”. La trama potete immaginarla. Semplice data, dunque, o avvertimento del destino? In caso di bufala, sarebbe l’ennesima figuraccia del pessimismo catastrofico. Ma citando Benedetto Croce, «vale la pena ricordare che tali congetture non esistono, ma è bene tenerne conto».

Ciao SuperSic

Stamattina sono entrato in classe e in un angolo della lavagna c’era scritto “Ciao SuperSic”, un cuoricino e la firma. Ieri e oggi molti gli hanno dedicato un pensiero su face book o altri social network. Jovanotti ha scritto “Inizia una nuova settimana ragazzi. Si295733_10150359224859322_45633819321_7757627_763302370_n.jpg riparte, è quello che bisogna fare, è quello che va fatto, è il modo per onorare chi lo ha fatto sempre, con il ritmo nel cuore, con la luce negli occhi. Io ho una strana convinzione, credo che un sorriso vero, la cosa più volatile in natura, sia in realtà una porta che si apre verso l’infinito, verso l’aldilà, il prima, il dopo, il sempre. Ieri mia moglie ha ritrovato questa foto con il Sic e con Vale fatta in un giorno di qualche anno fa in giro in moto per il nostro appennino. Sono insieme a due grandi campioni che quella mattina erano due “pischelli” su due enduro a divertirsi come sempre, a sfidarsi, a ridere, a toccare il limite. L’ho guardata per tutto il giorno e stamattina l’ho riguardata di nuovo, come prima cosa della giornata, e quel sorriso del Sic al centro mi ha scaldato il cuore, mi ha dato una spinta, ho risentito la sua voce da “pataca” che mi ha detto di alzarmi, di continuare a girare, di migliorare i tempi, di divertirmi più che posso, di impegnarmi più che posso, di vivere più che posso.”

Ho provato a chiedermi il perché di tutto questo attaccamento. Alcuni su fb si sono lamentati “ank io son dispiaciuta ke un ragazzo di 24 anni sia morto, ma mi vien da ridere e allo stesso tempo mi fa schifo ke qui su fb kiunque scriva qlcs su di lui solo xk è appena morto, mentre qnd era vivo non seguivano la moto gp nè tanto meno erano suoi fan”. Personalmente seguo da anni il motociclismo, soprattutto da quando la Formula 1 ha cominciato ad annoiarmi. E Simoncelli lo ascoltavo spesso quando trasmetteva su Virgin Radio all’interno del programma di Ringo. Quando ho sentito la notizia alla radio mentre mi facevo la barba ho subito acceso la tv e il mio cuore ha battuto forte. Mia moglie non segue motociclismo, ne capisce veramente poco, ma quel cappellone che parlava romagnolo se lo ricordava bene. Ieri sera mi ha detto: “non riesco a togliermi dalla testa Simoncelli”. Penso che scrivere su fb, su twitter, su una lavagna a scuola, un pensiero, una frase, postare un’immagine, sia un po’ cercare di rendere oggettivo quel pensiero, quel dispiacere, portarlo fuori, cercare di condividerlo con qualcuno perché ti dà fastidio tenerlo soltanto dentro. In molti probabilmente hanno percepito Simoncelli come qualcuno di vicino, di semplice, di normale e quando è arrivata la notizia si sono sentiti mancare qualcosa. Per me è stato così, qualcosa di simile a quando la sera di san Valentino del 2004 ho saputo della morte di Marco Pantani. Ho sentito che veniva meno qualcosa… Just breathe

 

Election day

Domani è giornata di elezioni a scuola: rappresentanti di classe, di istituto, della consulta.puzzle.jpg Dedico questa storiellina di Bruno Ferrero a tutti quelli che si sono messi in gioco. Qualcuno di loro vincerà. Cosa? Un servizio, un servizio a tutti gli altri studenti: l’onore e la responsabilità di rappresentarli. La storiellina non la voglio interpretare o spiegare, coglietene voi il senso più opportuno. In bocca al lupo!

Durante l’assenza della moglie, un importante uomo d’affari dovette rimanere in casa per badare ai due scatenatissimi bambini. Aveva un’importante pratica da sbrigare, ma i due piccoli non lo lasciavano in pace un istante. Cercò così di inventare un gioco che li tenesse occupati un po’ di tempo. Prese da una rivista una carta geografica che rappresentava il mondo intero, una carta complicatissima per i colori dei vari stati. Con le forbici la tagliò in pezzi minutissimi che diede ai bambini, sfidandoli a ricomporre il disegno del mondo. Pensava che quel puzzle improvvisato li avrebbe tenuti occupati per qualche ora. Un quarto d’ora dopo, i due bambini arrivarono trionfanti con il puzzle perfettamente ricomposto. “Ma come avete fatto a finire così in fretta? “, chiese il padre meravigliato. “È stato facile”, rispose il più grandicello. “Sul rovescio c’era una figura di un uomo. Noi ci siamo concentrati su questa figura e, dall’altra parte, il mondo si è messo a posto da solo”.

Ci sono mele e… mele…

Una simpatica idea di Gioba

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Fermento

In questi giorni a scuola c’è un po’ di fermento, ed è un fermento che mi piace. Pare, infatti, che quest’anno ci siano diversi studenti interessati a candidarsi come rappresentanti di Istituto, o comunque interessati a vivere da protagonisti attivi la scuola. Mi è venuta in mente la canzone “Lo scrutatore non votante” di Samuele Bersani. Il primo verso recita:

“Lo scrutatore non votante è indifferente alla politica
ci tiene assai a dire oissa ma poi non scende dalla macchina
è come un ateo praticante seduto in chiesa la domenica
si mette apposta un po’ in disparte per dissentire dalla predica.”

Riassume l’atteggiamento di molte persone davanti alla politica, ma non solo: davanti alla società, o meglio, al sociale, al volontariato, agli impegni, persino allo sport. E’ la posizione di chi ha ben presente i problemi e a volte anche le soluzioni, ma piuttosto che mettere le mani in pasta preferisce mantenere quel tanto di distacco sufficiente a non lasciarsi coinvolgere del tutto. Per restare in ambito politico è un po’ come una forza che preferisce stare sempre all’opposizione a criticare o magari proporre soluzioni belle ma anche irrealizzabili. Ideali e parole sembrano non avere un legame diretto con la vita concreta: “prepara un viaggio ma non parte, pulisce casa ma non ospita”. Ecco allora che vedo di buon occhio questo lavorio, questo brulicare di idee e desiderio di mettere le mani in pasta, con la speranza che, anche se non eletti, lo spirito resti quello della collaborazione fattiva e non della critica fine a se stessa. La canzone prosegue dicendo

“Lo scrutatore non votante
è sempre stato un uomo fragile
poteva essere farfalla ed è rimasto una crisalide”.

L’augurio è quello di vedere un bel po’ di farfalle…

Auguri

Beh, buon compleanno al blog che il 20 settembre ha festeggiato il suo 4° anno di vita!

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E’ vietato calpestare i sogni!

Copio dal blog Ho ascoltato il silenzio questo piccolo intervento. Aggiungo che sulla miaÈVIETA~1.JPG stufa c’è un piccolo sasso verniciato con una scritta “E’ vietato calpestare i sogni!”. Un prof che lascia calpestare i sogni può smettere di fare il prof, così come uno studente, ma un prof che li calpesta è veramente un cattivo prof…

Le dirò che io quest’anno a scuola non ci volevo proprio tornare. Pensare che voi (lei e i suoi colleghi) mi farete perdere il primo mese di scuola per ambientarmi (è l’undicesimo anno che varco quella soglia!), che comincerete già dalla seconda ora a parlarmi degli esami di maturità quando mancano ancora tre anni, che parlerete male di Berlusca e dei suoi inservienti, che mi riempirete la testa della nuova Manovra e dell’incapacità del Governo di rappresentarci e che condirete il tutto intervallandolo con i vostri problemi familiari ed esistenziali un po’ mi fa incavolare. Perchè lei, prof, dovrebbe sapere che sotto la mia faccia da asino ci sta un alfabeto di desideri: di correre, di gridare, di piangere, di amare, di sognare, di diventare grande, di sognare da capitano. Per fare questo le sue frustrazioni mi sono più d’intralcio che d’aiuto. Scusi se glielo dico, ma se ci torno a scuola è perchè anche quest’anno – mi creda: non giochi con la bontà degli studenti – spero che la musica cambi per davvero. Io vorrei tanto vederla piangere mentre spiega la sua materia, scoprire dentro il suo sguardo la passione per quello che dice, inabissarmi nel suo entusiasmo per poi scoprire che lei è davvero quello che dice. Sentirmi raccontare di quando Pasteur tratteneva il fiato sopra il suo miscroscopio, di quando Cèzanne immobile e muto scrutava il mare dentro i suoi quadri, di quando Platone s’accorse di consumare più olio nella lampada che vino nella coppa. Quest’estate ho sognato tante notti di entrare in classe e scoprire che la mia prof crede davvero che la vita abbia un senso splendido da far sbocciare, che noi non siamo qui per caso, che dentro noi c’è un microcosmo meraviglioso da illuminare. Quando penso che alla mia età Mozart già componeva musica, Domenico Savio era già santo, Alessandro Magno stava per vincere la battaglia di Cheronea e Pascal già scrivera opere, sento nascere la passione nel mio cuore. Le chiedo solamente, prof, che qualora lei non l’avvertisse questa passione mi faccia il piacere di starsene a casa quest’anno: s’inventi una scusa qualsiasi, ma ci faccia il favore di non scegliere ancora noi come destinatari della sua frustrazione esistenziale. C’abbiamo grandi aspettative noi ragazzi. E tanta speranza che qualche prof entri in classe e ci faccia finalmente innamorare delle cose più alte e nobili. Di Berlusca ne parli pure. In sala docenti, però.

Let’s go

Oggi c’è il rimasuglio di questa perturbazione che ci ha dato il primo segnale che l’estate sta finendo; non penso di fare il mio solito giretto a piedi in compagnia del fido Mou (eccolo qui in foto) per le strade di campagna che circondano il mio paese. Tra l’altro stasera inizia la nuova stagione pallavolistica e non posso arrivare stanco ad allenamento. Mi mancherà quel giretto di corsa per i campi, quel contatto quotidiano con la natura e i suoi ritmi. Nel giro di una settimana molte viti si sono svuotate dei grappoli che portavano e molte pannocchie sono diventate grumi di grani: la campagna torna ad aprirsi a perdita d’occhio senza essere delimitata dalle pareti di granoturco. Le giornate si stanno accorciando e il buio inizia sempre prima. Le cimici iniziano a cercare riparo nei pressi delle case, tra infissi e zanzariere. Sono tutte cose che mi dicono che la scuola è iniziata anche se il caldo delle aule della scorsa settimana facesse più pensare a giugno che a settembre… Insomma desidero augurare un buon anno a tutti, un anno ricco di nuove conoscenze e nuove esperienze, un anno di molte cose e di molti incontri. Ho fatto riferimento alle mie passeggiate o corse nella natura perché mi piacerebbe che durante quest’anno ci ricordassimo anche dei ritmi della natura, fatti di accelerazioni ma anche di periodi di rallentamenti. Mi piacerebbe che a volte ci concentrassimo sull’essenziale, sulle cose importanti, su ciò che dà senso e significato alla vita di ciascuno. Quindi buon anno a tutti!

 

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Facebook a scuola

Prendo dalla rete questa notizia. Sapete che io ho deciso di accettare amicizi su fb dagli studenti solo dopo l’ultimo scrutinio dell’ultimo anno. Ma vietarlo per legge è un’altra cosa…

STATI UNITI – Una nuova legge sta per entrare in vigore nello stato del Missouri: sarà fatto divieto assoluto agli insegnanti e studenti di diventare amici tramite siti di social networking come Twitter e Facebook. La legge entrerà in vigore il 28 agosto ed è emanata per rafforzare il senso di ‘limite’ tra studenti e insegnanti. Dopo tutto, se uno studente diventa amico di un insegnante su Facebook e gli altri non lo sono, si può anche dare l’impressione di essere favoriti. Il disegno di legge non esclude del tutto il contatto online. Gli insegnanti possono avere pagine su Facebook e Twitter che permettono il contatto diretto con tutti gli studenti online ma senza essere amici. Restano domande su come il divieto sarà applicato e se è davvero costituzionale impedire alla gente di avere rapporti sociali con gli altri. Tuttavia, il Missouri povrebbe essere solo il primo di una lunga serie a proporre una legge per regolare il contatto online tra insegnanti e studenti.