Gemme n° 391

Do a questa canzone un significato diverso dal suo vero messaggio; è uscita poco più di un anno fa e a ottobre 2014 è scomparsa una persona a me cara. Questa canzone la ascoltavo in quel periodo e ora mi ricorda questa persona che mi manca tanto; non sempre mi sono comportato bene quando ero con lei, non so se sono stato il nipote che avrebbe voluto avere e ora mi piacerebbe potermi scusare con lei”. Con queste parole L. (classe terza) ha esposto la sua gemma.
Anthony Clifford Grayling afferma “Se al mondo esiste davvero qualcosa che meriti di essere temuto, è proprio questo: comportarsi in modo da giustificare il rimpianto”. L. ha fatto tutt’altro che giustificare il rimpianto: l’ha voluto portare come gemma, l’ha affrontato, gli ha dato un nome. Ci vuole coraggio.

Gemme n° 390

Nel video si vede che la protagonista ha una grande passione per il circo; io ho quella per la scherma, sport che ho iniziato da piccola. Mi ha fatto crescere ed è stata fortemente presente nella mia vita. In questo periodo sto migliorando però durante le gare a volte mi blocco e non vanno sempre come vorrei andassero; mi dicono che ho buone capacità, ma alle gare mi blocco e vedere che sforzi e sacrifici fatti per lungo tempo vanno a farsi benedire per colpa di errori stupidi mi fa molto arrabbiare. Buttare tutto alle ortiche mi fa male. Nella canzone ci sono poi due temi. Il primo è quello della morte, la cosa che mi fa più paura in assoluto. Pochi mesi fa è morto il mio cane; so che non è una persona, ma prima non sapevo bene cosa fosse la morte, non l’avevo sentita sulla mia pelle; questa cosa mi ha toccato e ho preso consapevolezza della sua esistenza. Mi fa paura il fatto che non si possa tornare indietro e sapere che non si possa vasopiù toccare, interagire con chi scompare. Il secondo tema è quello del tempo: “vorrei tornare indietro ma non si può”. Il tempo passa e non si ferma ad aspettarti, ho paura di essere grande e non ricordarmi quello che è stato”. Questa è stata la gemma di A. (classe seconda).

In classe mi sono soffermato sull’ultima cosa detta, raccontando che, dal 1° gennaio, Sara ed io abbiamo deciso di tenere un vaso della felicità: alla fine di ogni giornata scriviamo su un bigliettino le cose positive accaduteci, pieghiamo il foglietto e lo mettiamo nel vaso di vetro. Ricordo che anni fa ho letto quasi tutti i libri di Leo Buscaglia: una delle cose ricorrenti era il suo suggerimento di porsi ogni sera la domanda “cosa ho imparato oggi?”. Si deve avere una risposta, a costo di alzarsi dal letto, prendere un dizionario e imparare una parola nuova… Ecco penso siano due modi per evitare di “non ricordarsi quello che è stato”.

Gemme n° 389

Propongo una canzone del mio gruppo preferito. La motivazione penso che sia quella più bella quando si tratta di una canzone: l’ho ascoltata con tutte le persone più importanti della mia vita. Ha accompagnato tantissimi momenti della mia vita. Ad essa mi lega anche un bel ricordo perché ero solita ballarla insieme a mio fratello con i miei piedi sopra i suoi. Le sono molto affezionata.” Questa la gemma di E. (classe quarta).
La canzone, tra i vari temi, tocca quello del tempo. Cosa fa sì che lo consideriamo sprecato, ben utilizzato, investito bene o male? Forse il passare del tempo stesso. Canta De André in “La stagione del tuo amore”: “Passa il tempo sopra il tempo ma non devi aver paura, sembra correre come il vento però il tempo non ha premura”.

Gemme n° 388

Ho deciso di portarvi “Sempre e per sempre” come gemma non perché sia una persona sdolcinata ma perché ritengo che in quest’ultimo periodo, citando i Bluvertigo, “il mondo è così privo di amore, che disimparo ad odiare”. Viviamo in un mondo sempre più cupo, materialista, convenzionale che ci induce ad essere vittime dell’odio, dell’indifferenza e delle nostre stesse paure, un mondo privo di sogni per cui lottare, privo di speranze e di qualsiasi cosa in cui credere. “Sempre e per sempre” è una canzone di De Gregori (una delle mie preferite in assoluto), è una poesia o meglio un inno all’amore, quello vero che non muore mai, quell’amore vero che sopravvive a tutto, che non si arrende di fronte alle difficoltà, alla distanza, ai bivi che la vita ci fa incontrare… Un amore che non cambia mai che non fa cambiare mai… e non importa cosa sia successo o dove ci si trovi… Chiunque sia disposto ad amare, ad aspettare e a lottare riuscirà a conoscere questo sentimento, questo grande amore, il più grande di tutti. E’ un sentimento prezioso, puro, che fa comprendere l’importanza della vita. Martin Luther King sostiene che l’amore sia l’unica forza in grado di sconfiggere l’odio. Sarò un po’ ingenua a considerare l’amore quasi come l’ossigeno, eppure da esso nascono le cose migliori, i sogni che colorano la nostra vita, aiutano a non farci arrendere, ci danno la forza necessaria per rialzarci ed essere più sicuri, più forti, più maturi. Impegno, passione, coraggio di ascoltare i proprio cuore, elementi che contribuiscono a migliorare la propria vita e talvolta il mondo intero, e per concludere, cito una frase del film Moulin Rouge: “La cosa più grande che tu possa imparare è amare e lasciarti amare”.” Questa la gemma di C. (classe quinta).
Nel 1990 Lucio Dalla scrive uno dei suoi capolavori, la canzone Le rondini (che è stata poi letta al suo funerale). Canta così nella seconda parte:
Vorrei seguire ogni battito del mio cuore
per capire cosa succede dentro
e cos’è che lo muove,
da dove viene ogni tanto questo strano dolore
Vorrei capire insomma che cos’è l’amore
dov’è che si prende, dov’è che si dà…”
L’amore alla radice dell’essenza della vita.

Gemme n° 387

concerto

Ecco la gemma di A. (classe quinta). “La mia gemma è il biglietto del concerto dei Simple Plan tenuto a settembre. Me li ha fatti scoprire S. e sono diventati il mio gruppo preferito. Dietro a questo biglietto c’è tutta la storia della sorpresa che abbiamo fatto a S. per il suo compleanno, prima dicendole che i biglietti erano esauriti e poi regalandogliene uno. Siamo andate insieme a Treviso, ci siamo stancate durante la lunga attesa; c’è stato prima il brutto tempo e poi il caldo, ma ne è valsa la pena, eravamo in quarta fila. Per me è stata un’esperienza bellissima, e ora questa matrice del biglietto la uso come segnalibro.”
Sentire il rimbombo delle casse dentro di sé, poter gridare senza che qualcuno ti dica di far piano, sentire vibrare negli altri la tua stessa passione, avvertire con ancora maggiore chiarezza la forza di quelle parole che avevi già sentite in qualche modo tue, saltare e dimenarsi fino allo sfinimento, avere la voce che si strozza in gola per l’emozione… concerto… passione… vita…

Gemma n° 382

La mia gemma è una canzone di un gruppo poco noto. Li ho conosciuti attraverso la lettura di un libro. Un mese fa è mancata mia nonna e io tendevo a non parlare della mia sofferenza, scaricandola nelle canzoni e nelle letture. Anche se il testo e il video possono sembrare lugubri, mi facevano stare bene. Un po’ mi rivedevo nel protagonista che qui parla della morte della madre; qui ho visto una luce, una speranza e ho sentito che mia nonna mi sarebbe stata vicina”. Questa la gemma di N. (classe quinta).
Trovo bellissimo il video dei Dionysos. Avendo fatto la scelta del bianco e nero, l’elemento delle ombre e delle luci diventa fondamentale e penso sia giocato molto bene. Amo i toni scuri, quando fotografo preferisco calcare la mano sulle ombre piuttosto che sulle luci… mi ha allenato a cogliere anche i più piccoli segnali di luce, di speranza…

Gemma n° 380

La mia gemma è lo spartito di “Segni del tuo amore” del Gen Rosso perché l’anno scorso ho suonato alle tastiere questo brano con la mia parrocchia. E’ stato anche un modo per esprimere potenzialità”. Questa è stata la gemma di M. (classe terza).
Ho cominciato a cantare in un coro a 15 anni e, a parte qualche pausa, non ho mai smesso. Mi piace l’idea di dare vita a qualcosa insieme agli altri, con la caratteristica che il mio contributo deve tener conto di quello degli altri, deve armonizzarsi con esso. Dare il meglio di sé, sapendo di essere essenziali al pari degli altri.

Gemme n° 374

Penso che i litigi spesso non servono a nulla se non a provocare sofferenza tra le due persone coinvolte direttamente e anche in chi è accanto. A volte basta parlare o fare un gesto di pace e distensione come un abbraccio”. Questa la gemma di V. (classe seconda).
Penso di aver già pubblicato questa storiella, ma ci sta così bene qui…
Una volta un samurai grosso e rude andò a visitare un piccolo monaco. “Monaco”, gli disse “insegnami che cosa sono l’inferno e il paradiso!”.
Il monaco alzò gli occhi per osservare il potente guerriero e rispose con estremo disprezzo: “Insegnarti che cosa sono l’inferno e il paradiso? Non potrei insegnarti proprio niente. Sei sporco e puzzi, la lama del tuo rasoio si è arrugginita. Sei un disonore, un flagello per la cast dei samurai. Levati dalla mia vista, non ti sopporto.”
Il samurai era furioso. Cominciò a tremare, il volto rosso dalla rabbia, non riusciva a spiccicare parola. Sguainò la spada e la sollevò in alto, preparandosi a uccidere il monaco.
Questo è l’inferno”, mormorò il monaco.
Il samurai era sopraffatto. Quanta compassione, quanta resa in questo ometto che aveva offerto la propria vita per dargli questo insegnamento, per dimostrargli l’inferno! Lentamente abbassò la spada, pieno di gratitudine e improvvisamente colmo di pace.
E questo è il paradiso”, mormorò il monaco.”

Gemme n° 371

La scelta per la mia gemma è ricaduta su questa canzone non tanto per il testo, ma per il fatto che la ascoltavo molto quando effettuai un viaggio in Puglia con la mia famiglia; mi piace ricordarla, ci tengo molto”. Questa è stata la gemma di A. (classe quarta).
Stephen King afferma “Nulla apre gli occhi della memoria come una canzone”. Concordo pienamente: molte volte poche note bastano a proiettarci in un ricordo e alle sensazioni ed emozioni provate a quel tempo e che rivivono anche ora in noi grazie alla musica.

Gemme n° 368

I Foo Fighters sono un gruppo che conosco da una vita, il loro è stato il mio primo concerto, nel 2006. Nonostante nel testo si dica “He’s ordinary”, dedico questa canzone a mia madre; con lei ho molto legato ultimamente anche se attraverso un brutto periodo, anche con la scuola. Lei è la mia eroina che mi salva dalle brutte situazioni della vita.” Ecco come K. (classe terza) ha presentato la propria gemma.
C’è una canzone in cui Alex Britti (“Mamma e papà”) canta così: “Hey, mamma, guardami adesso, sempre lo stesso figlio anche se non parliamo spesso, come quando da bambino che sembravi mia sorella ti vedevo in mezzo agli altri ed eri sempre la più bella. Mi ricordo che stavamo praticamente sempre insieme, tua unica missione era farmi stare bene anche quando invece non era tutto a posto, mi guardavi sorridendo e soffrivi di nascosto. E quando arrivava l’estate andavamo sempre al mare con la macchina senza radio pensavamo noi a cantare le canzoni di Bennato, Battisti e De Gregori. Eravamo sull’asfalto ma sembrava in mezzo ai fiori. E poi la sera non volevo mai dormire e tu anche se eri stanca mi venivi a coccolare e ancora adesso che non stiamo tanto insieme, penso a quei momenti d’oro se ho bisogno di star bene. Passa il tempo, siamo grandi in un istante e sei ancora la mia voce più importante. Quante volte vi ho pensato nei momenti più importanti quando solo sopra un palco affrontavo i miei giganti, quando in macchina di notte con l’Europa da scoprire, fare finta di star bene per non farvi preoccupare. Quante volte ho detto “basta, ma chi me lo fa fare?”, però poi pensando a voi non riuscivo mai a mollare. Questa vita di speranze ma piena di emozioni, questa vita che racconto spesso nelle mie canzoni, qualcosa che va oltre la realtà e che non finirà mai”.

Gemme n° 366

Ho pensato di portare due canzoni, ma essendo troppo lunghe ne ascoltiamo solo una

L’altra sarebbe stata Imagine. Penso che le due canzoni parlino da sole senza aggiungere altro. Volevo dare un po’ di speranza e ritengo sia il caso di ascoltarle più spesso”. Così S. (classe quinta) ha presentato la propria gemma.
Michael Jackson invita a curare il mondo e a renderlo un posto migliore. Mi viene naturale citare le parole che Tiziano Terzani rivolge a dei giovani, messaggio che è posto all’inizio del dvd che stiamo guardando proprio con le classi quinte: “Voi che siete una nuova generazione guardate ai fatti, leggete, informatevi, non prendete per garantito niente, non credete a niente di quel che vi viene raccontato. Fatevi la vostra verità, una in cui potete credere e a cui potrete dedicare la vostra vita. Gandhi disse una volta «la verità è il mio Dio» due anni dopo scrisse «no! II mio Dio è la verità». La verità è una grande cosa, forse irraggiungibile ma fatene la vostra meta nella vita, cercatela la verità, cercate anche quella dentro di voi, chi siete, che cosa volete fare qui, che cosa ci siete a fare al mondo. Ponetevi questi problemi e la vita diventerà meravigliosa!”.

Gemme n° 361

Ho portato come gemma una canzone per me importante, in cui si parla del rapporto tra due persone: nonostante le difficoltà l’uno rimane sempre per l’altro il suo muro delle meraviglie”. Così G. (classe quarta) ha esposto la propria gemma.
E tutte le strade che dobbiamo percorrere sono tortuose e tutte le luci che ci guidano sono accecanti, ci sono tante cosa che mi piacerebbe dirti ma non so come. Perché forse sarai colei che mi salverà? E dopotutto sei la mia ancora di salvezza (muro delle meraviglie).” Questo dice la canzone… In “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” Luis Sepùlveda scrive: “«Volare mi fa paura» stridette Fortunata alzandosi. «Quando succederà, io sarò accanto a te» miagolò Zorba leccandole la testa.”

Gemme n° 360

Foto0044

E’ una foto del 2010, scattata al saggio di fine anno: rappresenta il mio amore per la musica. Suono dal 2008 e questo percorso mi ha aiutato a crescere. Devo ringraziare mia cugina che mi ha trasmesso questa passione per la musica e i miei che mi sostengono sempre”. Questa la gemma di I. (classe seconda).
Una frase anonima recita così: “La vita è come un pianoforte: i tasti bianchi rappresentano la felicità e i tasti neri la tristezza. Ma qualunque sia il cammino della tua vita, ricorda che anche i tasti neri servono per fare musica.” Ricorda un po’ l’idea del recente “Inside out”…

Gemme n° 357

Marco Mengoni è uno dei miei cantanti preferiti e amo i suoi testi significativi. Mi ha colpito subito questa canzone; il ritornello lo sento molto vicino. Qui lui si allontana e soffre lo stesso, così anche io mi sono allontanata dagli affetti più cari e ho deciso di condividere con voi questa sensazione”. Questa la gemma di S. (classe terza).
Afferma Jovanotti: “Le distanze esistono per essere percorse, è chiaro, se non c’è distanza non c’è desiderio, se non c’è desiderio non c’è avventura, se non c’è avventura non c’è un bel niente per cui valga la pena di vivere.” Ragione? Torto?

Gemme n° 356

Questa canzone l’ho scelta perché mi rappresenta, esprime quello che provo e che non riesco a dire a parole, come spesso sa fare la musica”. Questa la gemma di R. (classe seconda).
E’ un vero e proprio sfogo quello dei Simple Plan: “Ti sei mai sentito come se stessi crollando? Ti sei mai sentito fuori posto? Come se in qualche modo non fossi adatto e nessuno ti capisse. Vuoi mai scappare via? Ti rinchiudi nella tua stanza? Con il volume della radio cosi’ alto che nessuno ti sente urlare. No non sai com’è quando niente ti sembra a posto. No non sai com’è essere come me. Essere ferito, sentirsi perso. Essere lasciato fuori al buio, essere colpito quando sei giù. Sentirti come preso in giro, essere sul punto di crollare e non c’è nessuno lì a salvarti…”. Mi sento di citare Murakami, da Norvegian wood: “Smettila di tormentarti tanto. Ogni cosa segue comunque il suo corso, e per quanto uno possa fare del suo meglio, a volte è impossibile evitare che qualcuno rimanga ferito. È la vita. Faccio un po’ il grillo parlante ma è ora che tu cominci a imparare certi meccanismi della vita. A volte tu ti sforzi troppo di adattare la vita ai tuoi meccanismi. Se non vuoi finire anche tu in una clinica psichiatrica cerca di essere un po’ più aperto e di abbandonarti di più alla vita così come viene. Anche una donna debole e imperfetta come me ogni tanto arriva a rendersi conto di quanto meravigliosa sia la vita.”

Gemme n° 353

Come gemma porterei tutta la musica perché per me è fondamentale, ma ho dovuto scegliere. Questo brano lo ascolto sempre con mio padre ed è il mio preferito”. Questa la gemma di E. (classe quarta).
Non ho la minima intenzione di entrare nelle mille interpretazioni di Stairway to heaven. Resto sul testo e mi porto a casa le ultime parole perché ho sempre ascoltato questa canzone come un grido di speranza: “E, se ascolti davvero bene, alla fine la melodia verrà da te, quando tutti saremo uno ed uno sarà tutti, per essere una roccia e non per rotolare.”
Il resto? Fuffa.

Gemma n° 350

Ho deciso di portare questa canzone perché parla del tempo che passa sempre più veloce; le giornate sono sempre più uguali con ritmi definiti e prestabiliti, resta poco tempo per noi stessi e per realizzare quello che ci piacerebbe. Benjamin Franklin, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti affermava: “Il tempo è la sostanza di cui è fatta la vita”. Ma il tempo della nostra vita coincide veramente con quello dell’orologio? Le ore dei nostri giorni corrono all’impazzata o sembrano non finire mai. E’ come se il tempo si fosse staccato da quello convenzionale scandito dalle lancette. Ma nonostante esso sia presente in noi o comunque ci circonda, rimarrà sempre irraggiungibile persino alle tecnologie più avanzate. Le nostre esperienze quotidiane contano veramente, è il tempo dentro di noi che ci condiziona. Secondo lo scrittore Stefan Klein, sta a noi scoprire come prenderci cura del tempo e di conseguenza di noi stessi. Inoltre egli afferma: “Possiamo vivere dietro la paura di affondare nel vortice del tempo ma siamo noi che abbiamo la possibilità di imparare a nuotare e dominare il suo scorrere”. Secondo me, nonostante giorni monotoni e vita di corsa, dobbiamo riuscire a trovare il tempo per noi stessi perché siamo noi che dobbiamo realizzarci”. Questa è stata l’articolata gemma di G. (classe quarta).
In pochi giorni è la seconda gemma che tratta del tempo e del suo uso da parte dell’uomo. Lascio qui due frasi. La prima è di Borges: “Il tempo è la sostanza di cui sono fatto. Il tempo è un fiume che mi trascina, ma io sono il fiume; è una tigre che mi sbrana, ma io sono la tigre; è un fuoco che mi divora, ma io sono il fuoco.” La seconda frase, invece, è di Tiziano Terzani, e aiuta a gettare uno sguardo a una questione che affronteremo in quinta… non voglio dire altro… “L’inizio è la mia fine e la fine è il mio inizio. Perché sono sempre più convinto che è un’illusione tipicamente occidentale che il tempo è diritto e che si va avanti, che c’è progresso. Non c’è. Il tempo non è direzionale, non va avanti, sempre avanti. Si ripete, gira intorno a sé. Il tempo è circolare. Lo vedi anche nei fatti, nella banalità dei fatti, nelle guerre che si ripetono.”

Gemme n° 345

Ascolto questa canzone da quando avevo 12 anni, significa tanto per me perché mi ha fatto uscire da alcune difficoltà”. Con queste parole F. (classe seconda) ha presentato la sua gemma.
Mi soffermo su un unico verso, all’inizio, sull’importanza di trovare qualcosa di significativo per cui alzarsi la mattina: “Cercando un modo migliore per alzarsi dal letto, invece di stare su Internet e cercare un nuovo successo”.

La gente ballava, sorrideva, era felice

Max è un sacerdote passionista che ho conosciuto sul web. Poche ore fa sul suo profilo fb ha scritto: “Domenica scorsa all’omelia ho parlato di questa intervista, la testimonianza della band che suonava al Bataclan di Parigi la sera della strage. Per far capire cosa vuol dire “responsabilità”, sentirsi chiamati a rispondere ai bisogni degli altri, ad agire immediatamente per il bene di tutti. Ragazzi che hanno preferito rimanere con i loro amici feriti anziché scappare e salvarsi la vita, facendo da scudo con i loro corpi, andando incontro alla morte. La testimonianza è drammatica. Bisognerebbe farla vedere nei licei, nelle scuole.” Ho allora deciso di dare voce al suo desiderio: ecco l’articolo di Paolo Vites da Il Sussidiario e il video tratto da Youtube.

“Vorrei mettermi in ginocchio davanti ai genitori dei ragazzi morti quella notte” dice tra le lacrime Josh Homme, uno dei fondatori degli Eagles of Death Metal che quella sera della strage al Bataclan non era andato a Parigi con il suo gruppo. “Vorrei dire loro sono a vostra disposizione per qualunque cosa, perché davanti a quello che è successo che cosa puoi dire a chi ha perso i propri figli, la moglie, i fratelli? Non ci sono parole e forse è giusto che non ci siano” aggiunge Homme. Gli Eagles of Death Metal dopo un comunicato ufficiale hanno rilasciato adesso la prima testimonianza al sito americano Vice, una lunga video intervista di circa mezz’ora in cui raccontano quello che hanno vissuto quella notte. Visibilmente ancora scioccati, spesso scoppiano in lacrime, si tengono stretti fra loro, posano il capo sulle spalle dell’altro mentre raccontano l’orrore che hanno vissuto. Uno di loro ad esempio si era nascosto in un camerino insieme a molti membri del pubblico. Una ragazza, dice, era ferita gravemente e perdeva molto sangue. In due cercavano di fermare l’emorragia mentre un altro ragazzo aveva trovato nel frigo una bottiglia di champagne che doveva servire per i festeggiamenti del dopo concerto e la brandiva in mano, l’unica arma che avessero per difendersi, mentre sentivano i colpi d’arma da fuoco nel corridoio fuori della porta. Il chitarrista della band commenta: “Voglio dire a chi ama la musica rock e a chi non la ama: stiamo insieme. Io sono qui, sono sopravvissuto e stasera potrò tornare a casa da mio figlio. La musica rock mi ha dato un lavoro, una casa, una famiglia. Ma adesso non posso più far finta di niente, voglio che tutti sappiano che la vita è una cosa meravigliosa. Essere vivi”. Vogliamo tornare a Parigi, aggiunge, ed essere i primi a suonare al Bataclan quando riaprirà. Diversi giornali italiani all’indomani della strage avevano detto che i musicisti erano fuggiti ai primi spari abbandonando i loro fan: questo video dimostra che non è vero. Raccontano nei dettagli quei momenti insieme al pubblico, cercando vie d’uscita, soccorrendosi gli uni con gli altri, facendosi forza. Qualcuno in certa area cattolica ha anche detto che questo è un gruppo satanista che stava invocando il diavolo quando sono arrivati i terroristi, a causa del brano che stavano suonando, Kiss the Devil. Gli EODM sono un gruppo invece che fa la parodia proprio di quel genere di gruppi, li prende in giro: “Quella sera la gente ballava, sorrideva, era felice” racconta uno di loro. Proprio come succede con la vera musica rock. Satana non piange. Gli EODM in questo video invece piangono a lungo. Consigliamo a certi personaggi di guardarselo con attenzione. “Ci siamo dentro tutti in questa cosa, portiamo nel nostro cuore tutti i nostri amici francesi, vogliamo loro bene, e senza di loro non saremmo sopravvissuti” concludono.”