Gemma n° 2077

“Ho deciso di portare come gemma lui. Lui è il mio “secondo” papà, quello che fino al suo arrivo non ho mai avuto. Si chiama F. e per molti anni si è preso cura di me, insieme a mia mamma. F. non è il mio vero papà, ma è come se lo fosse. Mi ha cresciuta, mi ha insegnato ad affrontare la vita, si è preso cura di me, quando stavo male c’è sempre stato e quando mi vede giù è il primo a chiedermi cosa succede. Io sono convinta che il papà è colui che ti cresce e che fa quel ruolo, prendendosi cura di te, non abbandonandoti. Franco per me è il mio migliore amico, abbiamo un rapporto speciale ed è la persona a cui sono più legata, gli voglio tanto bene ed è uno dei pochi con cui mi sento davvero me stessa” (L. classe seconda).

Gemma n° 2076

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare questi due bracciali. Io mi affeziono facilmente a regali ricevuti da persone importanti per me e questi li ho ricevuti dalle mie migliori amiche. Con loro posso essere me stessa senza paura di essere giudicata e mi hanno aiutata in un periodo non proprio bello della mia vita” (E. classe seconda).

Gemma n° 2074

“Ho deciso di portare come gemma una foto di mio fratello. Ho scelto lui perché, oltre ad essere mio fratello, è anche il mio migliore amico. Noi non ci diciamo segreti o cose che normalmente si dicono i migliori amici, ma so che per me ci sarà sempre e posso sempre contare su di lui” (B. classe prima).

Gemma n° 2068

“Oggi sono esattamente 99 giorni che lui, la persona che da 3 anni e mezzo a questa parte condivide con me qualunque cosa, è partito per la sua esperienza in Sudafrica.
Domani, il numero delle cifre dei giorni passati lontani saliranno a 3, ma sono consapevole che è solo una piccola parte dei restanti 8 mesi che ci separano l’uno dall’altra.
Le prime settimane senza di te sono state difficili, le giornate parevano interminabili ed il vuoto incolmabile. Ma, come si suol dire, il tempo sta curando le ferite e ciascuno di noi sta accettando e creando una nuova realtà.
Nonostante ciò, i momenti di sconforto rimangono tanti, e lui, dalla testa e dal cuore, non va via un solo secondo.
Mai mi sarei aspettata, a 3 mesi dalla sua partenza, di poter dire che la nostra relazione stava andando a gonfie vele, mai mi sarei aspettata di sentirlo così vicino, nonostante sia dall’altra parte del mondo.
Eppure, so per certo che mai avrei cancellato o buttato via i 3 anni di vita passati insieme prima di affrontare questa avventura.
Ci nutriamo di piccole cose.
Ci nutriamo di messaggi, di catene di foto su Instagram, di post condivisi, di chiamate e video chiamate, che non sono così frequenti come immaginate, poiché in Sudafrica c’è il tanto odiato load sheeding, ovvero la mancanza di corrente per un numero di ore che va solitamente da 2 a 6 al giorno e bhe, non sempre la sera c’è la corrente e quindi la connessione wifi per sentirsi.
Ci accontentiamo di una media di 2 chiamate a settimana. “Mezz’oretta”, diciamo, stanchi, a fine giornata. Ma cosa sarà mai mezz’ora in una relazione a distanza? 
La mezz’ora allora si quadruplica, le ore diventano due.
Il tempo con lui passa veloce come non mai, e mai sono così felice come quando c’è la corrente e lo posso sentire.
E infine, ci nutriamo anche di canzoni. Di canzoni come questa, che ti fanno venire le lacrime agli occhi.
E come mi sento, è descritto proprio in questo brano, Lost In Japan di Shawn Mendes.
Tu, letteralmente dall’altra parte del mondo ad un numero di kilometri che non ho il coraggio di conoscere, ed io, qui, ad aspettarti, ogni giorno più sicura dei nostri sentimenti” (C. classe quarta).

Gemma n° 2058

“Come gemma ho deciso di portare questa collana che mi è stata data dai miei zii materni il giorno del mio battesimo. Ovviamente non mi ricordo il giorno ma la sento come una cosa molto mia che custodisco gelosamente, perché non vedo i miei zii e cugini molto spesso in quanto viviamo abbastanza distanti.
Di conseguenza la tengo in un posto apposito e non l’ho mai messa perché la vedo come un mio oggetto e valore personale e voglio metterla per la prima volta in un’occasione davvero importante per me.
La prendo a volte nei momenti di nostalgia pensando a quanto la distanza possa cambiare il rapporto che si ha con una determinata persona.
Tengo molto a questa collana, è uno degli oggetti più importanti che ho” (I. classe terza).

Gemma n° 2057

“Come l’anno scorso, anche per quest’anno è stato difficile trovare un qualcosa da presentare in questa gemma, perché fondamentalmente ci sono tante cose a cui sono legata.
Alla fine ho deciso di parlare di questa foto.
Questa immagine può sembrare a molti una, diciamo, “semplice” foto tra padre e figlia, ma c’è ben altro dietro.
Sono sempre stata fortunata, non posso negarlo, ad avere un padre così.
Oltre a essere padre e figlia, mi piace dire che siamo anche amici (anche se a lui non piace sentire questa cosa).
Mi piace definirlo come “amico”, proprio perché, oltre che padre, credo che sia una delle poche persone a cui racconto tutto e di cui mi fido ciecamente, quello a cui racconto quello che mi succede, una delle poche persone che mi ha vista attraversare i momenti peggiori e che mi ha sempre aiutata a risollevarmi.
È la persona a cui devo più di tutte, e so che lui per me ci sarà sempre, come io per lui.
Mi ha lasciato libera di imparare a vivere, di sbattere la testa tornando poi da lui in lacrime dicendomi “cosa ti avevo detto io?”, ma nonostante ciò non mi ha mai abbandonata, anzi è sempre stato la spalla su cui piangere e anche addormentarmi, mentre guardiamo la televisione sul divano.
Crescendo, ho acquistato abbastanza consapevolezza da capire tutti i sacrifici che ha fatto per vedermi felice, dal momento che continuare a crescere una figlia di 9 anni da solo non è facile.
Devo essere sincera, non mi ha fatto mai mancare nulla, e di questo gliene sarò infinitamente grata, perché con il passare degli anni, guardandomi intorno, capisco che non tutti i miei coetanei hanno potuto contare su una figura di padre presente.
Ovviamente, non tutto è sempre rose e fiori, come giusto che sia, ma rimarrà sempre la persona che mi ama di più al mondo, come solo un genitore sa fare.
Non sono mai stata una ragazza di grandi parole, e forse tutto questo che vi ho raccontato lui non lo sa, ma vorrei che un giorno sapesse che non avrei potuto desiderare di meglio per me” (E. classe quarta).

Gemma n° 2056

“La gemma che ho deciso di portare quest’anno è l’insieme dei biglietti che mi sono stati regalati dai miei nonni ogni anno da quando sono nata. Questi bigliettini li ricevo a Natale, a Pasqua, a s.Lucia, a s. Nicolò, il giorno dell’Epifania e il giorno del mio compleanno e in altre occasioni durante l’anno. Questi bigliettini dimostrano che i miei nonni sono sempre presenti non solo nei momenti di festa, ma anche in altri. Anche se non li posso sempre portare con me so che i miei nonni pensano sempre e tengono  a me e questo me lo dimostrano anche in tanti altri modi oltre che con i biglietti. Questi pensieri sono un gesto simbolico, ma in realtà l’affetto me lo dimostrano da sempre in mille altri modi. Sono sempre stati un punto di riferimento nel momento del bisogno e so che se avessi necessità non mi volterebbero le spalle” (A. classe seconda).

Gemma n° 2055

“La mia gemma è il mio ragazzo.
Il mio ragazzo è la persona migliore che io abbia mai incontrato.
Ha un cuore d’oro e in tanti dovrebbero prendere esempio da lui.
L’ho conosciuto l’anno scorso nel mese di aprile, nel periodo più brutto in assoluto degli ultimi anni.
Avevo un sacco di problemi in quei mesi, dovuti tutti da un altro grandissimo problema (di cui non mi sento di parlare alla classe al momento perchè sono ancora in terapia).
Sono convinta che se non l’avessi incontrato non sarei mai riuscita a, possiamo dire, “superare” così velocemente la cosa.
Potrebbe essere considerato banale il fatto che mi sia stato vicino visto che in quel periodo ci stavamo frequentando, ma per la gravità della situazione posso dire che io stessa non sarei riuscita a sostenere un’altra persona nella mia medesima situazione.
È da lì che mi sono innamorata di lui; inoltre, nei mesi a venire mi ha sempre dimostrato di esserci per me e non ha mai deluso le mie aspettative” (R. classe seconda).

Gemma n° 2053

“Ho deciso di portare questa foto dove ci sono mia mamma e mio nonno perchè loro sono le persone più importanti che ho. I miei genitori si sono separati quando io e mia sorella eravamo tanto piccole e la mamma ha dovuto crescerci da sola. Papà non lo vedevamo spesso come non lo vediamo spesso tutt’ora quindi per me la mia famiglia erano mia mamma e mia sorella.
Incastrare tutto per la mamma era sempre difficile ma per fortuna c’erano sempre i nonni. I nonni ci sono sempre per noi, quando abbiamo bisogno di qualsiasi cosa ci sono e sappiamo di poter contare su di loro. Per me i nonni  materni sono due persone molto importanti e li ho sempre visti come una sorta di secondi genitori.
Il nonno per me è come un secondo papà, perché quando ero piccola ho sempre avuto lui come punto di riferimento proprio per il fatto che quando avevo bisogno di aiuto lui c’era. Penso che mio nonno dopo mia mamma sia la persona che  mi conosce di più, lui sa tutto di me sia i miei punti di forza che i miei punti di debolezza.
Sono una persona che parla molto difficilmente di sé e delle sue emozioni e proprio per questo motivo non sono mai riuscita, come non riesco tuttora, a dirgli magari ti voglio bene o a dimostrargli tutta la mia gratitudine per tutti i sacrifici che fa per noi.
Voglio concludere dicendo che di nonni così non ce ne sono tanti, ogni nonno è speciale a modo suo ma per me non c’è nessuno meglio del mio nonno/papà” (A. classe prima).

Gemma n° 2052

“Come mia prima gemma ho deciso di non portare un oggetto a cui sono legata, bensì una persona: la mia migliore amica. A lei devo tutto e di più, in quanto è la persona che veramente senza volerlo è riuscita a far uscire la miglior parte di me. Siamo diventate migliori amiche quasi dal nulla e da ormai quasi 2 anni, pur conoscendoci da una vita.
Entrambe siamo arrivate alle medie avendo altre amicizie ed altre compagnie, fino a quando letteralmente da un giorno all’altro ci siamo trovate a condividere ogni cosa l’una con l’altra, partendo dalle semplici cose di scuola, per poi arrivare a tutte le gioie ma anche tutti i dolori di questi ultimi due anni.
Pur essendo una persona più fragile e soprattutto più emotiva di me, lei è la mia roccia ed il mio punto di riferimento ogni volta che mi sento persa. Lei è l’unica persona a cui sono veramente riuscita a mostrarmi, l’unica che mi ha visto piangere nei momenti no e l’unica che mi ha visto ridere veramente. In poco tempo è diventata una tra le poche persone a cui sono felice di essermi mostrata, ma l’unica a cui dovrò per sempre tutto” (G. classe prima)

Gemma n° 2049

“Come gemma ho deciso di portare una foto del mio cane. È una tra le mie foto preferite perché sembra come se si fosse messo in posa e abbia sorriso perché voleva che avessi una sua bella foto come ricordo. Il mio cane é il mio punto di riferimento, ogni volta che sto male lo capisce e viene sempre vicino a me per coccolarmi, la sera, invece, dorme con me per non farmi stare da sola. Ho avuto molti cani ma nessuno è come lui e non sono mai stata così legata ad un animale come a lui. Ogni volta che torno a casa, anche se sono stanca, mi fermo con lui a giocare perché per me è come un momento di svago e per staccare da tutto” (M. classe quarta).

Gemma n° 2046

“Come gemma di quest’anno ho deciso di portare una targhetta con sopra incisa la traccia di Spotify di Home Sweet Home e la relativa canzone dei Mötley Crüe, che mi ha regalato G., la mia ragazza. 
Da quando una delle prime volte lei è venuta a casa mia e abbiamo visto il film autobiografico, The Dirt uscito a marzo 2018 su Netflix, della band, è diventata la nostra canzone. La targhetta è legata al mio mazzo di chiavi di casa, perché casa tua è dove si sta bene e io con G. sto da Dio, lei è il mio posto dove rifugiarmi e ripararmi in caso di tempesta, la mia unica e vera home sweet home”  (S. classe quarta).

Gemma n° 2044

“Ero molto indecisa su cosa portare come Gemma, perché ho molti ricordi e oggetti che sono speciali per me. Ho deciso infine di condividere con la classe un braccialetto. Lo  diede mia nonna a mia sorella e me al nostro quattordicesimo compleanno. Rimasi profondamente colpita, perché fu la prima e unica volta che vidi mia nonna piangere.
È un oggetto importantissimo perché ne possedeva 4 e ognuna di noi (nonna, mamma, mia sorella ed io) ne abbiamo uno. Per lei rappresentava una grande conquista perché fu il primo accessorio che comprò con i suoi primi risparmi, dopo anni e anni di lavoro. Lo uso soprattutto in occasioni speciali, perché non riuscirei mai a perdonarmi  se lo perdessi e  ci sono molto affezionata perché so che sarà una parte di lei che avrò sempre con me” (C. classe terza).

Gemma n° 2036

“Ho scelto di portare questa collana perchè me l’ha regalata la mia bisnonna tempo fa. Mi piace molto indossarla perchè me la ricordo mentre sceglieva questa collana per me e un’altra per mio fratello. Mi manca molto anche se so che una parte di lei mi sorveglia sempre” (S. classe seconda).

Gemma n° 2021

“Ho portato come gemma questa collana che mi è stata regalata dai miei nonni poco meno di un anno fa. La porto sempre con me; quando non ce l’ho e devo fare una verifica a scuola mi viene più ansia perché penso che a volte la mia fortuna sia data dalla presenza di questa collana. Mi accompagna sempre, sia nei momenti in cui sono più felice, sia nei momenti più tristi: i miei nonni sono ancora vivi e li vedo, anche se non spesso, ma con la collana mi sembra di averli lì”.

Proprio ieri stavo pensando che difficilmente siamo realmente soli, anche quando non siamo fisicamente in compagnia di qualcuno, la nostra mente e il nostro cuore sono abitati dall’“altro”, talvolta un “altro” conosciuto e amato, come nella gemma di G. (classe terza), talvolta un “altro” fantasticato o idealizzato. E spesso gli oggetti sono ciò che vivifica questa assenza rendendola presenza.

Gemma n° 2019

“La mia gemma è una foto che ho scattato alla mia migliore amica e al mio fidanzato: da quando li ho conosciuti loro sono le mie rocce. Entrambi, in qualche modo, mi hanno ribaltato l’esistenza in modo positivo. Non ci sono molte parole per spiegare questi rapporti, penso che si possa capire. Semplicemente sono tutto per me e mi fa anche piacere che vadano molto d’accordo, sebbene abbiano due caratteri molto diversi”.

Alessandro Panico scrive “Tutta la natura, ossia tutta la realtà, è esprimibile sotto forma di relazioni tra le varie cose” (La filosofia spiegata ai miei figli). E uomini e donne ne sono pienamente parte come dimostra la gemma di M. (classe quarta).

Gemma n°2017

“Ho portato una foto di mia nonna e di mio zio. La tengo in camera perché io e mia nonna eravamo molto legati, molto vicini. Quando è morta non sono riuscito ad essere vicino a lei perché era in terapia intensiva e i bambini non potevano accedervi, quindi nei suoi ultimi due mesi di vita non sono riuscito a vederla”.

Mi affido alla spiritualità orientale per commentare la gemma di G. (classe prima): “Ogni sofferenza è un seme di buddha, perché la sofferenza spinge i mortali a cercare la saggezza” (Bodhidharma).

Gemma n° 2016

“Ho portato questo anello. Era di mia mamma, lo indossava quando era piccola; ora non le sta più e quest’anno, per il mio 15° compleanno me l’ha regalato. Ci sono molto affezionata perché io e mia mamma siamo molto legate, ci raccontiamo tutto e quindi l’anello lo porto sempre con me”.

Nella serie tv Giudice Amy c’è un veloce scambio di battute che ben si addice alla gemma di F. (classe prima):
“- Se indosso questo anello a che cosa dico di si?
– All’idea che se decidi di spiccare il volo io ti insegnerò a volare.”

Gemma n° 2013

“Come gemma ho deciso di portare questo diario in cui ho fatto scrivere alle persone a cui voglio bene un qualcosa che poi rimanesse a me. Qualcuno ha incollato foto, qualcuno ha scritto quello che pensava verso di me o anche qualcosa che non c’entrava niente ma che sarebbe rimasta a me come ricordo”.

Alcune parole di Cesare Pavese per commentare la gemma di B. (classe terza): “Piace di tanto in tanto avere un otre in cui versarsi e poi bervi se stessi: dato che dagli altri chiediamo ciò che abbiamo già in noi. Mistero perché non ci basti scrutare e bere in noi e ci occorra riavere noi dagli altri”.

Gemma n° 2009

“Questa collana me l’ha regalata mia mamma qualche anno fa; nonostante il fatto che in questo periodo non abbiamo un buon rapporto perché litighiamo ogni giorno (anche se lei mi aiuta sempre), questa collana la terrò sempre con me”.

Questa la gemma di L. (classe terza). E’ una fase di tempesta quella che sta vivendo nel suo rapporto con la madre. Mi viene in mente una citazione di Haruki Murakami dal libro Kafka sulla spiaggia: “Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato”.