Gemma n° 2353

“Quando ho scoperto il giorno in cui avrei dovuto presentare la mia gemma ho subito iniziato a pensare a ciò a cui avrei dovuto dedicare il mio e il vostro tempo e dunque a ciò che ritengo talmente significativo da poter essere il soggetto della mia ultima gemma in assoluto. Per questo motivo ho deciso di parlarvi di una delle persone più importanti per me, dell’amore della mia vita: mia madre, anche conosciuta come T.
Molti affermano che il legame di sangue è come un giuramento di fedeltà e di eterno amore ma se c’è una cosa che la vita mi ha insegnato è che non è sempre così, eppure io ho avuto la fortuna di nascere sua figlia e dunque, di poter sempre trovare conforto tra le braccia della persona più buona che esista. Spesso mi chiedo infatti se qualsiasi altra madre si sarebbe comportata come lei si è comportata con me nei momenti più bui.
Oltre ad essere letteralmente la madre migliore al mondo (e giuro che non è il classico modo di dire) è anche la moglie che chiunque desidererebbe perché quando all’altare ha giurato di rimanere al fianco di mio padre in salute e in malattia di certo non stava scherzando.
Ma non sarebbe giusto parlarvi di lei riducendola a madre e moglie perché è prima di tutto Donna, una donna generosa, altruista, attenta e premurosa, un’anima pura. Insomma , spero un giorno di poter essere anche solo la metà della donna che è lei” (E. classe quinta).

Gemma n° 2351

“Inizialmente non sapevo cosa portare come gemma finché, poco tempo fa, ho sentito la canzone A modo tuo di Elisa e ho capito che come gemma avrei scritto una lettera a mio fratello S.
“Caro S., so che questa canzone è stata scritta da parte di una madre alla propria figlia, ma io mi sento di dedicarla a te perché, anche se non sei mio figlio, il mio amore per te è infinito, come quello di una madre per il proprio figlio. Sarà per il tanto tempo che passiamo insieme, per la differenza d’età o per il fatto che sei l’unico modo in cui riesco a dare un perché alla perdita di mia mamma e di nostro fratello N. Infatti, se mia mamma fosse ancora qui, papà non avrebbe avuto te con la tua mamma e se N. non fosse nato così presto tu non saresti stato concepito.
Mi hai insegnato tante cose, ma più di tutte è che quando si cade, anche se ci si fa male, bisogna rialzarsi, asciugare le lacrime e sorridere di nuovo alla vita. Bisogna apprezzare le piccole cose e ogni momento con le persone che ci vogliono bene.
In questa canzone Elisa dice “Camminerai e cadrai, ti alzerai, sempre a modo tuo”. È vero, per imparare dovrai cadere e rialzarti. Vorrei impedirti di cadere, ma non è possibile e non sarebbe giusto. L’unica cosa che posso fare per attenuare il tuo dolore, è starti vicino ogni volta che inciampi, per attutire la causa e ti prometto che lo farò, sarò al tuo fianco ogni giorno, anche se non mi vedrai fisicamente.
Ricorderò per sempre la prima volta che hai detto il mio nome. Era il 9 luglio, eravamo in Puglia e io stavo facendo una videochiamata con S., mentre ti incitavo a dire il mio nome. Tu, tutt’un tratto, hai detto “Dada” e non mi sembrava vero, tanto che ho dovuto chiedere a S. se avevo sentito bene.
Come in quel momento, tu ogni giorno mi rubi un pezzo di cuore e lo fai tuo. Sono grata che tu e S. vi vogliate bene, per me è fondamentale. Ho tenuto il body che ti ha preso a Parigi, prima ancora che tu nascessi, come ricordo materiale del vostro rapporto, nella speranza che sia per sempre.
Sono felice di averti insegnato tante cose, soprattutto il verso di quattro dei tuoi animali preferiti: il cavallo, la pecora, l’elefante, e l’orango.
Ti rinfaccerò per sempre in modo scherzoso tutti i pannolini che ti ho cambiato e tutti i bagnetti che ti ho fatto.
Sarai sempre la mia polpettina.
Con tutto l’amore del mondo,
Dada”.
(G. classe quinta).

Gemma n° 2350

“Ho scelto di portare mia mamma. Si chiama F. e con lei ho un legame bellissimo. Ci somigliamo molto soprattutto caratterialmente e proprio per questo riesce a capirmi benissimo. Per me mia mamma è una spalla destra, una mano sempre tesa ad aiutarmi, un sorriso quando la giornata è tutta buia, un caldo abbraccio quando tutto sembra freddo. Soprattutto in questo periodo difficile a causa della scuola e altri vari problemi lei c’è sempre per me. Nonostante lavori molto riesce a dedicarsi a me perché so che ci tiene moltissimo. Voglio ringraziarla per tutto quello che fa ogni giorno per me e non penso lo sappia, ma la amo veramente tanto” (C. classe seconda).

Gemma n° 2342

“Come gemma quest’anno non avevo la minima idea di cosa portare, fino a ieri non avevo ancora trovato niente che per me avesse un significato tanto grande.
Poi stando in camera mia ho notato le foto che ho attaccate al muro, in particolare questa dove siamo io e mio fratello.
Penso che un rapporto tra fratelli sia un qualcosa di unico, per me in assoluto il rapporto più importante che ho con una persona.
Da piccoli litigavamo di continuo per qualunque cosa e ogni scusa era buona per insultarci a vicenda.
Adesso che siamo cresciuti però è diverso. Non viviamo più nella stessa casa e ci vediamo qualche volta nei weekend.
Solo adesso ho capito quanto lui sia stato influente sul mio modo di essere, pensare o comportarmi, e ho capito che è la persona a cui tengo di più in assoluto.
Penso che crescere insieme abbia creato un legame veramente unico, perché anche se ci odiavamo a morte, oggi, in ogni ricordo che ho della mia infanzia c’è anche mio fratello”-
(E. classe terza).

Gemma n° 2340

“Io come gemma ho deciso di portare mio fratello.
Nonostante con gli anni il nostro rapporto sia notevolmente cambiato, lui è sempre stato la persona più importante per me. C’è stato in qualsiasi momento, mi ha supportata continuamente e mi ha fatto vedere la luce anche nei periodi più bui. Ho deciso proprio quest’anno di portare lui come gemma perché, dato che si è trasferito a Bologna, percepisco sempre di più la sua mancanza, e mi sono resa conto quanto in realtà sia importante per me” (S. classe terza).

Gemma n° 2338

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una persona e quindi una parte della mia vita, mia mamma. Mia mamma è una persona buona, sempre presente con tutti e molto profonda. Mia mamma ha 48 anni e da 18 si prende cura di me e mia sorella, facendoci sentire protette. Quello da cui non ci poteva proteggere erano però le cose incontrollabili, il destino, il corso della natura. Mia mamma da 3 anni e mezzo ha un tumore maligno ai polmoni al quarto stadio, con metastasi alla colonna vertebrale. Per fortuna (e so che non si può definire così) è un cancro particolare, non una massa come si è soliti pensare, bensì uno strato di cellule che coprono l’intera superficie. Di conseguenza la cura non prevede chemio ma terapie staminali mirate ad una determinata zona. Tante volte mi sono chiesta perché a lei, tante volte ho pensato che avrei preferito averlo io pur di non vederla soffrire e non nego che ho la costante paura di non poter fare più le cose quotidiane che faccio con lei. Questa malattia per quanto sia disgustosa mi ha fatto maturare e capire che la vita è da vivere al 100%. Mi ha insegnato che probabilmente chiunque potrebbe combattere una guerra che tiene nascosta. Io l’ho fatto: per molto tempo ho tenuto nascosto una cosa più grande di me, forse perché dicendolo si sarebbe concretizzato o forse perché non volevo (e non voglio) essere trattata in modo diverso. Questa malattia mi ha insegnato ad essere forte, a combattere per quello che voglio, a stringere i denti e ad andare avanti, a proteggere gli altri prima di proteggere me stessa. Mi ha insegnato che la vita è fatta da alti e bassi e che se voglio davvero qualcosa non devo aspettare il momento giusto.
Questa gemma ha un unico scopo ossia di farvi capire quello che un cancro ha fatto capire a me. La vita corre più veloce di quanto si pensi e non aspetta che tu prenda il treno giusto. Potresti riuscire a beccare quella coincidenza che tanto aspettavi, ma potresti benissimo aspettare le due ore di ritardo prima del prossimo treno. Ma quando lo aspetti, ricordati che a destinazione ci sono l’amore, la fiducia, la speranza: c’è semplicemente l’aria.
Per rappresentare questo messaggio che spero vi arrivi con tutto il cuore, porto una canzone di Ligabue Certe Notti. Mia mamma e mio papà la cantavano nei sedili anteriori della macchina ma io non l’ho mai apprezzata. Ora mi ritrovo a cantare la stessa canzone, sempre in macchina, con il mio ragazzo che guida.”
(B. classe quinta).

Gemma n° 2337

“Ci sono poche canzoni che collego a dei momenti specifici della mia vita ma Thunderstruck degli AC/DC è sicuramente una di queste. Non è una canzone che ascolto e questo non è il mio genere di musica preferito eppure ogni volta che sento questa canzone o ci penso mi viene in mente un flashback ben preciso: una bambina che si scatena e salta sulle note di questa canzone con il suo papà nello studiolo della propria casa. Ora non sempre io e mio papà andiamo d’accordo, abbiamo due caratteri diversi che capita si scontrino. Nonostante questo non rinuncio mai a una buona chiacchierata con lui e non posso negare di volergli bene.
Qualche tempo fa mi ha chiesto di portare ogni tanto un po’ di musica da “boomer” (come la chiama lui) a scuola (Sì, ha imparato la parola boomer e adesso la usa sempre, anche quando non serve). Non sapeva però che stavo già pensando di portare questa canzone come gemma ed ora eccomi qua a parlarne” (R. classe quarta)

Gemma n° 2331

“Come gemma quest’anno ho deciso di portare mia sorella, E.
L’estate 2023 ha fatto da scenario ad uno dei periodi più significativi nel nostro rapporto: abbiamo condiviso esperienze e creato ricordi di cui sono profondamente grata ancora oggi e che porterò sempre nel cuore.
Anche se Emma è la mia sorella minore, precisamente più piccola di 2 anni e 9 mesi, la differenza di età è diventata con il tempo sempre meno rilevante, fino ad essere praticamente impercettibile. Sarò per sempre grata di avere lei nella mia vita e non la cambierei con nessuna al mondo (anche se a volte non la sopporto).
Spesso i nostri genitori ci spiegavano l’importanza ma soprattutto la fortuna che avevamo nell’avere una persona alla quale siamo così legate al nostro fianco. Anni fa prendevo queste parole come frasi fatte, ma in innumerevoli situazioni ho capito l’integrità di questo concetto e compreso così la preziosità di questo regalo.
Spesso “invidio” le persone che sono riuscite a mantenere salde le amicizie nate durante l’infanzia, ma poi mi ricordo che lei c’era, ed io c’ero per lei, che c’eravamo sempre l’una per l’altra e improvvisamente tutto il resto non conta.
Oltretutto è una delle ragazze più belle che io abbia mai visto.”
(S. classe seconda)

Gemma n° 2330

“Come ogni anno, anche questo ho avuto qualche dubbio su cosa portare come gemma. Poi ho pensato all’ultimo periodo e non ho avuto nessun dubbio.
Ho voluto portare questa foto, non tanto per la foto in sé ma per ciò che significa la persona che c’è. Il rapporto che ho con mia mamma è davvero particolare.
A volte è un rapporto madre figlia normale.
A volte è come se fossimo la stessa persona, siamo identiche non solo esteticamente ma anche caratterialmente, entrambe timide, un po’ chiuse, scegliamo bene le persone con le quali aprirci.
Io ho scelto di aprirmi proprio con lei, infatti a volte il nostro rapporto si trasforma in uno da migliori amiche. Credo sia da poco più di un anno che abbiamo legato così tanto.
Il tutto è nato ad aprile 2022, dopo un’assemblea d’istituto sui disturbi alimentari, quando mi sono confidata con lei e, per la prima volta, ho detto a qualcuno quali fossero le paure, le insicurezze che mi turbavano in quel periodo.
Il nostro rapporto poi è tornato ad essere quello madre-figlia fino a dicembre dell’anno scorso.
Da un giorno all’altro mi sono ritrovata con il cuore a pezzi, senza punti di riferimento, mi sono sentita persa.
Sono entrata nel periodo più brutto della mia vita e lei era l’unica persona che lo sapeva, l’unica con cui potevo e riuscivo a parlare.
Si è subita tutte le mie crisi, i pianti, il mio mal di stomaco, gli sbalzi d’umore, le lamentele, le chiamate persino da Lisbona perché stavo male, i discorsi fino a sera tardi a parlare del più e del meno, lo shopping assieme, tutti i miei gossip.
C’è stata e c’è sempre per me, per incoraggiarmi, per spronarmi e per consolarmi. Anche quando faccio di testa mia, pensando di riuscire a cavarmela da sola senza l’aiuto di nessuno, quando faccio la testarda e vado dritta per la mia strada finché non sbatto la testa e mi faccio male.
Ha sempre cercato di darmi quello che lei non ha mai avuto, una migliore amica, una sorella, una spalla su cui ridere, piangere, confidarsi.
Non mi ha mai fatto mancare nulla e non posso davvero lamentarmi di niente.
Crescendo mi sono resa conto di quanto sia importante per me e che senza di lei non riuscirei ad andare avanti.”
(C. classe quinta)

Gemma n° 2329

“Come gemma ho portato l’anello che mi ha regalato mio papà al compimento dei miei 15 anni. Nella mia famiglia i 15 anni sono molto importanti perché mia mamma viene da Cuba e lì si fa la quinseñera che corrisponde al diciottesimo. Questo anello ha valore inestimabile per me perché con mio papà ho un legame molto bello e ogni volta che guardo l’anello penso a lui. Purtroppo il mio papà ha una certa età, per questo ho paura che presto potrebbe abbandonarmi e non riesco neanche a immaginare come potrei andare avanti senza di lui. Ma so che anche quando lui non ci sarà più in qualche modo sarà sempre accanto a me” (G. classe terza).

Gemma n° 2328

“Quest’anno come gemma ho portato qualcosa di veramente speciale, il mio primo nipote.
Si chiama C. ed è nato il 29 settembre 2023 alle 8:10 del mattino.
Per me è stato un raggio di sole, la cosa più bella che potesse mai capitarmi in uno dei periodi più difficili per me che mi hanno portato a prendere decisioni importanti e ritrovarmi quasi ogni giorno in posti in cui non avrei avuto voglia di essere: sapere che al mio fianco avrei avuto, e a oggi ho, una creatura così bella e piccola mi faceva entrare in un’altra dimensione, magnifica e perfetta e mi dava la forza per andare avanti.
Non passo troppo tempo assieme a lui perché sono spesso fuori casa oppure lui dorme o mangia, però quando lo tengo in braccio mi sento la persona più fortunata del mondo. Ho imparato a cambiarlo, mettergli le calzine e scegliere i vestiti più belli per lui che può sembrare scontato ma non lo è.
Se penso a lui sono veramente felice, mi fa impazzire tutto ciò che fa e mi rende felice vedere come ha stravolto la vita di tutti quanti nella mia famiglia”.
(M. classe quinta).

Gemma n° 2326

“Come gemma ho portato mio nonno materno perché è la persona che mi assomiglia di più caratterialmente nonostante sia un po’ più duro sotto certi aspetti. Per esempio se non viene seguito il programma della giornata alla lettera rischia di stare arrabbiato per tutto il giorno o si impunta sulle cose anche se non ha ragione. Dal 2022, dopo la morte di mia nonna, si è un po’ spento e incupito e ha perso il suo buon umore che lo caratterizzava. Ora quando lo guardo lo vedo quasi spaesato e si capisce subito che non sta bene. Ogni volta che lo vado a trovare in Lombardia mi viene un po’ da piangere perché mi manca il vecchio lui e perché penso a quanto mia nonna gli abbia cambiato la vita. Per questo gli voglio tanto bene e cerco di stargli vicino nonostante la distanza” (E. classe terza).

Gemma n° 2320

“La mia gemma è un biglietto che ho ricevuto al mio compleanno lo scorso marzo. Il biglietto accompagnava un regalo che mi è stato fatto dai miei nonni. Sul cartoncino rosa c’è scritto “Insegui i tuoi sogni, vai spedita e non arrenderti mai! Con tanto amore, i tuoi nonni”.
Ho sempre dato per scontato di avere fiducia in me stessa e sicuramente non pensavo avrei mai più messo in dubbio il mio potenziale o le mie capacità. Recentemente però ho avuto diverse difficoltà legate alla fiducia in me stessa. Ho cominciato ad avere di nuovo ansie legate alla paura di fallire, di non riuscire a stare al passo veloce degli altri, del tempo e delle situazioni. La paura del fallimento: ora mi trovo ad utilizzare termini che non prendevo in considerazione ormai da tanto tempo. Ho appeso questo bigliettino sulla bacheca della scrivania ormai a marzo, quando vedevo queste parole e non prestavo troppa attenzione al loro significato. Di recente ho alzato di nuovo lo sguardo verso la bacheca e ho riletto tra me e me quelle parole, ma con occhi diversi. Rileggendo il biglietto ho la sensazione che i miei nonni abbiano trovato la cura giusta ancora prima che io presentassi i sintomi di questa paura. È come se loro fossero riusciti ad anticipare la paura stessa. Molto spesso ripenso al biglietto, in particolare quando ho paura di star sbagliando tutto e quando penso di essermi persa, così riesco a ritrovare il conforto nelle parole dei miei nonni. Il conforto di queste parole sta nel sapere che la fiducia che spesso smarrisco in me, esisterà per sempre nei miei nonni, e quindi saprò dove cercarla. Mi sono resa conto che loro credono in me più di quanto non lo faccia io.
Quel giorno loro mi hanno regalato un braccialetto: è molto carino  e lo uso spesso. Tuttavia oggi so per certo che il giorno del mio compleanno i miei nonni mi hanno regalato queste parole su un biglietto di carta”.
(E. classe quarta).

Gemma n° 2313

“Quest’anno, come sempre, mi sono trovata indecisa su cosa portare come gemma. Tuttavia, riflettendo su ciò che mi ha reso più felice quest’anno, do spazio al profondo legame che ho instaurato con mia sorella. Nonostante le solite litigate inutili, come quando ci rubiamo vestiti senza chiederci il permesso o quando litighiamo su come dividerci il cibo, abbiamo costruito un autentico legame di sorellanza che prima era sempre mancato. Nell’ultimo anno ci siamo sempre state  l’una per l’altra sia nei momenti tristi ma soprattutto nei momenti felici e ci siamo sostenute a vicenda. Spero che sia solo l’inizio di un percorso che sarà sempre in crescita” (S. classe quinta).

Gemma n° 2309

“Questa foto è stata scattata alla festa di compleanno di mia sorella B. e di mio cugino R. ben vent’anni fa. Loro due sono delle persone fondamentali della mia vita, senza le quali non riuscirei a vivere ed andare avanti. Mia sorella ormai ha 25 anni e non vive più con me da quasi due anni… Si è laureata il 29 novembre del 2021 e neanche venti giorni dopo si è trasferita assieme al suo ragazzo a Milano per lavoro e torna a trovarci solamente 3/4 volte all’anno. Sento moltissimo la sua mancanza, di lei mi mancano le più semplici litigate e discussioni… insomma mi manca avere una sorella. Da quando si è trasferita mi sento una figlia unica anche se so che nonostante sia a 350 chilometri di distanza lei ci sarà sempre per me e io per lei. Guardando questa foto posso notare quanto la mia famiglia sia cambiata. Mia sorella vive a Milano, mio cugino lavora come suo fratello, mio nonno non c’è più e il rapporto che c’era una volta, ora non è più presente.
Quando ci penso vorrei tornare bambina e rivivere tutti i momenti indimenticabili e spensierati di un tempo, senza pensare alle conseguenze.” (R. classe seconda).

Gemma n° 2308

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare una canzone: Sparks dei Coldplay.
Ho deciso di portare questa canzone perché mi ricorda la mia sorellina G. G., in realtà, è la mia sorellastra ma non mi piace chiamarla così perché sembra quasi dispregiativo. È nata dal matrimonio tra mio papà e la sua nuova moglie. Io e mio papà non siamo mai andati d’accordo e abbiamo sempre avuto un rapporto difficile, a tal punto da non parlarci per mesi. Con la nascita di G. però qualcosa è cambiato. Ho sempre voluto una sorellina, e quando ho scoperto che sarebbe arrivata, ho cercato di riaggiustare quello che tra me e mio padre si era rotto. Il primo anno e mezzo è andato bene, ma a febbraio di quest’anno il papà si è trasferito lontano per lavoro, portando con sé anche la mia sorellina. Non l’ho vissuta bene questa cosa, e continuo a non farlo, ma col tempo sto imparando a conviverci.
Pur non avendo visto crescere mia sorella ogni giorno, e pur non avendo instaurato un rapporto stabile con lei, sempre a causa dei litigi costanti tra me e mio padre, c’è quel qualcosa che mi lega a lei in un modo indescrivibile. Ho deciso di portare questa canzone proprio per questo: anche se lontane kilometri e kilometri io le sarò sempre vicina e mi preoccuperò sempre per lei, proprio come dice la canzone “I’ll always look out for you”.”
(M. classe quinta).

Gemma n° 2305

“Quest’anno come gemma ho deciso di portare la mia nonna. La nonna era l’unica che da piccola mi comprava una brioches al bar in spiaggia, mi accompagnava in acqua quando nessun altro voleva fare il bagno e non mi chiedeva mai di apparecchiare la tavola la sera. La nonna stava con me quando litigavo con la mamma e mi prendeva il gelato per tirarmi su. La nonna viene a casa mia ogni lunedì e spesso porta il tiramisù o qualche torta che prepara lei, perché sa che amo i dolci. Se il pomeriggio mi addormento, aspetta che mi svegli prima di andarsene per potermi salutare. La nonna resta sveglia dopo le nove se la chiamo per raccontarle qualcosa e, se la chiamo nel bel mezzo della notte per raccontarle un sogno, si sveglia e risponde. La nonna mi tratta come se fossi sua figlia e cerca di godersi ogni momento con me e la stessa cosa io con lei” (V. classe seconda).

Gemma n° 2304

“Ho deciso di portare una foto di Napoli dal mare visto il legame fortissimo che sento con questa città. Mio padre è napoletano ed è stato lui a trasmettermi questo amore incondizionato per Napoli e la sua gente. Ogni volta che ci vado ci lascio il cuore” (R. classe quarta).

Gemma n° 2302

“Qualche settimana fa, riguardando le foto scattate durante l’infanzia, ho trovato questa qui che è una delle mie preferite: raffigura me e mia sorella mentre ci abbracciamo quando eravamo bambine. Ho deciso di portarla come gemma perché è una tra le mie foto preferite di noi due e mostra la costante complicità che ha sempre caratterizzato il nostro rapporto. Nonostante i vari e tipici litigi tra sorelle, ci vogliamo un mondo di bene e so che sarà sempre lì a supportarmi. Inoltre la foto mi è cara in quanto cattura la spensieratezza che si ha da bambini, senza decisioni importanti da prendere e responsabilità. È dunque per me un bellissimo ricordo” (G. classe quarta).

Gemma n° 2299

“Ciao nonna,
Non puoi minimamente immaginare quanto per me sia difficile scrivere questa lettera, in quanto non avrei mai immaginato e voluto che sarebbe stata l’ultima gemma di religione che avrei portato.
Solitamente ho sempre preferito associare alle gemme momenti felici passati in famiglia o esperienze vissute con gli amici durante l’estate. Ma questa volta mi sono fatto coraggio e ho deciso prontamente di affrontare il dolore più grande che negli scorsi mesi mi ha completamente stravolto la vita.
Non sono qui per scrivere una lettera convenzionale in cui potrei benissimo copiare e incollare delle frasi da internet, ma sono qui per dirti quanto mi manchi, e quanto la tua assenza si fa sentire ogni giorno di più. Mi è difficile descrivere a parole la sensazione di vuoto che provo ogni mattina al risveglio, consapevole di non poter fare una semplice chiamata a una delle persone di cui ho maggiormente bisogno per rendere migliore la giornata. Più ci penso e meno accetto il fatto che siano passati già 6 mesi da quel maledetto giorno in cui hai deciso di lasciarci e di volare in cielo.
Potrei trascorrere ore e ore a scrivere su di te, sulla tua personalità, sul tuo buon animo e soprattutto sulle tue positività e forza di volontà, per le quali oggi tutti ti ricordano e ti tengono in un posticino nel loro cuore; perciò, preferisco scrivere ciò che mi ricorda di più di te e ciò che ogni volta che ci penso mi regala un sorriso, un po’ nostalgico, ma pieno di felicità.
Di te mi mancano quelle videochiamate lunghissime in cui cercavi di consolare e incoraggiare un bambino che aveva tanta nostalgia di casa, il profumo del sugo della domenica che come te nessuno sapeva fare, vederti cucire per ore e ore, andare con te al cimitero a portare dei fiori al nonno e dopo andare a prendere un gelato, giocare a carte, mi manca ascoltare tutte quelle sere d’estate le tue storie di quando eri piccola, mentre scherzavo dicendoti che credevo provenissi del paleolitico, mi mancano quelle dolci carezze che mi facevi al mattino per dirmi che la colazione era pronta, mi mancano tutte le quelle volte in cui ti sentivo canticchiare durante le faccende di casa, mi mancano quei pranzi interminabili con tutta la famiglia nella tua casetta, mi manca la tua mania del pulito, mi manca passare quei pomeriggi di caldo torrido con te in cui l’unica soluzione per riuscire almeno a «respirare» era sdraiarsi per terra, mi mancano tutti quegl’incoraggiamenti che mi davi in chiamata il giorno prima di una verifica di matematica che mi tranquillizzavano.
Insomma di te mi manca tutto soprattutto la quotidianità e il fatto che riuscivi a migliorare in qualunque modo una giornata iniziata male.
A distanza di mesi quella della tua perdita è per me una ferita ancora aperta che neanche il tempo riuscirà a rimarginare, ma so che a prescindere del posto o della circostanza in cui io mi trovi, tu sei sempre con me ad accompagnarmi ed a incoraggiarmi nelle sfide che la vita presenta.
Mi manchi tanto,
dal tuo vasscdozz”.
(L. classe quinta)