“Ho portato due foto, una del 2010 e una del 2015: rappresentano la crescita nel ballo e nella vita. Danzare mi ha fatto crescere: ho conosciuto molte persone e tanti insegnanti e ballerini che mi hanno aiutato a superare le difficoltà. Ho fatto anche amicizie importanti. Ballando riesco a liberarmi, a esprimere le mie emozioni e spero di continuare il più possibile. E ringrazio i miei genitori che mi permettono di farlo e mi sostengono.” Questa è stata la gemma di S. (classe seconda). Penso che le gemme legate alla danza siano le più numerose, tanto che inizio a far fatica a trovare dei commenti originali. Ma ecco che succede una di quelle cose secondo me meravigliose. Mentre scrivo ascolto musica, una raccolta appena uscita di brani di Mia Martini, Loredana Berté, Patty Pravo e Donatella Rettore. Porgo l’orecchio e resto basito alle parole di Mia Martini che calzano a pennello: “Danza sul velluto sul cristallo del tuo tempo meno bello, e qualcuno con te. Danza sulle ceneri antiche sulle ombre svanite e qualcuno con te. Se il tuo viso da ritratto scompare è che forse stai imparando a camminare. Danza nella tua casa fra le erbe e l’odore d’inverno e qualcuno con te. Danza bella donna piccola donna, distorsione del tempo e qualcuno con te…”. Segni.
“Ho portato come gemma un microfono: rappresenta me ed è una delle cose più importanti che ho. Quando sono dietro ad un microfono sono tranquilla perché riesco a esprimermi e mi sento libera, mi viene più facile dire certe cose cantando. E’ importante per me come oggetto: ascolto musica sempre, sia quando sono contenta che quando sono triste. E’ un punto fisso anche se tutto il resto cambia. Tuttavia non metto in mostra il fatto che canto: cerco di tenerlo per me, infatti non tutti sanno che lo faccio. Penso che ormai, in quinta, sia il momento di tirar fuori questa cosa perché potrebbe far bene anche a chi ascolta”. Questa è stata la gemma di C. (classe quinta). Durante la mia adolescenza ho letto molto spesso le pagine di Kahlil Gibran e una delle sue frasi che amo di più è senza dubbio questa: “Il segreto del canto risiede tra la vibrazione della voce di chi canta e il battito del cuore di chi ascolta.” Si crea un’alchimia tra noi e la musica che ascoltiamo che ci porta ai brividi, al battito del cuore. E’ un gran bel dono riuscire a creare tale alchimia. E C. lo sa che ora ce lo deve regalare… 😀
“Ascoltavo questo rapper prima che andasse a xfactor, poi è stato bello vederlo mettersi in gioco con quel genere di talent. Questa canzone è stata pubblicata una settimana fa sul prima e dopo la sua esperienza in tv. Lo ammiro.” Questa è stata la gemma di A. (classe terza). Un grido di ribellione, di voglia di non mollare, di desiderio di volare nonostante il petrolio che appesantisce le ali. Magari anche di essere riconosciuti per quello che si è: “Non giudicare gli uomini dalla loro pura apparenza; perché la risata leggera che spumeggia sulle labbra spesso ammanta le profondità della tristezza, e lo sguardo serio può essere il sobrio velo che copre una pace divina e la gioia.” Harry Forster Chapin
“Avrei potuto scegliere qualsiasi video di breakdance. La danza negli ultimi tempi è un elemento molto importante, soprattutto dopo l’infortunio: mi fa sentire libero, mi rilassa e mi fa vedere la vita in modo tranquillo. Quando ballo non ci sono problemi o cose che mi rattristano o mi fanno arrabbiare. E poi basta il corpo, non servono strumenti o attrezzi; l’uomo è fatto bene, sentiamo una cosa venire dal cuore e ci mettiamo a seguirla”. Così T. (classe quinta) ha presentato la sua gemma. Mentre T. parlava non ho potuto fare a meno di pensare: “Non lo so… una bella sensazione… Sto lì, tutto rigido, ma dopo che ho iniziato, allora, dimentico qualunque cosa. E… è come se sparissi. Come se sparissi. Cioè, sento che tutto il corpo cambia, ed è come se dentro avessi un fuoco, come se… volassi. Sono un uccello. Sono elettricità. Sì, sono elettricità.”
“La mia scelta è dovuta sia al fatto che mi piace il brano, sia al testo che tratta delle difficoltà e di come superarle. Mi ha fatto pensare a mia cugina che tre anni fa ha scoperto di avere la leucemia. E’ stata fortissima, si è impegnata in tutto. E’ guarita grazie al dono di midollo di suo fratello. Mi hanno colpito molto lei e la sua forza”. In questo modo C. (classe terza) ha presentato la sua gemma. Una canzone che adoro per restare in ambito musicale. Spazio ai Pink Floyd:
“Non sapevo bene cosa portare come gemma e alla fine ho optato per un pensiero: tutti noi spesso ci dimentichiamo quanto fortunati siamo per il fatto di avere una casa, degli amici, la salute. Alcuni ragazzi della nostra età devono affrontare malattie e difficoltà, e noi ci dimentichiamo che anche le piccole cose, come andare a scuola, sono fortune. Dobbiamo renderci conto di essere fortunati.” Trovo che la gemma precedente a questa e la successiva possano fare perfettamente da commento a questa di E. (classe seconda), a cui allego un breve pezzo teatrale di Antonio Albanese:
“In un periodo un po’ complicato della mia vita ho ricevuto una preziosa lettera da una mia amica; desidero leggerne l’ultima parte. In sostanza mi dice di lottare, un po’ come il protagonista del video che prende coscienza di sé e decide di riscattarsi. «Tutto questo, oltre ad essere un riassunto di un libro, è il mio tentativo di dirti di non aver paura. Si lo so non so esprimerti quello che vorrei dirti per cui te lo scrivo con le parole di Chesterton. Non aver paura di quello che hai di fronte a te. Niente potrà far smettere di lottare qualcuno che sa chi lotta. Per cui capisci per chi lotti, non contro chi, non con chi ma per chi. Purtroppo non ci scegliamo coloro che ci sosterranno nella lotta, sarà Dio a sceglierli per noi, magari saranno le persone che più ti stanno sul cazzo ma saranno quelle che lotteranno con il tuo stesso ideale. Non sceglierai contro chi lottare perché alle volte lotterai contro te stessa, e saranno le battaglie più dure che affronterai. Quando lotterai per non cedere a quella voglia di appoggiare la spada, alla voglia di smettere di vivere, di smettere di alzarti dal letto, lì capirai che tu da sola non hai la capacità di vincere. Non riesci a salvarti. Una canzone dice ‘farti non sai e pur sei fatto, amar non sai e sei amato’. Solo un Padre può amarti così tanto da farti, da donarti continuamente a te ogni istante. Tu dicevi di voler dare un senso alla tua vita. Eppure la bellezza della vita è che non c’è vita senza senso, non c’è attimo sprecato, tutto è fatto. E il senso di questo tutto è che è fatto per te. Il senso delle montagne e del mare, dei professori e degli amici, di me che ti scrivo ora, è che è fatto per Deborah. E le cose hanno un senso perché fanno ciò per cui sono state create. Quindi se vuoi dare un senso alla tua vita fai ciò per cui sei stata creata, che vuol dire banalmente domani alzati per prendere la corriera e andare a scuola, banalissimo, ma stavolta fallo guardando alla bellezza delle cose. Guarda a quelle piccole cose che ti colpiscono, un gesto o un fiore, e pensa che sono per te. Non è il problema del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, ma il problema di chi abbia messo il bicchiere e riempito di acqua. Se tu avessi sete e uno ti porgesse un bicchiere di acqua mezzo pieno penseresti che questo è mezzo vuoto o che quel tipo, magari sconosciuto, ha avuto una tenerezza tale di te e del tuo bisogno da darti l’acqua? Ti lascio con questa frase di Cesare Balbo che Tecla mi scrisse tanto tempo fa e chi io conservo leggendola nei momenti di debolezza.
“Solo i codardi chiedono al mattino della battaglia il calcolo delle probabilità; i forti e i costanti non sogliono chiedere quanto fortemente né quanto a lungo, abbiano da combattere, ma come e dove, e non hanno bisogno se non di sapere per quale via e per quale scopo, e sperano dopo, e si adoperano, e combattono, e soffrono così, fino alla fine della giornata, lasciando a Dio gli adempimenti.” Tu non sai il bene che ti voglio scrivendoti questa lettera, vorrei abbracciarti forte ma la distanza me lo impedisce. P.S. Quando capirai la pochezza del tuo essere niente e contemporaneamente la grandezza del tuo essere continuamente creata e amata alla promettimi che verrai in lacrime a dirmelo. Sottolineo in lacrime perché piangerai di gioia.»” La gemma di D. (classe quarta) è già molto ricca così com’è; suggerisco solo una canzone e invito ad ascoltarne con molta attenzione il testo, magari ascoltandola più volte…
“Ho deciso di portare questa sequenza sia perché adoro Bob Marley, sia perché alcuni concetti sono molti attuali. Anche nel momento che stiamo vivendo ora in Italia: penso siano necessari più solidarietà e amore”. Così F. (classe quinta) ha presentato la sua gemma. Molto probabilmente l’album citato è Legend, di cui fa parte anche la famosa Get up, stand up: “La maggior parte della gente pensa che il Bene scenderà dal Cielo, porterà via ogni cosa e renderà tutti felici. Ma se capiste quanto vale la vita badereste alla vostra su questa terra e ora che avete visto la luce ribellatevi per i vostri diritti”.
“L’11 ottobre se n’è andato mio nonno, e questa è stata la prima canzone che ho sentito dopo averlo saputo. Mi è venuto spontaneo pensare a lui come il guerriero che ha protetto la sua famiglia, ha fatto molti sacrifici, soprattutto durante la II guerra mondiale. In una lettera che ha lasciato ai figli emerge tutto il suo interesse nel salvaguardare il benessere della famiglia. Aveva un motto che mi ripeteva spesso: sor, serietà, onestà e rettitudine. Con esso mi dava forza per tutto quello che sarebbe potuto accadere nella vita. Lui mi ha sempre tirato su il morale o per telefono o con la presenza seppur fisicamente lontana”. Questa è stata la gemma di C. (classe terza). Mi sono venute alla mente le parole di un’altra persona scomparsa da pochi mesi in tarda età, Rita Levi Montalcini: “Il male assoluto del nostro tempo è di non credere nei valori. Non ha importanza che siano religiosi oppure laici. I giovani devono credere in qualcosa di positivo e la vita merita di essere vissuta solo se crediamo nei valori, perché questi rimangono anche dopo la nostra morte.”
“Ho scelto questo video perché è uno dei miei team preferiti di ballerini (non è solo una crew, si tratta di una famiglia); poi, quella giamaicana è una cultura che mi appassiona. Qui si vede come loro interpretano la danza, con semplicità, per strada, a piedi nudi. Anche il paesaggio giamaicano è splendido.” M. (classe terza) ha presentato così la sua gemma. Scrivo qui un proverbio giamaicano: “Per mangiare un uovo, è necessario rompere il guscio.” Non tutte le barriere sono fatte per resistere in eterno; a volte non aspettiamo che il momento in cui qualcuno le abbatta e cerchi di capire chi siamo realmente.
“Ero indeciso tra varie canzoni: alla fine ho optato per questa non tanto per il testo (che è personale), quanto per gli artisti. Si tratta dei miei cantanti preferiti, era tanto che aspettavo un loro duetto.” Così si è spresso A. (classe terza). Eminem, ad un certo punto canta “Perché il fallimento è qualcosa che riesco appena a digerire e ascolto solo il mio stomaco”. Guardarsi dentro, con sincerità: è inutile raccontarsi bugie. Costruire castelli di sabbia per se stessi è fatica insensata che non fa approdare a terre sicure. Tirare una linea dalla quale ripartire, mettere un punto fermo chiaro, evidente. E ripartire.
“La canzone che voglio presentare denuncia episodi di bullismo e omofobia soprattutto a scuola. Secondo me, in una fase iniziale e quando siamo più piccoli, è naturale provare una certa repulsione perché si notano delle diversità; poi, crescendo, possiamo riconoscere gli altri come uguali a noi e amici. Capiamo anche che non si dovrebbe mai cambiare solo perché qualcuno non ci accetta per quello che siamo”. Questa è stata la gemma di F. (classe quarta). Il video è duro, anche se poi finisce positivamente; i nomi che vengono citati sono quelli di persone la cui vicenda non si è conclusa bene. Penso che troppe volte non ci rendiamo conto del peso che possono avere i nostri gesti, le nostre frasi. Oppure a volte ci rifiutiamo di fare uno degli esercizi più importanti che possano esserci: camminare per un po’ con le scarpe degli altri, immedesimarci in loro e provare a guardare le cose anche dalla loro prospettiva.
“Don’t grow up, it’s a trap! Questa frase è la mia gemma. Mi rappresenta perché i bambini sono persone che ancora riescono a sognare; da adulti ci sono preoccupazione e problemi. Loro poi sono sinceri e riescono a dire le cose in faccia senza nasconderle come invece fanno certi adulti. Anche l’amicizia tra bambini è molto più sincera e forte.” Così si è espressa A. (classe seconda). Desidero citare una canzone di Claudio Baglioni che secondo me ha un testo bellissimo. In uno dei passi canta: “io non chiedo un poco più di pane ma che tu lo mangi insieme a me e non credo che ci sia una pace mai se la pace non è dentro te e così crescendo e cercando via altrove e come e quando troveremo infine chissà la via della felicità, ogni dì crescendo e cercando sì ma dove domani o quando prenderemo insieme la scia nel tempo della fantasia”.
“Più che per la canzone ho portato questo video per il personaggio raccontato, a cui sono molto affezionata: Peppino Impastato, che ha dedicato la propria vita a combattere la mafia.” Ha poi presentato brevemente alcuni aspetti della vicenda B. (classe terza), spiegando il motivo del titolo del brano e l’attività di Radio Aut, fondata da Peppino. Un suo prezioso insegnamento: “Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.
“L’altro giorno era il mio compleanno e un’amica mi ha regalato una foto di noi due; oggi è il suo compleanno e le faccio gli auguri. Mentre scartavo regalo ascoltavo questa canzone…”. Ecco la gemma di M. (classe terza). L’amicizia e la musica sono le protagoniste di questa gemma: “L’amicizia è come la musica: due corde parimenti intonate vibreranno insieme anche se ne toccate una sola” (Francis Quarles).
“«E’ una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito. E’ una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, buttare via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto. Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio.» Ho deciso di portare queste frasi per augurare a tutti voi di trovare la forza di rialzarvi dopo un brutto periodo. Beh, le frasi si spiegano da sole. Magari può sembrarvi banale, potete pensare che sono le solite frasi di incoraggiamento, ma io ho deciso di presentarle ugualmente perché ogni tanto può essere utile sentirle nuovamente, soprattutto all’inizio dell’anno scolastico quando arrivano le prime insufficienze…”. Questa è stata la gemma di L. (classe quarta). La cantante Alice in “Prospettiva Nevskij”, una canzone che adoro scritta da Franco Battiato, dice alla fine “Il mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire”. Uno sforzo che penso valga la pena fare…
“La mia gemma è tratta da un concorso che sta avvenendo proprio in questi giorni, la Chopin Piano Competition. I partecipanti devono portare solo brani di Chopin, sono tutti eccezionali. Questo è il mio pezzo preferito: qui è eseguito da una partecipante dalla grande preparazione (a volte anche più di due anni di studio per un solo concorso). E’ una composizione particolare, composta nel 1831 mentre Chopin è a Vienna e si sente solo e impotente nei confronti dei motti di rivolti che stanno avvenendo in Polonia. Questa ballata rende molto bene il suo stato d’animo”. Per i quasi 10 minuti d’esecuzione non è volata una mosca nella classe quinta dove A. ha presentato la sua gemma. Conosco il pianoforte da ascoltatore profano, non lo so suonare. Decido spesso di ascoltare Chopin perché è come se con lui lo strumento mi parlasse, dicesse delle cose. Oscar Wilde affermava: “Dopo aver suonato Chopin, mi sento come se avessi pianto su peccati che non ho mai commesso e mi fossi afflitto per tragedie che non ho mai vissuto”.
“Ho portato una foto di quando ero piccola, ce l’ho in camera da sempre. Mi ricorda l’infanzia e i momenti belli, mi sono divertita a farla, mi piace la mia posa. La cornice poi l’ho fatta con mia sorella e questo mi riporta a lei e all’importanza che ha per me la famiglia. A ciò aggiungo una canzone che parla di ritorno alle radici che restano importanti anche se si cambia e si cresce.”
Questa è stata la gemma di F. (classe seconda). Amo le radici. Mi piace andarvi con la mente, fare loro visita col pensiero e, laddove possibile, anche con il corpo; tornare su sentieri percorsi, esplorare con occhi di oggi i luoghi di ieri. La canzone “Radici” di Francesco Guccini si chiude con queste parole: “La casa è come un punto di memoria le tue radici danno la saggezza e proprio questa è forse la risposta e provi un grande senso di dolcezza”.
“Per molti mesi questa canzone è stata continuamente trasmessa alla radio; so anche che molti in classe non amano Mengoni, però penso che il testo sia molto bello e dica cose vere. Ritengo sia una canzone che si possa dedicare a chi si vuol bene e il cui bene sta prima del nostro. Io la dedico a mia sorella che ha 6 mesi e mezzo. Gliela farò sentire quando sarà più grande cercando di mettere in pratica quello cui il testo si riferisce. Penso serva a tutti avere accanto una persona a cui dedicare queste parole”. Così M. (classe terza) ha presentato la sua gemma. La fedeltà, l’esserci, l’interessarsi, l’aprire il cuore all’esistenza di un tu, l’alzare lo sguardo dall’ombelico, il posare l’attenzione un po’ più in là, l’essere volpe per un piccolo principe… sono strade che penso valga la pena provare a percorrere.
“La mia gemma è il trailer del film-documentario “I bambini sanno”: tocca alcuni temi importanti come la vita, l’amore, l’omosessualità, la crisi economica, l’amicizia. Il tutto dal punto di vista dei bambini. Trovo che sia un film profondo che faccia riflettere: i bambini sanno qualcosa di più dei grandi. Si dice che siano il futuro ma non si dà loro modo di esprimersi.” Questa è stata la gemma di C. (classe terza). Dentro ciascuno di noi ritengo ci sia una parte bambina da nutrire e mantenere per continuare a provare lo stupore e la meraviglia. Lascio qui la canzone The child inside dei Depeche Mode che proprio oggi un’alunna di prima ha citato come la sua canzone preferita.