“La gemma che ho deciso di portare è la canzone di Martin Garrix High on life. Questa canzone mi starà per sempre a cuore perché non dimenticherò mai quella sera di tanti tanti mesi fa, quando l’ho fatta scoprire e ascoltare alla mia ragazza G., e ho potuto finalmente leggerle un pezzo della canzone nel ritornello che fa “And I’d walk a million miles just too see your smile, ‘til the day I die”. Infatti, per molto tempo avevo aspettato una persona a cui poter dedicare queste poche ma per me importantissime parole piene di significato, e proprio in lei ho visto questa persona, qualcuno che mi aveva (fino a quel momento, ma ancora oggi) fatto stare benissimo, sentire finalmente felice, dopo tanti brutti momenti, voluto e amato.
La canzone è ormai diventata una delle mie preferite perché se prima la amavo semplicemente perché mi piaceva la melodia e il ritmo, adesso la amo soprattutto perché da quel momento è diventata la “nostra canzone” e ogni volta che la ascolto mi rendo conto della fortuna che ho ad avere lei e mi vengono in mente tutti i bei momenti passati e presenti con lei che ho messo e continuo a mettere costantemente nel cassetto dei ricordi” (R. classe terza).
Gemma n° 2163

“Non essendo né uno bravo con le parole né tantomeno un poeta, mi è difficile spiegare a parole con una frase di senso compiuto, quella che posso considerare oltre che la mia fonte di felicità, la mia vera e propria essenza di vita.
Perciò, ho pensato che realizzare un video sulle note di moscowmule con tutti i momenti migliori vissuti nell’ultimo periodo fosse la maniera perfetta per dimostrare come le persone che mi circondano, mi riempano le giornate di gioia e di sorrisi nonostante giornate storte e ostacoli che la vita giornalmente presenta. Quindi vi presento, come potete vedere nella copertina del video, la mia “fortuna” (simboleggiata da un quadrifoglio trovato in giardino) che ho avuto l’enorme possibilità di trovare e cogliere” (L. classe quarta).
Gemma n° 2153

“La mia ultima gemma ho deciso di dedicarla alle mie tre sorelle. Si chiamano E., G. e A.. E. è la più grande ed è quella che diciamo ha “aperto la strada”. Mentre G. e A. sono le più piccole. Ogni volta che le persone ci vedono insieme ci dicono sempre che siamo uguali, ma noi dopo tutti gli anni che sono passati non abbiamo ancora capito come fanno le persone a vederci uguali o per lo meno simili. Se siamo “simili” di aspetto, di carattere siamo totalmente diverse. E. è la più riservata e timida. Lei è quella che cerca sempre di non litigare o dopo un litigio è la prima che viene a chiedere scusa perché non le piace bisticciare. G. è la terza ed è quella che prende la vita con calma. Per lei la vita va presa con leggerezza e per lei i problemi si trovano in fondo alla lista delle cose da fare. La prima cosa invece è dormire e mangiare (me l’ha detto lei di dirlo. Per lei sono cose essenziali). A. invece è l’ultima ed è l’artista della famiglia. Ha un’immaginazione fuori dal comune. A. però è anche “l’animalista”. Adora gli animali e per il compleanno ha convinto i miei genitori a farsi comprare una papera.
Come tutte le sorelle e i fratelli non andiamo sempre d’amore e d’accordo. Io direi che andiamo a periodi. Ci sono periodi in cui facciamo ogni cosa insieme; mentre ci sono periodi in cui non siamo capaci di stare insieme per più di 5 minuti.
Nonostante ciò ci vogliamo un sacco di bene, anche se non ce lo diciamo così spesso. Per noi non è importante dirsi “ti voglio bene”, perché è come se fosse una cosa “scontata”. È un po’ come una regola non scritta ma tu sai che c’è ed esiste e che niente e nessuno potrà mai cambiarla.
Loro sono le mie rocce. Sono quelle persone che in mezzo alla tempesta mi terrebbero la mano. Sono le mie complici perché ogni cosa stupida da fare si fa insieme. Ma sono anche “maestre di vita” perché da ognuna di loro imparo qualcosa.
Loro hanno un pezzo del mio cuore che nessuno potrà mai avere” (M. classe quinta).
Gemma n° 2148

“Ho deciso di portare questo angioletto fatto di argilla perché è un oggetto a cui sono legata da quando ho un anno. Mi è stato regalato al mio battesimo da due miei cugini che erano fratelli. Loro abitavano a Verona, ed erano venuti qua per il mio battesimo. Mi avevano fatto questo regalo che davvero è stato una cosa che non avrei mai immaginato mi avrebbe aiutato tanto. Nel 2010 sono venuti a mancare a causa di un incidente stradale. Da quando ne ho coscienza sono sempre stata legata a questo angioletto che è l’unica cosa che mi resta di loro. Ad oggi sono 12 anni che loro non ci sono più e mi dispiace di non avere un ricordo ben preciso di loro ma vivo delle storie che mi racconta mia madre su di loro e di come erano. Saranno per sempre due persone che io amerò con tutto il mio cuore e che saranno sempre parte integrante di me” (A. classe seconda).
Gemma n° 2137

“Io, G., come gemma ho deciso di portare questo quadro che mi ha disegnato mio nonno. Sono io, da piccola, seduta sulla scacchiera mentre gioco con i pezzi degli scacchi. Ne ha disegnato uno simile con mio fratello quando lui era piccolino: ha iniziato il mio nello stesso modo ma ha dovuto fermarsi per problemi di salute. Infatti ha finito di disegnarlo quando io avevo circa 11 anni e appena mi ha mostrato il quadro finito sono scoppiata in lacrime di gioia. Adesso questo quadro è appeso in soggiorno, insieme a quello di mio fratello. In questo momento mio nonno è in una situazione difficile ed è bloccato in ospedale, ma lui e questo quadro hanno un posto speciale nel mio cuore” (G. classe terza).
Gemma n° 2131

“Nonostante possa sembrare una cosa molto infantile, la mia gemma è questo peluche. Non mi ricordo bene la sua storia visto che ero molto piccola, ma so per certo che me l’ha regalato mia zia. L’aveva messo in una cesta assieme ad altri peluche e mi aveva fatto scegliere. Avevo scelto questo peluche perché il giallo per me era simbolo di felicità e in più la faccina sorridente mi ha incoraggiata a sceglierlo. Mia zia ha solo 16 anni in più di me ed essendoci cresciuta assieme mi sento molto legata a lei. Purtroppo da tre anni ha intrapreso un percorso di vita molto complesso che l’ha costretta ad una lontananza dalla sua famiglia. Volevo solo dire che con questo peluche io penso sempre a lei con la continua speranza che lei un giorno possa cambiare idea” (R. classe prima).
Gemma n° 2129

“Trieste è una città a cui sono sempre stata particolarmente legata. Lì abita una parte della mia famiglia ed è per questo che ci vado spesso. Dato che vengo da un paesino poco popolato, da piccola l’ho sempre vista come New York, piena di persone e tanti modi diversi per divertirsi. Anche se adesso non è più ancora tutto da scoprire come prima, non mi stanco mai di guardarla e di visitare i miei posti preferiti. Trieste mi piace a partire dal paesaggio marittimo, il forte vento e lo stile antico degli edifici. Adoro soprattutto come l’atmosfera cambia di stagione in stagione. D’estate è bello camminare lungo le rive, passare per il viale pieno di cinema e ristoranti di svariate culture, andare a teatro e girare per le librerie; inverno sta invece per pattinaggio sul ghiaccio, mercatini, frittelle e succo di mela caldo. Più di tutto, però, amo Trieste per i bei ricordi che mi regala ogni volta che ci torno. Mi fa ripensare a tempi più spensierati prima del covid quando vedevo la vita in modo diverso. Inoltre sono grata a Trieste per avermi sempre donato una sensazione di rifugio quando nel luogo in cui vivo la situazione non era delle migliori” (S. classe prima).
Gemma n° 2128

“Come gemma ho deciso di portare la mia collana. Sul ciondolo è raffigurata mia nonna. A lei ero molto legata ma purtroppo è venuta a mancare 7 anni fa. Da quando non c’è più ho sempre pensato di non riuscire a fare certe cose e mi sono chiusa in me stessa. Grazie a mia mamma e ai suoi aiuti ho ritrovato la fiducia in me stessa e quando la stringo a me mi dà protezione” (G. classe prima).
Gemma n° 2124

“Per me la famiglia è molto importante. La mia famiglia è stata presente in ogni momento della mia vita. Hanno capito tutto ciò che sono io. Apprezzano tutti i miei successi e quando sono triste o delusa sono sempre lì per confortarmi e sempre al mio fianco. Voglio che i momenti trascorsi insieme siano dei bei ricordi. Anche se ci sono alcuni conflitti ci hanno fatto capire meglio reciprocamente” (P. classe terza).
Gemma n° 2121
“Come ultima Gemma ho deciso di portare le persone che per me sono più importanti. Nella prima foto c’è C. che io definisco la mia finta sorella. Io e lei ci conosciamo dal primo anno di asilo nido e siamo sempre state insieme fino alla terza media. Nonostante ora lei sia a scuola a Gemona ed io a Udine la sento vicino come se fosse sempre al mio fianco. Nella seconda foto invece c’é R., é più piccola di me ma andiamo molto d’accordo. L’ho conosciuta come morosa di uno dei miei migliori amici ed all’inizio non andavamo per niente d’accordo, meno la vedevo meglio era. Col tempo abbiamo scoperto di avere molte cose in comune, ci siamo aiutate molto durante i periodi bui e ci sosteniamo sempre. Nella terza foto altre amiche: con loro ho legato tre anni fa, eravamo assieme alle medie ma poi ci siamo perse di vista per rincontrarci di nuovo. Non so cosa farei senza di loro, non riesco ad esprimere quanto io sia legata. Nell’ultima foto ci sono oltre che le mie compagne di classe preferite, anche le mie spalle destre. A loro devo tutto. Tutte loro mi stanno aiutando a ritrovare la mia strada, quella che da un po’ di tempo ormai mi sembrava persa, mi stanno aiutando a capire che valgo, che non sono sola e che ce la posso sempre fare” (B. classe quinta).
Gemma n° 2120

“Forse non è la foto perfetta, da quadretto.
La luce non è delle migliori e l’inquadratura tantomeno.
E questo non sarà di certo il testo perfetto per esprimere ciò che sono per me loro, l’unica cosa perfetta che c’è in questa foto.
C. e G., compagne di classe all’asilo, alle elementari, alle medie e ora con C. anche alle superiori, migliori amiche, un trio inseparabile da 9 anni ormai.
Questa foto risale a quest’estate quando siamo andate ad Amsterdam a vedere il concerto di Ed Sheeran.
Felicità, spensieratezza, amicizia, amore, questo è quello che mi trasmette questa foto.
Le canzoni di Eh Sheeran sono quelle che, esattamente un anno fa, novembre 2021, mi hanno tirata fuori da un periodo buio e indovinate chi me le ha fatte ascoltare per la prima volta? Proprio una di loro due.
Come le canzoni di Ed Sheeran, hanno avuto questo potere di farmi tornare a galla, così ci riescono sempre loro due.
Sono le persone alle quali mi rivolgo quando sono felice, triste, quando ho bisogno di parlare, di sfogarmi, di divertirmi, di ridere.
Sono le uniche con cui avrei mai potuto vivere un’esperienza del genere come quella che abbiamo vissuto quest’estate.
Senza di loro non sarei la persona che sono oggi, loro sono un pilastro del mio passato, del mio presente e lo saranno nel mio futuro, magari in università diverse, in città diverse, con vite completamente diverse, ma sempre nello stesso posto fisso nel mio cuore” (C. classe quarta).
Gemma n° 2118

“La gemma che ho deciso di portare oggi è la mia gatta Bettina.
In una sera di molti anni fa mia nonna la trovò sull’uscio della porta e decise di accoglierla in casa, nutrirla, e lavarla. Nei giorni successivi se ne affezionò molto e decise di tenerla.
Quando questo successe io ero veramente piccola, infatti non mi ricordo dell’accaduto; so solo che da un giorno all’altro mi ritrovai ad andare a trovare mia nonna solo per giocare con la sua gatta. Quando avevo nove anni mia nonna morì, prima di lasciarci decise di darmi in eredità Bettina, che tuttora rimane l’unico suo ricordo vivente” (A. classe seconda).
Gemma n° 2113
“Ho scelto la canzone Canzoni alla radio degli Stadio perché è una canzone che mi ricorda la mia infanzia: era la canzone che cantavo sempre in macchina con mio papà e che ancora cantiamo. Lui mi prende sempre in giro dicendomi che quando ero piccola volevo sempre mettere quella canzone ma ora è lui che ogni volta che siamo assieme si diverte a cantare e a ballare con me in macchina o per strada diverse canzoni.
Ha un significato molto profondo questa canzone perché rappresenta il rapporto fantastico e molto stretto che ho da sempre con mio papà, che è e sempre sarà l’uomo più fantastico ed importante della mia vita.
Ho scelto poi questo video in particolare perché è l’esibizione a Sanremo del 1986, quindi quando mio papà aveva 16 anni e lui aveva scoperto questa canzone in quel periodo quindi quando aveva la mia stessa età. E questo accresce il nostro legame con questa canzone” (M. classe quarta).
Gemma n° 2106

“Come gemma ho deciso di portare questo anello d’oro che mi ha regalato mia nonna un po’ di anni fa. L’ho subito iniziato ad indossare ogni giorno e non lo volevo mai togliere perché mi piaceva molto. Ma da quando è venuta a mancare quest’anello ha assunto un valore molto più grande per me e tutt’oggi lo indosso ogni giorno perché in questo modo è come se lei fosse sempre con me” (E. classe terza).
Gemma n° 2101

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una foto, una foto della mia mamma.
Con lei in realtà, non ho mai avuto un grandissimo rapporto perché abbiamo caratteri identici che molto spesso ci portano allo scontro.
Ci sono stati periodi, quando io avevo circa 14/15 anni, in cui nemmeno ci parlavamo per colpa un po’ dell’orgoglio, ma ad oggi, crescendo e diventando più matura ho capito che senza di lei io non potrei andare da nessuna parte.
Mi ricordo che da piccolissima non riuscivo ad addormentarmi senza la sua mano nella mia oppure senza toccare un pezzo del suo braccio o della testa o qualsiasi altra parte, solo così mi sentivo al sicuro e protetta.
Ad oggi, non trascorriamo molto tempo assieme a causa del suo lavoro e dei miei impegni però vorrei dirle tante cose come che la ringrazio per tutto ciò che fa per me da sempre.
Non le dico spesso questa cosa però davvero la amo con tutto il mio cuore e senza lei, e papà, sarei persa.
Io ci sarò sempre per lei, come lei c’è sempre stata per me anche nei periodi più difficili che ho dovuto affrontare. Molto spesso abbiamo pianto assieme, riso assieme e ci siamo divertite.
La mia mamma merita tutto l’amore di ‘sto mondo perché ha sempre lottato e faticato per me, per mia sorella e i miei fratelli e spero, un giorno, di poterla ripagare per questo” (M. classe quinta).
Gemma n° 2095

“Oggi come gemma, ho deciso di portare il mio braccialetto preferito, un bracciale Pandora che mi è stato regalato in occasione della mia Comunione.
Agli occhi degli altri può sembrare un oggetto banale e puramente estetico, ma per me non è così! Ogni pendente infatti ha un significato ben preciso e rappresenta una persona o un momento particolare del mio percorso.
Da quando mi è stato regalato si è già arricchito di diversi elementi e spero in futuro di riuscire a mettere tanti altri charms quanti saranno i sogni che spero di realizzare.
Per me indossarlo significa un po’ portare con me tutte le cose più care: la famiglia, gli amici, il mio cane, il mare, la pallavolo…

Tra tutti i charms quello a cui tengo di più è indubbiamente quello che mi hanno regalato i miei genitori in occasione dell’esame di terza media. E’ un ciondolo composto da due cerchi uniti con all’interno una piccola targhetta con incisa una frase che mi sta molto a cuore: “always together”, ossia “per sempre insieme”, molto semplice ma dal grande significato.
Mi fa sentire protetta, al sicuro, qualunque strada io sceglierò di intraprendere, soprattutto facendo un indirizzo linguistico, che potrebbe portarmi a viaggiare in paesi lontani. Guardare questo pendente mi rassicura perchè so che qualunque cosa succeda non l’affronterò da sola. Questa sicurezza è la mia gemma più preziosa!” (G. classe prima).
Gemma n° 2093

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare alcune foto della mia famiglia (parenti compresi), perché da un anno a questa parte è diventata il mio punto di forza. Il rapporto che ho con loro è cambiato completamente in seguito ad alcuni fatti accaduti e mi sono resa conto che durante la prima parte dell’adolescenza l’avevo trascurata, in particolare i miei genitori e mia sorella, che hanno sempre vissuto per me e a fianco a me. Ad oggi mi sono resa conto che probabilmente la famiglia è l’unica cosa fondamentale nella vita e, ovviamente, ringrazio infinitamente la mia per quello che ha sempre fatto e per quello che sta facendo per me, per tutti i loro sacrifici e per l’amore che mi danno tutti i giorni, nonostante tutto; per i valori con cui mi ha cresciuta e per le diversità che la caratterizzano, perché mi hanno insegnato tanto” (C. classe quinta).
Gemma n° 2090

“Questa è una foto che ho scattato quest’estate quando ero a casa dei miei nonni. Ho deciso di portare questa gemma perché è uno dei miei posti preferiti e ogni volta che mi trovo lì mi sento spensierata e rilassata, soprattutto quando è sera e si possono vedere le luci lontanissime della città” (A. classe terza).
Gemma n° 2089

“Ho deciso di portare questa foto perché è una delle mie foto preferite assieme alle mie migliori amiche.
Non sono mai stata una persona che fa facilmente amicizia, tendo a chiudermi in me stessa e non parlare con gli altri, ma da quando ho conosciuto loro mi sento molto più libera e felice.
Mi hanno aiutata molto e, nonostante gli alti e i bassi, siamo sempre riuscite ad accettare i lati negativi e positivi l’una delle altre e questa è la mia cosa preferita in assoluto.
Ci sono state in momenti molto brutti degli ultimi anni e sono riuscite sempre (anche tutt’ora) a strapparmi un sorriso” (R. classe terza).
Gemma n° 2084

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare questo peluche a forma di orca, che si trova in camera mia sopra la libreria; agli occhi degli altri probabilmente potrà sembrare una cosa stupida o infantile ma per me ha un significato importante.
Questo oggetto l’ho ricevuto durante l’ultima sera che ho passato con i miei amici di R. prima di trasferirmi qui in Friuli.
Quella sera c’erano le giostre ma io ero comunque abbastanza triste perché il giorno dopo sarei partita e non li avrei più rivisti per un bel po’ di tempo, e sapevo che sarebbe stato difficile per me allontanarmi da loro visto che erano persone a cui volevo bene e con cui uscivo molto frequentemente.

Verso fine serata, quando era quasi arrivato il momento di tornare a casa, mi misi a piangere. Un mio amico di nome G., ad un certo punto, si allontanò dal gruppo e per risollevarmi un po’ il morale andò ad uno stand, quello in cui devi prendere i cigni con l’asta. E’ stato lì per una mezz’ora e alla fine ha vinto questo peluche e me l’ha regalato, poi ognuno dei miei amici ha scritto la sua iniziale sull’etichetta. Per questo motivo il pupazzo è molto importante per me, perché è un bellissimo regalo che mi hanno fatto i miei amici e ogni volta che lo vedo penso a loro” (R. classe quarta).




