Gemme n° 470

Questa è la gemma di S. (classe terza): “Ho scelto questa canzone non per un suo significato particolare (parla del fatto di lasciar andare il passato perché inevitabile), ma perché le sono da poco legata. Qualche tempo fa ero in cantina, dove io e mio papà facciamo un po’ di ginnastica. Di solito ascoltiamo Ligabue, il preferito di mio padre, ma alla fine del cd abbiamo messo su le canzoni che ho sul pc. Mio padre ha detto che questa gli piaceva un sacco e mi ha proposto di fare una gara di addominali sulle sue note. Era tanto che non “giocavamo” insieme come quando ero piccola: ecco perché questa canzone significa tanto”.
Neruda scrive che “Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sé”. Auguro a S. e al suo papà tante gare di addominali 😀

Azzardo

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Un articolo di Alessandro Beltrami di due mesi fa, pubblicato su Avvenire.
Sono 1,3 milioni i giovani tra i 14 e i 19 anni che nel 2014 hanno provato il gioco d’azzardo: vale a dire il 54% di coloro che frequentano le superiori: poco più di uno studente su due. Fortunatamente il 35% di questi gioca raramente (meno di una volta al mese) e il 9% una volta al mese, ma è del 10% la quota di coloro che tentano la sorte almeno una volta a settimana, rientrando nella fascia a rischio dei “frequent player”, i giocatori costanti. Tra i minorenni ha giocato in almeno un’occasione il 51%. L’87% degli studenti ha però coscienza che il gioco può trasformarsi in dipendenza.
Sono i dati emersi dalla ricerca dell’osservatorio Young Millenials Monitor, realizzato da Nomisma in collaborazione con l’Università di Bologna. La ricerca è stata condotta su 580 classi in tutta Italia, coinvolgendo oltre 14mila ragazzi. Un campione che ha evidenziato una difformità di distribuzione tanto a livello territoriale quanto per tipologia scolastica.
L’incidenza dell’azzardo è molto maggiore nel Sud e nelle Isole, dove il 64% dei giovani gioca contro il 43% del Nord. In linea generale, invece, giocano di più i ragazzi (63%) rispetto alle ragazze (43%), così come i maggiorenni sono più propensi all’azzardo dei minorenni (61% contro il 51%). Enorme la forbice tra i ragazzi che provengono da famiglie in cui vi è un’abitudine al gioco rispetto a famiglie non giocatrici: 65% contro il 10%. L’azzardo è più diffuso tra gli studenti degli istituti tecnici e professionali (rispettivamente 60% e 59%) rispetto a quelli dei licei (49%). Silvia Zucconi, coordinatrice dell’osservatorio, osserva inoltre che «chi ha voti elevati in matematica ha una propensione al gioco inferiore del 10% rispetto a chi ha voti insufficienti. Quindi la capacità di valutazione della probabilità di vincita è un elemento che determina l’interesse verso il gioco».
La maggior parte degli studenti ha giocato per curiosità (30%), il 23% “per caso” e il 14% perché altri amici già giocavano. Nella classifica dei giochi, secondo la ricerca di Nomisma, al primo posto si colloca il Gratta&Vinci, sperimentato durante l’anno scolastico dal 38% degli studenti, al secondo posto ci sono le scommesse sportive in agenzia (25%) e quindi i giochi di abilità online (20%). Crolla l’interesse verso giochi tradizionali come Superenalotto e Lotto. La maggior parte dei giovani (28%) ha provato una o due tipologie di gioco durante l’anno scolastico 2014/15, mentre il 12% ha giocato a ben cinque tipologie, dato preoccupante ma in controtendenza rispetto al 22% dell’ultima rilevazione, relativa al 2008.
Interessante il confronto con alcuni dati della ricerca Nomisma di sei anni fa. Se allora la quota di studenti sopra i 15 anni che avevano giocato d’azzardo era in linea con i dati attuali, il 55%, diversi indici sono in contrazione: allora avevano dichiarato propensione al gioco il 76% dei ragazzi e il 61% delle ragazze, aveva detto di giocare il 75% degli studenti dell’Italia meridionale e il 78% di coloro che frequentavano gli istituti professionali.”

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