Gemma n° 2129

“Trieste è una città a cui sono sempre stata particolarmente legata. Lì abita una parte della mia famiglia ed è per questo che ci vado spesso. Dato che vengo da un paesino poco popolato, da piccola l’ho sempre vista come New York, piena di persone e tanti modi diversi per divertirsi. Anche se adesso non è più ancora tutto da scoprire come prima, non mi stanco mai di guardarla e di visitare i miei posti preferiti. Trieste mi piace a partire dal paesaggio marittimo, il forte vento e lo stile antico degli edifici. Adoro soprattutto come l’atmosfera cambia di stagione in stagione. D’estate è bello camminare lungo le rive, passare per il viale pieno di cinema e ristoranti di svariate culture, andare a teatro e girare per le librerie; inverno sta invece per pattinaggio sul ghiaccio, mercatini, frittelle e succo di mela caldo. Più di tutto, però, amo Trieste per i bei ricordi che mi regala ogni volta che ci torno. Mi fa ripensare a tempi più spensierati prima del covid quando vedevo la vita in modo diverso. Inoltre sono grata a Trieste per avermi sempre donato una sensazione di rifugio quando nel luogo in cui vivo la situazione non era delle migliori” (S. classe prima).

Gemma n° 2124

“Per me la famiglia è molto importante. La mia famiglia è stata presente in ogni momento della mia vita. Hanno capito tutto ciò che sono io. Apprezzano tutti i miei successi e quando sono triste o delusa sono sempre lì per confortarmi e sempre al mio fianco. Voglio che i momenti trascorsi insieme siano dei bei ricordi. Anche se ci sono alcuni conflitti ci hanno fatto capire meglio reciprocamente” (P. classe terza).

Gemma n° 2121

“Come ultima Gemma ho deciso di portare le persone che per me sono più importanti. Nella prima foto c’è C. che io definisco la mia finta sorella. Io e lei ci conosciamo dal primo anno di asilo nido e siamo sempre state insieme fino alla terza media. Nonostante ora lei sia a scuola a Gemona ed io a Udine la sento vicino come se fosse sempre al mio fianco. Nella seconda foto invece c’é R., é più piccola di me ma andiamo molto d’accordo. L’ho conosciuta come morosa di uno dei miei migliori amici ed all’inizio non andavamo per niente d’accordo, meno la vedevo meglio era. Col tempo abbiamo scoperto di avere molte cose in comune, ci siamo aiutate molto durante i periodi bui e ci sosteniamo sempre. Nella terza foto altre amiche: con loro ho legato tre anni fa, eravamo assieme alle medie ma poi ci siamo perse di vista per rincontrarci di nuovo. Non so cosa farei senza di loro, non riesco ad esprimere quanto io sia legata. Nell’ultima foto ci sono oltre che le mie compagne di classe preferite, anche le mie spalle destre. A loro devo tutto. Tutte loro mi stanno aiutando a ritrovare la mia strada, quella che da un po’ di tempo ormai mi sembrava persa, mi stanno aiutando a capire che valgo, che non sono sola e che ce la posso sempre fare” (B. classe quinta).

Gemma n° 2120

“Forse non è la foto perfetta, da quadretto.
La luce non è delle migliori e l’inquadratura tantomeno.
E questo non sarà di certo il testo perfetto per esprimere ciò che sono per me loro, l’unica cosa perfetta che c’è in questa foto.
C. e G., compagne di classe all’asilo, alle elementari, alle medie e ora con C. anche alle superiori, migliori amiche, un trio inseparabile da 9 anni ormai.
Questa foto risale a quest’estate quando siamo andate ad Amsterdam a vedere il concerto di Ed Sheeran.
Felicità, spensieratezza, amicizia, amore, questo è quello che mi trasmette questa foto.
Le canzoni di Eh Sheeran sono quelle che, esattamente un anno fa, novembre 2021, mi hanno tirata fuori da un periodo buio e indovinate chi me le ha fatte ascoltare per la prima volta? Proprio una di loro due.
Come le canzoni di Ed Sheeran, hanno avuto questo potere di farmi tornare a galla, così ci riescono sempre loro due.
Sono le persone alle quali mi rivolgo quando sono felice, triste, quando ho bisogno di parlare, di sfogarmi, di divertirmi, di ridere.
Sono le uniche con cui avrei mai potuto vivere un’esperienza del genere come quella che abbiamo vissuto quest’estate.
Senza di loro non sarei la persona che sono oggi, loro sono un pilastro del mio passato, del mio presente e lo saranno nel mio futuro, magari in università diverse, in città diverse, con vite completamente diverse, ma sempre nello stesso posto fisso nel mio cuore” (C. classe quarta).

Gemma n° 2100

“Quest’anno ho deciso di portare la canzone “Ricordi” dei Pinguini Tattici Nucleari come gemma perché, nonostante io non sia una grande fan di questo gruppo, penso che questa canzone sia un capolavoro, con un significato profondo e, per me, con un valore immenso. Inizialmente mi piaceva la sua musicalità e il suo testo che, nel periodo in cui l’ho ascoltata per la prima volta, mi riportava alla mente la mia appena terminata storia d’amore adolescenziale, trasformandosi in un riflesso della nostalgia e tristezza che provavo, facendomi sentire capita.
Un giorno però, parlando di questa canzone con le mie amiche, mi è stato svelato il vero senso della canzone, che parla di ricordi, come dice il titolo, che stanno svanendo dalla mente di una persona affetta di demenza senile.
Da quel momento ogni volta che l’ho ascoltata mi ha mosso qualcosa dentro in maniera diversa rispetto ai primi ascolti, probabilmente perché l’alzheimer l’ho vissuto sulla mia pelle in maniera passiva, avendo perso mia nonna materna nel 2020 a causa di questo male atroce e disumano.
Perciò ora questa canzone è il “ricordo” che a me rimane di lei e che posso condividere con mia madre, cantandola a squarciagola, cercando di nascondere le lacrime.
La cosa che mi segna e mi rende felice di questa canzone è che finalmente è stata data voce ai sentimenti suscitati da una malattia che toglie tutto, sia quando vissuta direttamente che quando subita indirettamente, come “spettatori”.
D’altronde cosa siamo noi senza i ricordi?” (A. classe quinta).

Gemma n° 2097

“La scelta di portare una data come gemma può sembrare inusuale ma per me ha un profondo significato in quanto custodisco il ricordo di quel giorno proprio come un tesoro prezioso. È stata, infatti, una giornata di emozioni contrastanti: una delle più belle e spensierate che io abbia mai vissuto nonostante nella stessa giornata sia stata anche tanto triste.
Il 29 luglio di quest’anno è stato l’ultimo giorno che ho trascorso con la mia migliore amica prima che si trasferisse in un’altra regione. Questa estate, quando sono venuta a conoscenza del suo trasferimento, devo ammettere che ho provato un forte dolore, quasi come se una parte di me se ne andasse ma devo dire che ciò che è successo ci ha portato a vederci poi ogni giorno fino alla sua partenza. Mi piace ricordare questa data in quanto è stato uno dei giorni in cui mi sono sentita più libera e spensierata come se il tempo fosse una cosa superflua. Abbiamo passato tutto il giorno a girare per Udine e abbiamo addirittura fatto delle nuove splendide conoscenze. Quando ne parlo la tristezza riaffiora ma credo di aver sfruttato al meglio il tempo che ci siamo concesse sapendo che non ci saremmo riviste per diversi mesi. Quelle ore hanno creato nel mio cuore un ricordo bello e indelebile, che porterò come per sempre” (A. classe seconda).

Gemma n° 2096

“Ho portato questa foto del 2 ottobre 2020. Alla domanda tipica che cos’è l’amore rispondo che esistono vari tipi di amore: l’amore che proviamo per i nostri cari, l’amore per il nostro animale domestico, l’amore per qualcosa che ci piace fare, l’amore per noi stessi, l’amore per gli amici. Io credo che il detto che quando si trova un vero amico si trova un tesoro sia assolutamente vero, perché trovare amici che ti sostengano veramente, che siano veri amici, è difficile. Penso che questo amore sia unico, travolgente in modo positivo. In questa foto ci sono queste persone: siamo rimaste unite, anche nei momenti di difficoltà, abbiamo fatto molte esperienze nuove insieme e tuttora le facciamo. Penso proprio che questo gruppo lo porterò sempre con me” (A. classe quarta).

Gemma n° 2093

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare alcune foto della mia famiglia (parenti compresi), perché da un anno a questa parte è diventata il mio punto di forza. Il rapporto che ho con loro è cambiato completamente in seguito ad alcuni fatti accaduti e mi sono resa conto che durante la prima parte dell’adolescenza l’avevo trascurata, in particolare i miei genitori e mia sorella, che hanno sempre vissuto per me e a fianco a me. Ad oggi mi sono resa conto che probabilmente la famiglia è l’unica cosa fondamentale nella vita e, ovviamente, ringrazio infinitamente la mia per quello che ha sempre fatto e per quello che sta facendo per me, per tutti i loro sacrifici e per l’amore che mi danno tutti i giorni, nonostante tutto; per i valori con cui mi ha cresciuta e per le diversità che la caratterizzano, perché mi hanno insegnato tanto” (C. classe quinta).

Gemma n° 2084

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare questo peluche a forma di orca, che si trova in camera mia sopra la libreria; agli occhi degli altri probabilmente potrà sembrare una cosa stupida o infantile ma per me ha un significato importante.
Questo oggetto l’ho ricevuto durante l’ultima sera che ho passato con i miei amici di R. prima di trasferirmi qui in Friuli.
Quella sera c’erano le giostre ma io ero comunque abbastanza triste perché il giorno dopo sarei partita e non li avrei più rivisti per un bel po’ di tempo, e sapevo che sarebbe stato difficile per me allontanarmi da loro visto che erano persone a cui volevo bene e con cui uscivo molto frequentemente.

Verso fine serata, quando era quasi arrivato il momento di tornare a casa, mi misi a piangere. Un mio amico di nome G., ad un certo punto, si allontanò dal gruppo e per risollevarmi un po’ il morale andò ad uno stand, quello in cui devi prendere i cigni con l’asta. E’ stato lì per una mezz’ora e alla fine ha vinto questo peluche e me l’ha regalato, poi ognuno dei miei amici ha scritto la sua iniziale sull’etichetta. Per questo motivo il pupazzo è molto importante per me, perché è un bellissimo regalo che mi hanno fatto i miei amici e ogni volta che lo vedo penso a loro” (R. classe quarta).

Gemma n° 2083

“Ho portato questo disegno perché è stato fatto da una bambina dell’asilo che alleno come regalo per Natale e da quel giorno l’ho sempre tenuto all’interno della mia cover del telefono per portarlo sempre con me. In quel periodo stavo poco bene e questo regalo mi ha resa felice e mi ha fatto capire quanto sono fortunata a stare con quei bambini. Quando ho iniziato questo percorso avevo molta paura di non fare le cose giuste e di non piacere ai bambini, ma col passare del tempo ho ricevuto sempre più amore da parte di tutti e continuano a riempirmi di regali, letterine e caramelle. Ogni giorno mi insegnano qualcosa di nuovo sia le bambine dell’asilo ma soprattutto le ragazze grandi. Per me ha un valore enorme e leggere ogni giorno quel “CARA MAESTRA…” mi emoziona tantissimo” (I. classe quarta).

Gemma n° 2080

“La gemma che ho deciso di portare oggi è mia nonna.
E’ da quando sono piccola che passo alcuni pomeriggi a casa sua (un tempo ci passavo quasi tutta la settimana, poiché i miei lavoravano) e mi sembra ancora adesso di non ringraziarla abbastanza.
Lei ha sempre dedicato tanto del suo tempo a me e mia sorella: da quando ci fermavamo a pranzo da lei a quando la sera, dopo aver passato il pomeriggio da lei, andavamo a casa.
Mia nonna non ha potuto studiare molto quando era piccola, ma ha sempre cercato di aiutarmi alle elementari con i compiti.
Mia nonna per me è come una seconda mamma: sono cresciuta con lei e da lei ho imparato tante cose.
Forse questa gemma è un modo per ringraziarla per tutto quello che ha fatto e che continua a fare per me: non ha avuto una vita facile e ancora adesso nella sua vita ci sono alcuni ostacoli, motivo per il quale la considero una delle persone più forti che conosco.
Per me, lei è più che una semplice nonna: è un esempio e una persona da cui traggo sempre ispirazione e che ammiro molto” (E. classe terza).

Gemma n° 2072

“Questa canzone, Anti-hero, è uscita qualche settimana fa e fa parte del nuovo album della mia cantante preferita, Taylor Swift. Ora è una delle mie preferite in assoluto, anche per il significato: parla di insicurezze, di non sentirsi come gli altri ma sentirsi il problema. Anche il video è molto interessante e con un significato profondo” (S. classe seconda).

Gemma n° 2068

“Oggi sono esattamente 99 giorni che lui, la persona che da 3 anni e mezzo a questa parte condivide con me qualunque cosa, è partito per la sua esperienza in Sudafrica.
Domani, il numero delle cifre dei giorni passati lontani saliranno a 3, ma sono consapevole che è solo una piccola parte dei restanti 8 mesi che ci separano l’uno dall’altra.
Le prime settimane senza di te sono state difficili, le giornate parevano interminabili ed il vuoto incolmabile. Ma, come si suol dire, il tempo sta curando le ferite e ciascuno di noi sta accettando e creando una nuova realtà.
Nonostante ciò, i momenti di sconforto rimangono tanti, e lui, dalla testa e dal cuore, non va via un solo secondo.
Mai mi sarei aspettata, a 3 mesi dalla sua partenza, di poter dire che la nostra relazione stava andando a gonfie vele, mai mi sarei aspettata di sentirlo così vicino, nonostante sia dall’altra parte del mondo.
Eppure, so per certo che mai avrei cancellato o buttato via i 3 anni di vita passati insieme prima di affrontare questa avventura.
Ci nutriamo di piccole cose.
Ci nutriamo di messaggi, di catene di foto su Instagram, di post condivisi, di chiamate e video chiamate, che non sono così frequenti come immaginate, poiché in Sudafrica c’è il tanto odiato load sheeding, ovvero la mancanza di corrente per un numero di ore che va solitamente da 2 a 6 al giorno e bhe, non sempre la sera c’è la corrente e quindi la connessione wifi per sentirsi.
Ci accontentiamo di una media di 2 chiamate a settimana. “Mezz’oretta”, diciamo, stanchi, a fine giornata. Ma cosa sarà mai mezz’ora in una relazione a distanza? 
La mezz’ora allora si quadruplica, le ore diventano due.
Il tempo con lui passa veloce come non mai, e mai sono così felice come quando c’è la corrente e lo posso sentire.
E infine, ci nutriamo anche di canzoni. Di canzoni come questa, che ti fanno venire le lacrime agli occhi.
E come mi sento, è descritto proprio in questo brano, Lost In Japan di Shawn Mendes.
Tu, letteralmente dall’altra parte del mondo ad un numero di kilometri che non ho il coraggio di conoscere, ed io, qui, ad aspettarti, ogni giorno più sicura dei nostri sentimenti” (C. classe quarta).

Gemma n° 2062

“Ho scelto di portare come gemma questa canzone perché da quando l’ho ascoltata per la prima volta, è stata una delle canzoni che ho ascoltato di più. Non sono una grande amante dei Foo fighters, ascolto qualcosina ogni tanto ma non rientrano pienamente nel mio genere (sebbene riesca a passare da jazz a nu-metal, da indie a reggae, da shoegaze a dream pop etc in poche canzoni!). Ciononostante, questa canzone è una delle poche canzoni di cui non riuscirei mai a stancarmi, credo abbiate presente. Mi fa sentire viva, ma allo stesso tempo canticchiandola mi fa stare meglio, sia che sia triste sia che sia nel bel mezzo di un “attacco” d’ansia o panico. Uno dei motivi principali del mio amore incondizionato verso questa canzone è principalmente il testo. Ciascuno imita i testi delle canzoni a proprio modo, e io questa canzone la vedo come un “inno all’amore”. Sono sempre stata innamorata dell’amore e forse un po’ troppo impaziente di trovare qualcuno con cui condividere il mio amore, e questa canzone, a parer mio, nonostante non abbia mai sperimentato a pieno il concetto di amare una persona o cose simili, rispecchia la mia idea di amore e di quello che si prova quando si è vicino o si pensa alla persona che si ama” (R. classe seconda).

Gemma n° 2060

“Ammetto che scegliere la gemma quest’anno è stato particolarmente difficile probabilmente perché mi sono fatta prendere dall’ansia “da ultima gemma”, fino a due giorni fa ero decisa a chiedere al Prof. di posticiparmela perché non avevo nemmeno una vaga idea. 
Poi due sere fa la gemma mi ha trovata, è proprio avvenuto così lei ha trovato me mentre ero in macchina con alcune mie amiche e attivata la riproduzione casuale su Spotify, la prima canzone è stata proprio Vivere di Vasco Rossi. Ascoltando le parole di questa canzone ho ripensato ai momenti che ho vissuto fino ad ora, alcuni li custodisco tra i miei ricordi più felici e belli, altri li ho ben impressi nella mente perché sono stati difficili da superare. Nonostante tutto non mi sento di rinnegare nulla, perché tutto ciò che ho attraversato mi ha reso chi sono oggi, ed oltre a ciò posso dire di aver sempre avuto al mio fianco delle persone che non mi hanno lasciata mai sola né nei momenti più spensierati, né nei momenti più duri.
Vivere mi ha fatto proprio pensare a questo, ha attivato in me un senso di gratitudine infinita per tutti coloro che mi stanno vicino e che spero continuino a farlo anche nel futuro” (S. classe quinta).

Gemma n° 2057

“Come l’anno scorso, anche per quest’anno è stato difficile trovare un qualcosa da presentare in questa gemma, perché fondamentalmente ci sono tante cose a cui sono legata.
Alla fine ho deciso di parlare di questa foto.
Questa immagine può sembrare a molti una, diciamo, “semplice” foto tra padre e figlia, ma c’è ben altro dietro.
Sono sempre stata fortunata, non posso negarlo, ad avere un padre così.
Oltre a essere padre e figlia, mi piace dire che siamo anche amici (anche se a lui non piace sentire questa cosa).
Mi piace definirlo come “amico”, proprio perché, oltre che padre, credo che sia una delle poche persone a cui racconto tutto e di cui mi fido ciecamente, quello a cui racconto quello che mi succede, una delle poche persone che mi ha vista attraversare i momenti peggiori e che mi ha sempre aiutata a risollevarmi.
È la persona a cui devo più di tutte, e so che lui per me ci sarà sempre, come io per lui.
Mi ha lasciato libera di imparare a vivere, di sbattere la testa tornando poi da lui in lacrime dicendomi “cosa ti avevo detto io?”, ma nonostante ciò non mi ha mai abbandonata, anzi è sempre stato la spalla su cui piangere e anche addormentarmi, mentre guardiamo la televisione sul divano.
Crescendo, ho acquistato abbastanza consapevolezza da capire tutti i sacrifici che ha fatto per vedermi felice, dal momento che continuare a crescere una figlia di 9 anni da solo non è facile.
Devo essere sincera, non mi ha fatto mai mancare nulla, e di questo gliene sarò infinitamente grata, perché con il passare degli anni, guardandomi intorno, capisco che non tutti i miei coetanei hanno potuto contare su una figura di padre presente.
Ovviamente, non tutto è sempre rose e fiori, come giusto che sia, ma rimarrà sempre la persona che mi ama di più al mondo, come solo un genitore sa fare.
Non sono mai stata una ragazza di grandi parole, e forse tutto questo che vi ho raccontato lui non lo sa, ma vorrei che un giorno sapesse che non avrei potuto desiderare di meglio per me” (E. classe quarta).

Gemma n° 2055

“La mia gemma è il mio ragazzo.
Il mio ragazzo è la persona migliore che io abbia mai incontrato.
Ha un cuore d’oro e in tanti dovrebbero prendere esempio da lui.
L’ho conosciuto l’anno scorso nel mese di aprile, nel periodo più brutto in assoluto degli ultimi anni.
Avevo un sacco di problemi in quei mesi, dovuti tutti da un altro grandissimo problema (di cui non mi sento di parlare alla classe al momento perchè sono ancora in terapia).
Sono convinta che se non l’avessi incontrato non sarei mai riuscita a, possiamo dire, “superare” così velocemente la cosa.
Potrebbe essere considerato banale il fatto che mi sia stato vicino visto che in quel periodo ci stavamo frequentando, ma per la gravità della situazione posso dire che io stessa non sarei riuscita a sostenere un’altra persona nella mia medesima situazione.
È da lì che mi sono innamorata di lui; inoltre, nei mesi a venire mi ha sempre dimostrato di esserci per me e non ha mai deluso le mie aspettative” (R. classe seconda).

Gemma n° 2053

“Ho deciso di portare questa foto dove ci sono mia mamma e mio nonno perchè loro sono le persone più importanti che ho. I miei genitori si sono separati quando io e mia sorella eravamo tanto piccole e la mamma ha dovuto crescerci da sola. Papà non lo vedevamo spesso come non lo vediamo spesso tutt’ora quindi per me la mia famiglia erano mia mamma e mia sorella.
Incastrare tutto per la mamma era sempre difficile ma per fortuna c’erano sempre i nonni. I nonni ci sono sempre per noi, quando abbiamo bisogno di qualsiasi cosa ci sono e sappiamo di poter contare su di loro. Per me i nonni  materni sono due persone molto importanti e li ho sempre visti come una sorta di secondi genitori.
Il nonno per me è come un secondo papà, perché quando ero piccola ho sempre avuto lui come punto di riferimento proprio per il fatto che quando avevo bisogno di aiuto lui c’era. Penso che mio nonno dopo mia mamma sia la persona che  mi conosce di più, lui sa tutto di me sia i miei punti di forza che i miei punti di debolezza.
Sono una persona che parla molto difficilmente di sé e delle sue emozioni e proprio per questo motivo non sono mai riuscita, come non riesco tuttora, a dirgli magari ti voglio bene o a dimostrargli tutta la mia gratitudine per tutti i sacrifici che fa per noi.
Voglio concludere dicendo che di nonni così non ce ne sono tanti, ogni nonno è speciale a modo suo ma per me non c’è nessuno meglio del mio nonno/papà” (A. classe prima).

Gemma n° 2052

“Come mia prima gemma ho deciso di non portare un oggetto a cui sono legata, bensì una persona: la mia migliore amica. A lei devo tutto e di più, in quanto è la persona che veramente senza volerlo è riuscita a far uscire la miglior parte di me. Siamo diventate migliori amiche quasi dal nulla e da ormai quasi 2 anni, pur conoscendoci da una vita.
Entrambe siamo arrivate alle medie avendo altre amicizie ed altre compagnie, fino a quando letteralmente da un giorno all’altro ci siamo trovate a condividere ogni cosa l’una con l’altra, partendo dalle semplici cose di scuola, per poi arrivare a tutte le gioie ma anche tutti i dolori di questi ultimi due anni.
Pur essendo una persona più fragile e soprattutto più emotiva di me, lei è la mia roccia ed il mio punto di riferimento ogni volta che mi sento persa. Lei è l’unica persona a cui sono veramente riuscita a mostrarmi, l’unica che mi ha visto piangere nei momenti no e l’unica che mi ha visto ridere veramente. In poco tempo è diventata una tra le poche persone a cui sono felice di essermi mostrata, ma l’unica a cui dovrò per sempre tutto” (G. classe prima)

Gemma n° 2051

“La mia gemma è il “Il menefreghismo selettivo”. Ho sempre vissuto preoccupandomi degli altri: delle loro opinioni, dei loro giudizi, dei loro sentimenti; cosa normale effettivamente: finché non apprezziamo noi stessi cercheremo approvazione da ciò che ci circonda. 
Ma chi ci circonda? un mondo colmo di anime buone e non, persone pronte ad aiutarci al primo inciampo e altre pronte a fare di tutto per ostacolarci.
Nei miei primi 14 anni di vita ho rincorso e pregato gli altri per la loro approvazione, che è arrivata, ma non era mai abbastanza.
Dopo esperienze orrende che erano portate dalle persone che frequentavo, che allora pensavo fossero delle persone giuste per me, sane, mi sono resa conto di essere un agnello rinchiuso in una stanza piena di lupi.
L’effettivo “menefreghismo” non si attiva facilmente, perché tutti troveranno da ridire, attivandolo si cambia per ogni persona presente nella propria vita, anche per quelle buone, ma il difficile sta nel capire chi sono.
Il trucco? non dare seconde possibilità; “il lupo perde il pelo ma non il vizio”, è così: nessuno cambia, se non dopo un lungo lavoro su se stesso. 
Dopo che lo si ha attivato, tutto sarà più facile, nulla farà male come prima, niente ansie, niente paura del giudizio degli altri; ma ci si concentrerà sulle persone giuste e sulla propria felicità, imparando ad apprezzare se stessi e ciò che ci circonda senza filtri.
L’unica persona di cui non possiamo fare a meno siamo noi stessi” (G. classe prima).