“La gemma di quest‘anno l‘ho scelta in seguito ad un incontro con la mia famiglia in occasione del compleanno di mio papà. Mio zio ci ha mostrato un video della nostra vecchia casa delle vacanze in Austria che purtroppo abbiamo dovuto vendere con l’arrivo del covid. È stato molto bello ricordare con le persone a cui voglio bene alcuni dei momenti più felici e spensierati della mia vita. Quella per me era casa, mi sentivo sempre bene e rilassata dentro e lo stretto contatto con la natura la rendeva unica. A due passi c’era un bosco, un lago e davanti alla finestra vedevamo i cerbiatti… Mi dispiace tanto pensare di non potere più passare del tempo lì, specialmente ora che crescendo ci sarei potuta andare anche in autonomia con amici ecc… La casa in Austria resterà sempre nel mio cuore”. (C. classe quinta).
“Ogni anno è sempre stato difficile per me scegliere una gemma da portare, ma quest’anno non ho avuto dubbi, anzi ci sono così tante cose di cui vorrei parlare che le gemme che mi rimangono a disposizione non sono sufficienti, così ho scelto di raggruppare più cose in una e ho deciso di parlare di un luogo e di persone per me molto importanti. Sin da quando sono bambina sono sempre andata a Valbruna perché ci vivevano i miei nonni e ogni tanto ci si radunava tutti lì per passare delle giornate insieme. Dopo la morte della nonna, che purtroppo io ricordo poco perché ero molto piccola, il nonno ha deciso di «reinventarsi» (come direbbe lui). Ha scelto quindi di rimanere a vivere a Valbruna da solo e noi, come famiglia, trovavamo ogni buona occasione per incontrarci ed andare a trovarlo. Il Natale soprattutto era, ed è ancora, il mio momento preferito e sin da piccola, più che i regali, amavo l’idea di andare a Valbruna per passare del tempo con tutta la mia famiglia, a ridere, scherzare e giocare. Dall’anno scorso le cose sono però cambiate: ormai il nonno non c’è più da quasi un anno e rimpiango i momenti in cui avrei potuto passare più tempo con lui ad ascoltarlo (anche se raccontava sempre le stesse storie). Questo fatto però non ha scoraggiato me e i miei parenti, anzi ci ha unito ancora di più ed ogni momento passato tutti insieme è ormai prezioso e, più cresco, più me ne rendo conto. Come una sera della scorsa estate passata a ridere e cantare di fronte al fuoco, dimenticandoci di tutti i nostri problemi per goderci un istante spensierato. Mi ricordo che quella sera stavo così bene che quasi volevo piangere per il momento di felicità provato, cosa che non è da poco. Sono sicura che se i nonni ci potessero vedere in questo momento, sarebbero orgogliosi nel vedere i valori della famiglia, che hanno trasmesso ai loro figli e ai nipoti, persistere tra di noi”. (R. classe quinta).
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare Kira, la mia primissima cagnolina che ormai non c’è più dall’anno scorso. Ho conosciuto Kira quando avevo tre anni, i miei genitori mi raccontano sempre che la prima volta che siamo andati a vederla siamo entrati in questo grande giardino dove scorrazzavano sette bei cuccioli di jack russell terrier tra cui anche lei. Appena varcato il cancello sono corsa subito verso di lei e lei verso di me, anche per questo poi abbiamo deciso di portarla a casa, perché era come se ci fossimo scelte a vicenda. Kira aveva il pelo bianco con qualche macchia marrone ed un musetto tenero che con il passare degli anni è diventato sempre più grigio. Il signore che ce l’aveva data ci aveva subito augurato buona fortuna perché secondo lui era la più agitata del gruppo ed in effetti era vero: durante gli anni ha fatto un bel po’ di danni ma mi è sempre restata accanto nei momenti belli ed in quelli più brutti. Quando ho saputo della sua morte ho sentito un enorme vuoto dentro di me perché era come se fosse venuta a mancare una persona cara, perché, come fanno quest’ultime, Kira quando ero arrabbiata si sedeva, mi guardava e sembrava quasi mi ascoltasse e quando invece ero felice gioiva con me” (G. classe seconda).
“Come gemma ho deciso di portare il mio cane. Felicità è stato un vero amico, soprattutto quando avevo dieci anni, periodo un po’ difficile per me. Nonostante fosse con me per poco tempo, ha lasciato un’impronta indelebile. Era sempre pronto a giocare, a correre nel giardino, a farmi compagnia nei momenti più semplici. Ogni giorno insieme era un’avventura, con lui al fianco mi sentivo sempre supportata, come se capisse ogni mio pensiero e la sua energia era contagiosa. Anche se non è più qui, conservo nei ricordi il suo spirito vivace e il suo affetto sincero. La nostra amicizia è stata un regalo che porterò sempre con me” (S. classe terza).
“Come gemma quest’anno ho deciso di portare le mie migliori amiche: G., R., F. e B. Se dovessi descrivere la mia vita senza di loro, sarebbe come un cielo senza stelle. Ognuna di loro è unica e speciale, ed insieme formiamo un piccolo mondo che mi rende davvero felice e spensierata. R. è il mio raggio di sole, ogni volta che sono in difficoltà sa esattamente come aiutarmi e se sono triste riesce a tirarmi su di morale anche solo con una parola. B. e F. invece sono due ragazze con cui non avrei mai pensato di legare perché mi sembravano tanto diverse da me, invece in poco tempo siamo diventate a dir poco inseparabili. Ogni volta che siamo insieme, i brutti pensieri scompaiono e anche se ogni volta che andiamo al mc donald (che ormai noi definiamo casa nostra) mi chiedono di offrirgli qualcosa gli voglio un bene indescrivibile. E poi c’è la mia G. G. è la mia roccia, è sempre quella che sa darmi il consiglio giusto, anche quando non so nemmeno io cosa voglio. La sua pazienza e il suo modo di ascoltare mi fanno sentire accolta e compresa e soprattutto con lei non mi sento mai né sbagliata né tanto meno giudicata. Abbiamo una bellissima intesa e quando siamo insieme ci basta un solo sguardo per capirci. Insieme, siamo un mix perfetto di personalità, punti di vista e di energie. Loro sono il mio supporto, la mia forza e la mia gioia. Ogni risata, ogni confidenza e ogni avventura che condividiamo è un pezzo di felicità che mi accompagnerà per sempre.” (A. classe seconda).
“La gemma che ho deciso di portare quest’anno è il mio cane Alaska. Alaska è stato il regalo del mio dodicesimo compleanno e ormai siamo insieme da già 6 anni. È una parte fondamentale della mia vita: ad esempio durante il covid, nonostante il lockdown, i miei genitori dovevano andare a lavorare, lasciandomi quindi sola, ma per fortuna non ero mai completamente sola perché (anche se passava le sue giornate interamente sul divano) solo sentire la sua presenza mi faceva stare meglio. Ovviamente la situazione non è cambiata di molto, salvo il fatto che nel 2021 è arrivato un compagno di dormite anche per lei, Loki. Molto spesso la guardo e penso a quanto sarà triste non vederla più il prossimo anno andando all’università. Ho pensato a lei come gemma perché è uno tra gli elementi più importanti nella mia vita e anche perché l’amore di un cane non si potrà mai spiegare a parole, bisogna provarlo almeno una volta nella vita”. (V. classe quinta).
“Quest’anno come gemma voglio portare il mio gatto Flaco. Aveva un anno quando mio padre l’ha portato a casa nel 2020. All’inizio era molto spaventato, essendo cresciuto per un anno in un’altra casa circondato da altre persone, ma nel giro di pochi mesi ha preso familiarità con tutti noi. È un gatto molto affettuoso e quando stai male ti sta vicino finché non ti senti meglio. Per me è un grande conforto sapere che ogni giorno, bello o brutto, quando torno a casa ci sarà lui ad aspettarmi davanti alla porta per strusciarsi sulle mie gambe” (V. classe seconda).
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare il mio gatto. Si chiama Robin Hood e ha 6 anni. È un gatto a cui piace stare da solo, si fa anche coccolare, ma solo quando vuole lui. Fin da piccola ho sempre desiderato un gatto e finalmente nel 2018 ne ho ricevuto uno. Abbiamo passato molto tempo insieme a giocare e una delle cose che mi rendeva più felice era tornare a casa sapendo che era vicino alla porta ad aspettarmi. Purtroppo a Febbraio è venuto a mancare ed è stato uno dei dolori più forti. Avrei voluto restare con lui ancora un bel po’ di tempo, ma so che sarà sempre al mio fianco” (G. classe terza).
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una parte importante della scuola, ma soprattutto della mia vita: i miei amici. In particolare vorrei dedicarla ad alcuni miei amici di classe. Li conosco da appena un anno circa, ma mi sembra di conoscerli da sempre. Con loro ho passato alcuni dei momenti più belli di questo ultimo periodo e spero di passarne ancora molti. Abbiamo creato un bellissimo rapporto che spero possa durare per sempre, non solo per cinque anni, ma per tutta la vita. Sono delle persone veramente speciali e importantissime per me e, anche se forse non lo dimostro spesso, gli voglio un mondo di bene. Riescono a rendere ogni giornata meno pesante e più divertente e piacevole. Quando sto con loro mi sento veramente bene e sono me stessa al 100%. Per qualsiasi cosa loro ci sono e questa è una delle cose più belle secondo me. E, ovviamente anche fuori da scuola, siamo un bellissimo gruppo, ci piace uscire insieme e scherzare. Loro ci sono sempre se vuoi ridere, piangere, se sei arrabbiato, se hai qualche problema o se semplicemente vuoi qualcuno al tuo fianco. Credo che siano il regalo più bello che la scuola mi abbia donato e ne sarò grata per sempre. Quindi voglio semplicemente ringraziarli per quello che sono e per quello che rappresentano per me e per supportarmi e sopportarmi sempre. Grazie a V. per capirmi sempre e supportarmi, a G. per farmi sempre sorridere e consolare, a C. per la sua dolcezza e gentilezza, a E. per i suoi dolci abbracci, a C. per scherzare insieme tanto da sembrare matte e a D. per farmi ridere. Vi voglio un mondo di bene e grazie per tutto”. (S. classe seconda).
“Quest’anno come gemma ho deciso di portare la mia gatta. L’abbiamo chiamata “Night” perché lei è di colore nero come il cielo di notte e ha una macchia bianca sul petto che assomiglia a una mezza luna. L’abbiamo presa tre anni fa e da quando ce l’abbiamo la mia vita, e non solo la mia, ma anche della mia famiglia, è cambiata. Ogni volta che sto male, sono preoccupata per qualcosa oppure sono in ansia e la mia famiglia non può aiutarmi, accarezzare la mia gatta mi rilassa e mi calma. Prima di averla i discorsi in casa erano sempre i soliti per esempio sulla scuola o sul lavoro ma adesso abbiamo un argomento in più di cui parlare, cioè della nostra gatta. In un certo senso Night ci ha rallegrato le giornate e ogni giorno c’è qualcosa di nuovo di cui parlare. Anche se a volte fa dei disastri oppure dá fastidio le voglio molto bene perché grazie a lei la mia vita è migliorata” (S. classe seconda).
“Questo è Yago. É stato il mio cane per 8 anni. L’abbiamo preso quando avevo 6 anni ed è morto quando ne avevo 14, quindi l’anno scorso. L’ho scelto come gemma perché ho tantissimi ricordi felici con lui e anche se ogni tanto mi saltava addosso mordendomi gli ho sempre voluto bene” (G. classe prima).
“La mia gemma è il mio gatto. Si chiama Simba e un paio di giorni fa ha compiuto un anno. L’ha preso mio fratello quando aveva un paio di mesi. All’inizio i miei genitori non erano molto d’accordo con questa scelta non avendo mai avuto un animale domestico. Ora invece lo trattano come se fosse il loro quarto figlio e danno più attenzioni a loro che a me e ai miei fratelli. Prima non capivo le persone che stavano male quando i propri animali stavano male o venivano a mancare, ma ora posso capirle. E’ come una terapia, soprattutto quando mi sveglia la mattina perché vuole mangiare o perché vuole essere coccolato; anche quando sono arrabbiata o non sono di buon umore e lo vedo tutto passa” (G. classe quarta).
“Come gemma ho deciso di portare una delle attività che preferisco fare: scout. Per me lo scoutismo è un posto in cui puoi essere te stesso senza essere giudicata, dove si può imparare dalle avventure che vivi, dalle esperienze che possono essere utili anche nella quotidianità. Scout è diventato il mio “posto felice” dove mi sento a casa e stare con i miei amici lo rende ancora più bello. Ormai faccio scout da almeno 7 anni ma io non mi annoio mai, aspetto che ritorni sabato solo per stare a scout e alla fine di ogni riunione non vedo l’ora di rivedermi con i miei amici. Durante l’estate aspetto solamente il campo estivo per scollegarmi dalla vita normale e poter immergermi nella natura per 15 giorni, per stare con le persone che conosco da una vita, per cantare al fuoco serale, per cucinare anche nei giorni di pioggia e per condividere i nostri pensieri sotto la tenda quando non riusciamo a dormire” (S. classe prima).
“La gemma di quest’anno non è stata difficile da scegliere come gli altri anni, dall’inizio sapevo che avrei portato il mio gatto di nome Cookie. Quest’estate sono venuti a mancare alcuni gattini cari a me ma l’arrivo della cucciolata ad agosto, che comprendeva Cookie e i suoi due fratellini, è riuscita a farmi sentire meglio. Infatti Cookie rappresenta il dono più bello che abbia mai ricevuto. Sin dalla sua nascita sentivo dentro di me che sarebbe stato un gattino fedele che mi avrebbe aiutato nei momenti più delicati, e così è stato. Amo gli animali e in particolare i gatti soprattutto perché riescono ad essere empatici ed essere sempre presenti. Per me Cookie è molto di più di un semplice animale domestico, lo considero il migliore compagno di vita, che spero possa stare al mio fianco il più possibile” (A. classe quarta).
“Ho pensato tanto a cosa poter portare come gemma e ammetto che inizialmente ho avuto varie difficoltà a trovare un oggetto a cui sono particolarmente legata, ma alla fine l’ho trovato. Ho scelto infatti questo braccialetto che mi ricorda un mio caro amico che ho conosciuto alle medie e con cui ho legato moltissimo. Lui è stato per me come un fratello e un fondamentale punto di riferimento, durante uno dei periodi più strani e più brutti della mia vita, dove tutti mi odiavano e mi evitavano. Se riguardo questo bracciale mi tornano alla memoria tutti i bei momenti che ho passato con lui: quando ci vedevamo ogni giorno a ricreazione nei corridoi e ci abbracciavamo, quando in pullman ci sedevamo vicini e ridevamo durante il tragitto per arrivare a scuola e quando in gita stavamo sempre insieme: eravamo uguali a Cip e Ciop. Questo bracciale è l’ultimo ricordo che possiedo di lui in quanto dopo le medie abbiamo preso due strade totalmente diverse, infatti lui ora frequenta l’artistico e io questo liceo. Non ci vediamo da questa estate e mi manca moltissimo, ma posso dire di avere passato dei bellissimi momenti grazie alla sua compagnia” (A. classe prima).
“Questo è il mio cane. Si chiama Nina, e ha appena compiuto 4 anni. È un barboncino toy ed è arrivata poco prima del lockdown, circa 3 giorni prima. Durante quel periodo difficile lei è stata fondamentale, ha aiutato tutta la famiglia nei momenti più duri con le sue solite “messe in scena”. Il suo aiuto non è stato fondamentale solo durante il lockdown ma anche adesso: quando ho un “momento no” basta guardarla per tirarmi su il morale per tutta la giornata. Infine penso che lei sia il cane migliore che io abbia mai potuto avere” (G. classe seconda).
“La gemma che ho deciso di portare è il mio peluche Tui. Lo porto con me da quando sono nata, e per il momento non ho intenzione di lasciarlo. Tui è per me un oggetto di conforto, un qualcosa con cui so di essere al sicuro durante la notte. Spesso mi ritrovo a stringerlo, per colmare il vuoto dentro di me nel cuore della notte. Il mio desiderio è quello di tenerlo sempre con me, e magari darlo ai miei bambini; voglio che loro capiscano che questo animaletto, che per molti può essere insignificante, era qualcosa di molto importante per la mamma” (V. classe seconda).
“Abbiamo adottato Nemo quando io avevo 7 anni. È un gatto arancione prevalentemente tranquillo e molto affettuoso, ed è il mio primo animale. Il prossimo anno lui compirà 10 anni e io 17. In questi quasi 10 anni siamo letteralmente cresciuti insieme, e abbiamo sviluppato un legame molto importante per entrambi. Io ho imparato a prendermi cura di lui, a volergli bene, a leggere il suo linguaggio del corpo. Lui ha ricambiato con una quantità immensurabile di amore e coccole, e prendendosi lui cura di me. Infatti, anche se vuole bene a tutta la famiglia, non si può negare che sia io la sua persona preferita. Di recente ho iniziato a pensare all’università, a cosa voglio fare dopo il liceo. Ho deciso di non voler vivere a casa mentre studio, e ho realizzato quanto Nemo per me sia una stabilità, una sicurezza. Durante il lockdown e i vari periodi negativi di questi ultimi anni, lui è sempre stato qui, una presenza stabile e amorevole, a rassicurarmi anche solo con la sua presenza. Anche quando questo non sarà più possibile, so che lo porterò con me dovunque, nel mio cuore”. (G. classe quarta).
“Questo è il cane che vive con me e la mia famiglia da ormai 17 anni. Il nome, Boomer, alla prima impressione potrebbe far sorridere, ma in realtà nessuno sa il perché, semplicemente i miei genitori l’hanno voluto chiamare così. Ogni volta che chiedevo da piccola di raccontare il suo arrivo sorridevo sempre: nato in una cucciolata numerosa, veniva spesso maltrattato dai suoi fratelli (così racconta papà) ed è anche stato l’unico che rimaneva in disparte dal gruppo perché pauroso. Mio padre lo ha adottato un giorno qualsiasi dell’estate del 2006 per fare una sorpresa a mia madre quando sarebbe rincasata da lavoro. Infatti, così è stato: mia mamma tutt’ora si ricorda che l’ha visto per la prima volta sui gradini di casa a nascondersi dietro la gamba di mio padre. Ora, più vecchio che mai, senza udito, olfatto e vista non salta più e neppure corre, bensì dedica le sue ore a fare ciò che gli piace di più: dormire. Noi supponiamo che si stia allenando per andare dall’altra parte. Quando arriverà il giorno in cui ci lascerà sarò sicuramente triste, ma felice per tutta la gioia e l’amore che ci ha donato” (G. classe seconda).
“Ho portato come gemma questa collana che mi è stata regalata dai miei nonni poco meno di un anno fa. La porto sempre con me; quando non ce l’ho e devo fare una verifica a scuola mi viene più ansia perché penso che a volte la mia fortuna sia data dalla presenza di questa collana. Mi accompagna sempre, sia nei momenti in cui sono più felice, sia nei momenti più tristi: i miei nonni sono ancora vivi e li vedo, anche se non spesso, ma con la collana mi sembra di averli lì”.
Proprio ieri stavo pensando che difficilmente siamo realmente soli, anche quando non siamo fisicamente in compagnia di qualcuno, la nostra mente e il nostro cuore sono abitati dall’“altro”, talvolta un “altro” conosciuto e amato, come nella gemma di G. (classe terza), talvolta un “altro” fantasticato o idealizzato. E spesso gli oggetti sono ciò che vivifica questa assenza rendendola presenza.