Gemma n° 2321

“Questo è il mio cane. Si chiama Nina, e ha appena compiuto 4 anni. È un barboncino toy ed è arrivata poco prima del lockdown, circa 3 giorni prima. Durante quel periodo difficile lei è stata fondamentale, ha aiutato tutta la famiglia nei momenti più duri con le sue solite “messe in scena”. Il suo aiuto non è stato fondamentale solo durante il lockdown ma anche adesso: quando ho un “momento no” basta guardarla per tirarmi su il morale per tutta la giornata. Infine penso che lei sia il cane migliore che io abbia mai potuto avere” (G. classe seconda).

Gemma n° 2283

“Questo è il cane che vive con me e la mia famiglia da ormai 17 anni. Il nome, Boomer, alla prima impressione potrebbe far sorridere, ma in realtà nessuno sa il perché, semplicemente i miei genitori l’hanno voluto chiamare così.
Ogni volta che chiedevo da piccola di raccontare il suo arrivo sorridevo sempre: nato in una cucciolata numerosa, veniva spesso maltrattato dai suoi fratelli (così racconta papà) ed è anche stato l’unico che rimaneva in disparte dal gruppo perché pauroso. Mio padre lo ha adottato un giorno qualsiasi dell’estate del 2006 per fare una sorpresa a mia madre quando sarebbe rincasata da lavoro. Infatti, così è stato: mia mamma tutt’ora si ricorda che l’ha visto per la prima volta sui gradini di casa a nascondersi dietro la gamba di mio padre.
Ora, più vecchio che mai, senza udito, olfatto e vista non salta più e neppure corre, bensì dedica le sue ore a fare ciò che gli piace di più: dormire. Noi supponiamo che si stia allenando per andare dall’altra parte.
Quando arriverà il giorno in cui ci lascerà sarò sicuramente triste, ma felice per tutta la gioia e l’amore che ci ha donato” (G. classe seconda).

Gemma n° 2251

“Come gemma ho deciso di portare il mio cane. Si chiama Lilly e ha 8 anni, ho pensato di portare lei come gemma perché è una parte fondamentale della mia vita. Lei è il mio primo cane ed ha un posto speciale nel mio cuore, non riesco ad immaginare la mia vita senza di lei. Ogni volta che torno a casa dopo una giornata lunga e stancante di scuola lei è la prima che mi viene vicino con la sua coda scodinzolante pronta a rallegrarmi la giornata. Non molto tempo fa, a causa di un forte temporale il cancello del mio giardino si è aperto e lei è uscita, non siamo riusciti a trovarla per giorni e in quel periodo ho sentito un vuoto dentro di me perché quando tornavo a casa non c’era nessuno ad aspettarmi pronto a venirmi incontro, avevo paura di non riuscire a poterla rivedere ma fortunatamente i vicini l’hanno vista e ce l’hanno riportata sana e salva. Per questo dopo quel giorno sono grata di poter ancora andare a farle fare delle passeggiate o anche solo di poterla salutare prima di andare a scuola. Ho sempre pensato che un cane o comunque un animale domestico debba essere una parte fondamentale nella vita di tutti perché l’affetto che si prova nei confronti di un animale è un sentimento stupendo ed io non smetterò mai di volerle bene” (S. classe prima).

Gemma n° 2247

“Ciao piccola G.,
finalmente sei maggiorenne, non è proprio come te lo eri immaginato ma infondo non è così male.
Da dove cominciare? Ci sarebbero tante cose da dirti. Non abito più a Roma, inaspettato vero? sì anche per me, so che ami tanto quella città  ma non hai potuto farci nulla e ti sei dovuta trasferire a Udine, sempre meglio di tutte le precedenti proposte di papà. La Germania, la Svizzera, l’Austria, l’Ungheria, la Romania anche se per quest’ultima non vale. Ci andrò questa estate, non in vacanza come al solito, bizzarro anche questo? Ricordo come piangevi perché non volevi trasferirti lì ma crescendo hai capito di dover dare un’opportunità anche a quel luogo. In fondo hai pure una casetta carina, eh sì non dobbiamo più dormire sui divani dei vari parenti. Hai trovato lì anche persone con cui ti diverti e con cui hai vissuto tante avventure. Adesso hai anche un piccolo cane, beh oddio ha 4 anni e mezzo e pesa 7kg quindi tanto piccolo non è, si chiama Ivy e nonostante tutti dicessero che ti saresti stufata è diventata letteralmente tua figlia. In primavera facciamo lunghe scampagnate con la bici e lei ovviamente è nel cestino. So che non è un periodo felice per te ma purtroppo andrà peggio. Cadrai tante volte e ti sembreranno senza uscita ma, a volte da sola, a volte con l’aiuto di alcune persone che ti hanno voluto bene, sei riuscita a superarle. Finalmente ho fatto la richiesta per la cittadinanza, specialmente per te in modo che nessuno possa più dire che non sei italiana. Ho iniziato scuola guida, sta andando benino. Ho deciso di fare l’università, contro ogni pronostico e contro l’opinione di tutti, imparando anche dallo sbaglio nella scelta del liceo. Certe cose non sono mai cambiate, il tuo amore per la neve, il mare, le passeggiate nella natura, fare gite, escursioni, visitare luoghi, i lamponi raccolti dall’orto della nonna. Purtroppo non si è mai instaurato quel rapporto che avresti voluto con i nonni, un po’ con tutti i parenti data la lontananza. La cosa più bella dopo l’arrivo di Ivy è stata sicuramente l’incontro di una persona speciale, il nostro rapporto non è perfetto come tutti i rapporti, però ho finalmente trovato una persona uguale a me che mi capisce.
Ti riscriverò tra qualche hanno per vedere come saranno cambiate le cose.”
(G. classe quinta).

Gemma n° 2205

“Questi sono il mio cane Bea e la mia gatta Paris, per gli amici Mussi, e ho deciso che si meritavano entrambe il posto nell’ultima mia gemma solo dopo aver sfogliato circa 100 foto di ciascuna, cercandone una da portare, che fosse dell’una o dell’altra. Entrambe hanno 12 anni, anche se si sono unite alla mia famiglia in momenti diversi. Insieme a Paris sarebbe dovuto arrivare un altro gatto della stessa cucciolata, un cane non era stato previsto, almeno fino a quando non abbiamo visto la foto di quel mucchietto d’ossa in mezzo alla neve. Paris è arrivata quando era ancora piccolina, e siamo cresciute insieme. È la gatta più paziente del mondo, fino a che non si trovano sul tavolo latte, pollame o pesce, o fino a che non bisogna darle il cibo in umido alla sera. Paris è una gran chiacchierona, basta guardarla per farla miagolare, ed è così affettuosa che non appena la si accarezza inizia a fare le fusa. Il detto il gatto è il padrone di casa mia non si applica sulla mia gatta, l’unica cosa di cui è padrona sono i letti: mi capita spesso di svegliarmi con la schiena piegata, per colpa del gatto che ama dormire al centro del letto, e non si alzerebbe per tutto l’oro del mondo.

Bea, invece, è l’opposto. Padrona del divano, padrona del soggiorno, padrona della cucina. Non appena Paris va in cucina per mangiare, Bea corre immediatamente a controllarla, ed è così ghiotta che fino a che una sola crocchetta rimane nella ciotola resta a farle la guardia fino a che qualcuno non la aiuta a mangiarla. È anziana, viziata, cardiopatica e prepotente, oltre che disubbidiente, ma le voglio un bene dell’anima. Ha bisogno di una ciotola inclinata per mangiare, a volte serve che qualcuno la tenga inclinata per lei. Non può fare le scale, non può prendere l’aereo e se passeggia per più di mezz’ora si siede e aspetta di essere presa in braccio, dovunque lei sia. Non accetta di sdraiarsi sui pavimenti, deve per forza avere almeno un tappeto, e alla mattina bisogna aprirle gli scuretti perché possa prendere il sole, che le piace così tanto che anche quando il caldo diventa insopportabile non se ne va.
Non posso sopportare il pensiero di dover vivere senza una delle due, figurarsi entrambe.”
(A. classe quinta).

Gemma n° 2071

“Questo è il mio cane, si chiama Rabol, ha cinque anni e mezzo. Lo vedo come una persona, ogni tanto mi sembra proprio che parli e capisce senza che io gli dica niente. Posso dire che sia il mio migliore amico. Ogni tanto mi viene anche da pensare a quando non ci sarà più…” poi sono arrivate le lacrime di commozione (G. classe quinta).

Gemma n° 2049

“Come gemma ho deciso di portare una foto del mio cane. È una tra le mie foto preferite perché sembra come se si fosse messo in posa e abbia sorriso perché voleva che avessi una sua bella foto come ricordo. Il mio cane é il mio punto di riferimento, ogni volta che sto male lo capisce e viene sempre vicino a me per coccolarmi, la sera, invece, dorme con me per non farmi stare da sola. Ho avuto molti cani ma nessuno è come lui e non sono mai stata così legata ad un animale come a lui. Ogni volta che torno a casa, anche se sono stanca, mi fermo con lui a giocare perché per me è come un momento di svago e per staccare da tutto” (M. classe quarta).

Gemma n° 1981

“Ho portato questo braccialetto perché me l’ha regalato mia nonna alla Prima Comunione e lei mi ha aiutato in un periodo in cui non stavo proprio bene. Il braccialetto ha tanti significati, uno per ogni charm. Ad esempio la M rappresenta il mio nome ma anche quello della nonna, oppure il ciondolo con un personaggio di Winnie the pooh è lì perché da piccola amavo questo cartone e mi ricorda la mia infanzia, oppure il cuore con le zampette mi ricorda il cane che ora purtroppo non c’è più ma che mi ha accompagnato nella vita”.

Guardo la foto del braccialetto di M. (classe prima) e osservo tutti gli altri charms e immagino quanta vita contengano, quanti riferimenti, quanta ricchezza, quante relazioni…

Gemma n° 1882

“Questo è il pupazzetto preferito del mio cane che non c’è più da quattro anni. E’ stato il mio primo cane e giocava solo con questo gioco”.
Lascio commentare la gemma di C. (classe prima) alle parole dello spagnolo Miguel De Unamuno: “Io ero la tua religione, ero la tua gloria… Se tu potessi sapere, o mio caro cane, quanto il tuo dio è triste per la tua morte… Gli dei piangono quando muore il cane che gli leccò la mano.”

Gemma n° 1873

“La mia gemma è il mio cagnolino Tiarè. Ho scelto di dedicarle queste parole perché la reputo un gioiello prezioso e raro proprio come una gemma. Possiamo dire che lei è stata l’unica che ha deciso di rimanermi accanto in un momento difficile che è peggiorato con l’inizio della pandemia. Devo tanto a lei, perché penso che quello che è riuscita a darmi non potrà mai essere paragonato a quello che potrà darmi una persona.
Lei è la mia sorellina e non vedo l’ora di condividere tanti altri bei momenti con lei”.

Trovo un’unica maniera per commentare la gemma di E. (classe seconda): la scena finale di Hachiko – Il tuo migliore amico. Non aggiungo altro sia perché questa sequenza dice già tutto sia perché se qualcuno decidesse di vedersi il film non vorrei rovinarglielo.

Gemma n° 1871

“Inizio col dire che non è il mio cane, ma quello dei vicini e lo porto come gemma perché abbiamo un bel rapporto. Lo conosciamo da 5 anni più o meno e, non dico ogni giorno, ma un giorno sì e uno no viene vicino al confine e ci porta qualche gioco per giocare e anche se viene solo cinque minuti mi migliora un po’ la giornata”

E. (classe quinta) ha presentato questa gemma: le sue parole “non dico ogni giorno, ma un giorno sì e uno no” mi hanno fatto pensare all’abitudine che si fa attesa, appuntamento piccolo e irrinunciabile per una coccola che migliora la giornata.

Gemma n° 1853

“Nella foto ci sono i miei due cani sul letto di camera mia: sono come le due parti che compongono il mio cuore. Sono insieme a loro da quando sono piccola, anche mia madre ha sempre voluto averne uno. Il primo che abbiamo avuto è quello a sinistra, mentre la seconda si è aggregata a noi dopo la morte della nonna di mia madre: sono tanto legata a loro. Sono la cosa più importante che ho nella mia vita e anche l’unica cosa che mi rende felice quando sono triste e neppure una canzone mi aiuta: appena vedono che sono triste mi saltano addosso e iniziano a slecazzarmi la faccia. Quando verranno a mancare sarà davvero tanto difficile”.

Sedermi sul divano e avere un peloso che si infila subito attaccato alla gamba; poi magari arriva Sara, si siede dall’altro lato e il peloso si alza e si infila tra noi due… Mettermi a lavorare alla scrivania e avere delle unghie piantate nelle gambe perché il peloso cerca di arrampicarsi per venire in braccio… Andare a farmi la doccia e lasciare la porta del bagno socchiusa perché altrimenti il peloso la “butta giù” per poter entrare… Potrei andare avanti a lungo. Hai ragione R. (classe prima), sarà davvero tanto difficile!

Gemma n° 1840

“Ho scelto di portare come gemma la scena finale di un film che guardavo sempre da piccola e che era il mio film preferito: è stato anche il primo a farmi piangere. E’ la storia di una coppia che adotta un cucciolo di labrador. Appena visto mi sono subito immedesimata nella storia perché mia nonna, lo stesso anno in cui sono nata io, ha comprato un cane identico a questo: ho passato tutta la mia infanzia fino ai quindici anni, quando poi è morto, insieme a questo cane. Abbiamo instaurato un rapporto bellissimo, probabilmente migliore di quello che avevo con chiunque altro perché, essendo io una persona molto riservata, faccio fatica a parlare delle mie cose e con lui giocavo e parlavo, parlavo e parlavo. Ovviamente non avevo un riscontro ma era esattamente quelli di cui avevo bisogno: dire le cose senza avere un’opinione, un consiglio. La scena finale sintetizza questi concetti”.

La riporto quella frase finale di Io e Marley proposto da E. (classe quinta): “Un cane non se ne fa niente di macchine costose, case grandi o vestiti firmati. Un bastone marcio per lui è sufficiente. A un cane non importa se sei ricco o povero, brillante o imbranato, intelligente o stupido: se gli dai il tuo cuore lui ti darà il suo. Di quante persone si può dire lo stesso? Quante persone ti fanno sentire unico, puro, speciale? Quante persone possono farti sentire straordinario?”. Si tratta di un film che ho visto due volte ma che non ho più guardato dopo l’arrivo di Mou, non ce la faccio. Mi soffermo allora sul rapporto nato tra E. ed il labrador di sua nonna, perché mi ha fatto venire alla mente l’importanza dell’ascolto. Soprattutto quando ho il cuore gonfio di emozioni sento la necessità di qualcuno che ascolti, che ascolti anche senza dire niente, senza cercare di darmi la soluzione, senza cercare di dirmi che ci è passato anche lui, senza cercare di tirarmi su a tutti i costi. Sono persone rare…