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Gemme n° 279

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La mia gemma è una frase; l’ho trovata venerdì, giorno del compleanno di mio fratello. Dice: “Due fratelli non sono amici. Sono come rami dello stesso albero, possono divergere con gli anni ma il loro legame sarà eterno”. Penso che sia profonda per chi ha fratelli e sorelle: capita di litigare spesso, poi si torna vicini, si fa pace…”. Così ha parlato A. (classe seconda).
C’è una frase di Dylan Thomas che rende bene l’idea secondo me: “Ha nevicato anche l’anno scorso: ho fatto un pupazzo di neve e mio fratello l’ha buttato giù e io ho buttato giù mio fratello e poi abbiamo preso il tea insieme.”

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Gemme n° 168

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La mia gemma è formata da due foto in cui sono con mio fratello: lui è molto importante nonostante i litigi”. Questa la gemma di L. (classe seconda). Tanta la sintesi di L., tanto prolissi gli Articolo 31:

Io non so cosa pensavi quelle notti con papà ma grazie mamma ne hai fatti due su due. In famiglia eri il primo nato, il bambino aspettato coccolato e a tratti persino viziato, coccolato e pacchi su pacchi di ricchi natali, parenti sorridenti intenti a lasciare regali; e poi arriva il piccolo scassando ogni giocattolo, diventa lui la star, mettendo te in un angolo e la cagnara incombe fanfara e tromba. Lui mangia caga e piange, a te le colpe per tutto ciò che rompe. Con quel sorriso a quattro denti farabutto già dicevo tutto: dormo da angioletto e poi di notte non sto zitto. Botte dal soffitto, mami e papi svegli fino a prima mattina, negli occhi lo stesso svarione di sette anni prima, ogni vicina sentiva e diceva che sfiga, mamma coglieva la sfida con noi rideva e capiva che la congrega prendeva una nuova piega. Non ci si credeva al bordello che già si faceva, la casa a ferro e fuoco nel gioco di litigare, cane e gatto ma lo stesso modo di camminare. Non so cosa pensavi quelle notti con papà ma grazie mamma ne hai fatti due su due e due su due, che comunque vada mio fratello ci sarà grazie mamma grazie pà (yeeeh yeeeh)
Urlare a squarciagola fantasmi sotto le lenzuola, bambini non fate casino domani c’è scuola, ma mamma non c’è verso di fermare i ghostbusters. La cameretta è l’universo e noi siamo i masters, là fuori siamo soli non lo diamo a vedere ma abbiamo il vestito più strano di tutto il quartiere, gli zarri che ridevano in cortile ma era stile, ricordi come si giravano le ragazzine? quando si girava in coppia la stilosi li radoppia l’andatura zoppa e un’armatura dava forza per affrontare ogni sventura con la stessa frase in bocca: questo è mio fratello, bello sarà dura per chi me lo tocca, abbiamo il codice dei cavalieri non vedi? piuttosto scleri ma ci trovi sempre sinceri Milady per la città sfidando il proprio futuro, uno lo cantava sicuro l’altro scriveva su ogni muro, e la mia rivoluzione partiva da là, cane e gatto ma lo stesso sguardo di chi non ci sta. Non so cosa pensavi quelle notti con papà ma grazie mamma ne hai fatti due su due e due su due, che comunque vada mio fratello ci sarà grazie mamma grazie pà (yeeeh yeeeh)
[…]”

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Gemme n° 157

jess«Ha nevicato anche l’anno scorso: ho fatto un pupazzo di neve, mio fratello l’ha buttato giù, e io ho buttato giù mio fratello. Poi, abbiamo preso il tè insieme.» (Dylan Thomas)
Ho voluto cominciare con questa citazione perché non credo ci sia modo migliore di descrivere il rapporto fra me e mio fratello.
Fin da piccoli, noi due siamo sempre stati agli antipodi su tutto, dal cartone animato preferito, al gusto della torta di compleanno, eccetera eccetera. Piccole cose, certo, ma che hanno sempre reso complicato ogni più piccolo confronto. Anche se tra fratelli è normale litigare, troppo spesso finivamo per urlarci contro per ore o per non parlarci del tutto per giorni; era come se mancasse qualcosa, come se, sotto sotto, io non conoscessi veramente quella persona che avevo visto nascere e crescere accanto a me. Quel “punto d’incontro” che serviva ad unirci è arrivato nella maniera più improvvisa e impensabile possibile: l’anno scorso, mia madre è stata male, e la nostra vita ha iniziato a cambiare. In quel periodo, in cui mio padre lavorava molto e mia madre non poteva occuparsi di noi, io e mio fratello ci siamo trovati spesso soli, ad aspettare in silenzio. Se devo essere del tutto sincera, inizialmente io credevo che lui non capisse appieno la situazione, o che semplicemente la ignorasse; quando però un giorno sono entrata in camera e l’ho trovato seduto sul letto che piangeva a dirotto, ho capito di avere di fronte a me una persona molto più intelligente e sensibile di quanto credessi. Principalmente però, era un bambino che aveva bisogno di conforto. Quella sera, io e lui siamo stati seduti l’uno di fronte all’altra a parlare per ore, sia di cose serie che di stupidaggini, e ci siamo un po’ scoperti a vicenda. Ho capito per la prima volta cosa volesse dire avere un fratello minore da proteggere, e ho giurato che l’avrei sempre fatto, perché so che, qualunque cosa accada, lui sarà sempre lì per me, pronto a difendermi e a sostenermi; perché alla fine non importa quante volte ci butteremo giù, l’importante è che uno sarà sempre pronto a risollevare l’altro e ad «offrigli una tazza di tè».”
Questa è stata la toccante gemma di J. (classe terza). Mi è venuta in mente una frase che arriva dal passato. Mio nonno adorava i film di Totò, di Franco e Ciccio e di Bud Spencer e Terence Hill. Nel film “Lo chiamavano Trinità” uno dei protagonisti afferma: “Come ti permetti lurido ladrone! Questi sono i miei fratelli e i miei fratelli li picchio solo io!”. Mi ha fatto sorridere, ma pure riflettere. I rapporti umani più profondi sono quelli sinceri, ma non è facile essere sinceri ed accettare la sincerità. Significa essere nudi davanti all’altro e nudità significa anche vulnerabilità. Ci vuole tempo per svestire gli abiti che fanno da corazza, ma una volta che si scopre la bellezza dell’altro non vi si rinuncia.

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Gemme n° 135

Questa canzone è stata scritta dal fratello di un ragazzo che era in classe con me: gliel’ha dedicata perché ne sentiva la mancanza. Evidenzia quanto una persona può stare a cuore a un’altra anche dopo tutti gli sbagli che ha fatto.” A queste parole di S. (classe seconda) mi è venuta in mente la frase di Dylan Thomas: “Ha nevicato anche l’anno scorso: ho fatto un pupazzo di neve e mio fratello l’ha buttato giù e io ho buttato giù mio fratello e poi abbiamo preso il tea insieme”.

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Gemme n° 102

mani tanteNon pubblicherò la gemma portata da F. (classe quarta) in quanto si tratta di un video privato: “E’ un filmato di 7 minuti fatto con mia sorella per il compleanno di un’altra sorella. Abbiamo rappresentato i momenti più importanti della sua vita utilizzando come interpreti i bambini, figli e nipoti. E’ stata dura perché i bimbi erano scatenati. Ho portato questo video perché è fatto con mia sorella e ci sono i bambini, una delle cose più belle. Ritrae momenti importanti della famiglia, fondamentale per me”. Erma Bombeck afferma: “La famiglia. Eravamo uno strano piccolo gruppo di personaggi che si facevano strada nella vita condividendo malattie e dentifrici, bramando gli uni i dolci degli altri, nascondendo gli shampoo e i bagnoschiuma, prestandoci denaro, mandandoci a vicenda fuori delle nostre camere, infliggendoci dolore e baci nello stesso istante, amando, ridendo, difendendoci e cercando di capire il filo comune che ci legava.”